mercoledì 17 gennaio 2018

LE "FAKE NEWS" SCIENTIFICHE ALLA MOSTRA LET'S SCIENCE


Milano - E' in corso dal 10 al 21 gennaio 2018, presso la Galleria San Fedele di Milano (Via Hoepli 3/b, Milano),  la mostra Let’s Science!, organizzata dalla Fondazione IBSA. Oltre alla esposizione di fumetti del progetto I Ragazzi di Pasteur, nella stessa location si svolgono anche workshop che coinvolgono adulti e studenti sull’educazione scientifica e sulle possibili risposte al fenomeno delle fake news, soprattutto in ambito scientifico.

Oltre 200 persone hanno già visitato la mostra e partecipato agli eventi organizzati. “I visitatori hanno apprezzato sin dal giorno dell’opening la possibilità, grazie ai fumetti esposti, di fare un percorso attraverso verità scientifiche e fake news, in un contesto che ha saputo valorizzare la creatività dei ragazzi che hanno preso parte al progetto”, ha commentato Silvia Misiti, Direttrice della Fondazione IBSA.
Di grande interesse anche i contenuti emersi dai workshop organizzati nell’ambito della mostra. Il primo evento dedicato alle scuole (in replica venerdì 19 gennaio 2018 alle ore 10) ha permesso di approfondire, insieme al giornalista scientifico Gianluca Dotti e a ScuolaZoo, anche le conseguenze sulla reputazione online di chi condivide le bufale, rivelando al tempo stesso alcuni piccoli trucchi per smascherarle.
Questi i temi maggiormente affrontati:
- La condivisione di contenuti su qualunque social rimane per sempre.
- Se si sostiene con un like una bufala, si contribuisce a diffondere una notizia falsa,   compromettendo la propria reputazione.
- Il numero delle condivisioni e dei like, non è un parametro affidabile per valutare l'attendibilità di una notizia.
- I contenuti fortemente emozionali molto spesso sono falsi. Un'informazione scientifica deve essere equilibrata in tutti i suoi aspetti, emotivi e razionali.
- Controllare la URL della pagina. Le bufale sono spesso condivise da siti sconosciuti o con nomi che volutamente ricordano testate famose.
- La scienza non è un sistema di verità assolute: ci possono essere temi controversi, soprattutto nella “scienza di frontiera”. Se ci si imbatte in affermazioni troppo perentorie e poco documentate, è probabile che siano poco attendibili.
 
Il secondo momento di incontro si è svolto nella serata di sabato 13/1 e ha visto salire sul palco Silvia Bencivelli, giornalista scientifica, conduttrice tv ed esperta di bufale, che ha moderato un vivace dibattito tra esperti per indagare i nuovi linguaggi e le nuove forme dell’educazione scientifica. Protagonisti di questo confronto Pier Paolo Di Fiore, ordinario di Patologia generale all’Università di Milano, e Luca Raffaelli, giornalista, sceneggiatore ed esperto di fumetti.
Dunque la lotta alle fake news si compone di due elementi essenziali, divulgazione scientifica e linguaggi creativi, come ad esempio il fumetto.

Luca Raffaelli ha raccontato quali sono le caratteristiche che deve avere un fumetto per essere un efficace strumento divulgativo: una storia che sia corretta dal punto di vista dei contenuti ma allo stesso tempo avvincente, che si sviluppa attraverso il racconto di personaggi che le animano. Non si tratta semplicemente di inserire immagini con delle didascalie, ma di dar vita ad un racconto equilibrato dove il disegno aggiunge qualcosa in più al testo e viceversa. Immagini e testo devono insomma a loro volta dialogare tra loro.

Il Professor Di Fiore ha ricordato come gli scienziati dovrebbero andare nelle scuole e raccontare la scienza per appassionare i ragazzi grazie a narrazioni in grado di trasmettere argomenti complessi in maniera semplice. Proprio come la Fondazione vuole fare attraverso i volumi della collana I Ragazzi di Pasteur, dove le cellule staminali vengono rappresentate come eleganti ballerine chiamate le “signore potenti”. Inoltre Di Fiore ha voluto infrangere un luogo comune. Il Professore ha infatti sottolineato che il primo compito della ricerca scientifica non è quello di scoprire cose utili, ma rendere l’uomo più degno, insomma di nobilitarlo. 

Cosa ci riserva il futuro? In Italia la consapevolezza scientifica è molto bassa, inoltre l’uso di internet e dei social è in esponenziale aumento. Per questo la Fondazione IBSA ha voluto lanciare, grazie a Let’s Science!, un appello a colmare il bisogno di una alfabetizzazione digitale delle giovani generazioni che possa rispondere efficacemente alle bufale scientifiche e alla loro crescente pericolosità”, spiega Silvia Misiti. “L’uso di tecnologie sempre più sofisticate, come il voice and face morphing e l’Intelligenza Artificiale, sono innovazioni utili e di grande aiuto, ma contro il cui uso inappropriato dobbiamo iniziare ad essere maggiormente consapevoli, a cominciare dai ragazzi”.

