martedì 12 novembre 2019

INSURANCE SUMMIT AL SOLE 24 ORE: IL FUTURO DELLE ASSICURAZIONI

 
Milano - Il 18 e 19 novembre 2019 (dalle ore 14:30) si tiene "Insurance Summit", organizzato da 24ORE Business School, in collaborazione con Il Sole 24 Ore (via Monte Rosa 91, Milano - Sala Sara Bianchi).

Il futuro delle assicurazioni tra nuovi costi del rischio e scenari digitali è il focus che quest’anno è stato riservato all’annuale appuntamento che coinvolge tutto il mondo assicurativo italiano ogni novembre a Milano che vedrà la partecipazione dei principali rappresentanti del settore, sia sul fronte istituzionale che sul fronte delle compagnie assicurative.
 
Di scenari digitali, rischi e digital transformation si parla subito infatti nella conferenza inaugurale del Summit, che avrà luogo il pomeriggio del 18 novembre dalle ore 14.30 alle ore 18.00, subito dopo l’introduzione sull’Insurance Market Overview 2019 a cura di Davide Corradi, Managing Director and Senior Partner Boston Consulting Group.
La conferenza inaugurale, moderata da Laura Galvagni, giornalista del Sole 24 Ore, sarà l’occasione per approfondire subito il punto di vista delle istituzioni nei confronti di queste nuove sfide che coinvolgono ormai tutto il settore assicurativo: interverranno dunque la Presidente di ANIA Maria Bianca Farina, il Segretario Generale di IVASS Stefano De Polis, in conversazione con Alessandro Plateroti, editorialista del Sole 24 Ore, che introdurrà anche l’intervento successivo di Massimo Claudio Comparini, Amministratore Delegato e-Geos, che sulle nuove tecnologie satellitari e l’intelligenza artificiale a beneficio della previsione del rischio porterà l’esperienza di e-Geos, ioint venture tra il gruppo Telespazio e l'Agenzia Spaziale Italiana. Sul tema verranno intervistati da Laura Galvagni il Presidente di Assicurazioni Generali Gabriele Galateri di Genola e in videoconferenza Carlo Cimbri, Group CEO di Unipol Gruppo.
Il tema della digital transformation nel settore assicurativo è un tema caro anche a RGI Group: ne parlerà il CEO del Gruppo Vito Rocca insieme ad Alessandro Plateroti.
 
Alle 16:45 sarà la volta della tavola rotonda “Nuovi scenari, competitor e modelli di redditività”, che coinvolgerà CEO e amministratori delegati delle principali compagnie assicurative italiane sui temi della Digital Transformation, la Solvency, l’uso dei Big Data e degli advanced Analytics, la Cybersecurity in ambito assicurativo per tutelare il cliente e ridurre il rischio e la centralissima Connected Insurance. Il dibattito sarà moderato dal giornalista del Sole 24 Ore Cheo Condina e vedrà l’introduzione a cura di Giulio Dell’Amico Partner KPMG e la partecipazione di Raffaele Agrusti Amministratore Delegato e Direttore Generale ITAS Mutua, Giacomo Campora Amministratore Delegato e Direttore Generale Allianz S.p.A., Alessandro Castellano CEO Gruppo Zurich Italia, Patrick Cohen CEO Gruppo AXA Italia, Matteo Laterza Direttore Generale UnipolSai Assicurazioni, Alessandro Scarfò Amministratore Delegato e Direttore Generale Intesa Sanpaolo Assicura.
 
La seconda giornata di lavori, martedì 19 novembre, inizierà alle 9:30 con la presentazione dei risultati del World Insurance Report 2019, a cura di Michele Inglese Insurance Director Capgemini Business Unit Italy.
Focus dunque su Customer Centricity e Insurtech, Dopo la presentazione di Ugo Di Iorio Research and Development Vice President RGI Group, verrà fatto il punto assicurativo con Pierre Cordier Amministratore Delegato e Direttore Generale Groupama Assicurazioni, Andreas Moser CEO Munich Re Italia, Valter Trevisani Direttore Generale Cattolica Assicurazioni, Alberto Vacca  Chief Business & Investment Officer Aviva.
Innovazione tecnologica e nuove normative: scenari ed opportunità” saranno al centro dell'intervento di Stefano Micheli Partner BonelliErede, mentre di “Cyber Risk e Cybersecurity nelle assicurazioni” parleranno - moderati in tavola rotonda dal giornalista di Nòva del Sole 24 Ore Pierangelo Soldavini - Giancarlo Calzetta Cyber Security Evangelist, Maria Luisa Cavina Capo del Servizio Tutela del Consumatore IVASS, Giorgio Mosca Coordinatore Steering Committee Cybersecurity Confindustria Digitale.
 
In chiusura il CEO di Helvetia Vita e Chiara Assicurazioni Gruppo Helvetia Fabio Carniol e l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Europ Assistance Italia Fabio Carsenzuola discuteranno di “Innovazione di prodotto e servizio nel mercato assicurativo” con il CEO di YOLO Gianluca De Cobelli e il CEO Neosurance Pietro Menghi.
 
Per info e iscrizioni: www.24orebs.com/eventi/insurance-summit. (Omniapress-12.11.2019)


 

mercoledì 6 novembre 2019

MADONNA LITTA DI LEONARDO DA VINCI. DALL'HERMITAGE AL MUSEO POLDI PEZZOLI


Milano - Dal 7 novembre 2019 al 10 febbraio 2020, all’interno del palinsesto “Milano e Leonardo 500”, il Museo Poldi Pezzoli propone una mostra in cui viene eccezionalmente esposta a Milano, per la prima volta dopo quasi trent’anni, la “Madonna Litta”, il celebre dipinto dell’Ermitage, insieme a un nucleo selezionatissimo di opere eseguite da Leonardo e dai suoi allievi più vicini (da Giovanni Antonio Boltraffio a Marco d’Oggiono, dall’ancora misterioso Maestro della Pala Sforzesca a Francesco Napoletano) negli ultimi due decenni del Quattrocento, quando il maestro viveva ed era attivo a Milano, presso la corte di Ludovico il Moro.

“Leonardo e la Madonna Litta” – questo il titolo dell’esposizione – è organizzata grazie al sostegno di Fondazione Bracco, Main Partner, cui si affiancano Regione Lombardia e Comune di Milano. La mostra, a cura di Pietro C. Marani e Andrea Di Lorenzo, con progetto allestitivo e grafica espositiva di Migliore + Servetto Architects e progetto grafico di Salvatore Gregorietti, è stata inoltre inclusa fra le celebrazioni nazionali dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci promosse e sostenute dal MiBACT - Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, in quelle promosse dal comitato territoriale di Milano e della Lombardia e nel palinsesto Milano Leonardo 500, promosso dal Comune di Milano|Cultura.

La “Madonna Litta” è strettamente legata alla città di Milano: eseguita nel capoluogo lombardo nel 1490 circa, mostra notevoli affinità stilistiche con la seconda versione della “Vergine delle rocce” conservata alla National Gallery di Londra. Nel Ducato milanese il dipinto oggi all’Ermitage conobbe una notevole fortuna, come dimostra il grande numero di copie e derivazioni eseguite da artisti lombardi che ci sono pervenute. Nell’Ottocento, inoltre, era l’opera più rinomata di una delle più importanti collezioni di opere d’arte milanesi, quella dei duchi Litta (da cui deriva il soprannome con cui è conosciuta in tutto il mondo) ed era conservata nel grande palazzo di Corso Magenta; l’Ermitage l’acquistò nel 1865 dal duca Antonio Litta Visconti Arese (1819-1866).

In mostra la “Madonna Litta” è affiancata a un altro capolavoro nato da una raffinata composizione di Leonardo, la “Madonna con il Bambino” del Museo Poldi Pezzoli: il dipinto, eseguito verso il 1485-1487 da Giovanni Antonio Boltraffio – il migliore fra gli allievi di Leonardo a Milano – con ogni probabilità sulla base di studi preparatori messi a punto dal Maestro, è accostabile, dal punto di vista stilistico, alla prima versione della “Vergine delle rocce” del Louvre. Nella prima metà dell’Ottocento anche la “Madonna con il Bambino” apparteneva alla collezione dei duchi Litta (fu acquistata da Gian Giacomo Poldi Pezzoli nel 1864): sarà quindi un’importante occasione poter riunire nuovamente a Milano, dopo oltre un secolo e mezzo, questi due straordinari e affascinanti dipinti leonardeschi raffiguranti la “Madonna con il Bambino”.

Nella mostra è presentato inoltre un altro quadro del Poldi Pezzoli che raffigura la “Madonna allattante”: riferito a un anonimo artista lombardo attivo nel primo decennio del Cinquecento, rappresenta una delle derivazioni dalla Madonna Litta più interessanti e di migliore qualità che ci siano pervenute. Saranno inoltre presenti altri dipinti raffiguranti la “Madonna con il Bambino” di Marco d’Oggiono, di Francesco Napoletano e del Maestro della Pala Sforzesca, che permetteranno di illustrare come Leonardo e i suoi più stretti seguaci (che spesso lavoravano sulla base di progetti e composizioni del Maestro) abbiano affrontato dal punto di vista compositivo, in maniera sempre nuova e originale, questo diffusissimo soggetto.

Fra i disegni in mostra un bellissimo studio riferibile con sicurezza alla mano di Leonardo, eseguito a punta metallica: custodito alla Biblioteca Ambrosiana, raffigura un profilo femminile e un occhio dalla palpebra nettamente delineata, che si confronta molto bene con gli occhi della Vergine nel dipinto dell’Ermitage. Inoltre alcuni studi di Boltraffio che si legano alla testa del Bambino e ai panneggi della “Madonna Litta” e della “Madonna con il Bambino” del Poldi Pezzoli (conservati rispettivamente a Parigi, Fondation Custodia, Collection Frits Lugt; a Berlino, Staatliche Museen, Kupferstichkabinett; a Oxford, Christ Church College).