IBSA Foundation for scientific research: la Fondazione nasce nel 2013 dalla casa farmaceutica IBSA, azienda particolarmente attenta alla ricerca e al suo sostegno, con l’intento prevalente di diventare un punto di riferimento per la promozione e la divulgazione della scienza attraverso contatti costanti con il mondo accademico, le istituzioni, gli ospedali e i semplici cittadini e con iniziative volte a sensibilizzare l’importanza di affrontare in maniera contemporanea i concetti di salute, qualità della vita e benessere della persona. In questa prospettiva rientra anche la creazione di IBSA Foundation for children la cui principale finalità è il sostegno alla maternità e alla genitorialità in senso più ampio,  ed infatti ha creato e gestisce il Nido Primi Passi, situato nei pressi della sede di IBSA, a Lugano. 
IBSA Foundation for scientific research in virtù del suo ruolo attivo nella formazione scientifica, eroga ogni anno 5 borse di studio a giovani ricercatori e 10 borse di studio a sostegno di studenti che si iscrivono alla nuova facoltà di medicina dell’Università della Svizzera Italiana (USI).





martedì 16 gennaio 2018

STEFANO BORDEGNONI NUOVO CEO DI INPECO GROUP (SISTEMI PER LABORATORI DI ANALISI MEDICHE)





Milano - E' stato annunciato che Stefano Bordegnoni, 52 anni, ingegnere meccanico con ventennale esperienza nel campo automotive e automazione, assume la carica di Chief Executive Officer di Inpeco Group.

Con un importante bagaglio di competenze tecniche e manageriali acquisite in precedenti esperienze professionali, con incarichi di rilievo in aziende leader di settore, inizialmente Bordegnoni ricoprirà ad interim anche l'incarico di Head of Product & Service Development al fine di facilitare il processo di consolidamento e sviluppo della nuova organizzazione e di contribuire al miglioramento dei processi nell'area Research & Development.

“Sono onorato di questa opportunità” afferma Stefano Bordegnoni “e anche pienamente consapevole della sfida; sono estremamente motivato a sostenere e guidare il Gruppo in questo cruciale passaggio evolutivo che sta portando Inpeco a diventare sempre più protagonista sui mercati mondiali”.

Il Gruppo Inpeco è una realtà multinazionale attiva da oltre 20 anni nel settore della progettazione, sviluppo e produzione di sistemi di automazione per laboratori di analisi cliniche, dove ha realizzato pionieristiche soluzioni di automazione totale per gli operatori di avanguardia. Il Gruppo conta circa 500 dipendenti, in forte aumento negli ultimi 5 anni, ed è presente con sedi proprie in Svizzera, Italia, Belgio e Stati Uniti.
Con un fatturato di circa 150 milioni di euro e oltre 1.600 installazioni nei laboratori in tutto il mondo, il Gruppo Inpeco investe ogni anno il 10% delle proprie risorse in Ricerca e Sviluppo e vi dedica oltre 120 dipendenti. L’età media dei dipendenti non supera i 40 anni. 

Per informazioni: http://www.inpeco.com/en/ (Omniapress-17.01.2018)

giovedì 11 gennaio 2018

ASSICURAZIONI: QBE VENTURES INVESTE NELL'INSURTECH. ACCORDO CON CYTORA



Milano - QBE Ventures, società di QBE Insurance Group che opera nel venture capital, ha annunciato di aver definito un accordo di partnership con Cytora, start-up che sviluppa data analytics per l’industria assicurativa.

La collaborazione con Cytora segue un’analoga partnership recentemente definita con un’altra startup, RiskGenius, che ha progettato una piattaforma per la gestione automatizzata delle polizze. La piattaforma è basata su algoritmi costruiti per capire il linguaggio delle polizze e rendere più efficiente l’underwriting.
Gli accordi con Cytora e RiskGenius rientrano in un piano d’investimenti nell’Insurtech, da 50 milioni di dollari, lanciato a inizio anno da QBE Ventures.

Richard Pryce, CEO delle European Operations di QBE, ha rilevato che la partnership con Cytora, facendo leva su un mix tra informazioni esterne e intelligence interna, garantirà ai clienti una più completa valutazione del rischio. Cytora consentirà a QBE di acquisire nuovi strumenti di analisi e di integrarli nei modelli di business.

Commentando la partnership con RiskGenius, Bob James, Group Head of Transformation di QBE, ha spiegato che, grazie alla piattaforma, la compagnia sarà in grado di lanciare nuovi prodotti sul mercato con maggior velocità ed efficienza.
Chris Cheatham, CEO RiskGenius, ha affermato che il team di RiskGenius ha scelto di collaborare con QBE perché ha creduto nella passione e nell’impegno della compagnia focalizzato sulla ricerca di nuove sfide per soluzioni sempre più innovative.
Richard Hartley, CEO di Cytora, ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di collaborare con una compagnia leader del settore come QBE. Il Gruppo condivide la nostra visione che mira a promuovere nuovi standard qualitativi nel processo di selezione dei rischi e nell’elaborazione dei prezzi”.

Nato nel 1886 in Australia, QBE Insurance Group è un gruppo specializzato in Business Insurance presente in 37 Paesi. In Europa, le attività fanno capo alla holding QBE European Operations con sede a Londra. QBE opera in Italia dai primi anni ’90. Nel 2007 è stata costituita la Rappresentanza Generale di Milano che, da gennaio 2017, è guidata da Angela Rebecchi.
L’offerta italiana include soluzioni assicurative di primo e secondo rischio nei rami danni: RCT/O e RC prodotti, incendio e furto, elettronica, danni da interruzione d’esercizio, Professional Indemnity e D&O. 