Le indagini scientifiche
Grazie al sostegno di Fondazione Bracco, da sempre impegnata nella valorizzazione del rapporto tra scienza e arte, è stata anche eseguita un’articolata campagna di analisi diagnostiche su alcune opere presenti in mostra, coordinata dall’Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del CNR in collaborazione con l’Università di Milano e l’Università di Milano-Bicocca. Le analisi (radiografie, riflettografie ai raggi infrarossi, UV, infrarosso in falso colore…), eseguite secondo un protocollo comune, hanno dato vita a interessanti e costruttivi confronti; hanno infatti permesso di evidenziare i diversi modi di realizzare i disegni preparatori e i dipinti da parte degli artisti che operavano nella bottega di Leonardo, a stretto contatto fra loro, in un arco cronologico ristretto: dal 1482 al 1499, gli anni della presenza di Leonardo a Milano.

L’app MADONNA LITTA_MILANO, realizzata da SENSE – immaterial Reality, arricchisce la mostra e la conoscenza delle opere esposte. Il visitatore è in grado di ricevere informazioni e scoprire particolari tramite l’innovativo linguaggio della Realtà Immateriale di Sense. Un nuovo concetto di interazione tra il visitatore e l’opera: in alcuni casi sarà possibile confrontare, in altri “toccare” i dipinti, godendo di punti di vista e dettagli finora impossibili da apprezzare ad occhio nudo.

È stato inoltre realizzato l’album “Diventa un allievo di Leonardo”, su concept di Invisible Studio, con la collaborazione di Abbonamento Musei Lombardia/Valle d’Aosta e il sostegno del Gruppo Giovani del Museo Poldi Pezzoli, che accompagnerà bambini e ragazzi (7 – 11 anni) in un percorso che, partendo dalla mostra, li guiderà alla scoperta del disegno, della pittura, della natura e della scienza di Leonardo e all’osservazione delle opere presenti nei musei di Milano e della Lombardia.

Le attività organizzate per la mostra faranno parte della rete milanese dedicata al genio di Leonardo predisposta dal Comune di Milano per suggerire ai visitatori itinerari e collegamenti con tutte le istituzioni milanesi coinvolte nelle celebrazioni leonardesche. (Omniapress-6.11.2019)

PRIMO CONCORSO FOTOGRAFICO SU TEMI ESG (ENVIRONMENTAL, SOCIAL, GOVERNANCE)


Milano – Parallelozero, agenzia fotogiornalistica internazionale specializzata nella produzione di contenuti visuali per il mondo dell'editoria e del corporate, ha presentato l’Italian Sustainability Photo Award (ISPA), realizzato in collaborazione con PIMCO, tra le principali società di gestione di investimenti obbligazionari al mondo, che sarà main sponsor del concorso.

Gratuito e aperto a fotografi sia nazionali che internazionali, il concorso è il primo in Italia dedicato ai temi ESG (Environmental, Social and Governance) ed è stato ideato con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla Sostenibilità Ambientale, la Sostenibilità Sociale e sulla Governance Sostenibile. Nate nell’ambito economico/finanziario, queste tre dimensioni della sostenibilità sono in generale sinonimo di impegno e consapevolezza.
Il premio ISPA nasce per raccontare storie italiane, scelte consapevoli, idee innovative, soluzioni coraggiose. I valori ai quali si ispira il premio diventano sempre più patrimonio comune a cui tendere ed è per questo che i fotografi di tutto il mondo sono invitati a produrre immagini potenti e visionarie che parlino di speranza e di progresso verso un futuro più sostenibile.
Una prestigiosa giuria, composta da fotografi, photo editor e giornalisti internazionali premierà la migliore foto e il migliore reportage e sceglierà un progetto fotografico da sostenere concretamente, finanziandolo con un grant di 10 mila euro. I vincitori saranno annunciati il 30 marzo 2020 mentre i partecipanti avranno tempo fino al 28 febbraio 2020 per caricare foto e storie sul portale www.ispaward.com.
Presieduta da Tiziana Ferrario, giornalista e conduttrice televisiva, la giuria sarà composta da Davide Monteleone, fotografo e tre volte vincitore del World Press Photo; Ami Vitale, Nikon Ambassador e fotografa del National Geographic Magazine; Manila Camarini, Chief Photo Editor per D La Repubblica ed Emma Bowkett, Director of Photography al Financial Times FT Weekend Magazine.

Davide Scagliola, CEO di Parallelozero, sottolinea: “La sostenibilità è un tema che negli ultimi anni ha attirato l'interesse di numerosi fotogiornalisti: con il loro lavoro hanno cercato di sensibilizzare l'opinione pubblica, mostrando al mondo che un futuro migliore è possibile. Noi di Parallelozero da tempo avevamo intenzione di realizzare un contest fotografico dedicato per la prima volta a tre dimensioni della sostenibilita’- Sostenibilità Ambientale, la Sostenibilità Sociale e sulla Governance Sostenibile -, focalizzandolo sul territorio italiano. Grazie al supporto di PIMCO, siamo riusciti a concretizzare questo progetto".
Alessandro Gandolfi, Managing Director e responsabile per l'Italia di PIMCO, dichiara: “Siamo onorati di essere sponsor del primo premio fotografico italiano dedicato ai temi ESG. La sostenibilità svolgerà un ruolo sempre maggiore in tutti gli aspetti della nostra vita e il settore finanziario ha la responsabilità e la capacità di sostenere e promuovere un cambiamento positivo. Con oltre 100 trilioni di dollari, i mercati obbligazionari globali sono fondamentali per la creazione di un futuro sostenibile. Noi di PIMCO, in qualità di una delle società leader del settore, ci sentiamo ben posizionati per affrontare questo cambiamento. Riteniamo che l'Italian Sustainability Photo Award possa contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi ESG e sulle possibilità che tutti noi abbiamo nelle nostre decisioni di investimento”.
Tiziana Ferrario, Presidente della giuria, aggiunge: “Mi auguro che i fotografi, da ogni angolo del mondo, inviino le loro foto e che ci aiutino a riflettere sulle molte storie positive del nostro Paese, spesso messe in secondo piano dai fatti di cronaca. L’Italia è un Paese molto amato anche dagli stranieri, sarà interessante valutare la loro prospettiva. Questo concorso trasmette positività, ed è per questo che ho deciso di assumere questo impegno”.

Parallelozero è un’agenzia che racconta storie da oltre dieci anni. Grazie a un team di professionisti - fotografi, giornalisti, videomaker, registi, grafici, art director, strategist – ogni giorno trasforma idee e intuizioni creative in contenuti visuali e prodotti di narrativa multimediale. Per il mondo dell’editoria tradizionale e per quello della comunicazione corporate. 


PIMCO è una delle principali società di gestione di investimenti obbligazionari al mondo. Fondata nel 1971 a Newport Beach, in California, PIMCO mette la sua competenza al servizio dei clienti per trovare soluzioni di investimento innovative e ottimali. È presente in tutto il mondo con oltre 2800 professionisti, uniti da un solo obiettivo: creare opportunità per gli investitori in ogni contesto di mercato. Nell’ambito ESG (Environmental, Social and Governance), PIMCO integra i fattori ambientali, sociali e di governance nel suo processo d'investimento con l’obiettivo di offrire soluzioni in grado di generare sia rendimenti finanziari interessanti che un impatto positivo. PIMCO è una controllata di Allianz S.E., un fornitore di servizi finanziari diversificati, leader a livello globale.

Regolamento, tempistiche e modalità del concorso: www.ispaward.com (Omniapress-6.11.2019)

martedì 5 novembre 2019

"MILANO ANNI 60" STORIA DI UN DECENNIO IRRIPETIBILE: MOSTRA A PALAZZO MORANDO

I Beatles sul tetto del Duomo - Archivi Farabola

Milano (a cura di V. Coviello) - Dal 6 novembre 2019 al 9 febbraio 2020, Palazzo Morando | Costume Moda Immagine di Milano (via Sant’Andrea 6) ospita la mostra Milano Anni 60 che ripercorre la storia di un decennio irripetibile che ha consacrato il capoluogo lombardo come una delle capitali mondiali della creatività in grado di assumere il ruolo di guida morale ed economica del Paese.
Spinta dal boom economico, Milano si trovò improvvisamente a vivere un irrefrenabile fermento culturale, caratterizzato da una forza progettuale senza precedenti e dalla voglia di lasciarsi alle spalle in maniera definitiva gli orrori della guerra.
La grande stagione della musica a Milano si inaugura con il concerto di Billie Holiday del 1958 allo Smeraldo e proseguirà felicemente con tutti i grandi del Jazz da Duke Ellington a Thelonius Monk fino a Chet Baker e Gerry Mulligan che a Milano erano di casa. Anche la musica leggera conosce un periodo d’oro con il concerto dei Beatles al Vigorelli del 1965 e dei Rolling Stones al Palalido del 1967, che suggellano il ruolo di Milano come città moderna e pronta ad accogliere i più grandi protagonisti della musica pop e rock d’oltremanica e d’oltreoceano.
Sono anni di grande fervore artistico con l’opera di Lucio Fontana e Piero Manzoni, di pietre miliari del design italiano quali Marco Zanuso, Bruno Munari, Vico Magistretti, Achille Castiglioni, Bob Noorda e di grandi esponenti della fotografia quali Roberto Polillo, Carlo Orsi, Uliano Lucas, Gianni Greguoli, Fedele Toscani, Fabrizio Garghetti, Giorgio Lotti, Emilio Frisia, Cesare Colombo, Ernesto Fantozzi, Paolo Monti, Silvestre Loconsolo, Piero Raffaelli, di intensa vita notturna dei locali del jazz con Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci. Questi sono solo alcuni dei protagonisti della scena milanese che contribuirono all’incanto di quel decennio.
Un sogno da cui la città si svegliò bruscamente, il 12 dicembre 1969, con l’attentato alla Banca Nazionale dell'Agricoltura di piazza Fontana.
Curata da Stefano Galli, realizzata in collaborazione con il Comune di Milano | Cultura, Direzione Musei Storici e con la Questura di Milano, organizzata da MilanoinMostra con il patrocinio della Polizia di Stato e della Regione Lombardia, la rassegna presenta fotografie, manifesti, riviste, arredi, oggetti di design e molto altro ancora, che faranno rivivere l’atmosfera di quell’epoca. Radio Monte Carlo è radio ufficiale della mostra.