Per ulteriori info: www.qbeitalia.com  (Omniapress-11.01.2018)




ANTARES VISION INVESTE E ASSUME. NUOVO STABILIMENTO A SORBOLO (PARMA)


Travagliato (Brescia) - Antares Vision ha annunciato che, dopo il nuovo centro di ricerca e sviluppo software dedicato alla computer vision e all’intelligenza artificiale inaugurato in Irlanda a fine dicembre 2017, l'azienda bresciana torna a investire in Italia con un nuovo centro di produzione che realizzerà le macchine automatiche di ispezione e il controllo qualità dei prodotti farmaceutici (fiale, flaconcini, capsule, compresse) nel quartiere industriale Bogolese di Sorbolo in provincia di Parma. 

Antares Vision ha da poco festeggiato i primi dieci anni di attività confermandosi leader mondiale nei sistemi di ispezione visiva, soluzioni di tracciatura e gestione intelligente dei dati applicati ad alcuni tra i settori più esigenti del mercato (prodotti farmaceutici, dispositivi medici, cosmetici, food&beverage). Il fatturato 2017 si è attestato intorno a 100 milioni di euro con incremento di ben il 50% rispetto al 2016. 

Con un investimento di oltre 3,5 milioni di euro, il nuovo polo produttivo Antares Vision sarà dedicato a Germano Storci, storico imprenditore di Collecchio scomparso lo scorso anno e che ha fondato la Pharmatech, acquistata in seguito dai due soci fondatori di Antares Vision, Emidio Zorzella e Massimo Bonardi, rispettivamente CEO e Managing and Technical Director. 

Emidio Zorzella ha sottolineato l’importanza strategica di questo investimento nell’ambito del territorio parmense. “Nel nuovo centro produttivo di Sorbolo – ha detto Zorzella - saranno assunte, in soli due anni, oltre 50 persone che realizzeranno le macchine di ispezione dei farmaci distribuite poi in tutto il mondo”. 

Antares Vision offre la soluzione globale più completa e scalabile nei sistemi di ispezione, tracciatura e gestione intelligente dei dati, verificando il completo processo di protezione dei prodotti per tutto il loro ciclo di vita. L’azienda è la scelta naturale per molte applicazioni industriali. Ha sede a Travagliato (Brescia) ed è presente in tutto il mondo con oltre 50 partnership locali. 

Per ulteriori info: www.antaresvision.com (Omniapress-11.01.2018)

lunedì 8 gennaio 2018

CUMULO PREVIDENZIALE PROFESSIONISTI: INCONTRO DI COORDINAMENTO ADEPP-INPS


Roma - In un comunicato AdEPP (Associazione Enti Previdenziali Privati) si dice che "dopo lunghe sollecitazioni da parte dell’Associazione, che rappresenta le 19 Casse di previdenza ed assistenza private, martedì 9 gennaio 2018 si tiene la riunione di coordinamento tra i vertici AdEPP e i tecnici dell’Inps".
“Da tempo - spiega il Presidente dell’AdEPP Alberto Oliveti - chiediamo un confronto sulle osservazioni, che abbiamo inviato lo scorso novembre, inerenti la bozza di accordo quadro inviataci dall’Inps: ho sempre sostenuto, infatti, che con il cumulo previdenziale si fosse raggiunto un obiettivo di civiltà esprimendo, però, la necessità di sciogliere alcuni nodi, nell’interesse dei nostri iscritti e degli Enti che rappresento. Per questo siamo stati sempre promotori di tavoli di confronto che vedessero la partecipazione di tutti gli attori coinvolti”. 
“Dopo l’approvazione delle Legge di bilancio per il 2017 nella quale si estendeva il cumulo previdenziale anche agli iscritti alle Casse di previdenza private – sottolinea Oliveti -  abbiamo subito chiesto un incontro con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali per sottoporre alcune questioni che a nostro avviso non venivano affrontate dal legislatore come le modalità applicative, il sistema di calcolo, gli oneri sui regolamenti e sui bilanci tecnici”. 
A conclusione dell’incontro, avvenuto nel febbraio scorso, i referenti del Ministero hanno ritenuto necessario un confronto con l’INPS, per dar corso alle relative procedure operative che interessano i diversi  enti previdenziali privati, chiedendo che questa presentasse un elaborazione più dettagliata sui soggetti coinvolti. Dati resi disponibili dall’Inps il 24 marzo.    

Da allora tanti passaggi sono stati fatti anche su sollecitazione della stessa AdEPP. 
La Circolare dell’Inps, nella quale si prevede che ulteriori istruzioni sulla materia di cumulo saranno emanate a seguito della stipula dei previsti rapporti convenzionali con le Casse di previdenza, arriva il 12 ottobre, dopo l’approvazione del Ministero avvenuta il 9 ottobre,  e solo l’8 novembre l’INPS invia la sua bozza di “Convenzione Quadro per l’erogazione delle prestazioni pensionistiche in regime di totalizzazione ai sensi del decreto legislativo del 2 febbraio 2006, n. 42, e di cumulo ai sensi della Legge del 24 dicembre 2012, n.228 (“Legge di stabilità 2013”).
“Il 24 novembre – conclude Oliveti -  l’AdEPP, a nome di tutte le Casse associate, ha inoltrato all’INPS la propria proposta di convenzione contenente alcune modifiche al documento emanato dall’Istituto nazionale di previdenza, sollecitando più volte un riscontro alle nostre osservazioni e un momento di  confronto. E’ stato fissato finalmente un incontro per il prossimo  9 gennaio, che ci auguriamo ci porti verso la soluzione definitiva. Voglio però sottolineare che le Casse non hanno mai smesso, in questi lunghi mesi, di sollecitare soluzioni a breve tempo affinché gli iscritti potessero avere risposte ed indicazioni per esercitare il proprio diritto di cumulare i periodi assicurativi maturati, predisponendo, pur di fronte a incertezze dovute ad una norma non chiara ed esaustiva, azioni per attuare al meglio e prontamente quanto verrà stabilito, modificando regolamenti o adottando delibere, raccogliendo le domande e le istanze presentate, in un confronto continuo e trasparente con i propri professionisti”.
Ricordiamo infatti - prosegue la nota AdEPP -  come la fattispecie creata dal legislatore doveva coordinare un sistema pensato per il pilastro pubblicistico, con la regolamentazione privata fissata negli anni dalle singole Casse. Alla fine il Ministero e l’inps hanno creato una fattispecie di prestazione previdenziale a formazione progressiva, originale nel panorama giuridico italiano, che richiede il necessario coordinamento tra le  Casse private e l’Inps. Nel frattempo le singole Casse hanno già accettato le domande e attendono la firma della convenzione e l’accesso ai sistemi informatici dell’Inps per poter gestire le domande finora pervenute.
In estrema sintesi si attendeva l’applicazione di una norma centrata su un unico regolamento, il più rigoroso tra quelli degli Enti coinvolti nel cumulo, che definisse la decorrenza ed il quantum della  pensione di vecchiaia comunque erogata dall’Inps, quali fossero le gestioni interessate. Poi, nel divenire applicativo, è rimasta solo la regola che la pensione frazionata viene liquidata dall’INPS, e la colpa del ritardo viene assegnata alle Casse? Ricordando la favola di Fedro, “superior stabat lupus….”.
Per ulteriori informazioni: www.adepp.info (Omniapress-08.01.2018)



martedì 19 dicembre 2017

SANITA' ITALIANA: 2,2 MILIONI DI ADDETTI. FORTE CARENZA DI MEDICI DAL 2023. PERMANGONO FRODI E CORRUZIONE. RAPPORTO EURISPES-ENPAM


Roma - E' stato illustrato a Roma il "1° Rapporto sul Sistema Sanitario italiano. Il termometro della salute". 
Nella presentazione del documento si dice che "il lavoro di ricerca realizzato da Eurispes ed Enpam, sotto l’egida dell’Osservatorio su Salute, Previdenza e Legalità, offre una visione che si discosta nettamente dall’idea diffusa di una sanità pubblica al tracollo e sostanzialmente irriformabile. Basti pensare che i dati a livello internazionale attestano che in Italia il bene-salute è accettabilmente garantito, pur tra le difformità e gli squilibri che ne inficiano l’immagine complessiva". 