Il percorso espositivo, diviso in sezioni, si apre con le immagini della nuova Milano, il cui volto si modifica grazie alle nuove costruzioni, come il Pirellone, la Torre Velasca, la Torre dei servizi tecnici comunali, il Centro direzionale, la Torre Galfa ma anche la nascita dei quartieri periferici, tra i quali spiccano Quarto Oggiaro, Olmi, Gallaratese, Gratosoglio, Comasina, quest’ultimo iniziato nel 1953 e ultimato nel 1960, il più importante intervento edilizio in quegli anni in Italia con i suoi 11.000 vani e 83 palazzi.
Fotografie e riviste dell’epoca documentano il boom economico, con la realizzazione delle tangenziali milanesi, del tratto Milano-Piacenza dell’autostrada A1, infrastrutture che portarono una più rapida circolazione delle merci con una maggiore crescita delle aziende; celebri nomi della grafica pubblicitaria furono chiamati a ripensare i brand delle nuove e rinnovate realtà aziendali, a partire dal fondamentale progetto di Franco Albini e Bob Noorda per la Metropolitana Milanese.
Numerosi sono gli oggetti che aiutano a rievocare la grande stagione del design, con maestri del calibro di Bruno Munari, Marco Zanuso, Vico Magistretti, Enzo Mari, Achille Castiglioni, Sambonet, Joe Colombo, Gio Ponti. Si racconta la storia delle aziende milanesi coinvolte in questa clamorosa stagione. Tra tutte Brionvega, Cassina, Zanotta, Kartell, Tecno, Fontana Arte, Artemide, Flos, Arflex e Danese.
Anche il mondo della cultura, delle gallerie d’arte e del cabaret visse un periodo di grande spolvero. E naturalmente la musica, in particolare il jazz, che trovò casa in numerosi club sparsi per la città, come la Taverna Mexico, dove si esibirono i migliori esponenti di questo genere.
Già alla fine degli anni Cinquanta, Milano divenne anche un luogo apprezzato dove organizzare concerti memorabili, come quelli di Billie Holiday allo Smeraldo, dei Beatles al Vigorelli, dei Rolling Stones al Palalido, di Jimi Hendrix al Piper, ma fu anche il palcoscenico che vide affermarsi artisti quali Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Adriano Celentano, Patty Pravo.
La fine degli anni 60 segnò poi la nascita della contestazione, dalle rivolte studentesche negli atenei, sfociate nelle occupazioni della Statale e della Cattolica, ai picchetti nelle fabbriche e agli scioperi.
Chiude la mostra la sezione dedicata a piazza Fontana e alla fine del sogno, con le fotografie della strage e dei funerali, accompagnate da documenti e alcuni oggetti legati a questo tragico avvenimento alla cui ricerca e selezione, presso gli archivi della Polizia di Stato e non solo, ha collaborato la Questura di Milano.
“MILANO ANNI 60” a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine è il nuovo appuntamento espositivo di un percorso iniziato con Milano tra le due guerre. Alla scoperta della città dei Navigli attraverso le fotografie di Arnaldo Chierichetti (2013) e proseguito con Milano, città d’acqua (2015) e Milano, storia di una rinascita. 1943-1953 dai bombardamenti alla ricostruzione (2016), Milano e la mala (2017) e Milano e il Cinema (2018). Un viaggio a tappe nella storia di una città, attraverso le sue specificità, le vicende sociali, le tante iniziative culturali e imprenditoriali che ne hanno cambiato radicalmente il volto. Catalogo edizioni MilanoinMostra. Con il patrocinio di Regione Lombardia 

 Per info: www.civicheraccoltestoriche.mi.it (Omniapress-5.11.2019)


mercoledì 30 ottobre 2019

CAMPAGNA INFORMATIVA SUL PAPILLOMA VIRUS (HPV) E SUI TUMORI CORRELATI


Milano - Ogni anno in Italia si registrano quasi 5.000 casi di tumori HPV-correlati attribuiti ad infezioni croniche collegate a ceppi oncogeni del Papillomavirus umano (HPV). Numeri che aumentano il livello di attenzione attorno alle patologie HPV-correlate, spesso percepite come un pericolo esclusivamente al femminile associato al cancro della cervice uterina e sottovalutando, quindi, l’importante incidenza che il virus può avere anche tra i maschi, vittime anch’essi di malattie causate dall’HPV come il cancro anale o i condilomi genitali.
Il livello di informazione e consapevolezza non è ancora sufficientemente alto e per questo MSD Italia ha deciso di impegnarsi in prima linea e lanciare la nuova campagna Social “Il Papillomavirus non sceglie, tu sì”, in corso di approvazione al Ministero della Salute, che presenterà nell’hashtag #ioscelgo il proprio manifesto: un invito a genitori di figli adolescenti e a giovani donne ad agire con consapevolezza per il proprio futuro e quello dei loro figli. L’HPV non sceglie le proprie vittime, tutti però possono scegliere di prevenirlo attraverso la vaccinazione.
La campagna avrà una chiara declinazione social: Instagram, Facebook e YouTube - più un portale aggiornato, www.ioscelgo.it, dove poter approfondire tutte le informazioni sulle patologie e le opportunità di prevenzione. Si vuole informare la popolazione in modo scientificamente corretto utilizzando tuttavia i linguaggi della Comunicazione digitale.
Esistono oltre 200 tipi differenti di HPV, 13 dei quali vengono classificati come tipi ad alto rischio,che possono causare il tumore della cervice uterina nelle donne e altri tumori HPV associati - ano, vagina, vulva, pene, cavità orale, faringe, laringe e condilomi genitali - anche nel maschio, categoria spesso percepita non a rischio di contrazione del virus.
"L’infezione da HPV è molto frequente nella popolazione e riconosce prevalentemente una trasmissione per via sessuale; da questa frase si può capire come i numerosi Papillomavirus costituiscano una minaccia per tutta la popolazione fin da quando inizia l’attività sessuale. Disponiamo di molteplici evidenze scientifiche che indicano come la giovane età ed il numero dei partner sessuali rappresentino una condizione di rischio per contrarre l’infezione. Da tali evidenze ne consegue la strategia di prevenzione attraverso la vaccinazione che ha come target primario gli adolescenti di entrambi i sessi al dodicesimo anno di età. - commenta il Prof. Giancarlo Icardi, Professore Ordinario di Igiene presso l’Università di Genova - L’attuale Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale raccomanda inoltre l’offerta della vaccinazione anti-papillomavirus ad una coorte supplementare di adolescenti di sesso femminile. Considerate le modalità di trasmissione è intuitivo come una strategia multi-coorte favorisca una più rapida riduzione della circolazione di HPV nella popolazione consentendo di raggiungere l’obiettivo finale di riduzione del numero di lesioni pre-cancerose e, nel lungo termine, dei cancri dell’utero e dell’area ano-genitale”.
Timori e pregiudizi sulla vaccinazione possono contribuire a spiegare i livelli ancora bassi di copertura vaccinale pari al 64.4% nelle ragazze, per la prima dose, e al 49.9%, per il ciclo completo; nei ragazzi invece la percentuale risulta ancora più bassa, pari al 21,8% contro il 15,4% del ciclo completo.
Tra gli obiettivi della campagna, anche quello di dare una risposta chiara ad alcuni falsi miti legati alle patologie HPV-correlate.
Il vissuto da parte di molte donne HPV positive è molto variabile e può spaziare da situazioni di ansia, paura, rabbia, a vergogna, biasimo, rimorso, sovrastima dei rischi di cancro, preoccupazioni sulla perdita delle funzioni riproduttive, preoccupazioni sulle reazioni negative che potrebbero avere amici, familiari, partner sessuali, preoccupazioni sull’infedeltà del partner o vera e propria ostilità nei suoi confronti – spiega il Dott. Carlo Antonio Liverani, Oncologia Ginecologica Preventiva Humanitas San Pio X, Milano  - un bisogno urgente di trattamento, fino ad arrivare a cambiamenti nelle attività fisiche intime, rifiuto dell’attività sessuale, isolamento, depressione”.
Sebbene rimangano ancora molti aspetti da approfondire per una più completa consapevolezza dei rischi, in termini di conoscenza qualche passo in avanti è stato fatto. Secondo l’ultimo rapporto Censis, che ha analizzato il livello di consapevolezza dell’HPV tra i genitori di figli adolescenti, si è passati da un livello di conoscenza del virus del 85.1% nel 2017 all’88.3% di oggi3 con una ricerca delle informazioni che passa sempre di più attraverso i professionisti della salute (53.2% nel 2019 vs 39.1 % nel 2017) piuttosto che tramite Dottor Google (26.7% nel 2019 vs 30.7% nel 2017). 
Anche se la conoscenza sul Papillomavirus e sulla relativa vaccinazione appare tendenzialmente migliorata nel tempo, sa cos’è l’HPV l’88,3% dei genitori e conosce la vaccinazione l’81,3% mentre le percentuali rispettive superano ormai il 90% tra le donne, si tratta di una conoscenza spesso superficiale, nella quale traspaiono molti dubbi ed incertezze. Mentre tutti coloro che affermano di essere informati sanno che l’HPV è responsabile del tumore alla cervice uterina, solo la metà dei genitori sa che l’HPV è causa anche di altri tumori come quello dell’ano, del pene, della vulva, della vagina e di quello testa/collo, solo il 42% lo associa ai condilomi genitali e poco meno di un terzo pensa ancora che il virus colpisca solo le donne – precisa la Dottoressa Ketty Vaccaro, Responsabile dell’Area Welfare e Salute del Censis - I media e in particolare Internet sono tra le fonti di informazione più citate, a cui si affiancano il servizio vaccinale della ASL per i genitori e il ginecologo per le donne. Tuttavia, emerge un bisogno informativo solo in parte soddisfatto, in particolare sui rischi di contrarre il virus, i meccanismi con cui agiscono tutti gli strumenti di prevenzione e la loro efficacia”.
Credenza o conoscenza? L’indagine Censis restituisce l’immagine di utenti che si fidano meno, rispetto al passato, dei contenuti presenti sulla Rete, soprattutto a causa della diffusa presenza di informazioni alterate e fake news che rendono lo spazio digitale povero di fonti scientifiche certificate. Una battaglia che vede in prima linea alcuni tra i maggiori social network (Facebook e Pinterest un esempio), sempre più impegnati nel bloccare ogni tentativo di fake news in favore di una corretta diffusione di informazioni legate al tema della salute.
È essenziale che gli utenti diventino consapevoli che la disinformazione medica diffusa tramite i social network non è fatta solo da persone che si sbagliano in buona fede, ma è anche un business pilotato professionalmente – spiega il Dott. Paolo Attivissimo, giornalista ed esperto di fake news - e che le piattaforme social per natura non rispecchiano obiettivamente le opinioni comuni, ma amplificano quelle più estreme”.
Inventare per la Vita, con Passione e dedizione, rappresenta il tratto distintivo del DNA di MSD che oltre a mettere a disposizione farmaci e vaccini innovativi si impegna nel campo dell’innovazione digitale perché sia uno strumento utile a migliorare la salute e la qualità della vita delle persone.
“Sono molto orgogliosa di presentare oggi la nuova Campagna ‘Il Papillomavirus non sceglie, tu sì” – afferma la Dottoressa Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato di MSD Italia - L’infezione da HPV è estremamente comune a livello mondiale, sia negli uomini che nelle donne, ed è la più frequente infezione sessualmente trasmessa. Come donna, madre e moglie sento da sempre la responsabilità della prevenzione per me e i miei familiari e mi informo costantemente presso fonti attendibili: nella mia vita professionale cerco di applicare lo stesso principio, verso i pazienti e la popolazione che serviamo con i nostri prodotti, perché la vita, la vita in buona salute, non è mai abbastanza. Per questo, sentiamo la necessità di impegnarci nella diffusione di un messaggio importante: si può scegliere di prevenire l’insorgenza di pericolose patologie, regalando a noi stessi e ai nostri figli un futuro libero dalla malattia, perché oggi più che mai il controllo del Papillomavirus e dei cancri ad esso correlati è alla nostra portata”.
“Abbiamo deciso di utilizzare il linguaggio e le modalità dei Social Network, che sono ormai parte del nostro quotidiano – prosegue Nicoletta Luppi - per offrire ad un pubblico più ampio una varietà di strumenti e informazioni che potranno aiutare a compiere, con consapevolezza, un vero gesto d’amore: la protezione delle persone che più amiamo”. (Omniapress-30.10.2019)