Questo Rapporto - dichiara Gian Maria Fara, Presidente Eurispes - ha voluto osservare il sistema della sanità, con l’obbiettivo di “prendere contatto” con i diversi temi e le maggiori contraddizioni di un Sistema sanitario Nazionale per il quale è difficile esprimere una valutazione univoca, in grado di comprendere in sé le molte carenze come pure le tante eccellenze. Occorre soprattutto ricordare che, nonostante i ritardi e i problemi, il nostro Sistema sanitario nel confronto internazionale rimane uno dei migliori al mondo per la capacità di assicurare la salute dei nostri cittadini.
Secondo Alberto Oliveti, Presidente Fondazione Enpam: “Il nostro Ssn è un fiore all’occhiello di civiltà che vogliamo difendere anche nell’interesse dei nostri iscritti che in esso operano. Considerate le tendenze economico-finanziarie, gli andamenti demografici di denatalità e invecchiamento, l’evoluzione tecnologica e la digitalizzazione crediamo che la strada da percorrere per garantire la sostenibilità di un Ssn pubblico sia quella di selezionare i livelli essenziali di assistenza (Lea) possibili, quelli cioè che possiamo garantire a tutti su tutto il territorio nazionale”.
“Il nostro Rapporto - commenta Vincenzo Macrì, Presidente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Salute, Previdenza e Legalità - si astiene rigorosamente da qualsiasi tentazione di forzature interpretative dei dati acquisiti ed elaborati. Le fonti sono amplissime e, molte, di matrice internazionale. Da questo momento, divengono patrimonio comune delle forze politiche, degli studiosi, dell’opinione pubblica. Da segnalare la continua comparazione di tali dati con quelli di altri paesi europei. Ne risulta un quadro che apparirà sorprendente a chi ritiene, sulla base dell’informazione pubblica e di quella del web, che la situazione italiana sia decisamente peggiore delle altre per l’inefficienza, gli sprechi, le carenze organizzative, l’assenteismo, le prassi corruttive, che ne caratterizzano l’attività. E invece così non è”.
Il Rapporto ha analizzato il Sistema sanitario principalmente attraverso l’ottica dei cittadini/pazienti, ma senza nascondere le tematiche più generali della compatibilità nei conti pubblici.
L’Italia investe il 14,1% della spesa pubblica per mantenere il proprio sistema sanitario, l’1,1% meno della media europea. L’Irlanda è il paese che vi dedica la quota più alta (19,3%), ma questa spesa incide solo per il 5,7% del proprio Pil, dato che per l’Italia sale al 7%. Cipro è il paese che spende per la sanità la percentuale più bassa della spesa pubblica, pari al 2,6% del proprio Pil.
Gli operatori impegnati nella sanità rappresentano una quota di lavoro rilevante nel nostro Paese. Nel 2015 gli occupati nel comparto sono stati 1.796.000. Considerando la quota di lavoro nero e grigio che si annida soprattutto nell’area della cura alla persona, è legittimo ritenere che a questi si debbano aggiungere tra le 300.000 e le 400.000 unità, portando il totale a circa 2.200.000 addetti, ovvero ad una quota vicina al 10% del totale occupati del Paese.
Tra le tante contraddizioni e i punti critici, il Rapporto ha evidenziato il tema del precariato e della insufficienza degli organici, del forte invecchiamento del personale sanitario che in alcune aree, ed in particolare nella medicina generale (medico di base e pediatra di libera scelta), rischia nel futuro prossimo di generare dei vuoti incolmabili. Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute e aggiornati al 2012 il comparto assorbiva 45.437 medici di medicina generale. Secondo la Federazione Italiana dei Medici di Famiglia circa 21.700 medici di base andranno in pensione entro il 2023, mentre il numero dei giovani medici “in ingresso” si prevede non superiore alle 6.000 unità. Questo significherà una carenza di 16.000 medici di base e la quasi certezza che entro il prossimo decennio almeno un terzo dei residenti nella Penisola non potrà avvalersi del medico di famiglia.
I servizi ospedalieri assorbono il 44,4% degli addetti, di questi il 18% è impiegato per mansioni non afferenti le professioni sanitarie. Questo dato fa intuire il livello di burocratizzazione della macchina sanitaria, con la presenza di una quota elevata del personale principalmente amministrativo che viene assorbita per il suo funzionamento.
Parallelamente, nelle Regioni sottoposte a piani di rientro si fa sempre più ricorso a lavoro precario per sopperire alla carenza di personale causata dal mancato turn-over. Con riferimento al 2011, nelle strutture della sanità pubblica opererebbero almeno 35.000 figure precarie, tra cui 10.000 medici.
In Italia operano 37.047 medici odontoiatri (Istat-Rcfl-2016). In confronto ad altri paesi europei la quota degli odontoiatri che lavorano nella sanità pubblica è tra le più basse, e sempre per il 2016 si assesta al 2,9%, ovvero a meno di 1.100 unità. Le cure dentarie sono dunque sostanzialmente a carico delle famiglie, incidendo fortemente sulla spesa sanitaria totale. I liberi professionisti sono 31.604, e a loro volta generano lavoro per decine di migliaia di assistenti alla poltrona, igienisti e addetti alla segreteria. Anche in questo caso non esistono studi attendibili in grado di “quotare” i numeri dei collaboratori degli studi dentistici.
Anche i temi legati agli sprechi e alle diverse aree di intervento dei fenomeni corruttivi che il Rapporto analizza a fondo, e la cui gravità è sotto gli occhi di tutti, non risultano una peculiarità del nostro Paese. Infatti le statistiche elaborate dagli organismi internazionali (Ocse e Ue) fanno rientrare l’Italia nei range medi di diffusione delle cattive pratiche e dell’illegalità.
Le stime più accreditate circa il tasso medio di corruzione e frode in sanità stimano nel 5,59%, con un range che spazia tra il 3,29 e il 10%. Se si applicassero questi valori alla situazione italiana, che per ciò che riguarda la spesa pubblica vale circa 113 miliardi di euro l’anno, ciò si tradurrebbe in un danno di circa di 6,5 miliardi di euro l’anno.
Se poi alla stima dell’impatto della corruzione sommiamo quella dell’inefficienza della spesa pubblica nel comparto sanitario (che inciderebbe per il 3% del totale) e il peso degli sprechi, valutato nell’ordine del 18% della spesa totale, l’insieme delle pratiche corruttive, degli sprechi e delle inefficienze, costerebbero annualmente al nostro Paese ben 23,6 miliardi di euro.
Il Rapporto ha valorizzato inoltre l’attività delle Forze dell’ordine fortemente impegnate nel contrasto dell’illegalità, e l’impatto positivo dell’azione di soggetti quali la Consip e l’Anac che negli ultimi hanno iniziato a intervenire sui fronti della razionalizzazione della spesa e del corretto funzionamento dei tanti soggetti pubblici che devono dispensare il bene salute.
L’attività del Comando dei Carabinieri per la Tutela della Salute ha prodotto solo nel 2016 ben 13.881 operazioni di controllo nell’area della sicurezza sanitaria e farmaceutica. Il valore complessivo delle sanzioni amministrative è stato di euro 6.151.019. Il valore dei beni sequestrati è stato di 165.347.185 euro. Sono state chiuse o sequestrate 237 strutture, e sequestrati 38.002 dispositivi e presidi medici, 727.933 confezioni di farmaci e 473.010 fiale o compresse.
La Guardia di Finanza per il 2016 ha segnalato che le frodi più ingenti hanno interessato le procedure di accreditamento di strutture sanitarie, per un valore economico di oltre 50,4 milioni di euro, seguite in questa non esaltante classifica dalle truffe legate alle indebite percezioni di rimborsi e pagamenti da parte del Servizio Sanitario Nazionale (27 milioni di euro) e alle illecite attività lavorative svolte da dipendenti (7,1 milioni di euro). All’interno delle attività volte a prevenire e reprimere le indebite esenzioni dal pagamento del ticket, la Guardia di Finanza è riuscita ad individuare solo nell’ultimo biennio ben 885 soggetti che, tramite false autocertificazioni, hanno beneficiato di prestazioni farmaceutiche e specialistiche per oltre 800.000 euro.
Focus specifici sono stati dedicati alle problematiche della medicina di emergenza, che presenta un numero di accessi (24 milioni l’anno) almeno per un quarto sostanzialmente immotivati, alla carenza del pubblico nell’area dell’odontoiatria, alla medicina difensiva. Per quanto riguarda quest’ultimo fenomeno, gli “sprechi” derivanti da pratiche di medicina difensiva ammonterebbero a ben 13 miliardi l’anno una cifra che corrisponde all’11,8% dell’intera spesa sanitaria totale (pubblica e privata). L’eccesso di cautela, dunque, graverebbe in quota consistente sul SSN e sulle tasche dei cittadini, generando un aumento immotivato di prescrizione di farmaci, visite, esami e ricoveri.
Tra le contraddizioni più stridenti, quella della lunghezza delle liste di attesa per le visite specialistiche e per i ricoveri ospedalieri che ha prodotto riflessioni critiche sul ruolo ed il reale funzionamento dell’intramoenia, che finisce col generare una forte disparità nell’erogazione della cura su base censuaria, oltre che dilatare i tempi di accesso alle visite specialistiche per chi non vi fa ricorso. Inoltre il Rapporto segnala che se la spesa delle famiglie in ticket per il 2015 è di 1.403.626.000 euro, gli italiani hanno sborsato nello stesso anno per l’intramoenia ben 1.118.395.000 euro.
Attualmente dall’intramoenia entra nelle casse pubbliche poco più 10% dei volumi generati dall’intramoenia stessa: circa 150 milioni di euro. La quota di ricavo lordo risulta inoltre progressivamente in discesa: circa il 15% nel triennio 2005-2007, intorno al 13% nel 2008.
Se si scende dal dato nazionale alla situazione delle diverse Regioni, i risultati non sono omogenei ma appaiono, comunque, tutt’altro che soddisfacenti. Nel Lazio i volumi complessivi di intramoenia producono più di 137.000.000 di euro, ma nelle casse della sanità regionale rimangono solo circa 13.000.000 di euro. In Lombardia si spendono in intramoenia circa 262.000.000 di euro, ma alle casse della Regione ne giungono solo circa 18.000.000.
Dalla relazione conclusiva del 2013 della Commissione Parlamentare di Inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali, si rileva che in circa 4 anni, dall’aprile 2009 al dicembre 2012, il numero di denunce al vaglio dell’attenzione parlamentare aveva raggiunto quota 570. Fra queste, 400 erano relative a casi che hanno comportato la morte del paziente, per errore imputato al personale medico e sanitario o per disfunzioni e carenze strutturali. Su 570 casi di presunti errori monitorati, 117 si sono verificati in Sicilia, 107 in Calabria, 63 nel Lazio, 37 e in Campania, 36. Oltre la metà dei decessi (232, il 58%) è riferibile alle regioni del Sud e Isole (Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna). Questi dati evidenziano le forti differenze territoriali in quanto ad emersione di casi di malasanità, con le Regioni del Nord che registrano meno criticità rispetto al Sud, e quelle sotto Piano di rientro che ne sono maggiormente esposte.
Di fronte alle ristrettezze dei bilanci regionali, non sorprenderebbe scoprire nella sanità italiana un parco tecnologico carente e non “aggiornato” rispetto alle nuove tecnologie, come conseguenza di un sistema impoverito e caratterizzato da bassi investimenti. E invece la presenza di apparecchiature tecnico-biomediche (nelle strutture ospedaliere e territoriali) risulta in aumento nel settore pubblico, anche se la loro disponibilità è fortemente variabile a livello regionale. Esistono, ad esempio, circa 106,2 mammografi ogni 1.000.000 di abitanti con valori che superano i 150 in due Regioni (Valle d’Aosta, Umbria). La regione che registra il rapporto minore tra apparecchiature tecnico-biomediche e abitanti è la Campania.
L’evoluzione pur faticosa dei piani di rientro di molte regioni, il varo dei nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza) e delle nuove politiche vaccinali, fanno ritenere che, comunque, il sistema non sia “immobile”, e che per alcuni versi siano state imboccate le strade giuste in un rapporto più equilibrato tra autonomia ragionale e Ministero della Salute.

Per informazioni: www.eurispes.eu (Omniapress 19.12.2017)

giovedì 14 dicembre 2017

"FONDO PER L'INNOVAZIONE SOCIALE" E SOCIAL IMPACT BOND: CASSE DI PREVIDENZA (ADEPP/ENPAP) SU ATTIVITA' PARLAMENTARE


Roma - AdePP (Associazione degli Enti Previdenziali Privati) ha annunciato il via libera al "Fondo per l'Innovazione Sociale" da parte della Commissione Bilancio della Camera mentre al Senato l'emendamento era stato ritirato.  L’AdEPP - si dice nella nota - sottopone all'attenzione del Parlamento e del Governo la necessità della strutturazione e realizzazione di “Social impact bond" ritenendoli strumenti di investimento di grande importanza per il Sistema.

A tal fine, l’Associazione, che rappresenta 19 Casse di previdenza private e privatizzate e 1milione e mezzo di professionisti, fa presente che il Senatore Roberto Cociancich, nell’ambito della discussione sulla “Legge di Bilancio 2018, ha presentato un emendamento (58.0.16) recante la proposta di istituire il “Fondo per l’innovazione sociale”. L’emendamento – ritirato al Senato - presenta dei profili di importanza per gli Enti previdenziali privati dei liberi professionisti poiché offrirebbe proprio la possibilità di prevedere ed implementare interventi – di durata pluriennale - di strutturazione e realizzazione di Social Impact Bond e di strumenti di finanziamento “pay by result”. 