DONNE: COME CURARSI CON LE ERBE MEDICINALI. LIBRO-GUIDA SU RIMEDI E BENEFICI



Roma - Menta e lavanda ci invogliano a fare shopping. La salvia? Rassicura le più tirchie. Barberina e crespino vengono in soccorso a chi soffre di diabete mellito e fibromi, contrastati anche dalla cannella, particolarmente utile per la menorragia. Sono solo alcune delle 66 erbe in “rosa”, piante, alberi e fiori «amici» delle donne che possono servire per risolvere o alleviare alcuni sintomi, quando per esempio i farmaci non sono sufficienti, o quando i farmaci prescritti non vengono tollerati.

“Perché la salute viene dal prato", dice Roberta Maresci spiegando: "Avendo prima premura di rivolgersi al proprio medico, esistono erbe per gestire molte patologie. Se l’olio di ricino puoi usarlo per molti disturbi degli organi pelvici (fibromi, endometriosi, ovaio policistico) o per uno squilibrio ormonale generale, che porta a cicli mestruali irregolari, sappi che ha la proprietà di aumentare la circolazione nell’area in cui lo applichi, allentare la tensione locale, ridurre le infiammazioni, risolvere la congestione, stimolare le funzioni dell’intestino e le risposte del sistema immunitario. Che dire della curcuma? È tra le erbe ‘anticancro’. Secondo alcuni ricercatori, l’aggiunta di estratti nella dieta può migliorare l’efficacia della chemioterapia nel tumore del colon-retto.
Anche perché la peculiarità della curcumina, è quella di essere un agente chemio-radiosensibilizzante, quindi, oltre a migliorare l’efficacia terapica, ha anche dato prova di proteggere gli organi e i tessuti sani come fegato, reni, mucosa orale e cuore dalla chemioterapia e dalla tossicità indotta dalla radioterapia”, conclude Roberta Maresci, giornalista, coautrice insieme a Cindy Gilbert de “Il grande libro delle erbe medicinali per le donne” (Edizioni Sonda, 448 pagine, 19,90 euro) che arriva domani in libreria. Pensato come un’agile guida, davvero unica nel suo genere, ha una doppia consultazione: dalla patologia ai rimedi, e dall’erba ai benefici rigorosamente a “misura di donna”. Doppia anche la lettura, con un testo principale scritto su basi mediche rigorose e varie pillole curiose ad alleggerirne la lettura. L’utile volume ha il patrocinio della LILT, Lega Italiana per la Lotta ai Tumori, e del Comitato Nazionale Italiano Fair Play riconosciuta dal CONI. (Omniapress-30.10.2019)

venerdì 25 ottobre 2019

INFEZIONI OSPEDALIERE: 32 CASI OGNI 1.000 RICOVERI ACUTI. I PROGETTI DI PREVENZIONE


Milano - Si è svolto a Milano il convegno "Infezioni ospedaliere: quale clinical governance?", organizzato da Motore Sanità, grazie al contributo non condizionato di 3M.
Limitare al minimo l’impatto economico correlato alle infezioni correlate all’assistenza (ICA), individuando obiettivi e progetti di miglioramento e promuovendo l’adozione di linee guida e protocolli comuni, in aderenza alla normativa nazionale e regionale