Ritiene particolarmente importanti queste tematiche uno degli associati AdePP,  ossia l'ENPAP, Ente di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi, presieduto da Felice Damiano Torricelli. L'Ente  afferma che l'inserimento dell'emendamento in Legge di Stabilità 2018 consentirebbe di ricorrere, anche in Italia, agli investimenti ad impatto sociale per rilanciare la prevenzione sociale attraverso la Psicologia. 

L’AdEPP ha intrapreso da tempo una nuova strategia in materia di investimenti, approvando il proprio codice di autoregolamentazione ed allocando le proprie risorse diversificando gli ambiti di investimento (come ben riportato nel Rapporto Investimenti 2017), e poiché ritiene che le scelte d’investimento non possano più essere determinate esclusivamente da valutazioni di rischio e di rendimento (anche al fine di evitare investimenti speculativi), ma anche dall’impatto sociale che si concretizza in interventi finalizzati allo sviluppo del capitale umano, al mantenimento ed alla protezione del reddito, e dunque ad un’effettiva e reale protezione sociale. 
Avviare una discussione proattiva nei confronti delle tematiche sopra esposte significherebbe riconoscere il ruolo assistenziale delle Casse in maniera coerente alla loro “mission” ed in linea con una strategia di investimento che tenga conto delle peculiarità e delle criticità del mondo dei liberi professionisti. 
L’AdEPP, ritenendo indispensabile introdurre un modello di finanziamenti che si basi sul principio del “pay by result” in una partnership pubblico-privata mirata alla tutela del mercato del lavoro libero-professionale, vuole sensibilizzare circa l’importanza di ripresentare la proposta emendativa sopra richiamata e segnalare altresì l’emendamento 26.12 a firma Paris-Gribaudo e l'emendamento 26.25 a firma Argentin - Losacco - Preziosi che prevedono l’istituzione di un "Fondo per l’innovazione sociale", entrambi dichiarati ammissibili dalla Commissione Bilancio della Camera.

Per informazioni: www.adepp.info (Omniapress-13.12.2017)


lunedì 11 dicembre 2017

ASSISTENZA SANITARIA: ACCORDO EUROPE ASSISTANCE - MOTORE SALUTE. SERVIZI ON DEMAND E CARD SALUTE. 250 PACCHETTI OMAGGIO AI PRIMI ISCRITTI


Milano - Motore Salutenuovo progetto omnicanale e media-friendly che aiuta il cittadino a scegliere il proprio percorso di salute attraverso la fruizione di informazioni su più canali, ha annunciato una collaborazione con Europ Assistance, compagnia di assicurazioni leader nel settore dell’assistenza privata. 
Nell'annuncio si dice che l'iniziativa nasce con l’obiettivo di soddisfare i bisogni di salute dei cittadini con servizi selezionati ad hoc. Per lanciare il progetto, visto l’avvicinarsi del periodo natalizio, Motore Salute omaggia 250 pacchetti di servizi salute fino al 25 dicembre 2017 ai primi 250 iscritti alla piattaforma. Basta registrarsi sul sito www.motoresalute.it e sarà possibile accedere al mondo di Europ Assistance. Il prodotto omaggiato, offrirà la possibilità al nuovo iscritto di contattare la Centrale Operativa di Europ Assistance attiva 24 ore su 24 al numero 02 58245768 oppure al numero verde 800046388 per valutare il proprio stato di salute, chiedere consulti telefonici e, in caso di necessità, di ricevere la visita di un medico al domicilio.

All’interno del portale si potranno anche richiedere i servizi on demand salute, come ad esempio: un medico, un pediatra, un operatore socio sanitario, un fisioterapista direttamente al proprio domicilio. Nel 2018 sarà possibile anche attivare una card salute  che darà diritto a tanti altri servizi in ambito salute, benessere e wellness

Motore Salute è anche una trasmissione TV, condotta dalla giornalista professionista Giulia Gioda, in onda dal lunedì al venerdì sul canale 82 dalle 19:00 alle 19:30.
Un call center è attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle 20:00 (il numero è 329 9744772).
Motore Salute, la cui filosofia è “Sapere per Scegliere”, rappresenta un reale supporto per il cittadino che ha esigenze di salute e benessere, e la nuova partnership con Europ Assistance è l’occasione per rispondere a tali esigenze e per accrescere la domanda di servizi mirati e consapevoli.
Per ulteriori info: www.motoresalute.it (Omniapress- 11.12.2017)

domenica 3 dicembre 2017

3,3 MILIONI DI PAZIENTI CON PATOLOGIE CRONICHE IN LOMBARDIA: INCONTRO SULLA PRESA IN CARICO


Milano - Si è tenuto a Milano l'incontro “Modello lombardo: la presa in carico del paziente”, evento organizzato da Motore Sanità per fare il punto sulla situazione della Sanità in Lombardia, soprattutto in relazione al progetto in corso per la costruzione di un "modello di presa in carico del paziente cronico". 

Ha aperto la giornata di lavoro Giovanni DaverioDirettore Generale Welfare Regione Lombardia - il quale ha spiegato che il tema fondamentale rappresentato dalla cronicità fa parte del contesto attuale e determinerà i destini dei prossimi anni. “A fronte del fenomeno dell’invecchiamento della popolazione, per il quale Regione Lombardia ha sempre garantito ai malati cronici una rete molto solida, ora necessita di un adeguamento di processo, di approccio e di organizzazione – prosegue il Direttore Generale - la popolazione anziana si incrementa nell’arco di 5 anni, ma tutto questo richiede attenzioni di carattere diversificato perché il 30% popolazione che ha malattia cronica assorbe il 70% delle risorse. La patologia cronica ha bisogno di accompagnamento che dev’essere supportato da un lato da una corretta diagnosi e dai PDTA e dall’altro vi è la necessità di attivare strutture che siano in grado di garantire questo accompagnamento.  Il medico di medicina gioca un ruolo fondamentale e sono già 2575, pari al 48% del totale, quelli che hanno aderito al modello di presa in carico, 294 gestori, 1071 erogatori, e 402 pediatri di libera scelta pari al 36% del totale”. 

L’Assessore al Welfare Regione Lombardia, Giulio Gallera – ha dichiarato che: “In Regione Lombardia vivono 3,3 milioni di persone affette da patologie croniche, il 10% dell’intera popolazione, e assorbono il 70% dell’intera quantità di risorse della sanità lombarda. Questo “sistema di rete di presa in carico” migliorerà in maniera significativa e notevole la qualità della vita del paziente cronico – continua l’Assessore - significherà meno stress, meno code, meno preoccupazioni, più accompagnamento, più facilità e più serenità. Anche il privato è un driver fondamentale, è un grande partner, è una realtà che non fa speculazione ma fa servizio pubblico in maniera egregia, efficace ed efficiente e noi ne siamo molto orgogliosi”. 

Fiorenzo Corti, Vice Segretario Nazionale FIMMG e Responsabile Area Comunicazione - ha parlato della gestione della cronicità e del ruolo dei medici di medicina generale: “Quello che si vuole mettere in piedi da un punto di vista di gestione della presa in carico del paziente cronico, è un’organizzazione che preveda: un centro servizi, un medico, un infermiere e un supporto informatico. Se il paziente sceglierà come gestore una Cooperativa di medici di famiglia, il centro servizi organizzerà gli appuntamenti per esami e visite proposte dal proprio medico di famiglia, che deciderà quale terapia proporre, sempre in uno stretto rapporto di fiducia con il proprio cittadino assistito”. 

Gabriella Levato, Medico di Medicina Generale, FIMMG Lombardia – ha spiegato che la gestione di questi pazienti viene attuata attraverso le stesura di un Piano Assistenziale Individuale (PAI) il cui monitoraggio risulta di fondamentale importanza per aumentare l’aderenza di questi pazienti, non solo alla terapia ma al percorso complessivo dove la terapia è un di cui, e evitare che ci sia un aggravamento di patologia.
 
“Siamo molto orgogliosi del ruolo che le farmacie assumeranno nella nuova presa in carico dei pazienti cronici che vede Regione Lombardia all’avanguardia nel nostro paese – ha detto Annarosa Racca, Presidente Federfarma Lombardia – questo permetterà di fare più aderenza alla terapia e con la loro rete potranno essere le protagoniste. Il sistema farmacia con il suo impegno, insieme a Ats e Regione affronteranno al meglio questa importante sfida.”

Fabio Rolfi, Presidente III Commissione Permanente Sanità e Politiche Sociali Regione Lombardia nonché moderatore della tavola rotonda La riforma lombarda della cronicità un work in progress – ha definito la materia della vecchia legge molto articolata e che meritava un approfondimento. “Un tema odierno va affrontato in maniera strategica e con una visione prospettica di sostenibilità focalizzando l’obiettivo politico sul cambiamento demografico e su una migliore qualità delle cure.
Secondo Alessandro Colucci, Presidente I Commissione permanente, Programmazione e bilancio Regione Lombardia – vi è la necessità di cambiare la risposta sanitaria con la risposta sociale, individuando al meglio i bisogni di salute e migliorando i servizi per il cittadino. La prima chiave di successo è il dialogo tra le varie istituzioni. Altro aspetto importante è garantire la libertà di scelta da parte del cittadino del gestore in modo da farli vivere più a lungo e nel miglior modo possibile.
Carlo Borghetti, Componente III Commissione Permanente Sanità e Politiche Sociali Regione Lombardia – ha espresso qualche perplessità sulla fase attuativa della riforma: “Il momento delle elezioni che è alle porte sarà un ulteriore rallentamento della riforma e non possiamo permettercelo con un tema così importante come quello della presa in cura dei pazienti cronici”. Il Consigliere ha suggerito di mettere in campo gli stakeholder come farmacie, strutture pubbliche e private e MMG, affinché il sistema sia integrato e che il cittadino possa accedere liberamente con una garanzia di appropriatezza delle cure. 
A concludere la giornata, Angelo Capelli, Vicepresidente III Commissione Sanità e Politiche sociali, estensore e relatore della Riforma socio-sanitaria lombarda: “Libertà di scelta e sussidiarietà sono due principi chiave della presa in carico del paziente. La prima, significa assicurare al paziente il diritto di scegliere tra i diversi operatori, garantendo il pluralismo oltre a una corretta e vigilata concorrenza. Sussidiarietà significa che ognuno può e deve fare il suo, in una logica pienamente integrata e orientata a far emergere le migliori prassi e realtà, seguite dall’attenta attività di controllo svolta dal Ssl: l’Ats programma, acquista e controlla in collaborazione e sotto la guida della Regione, mentre gli erogatori pubblici (Asst in primis) e privati accreditati devono essere sempre più messi in grado di sviluppare una rete con l’aiuto di ogni componente professionale del territorio. 

Per info: www.motoresanita.it (Omniapress-30.10.2017)