“Un recente studio del EEHTA del CEIS ha analizzato il peso economico delle infezioni ospedaliere e i principali risultati fanno emergere un problema molto importante, tanto per il SSN che per i pazienti. Le infezioni correlate all’assistenza compaiono in media in 32 casi ogni 1.000 ricoveri acuti in regime ordinario, con un trend sempre crescente negli ultimi 10 anni. La valorizzazione di queste infezioni, mediante stima delle giornate aggiuntive per singolo DRG, ha comportato una stima media annua pari a 550 milioni di euro. Utilizzo di tecnologie avanzate che permettano la riduzione delle infezioni accompagnate da interventi di carattere “preventivo” (monitoraggio dei pazienti all’accettazione dell’ospedalizzazione) garantirebbero una forte riduzione delle infezioni ospedaliere migliorando la salute dei pazienti e riducendo fortemente i costi, tanto diretti quanto indiretti. Lo studio ha avuto anche un focus specifico sull’insorgenza di infezioni post-operatorie a seguito di intervento chirurgico su 6 patologie: diverticolite, appendicite, colecistite, calcolosi della colecisti, ernia, laparocele. Per ogni patologia e relativo intervento chirurgico, è stata stimata l’incidenza di infezioni post-operatorie e il conseguente impatto in termini di durata della degenza, spesa e mortalità intraospedaliera. Il focus su 6 interventi selezionati ha evidenziato una prevalenza di 3 casi di infezioni post-operatoria ogni 1.000 interventi selezionati accompagnati da un aumento preoccupante (tanto dal punto di vista degli esiti quanto dei costi) della durata di degenza pari in media a 12 giornate. È stato poi stimato un incremento del costo medio per singolo ricovero pari a 9.000 euro. L’analisi ha anche evidenziato un incremento del rischio mortalità”, ha detto Francesco Saverio Mennini, Professore di Economia Sanitaria, EEHTA CEIS; Università di Roma “Tor Vergata”, Kingston University London UK
In Lombardia è in vigore il Progetto Check List Chirurgia Sicura 2.0, sviluppato dal gruppo regionale Risk Manager di Regione Lombardia, con l’obiettivo di analizzare il rischio per la sicurezza del paziente in sala operatoria.
L’intervento chirurgico comprende una serie di attività che devono essere svolte in una sequenza prestabilita con elevata interazione multiprofessionale, utilizzando tecnologie sempre più complesse. In tale condizione di complessità è necessario adottare uno strumento che riporti in modo puntuale le condizioni strutturali/organizzative da verificare, le attività da svolgere, i controlli da eseguire, assicurando la tracciabilità delle azioni: tale strumento è rappresentato dalla check list. La Check List Chirurgia sicura 2.0, si compone di due strumenti “Check List di Sistema” e “Check List Paziente”: la prima esplora 3 macroaree (Protocolli/Procedure, Monitoraggio e Formazione), valuta quindi anche l’operato del “Management” nell’investire risorse per l’implementazione di Raccomandazioni, disponibilità di sistemi di monitoraggio della macchina organizzativa, formazione del personale anche alla cultura del rischio, presenza di sistemi di segnalazione dei possibili errori. La Check List del Paziente analizza le 3 fasi Preoperatoria, Intraoperatoria e Postoperatoria, verificando che tutte le attività delle 3 fasi siano eseguite nei tempi e nei modi previsti utilizzando le migliori evidenze di efficacia a disposizione. Serve a valutare la corretta esecuzione di attività e utilizzo di risorse in sinergia con quanto esplicitato nella Check List di Sistema”, ha spiegato Enrico Comberti, Direttore UOC Qualità, Formazione e Gestione del Rischio, ASST Spedali Civili di Brescia
“Gli acquisti centralizzati dei dispositivi medici hanno un gran valore per il farmacista ospedaliero perché vanno visti come un miglior allocamento delle risorse disponibili. Il farmacista, nella sua funzione di fornire la più recente tecnologia nel campo delle ICA, fa riferimento alle gare centralizzate applicando valutazioni di HTA proprie della struttura in cui opera. Poiché molte strutture hanno linee guida interne, la conoscenza di queste, correlando la valutazione sulla base di questi protocolli, permette il miglior utilizzo delle tecnologie innovative”, ha raccontato Vito Laudisa, Direttore struttura complessa Farmacia, Istituto Nazionale Tumori Milano. 
Per info: www.motoresanita.it (Omniapress-25.10.2019)