giovedì 21 giugno 2018

L'AQUILA: DOMPE' AMPLIA STABILIMENTO DI FARMACI BIOTECNOLOGICI. FATTURATO 2017 A 252 MILIONI



L'Aquila (a cura di M. de Moliner) - Nel corso di una cerimonia presso lo stabilimento Dompè de L'Aquila, a cui hanno partecipato fra gli altri Vincenzo Boccia, presidente Confindustria, Massimo Scaccabarozzi, presidente Farmindustria e Mario Melazzini, direttore generale AIFA, il presidente e CEO di Dompè Farmaceutici, Sergio Dompè, ha presentato l'ampliamento dell'impianto abruzzese e le novità aziendali. 

La società ha ultimato i lavori di ampliamento del sito produttivo e di ricerca e sviluppo dell’Aquila, con un investimento di 30 milioni di euro negli ultimi due anni (oltre 200 milioni di euro dal 1993, anno dell’inaugurazione), completando così il contratto di sviluppo da 41 milioni di euro siglato (9,4 da parte di Invitalia) a fine 2014.  L’intervento ha riguardato la realizzazione di nuove aree, comprendenti un edificio di 4 piani, dedicato al processo produttivo di granulati ricoperti, un edificio di 3 piani destinato al confezionamento e un nuovo magazzino. Il sito dell’Aquila, specializzato nella produzione di farmaci di sintesi e di principi attivi biotecnologici, raggiunge così una capacità produttiva a regime di 50 milioni di confezioni anno.  

"Un segnale importante - ha sottolineato Dompé - che consolida ulteriormente la nostra presenza in questo territorio con una prospettiva di lungo periodo e con una forte connotazione di innovazione. All’Aquila possiamo vantare, da una parte, la produzione a livello globale della forma ricombinante di Ngf, Nerve Growth Factor, molecola frutto della ricerca italiana, divenuta oggi terapia per il trattamento di una grave malattia rara orfana di cura e, dall’altra, l’attività del più grande granulatore con ugello rotante in uso in ambito farmaceutico a livello internazionale". 

Lo stabilimento dell’Aquila, inserito nel polo industriale di Campo di Pile, si estende su una superficie totale pari a 157.668 mq, di cui 36.200 mq accolgono i laboratori di ricerca, la produzione, il magazzino, le utilities, i servizi generali e gli uffici amministrativi. Nel sito lavorano attualmente 241 persone, dedicate a produzione e ai laboratori di ricerca e sviluppo, con età media di 41 anni (44% laureati di cui più della metà donne, 51% diplomati), con una crescita costante nel tempo. 

All’interno del polo, l’area ricerca (in cui l’azienda investe annualmente il 15% del fatturato; nel 2017 il fatturato è di 252 milioni) è focalizzata sia nello sviluppo di farmaci per bisogni terapeutici ancora insoddisfatti, in aree quali l’oftalmologia, l’oncologia, il diabete e il trapianto di organo, sia nella realizzazione di innovativi processi di industrializzazione degli stessi. L'attività di ricerca e sviluppo Dompé è articolata in un’ampia rete di collaborazioni a livello nazionale e internazionale che interconnette oltre 200 centri e Università, fra cui Harvard Houston Methodist, Stanford, Columbia University, Karolinska Institutet in Svezia, National Institute of Health, con i quali sono stati condotti nel tempo 21 clinical trials che hanno coinvolto oltre 1.200 pazienti nel mondo. 

Per info: www.dompe.com (Omniapress-21.06.2018)

mercoledì 20 giugno 2018

PRESA IN CARICO PAZIENTI CRONICI: IL RUOLO DEI MEDICI DI MEDICINA GENERALE


MilanoLo stato dell’arte sulla presa in carico del paziente cronico è stato il tema del convegno svoltosi a Milano e intitolato “Innovazione e cure primarie. Coordinamento Fimmg-Cooperative. I numeri della presa in carico”, nato dal coordinamento Fimmg-Cooperative in collaborazione con Motore Sanità e SIFMed - Scuola Italiana di Formazione Ricerca in Medicina di Famiglia per una visione unitaria della situazione alla ricerca di soluzioni utili a realizzare la riforma lombarda sulla cronicità. 

Nella presentazione dell'iniziativa si ricorda che la riforma lombarda sulla presa in carico del paziente cronico procede e i medici di medicina generale sono organizzati in cooperative per attuarla: allo stato attuale la propensione dei medici ad associarsi in cooperativa è risultata quasi del 50%. Dal 15 gennaio al 15 maggio 2018, inoltre, i pazienti cronici sono stati invitati a scegliere un ‘gestore’ per organizzare il proprio percorso di cura. I pazienti hanno scelto come gestore il proprio medico di medicina generale quando era possibile: su 276mila pazienti che hanno accettato di aderire alla proposta regionale e di cui è partito l’iter di presa in carico, la quasi totalità hanno scelto come ‘gestore’ il proprio medico di medicina generale. 
La presa in carico è partita da metà marzo, data in cui si hanno avuto i primi Piani assistenziali individuali (Pai) previsti dal Piano Nazionale della Cronicità e contrattualizzati anche economicamente nell’accordo regionale sottoscritto da Fimmg e Snami: oggi si cresce con 2mila Pai al giorno che sono in crescita esponenziale, ad oggi in totale sono 149mila. Secondo Fimmg Lombardia, sulla base dei dati evidenziati, solo la medicina generale può gestire il percorso del paziente cronico, ma esistono criticità che vanno affrontate. Nei prossimi cinque anni, lasceranno la professione per pensionamento un numero importante di medici di medicina generale, molti di questi, visto il ridotto numero di medici che vengono formati dalla  scuola regionale di formazione specifica in Medicina generale non saranno sostituiti. Fimmg Lombardia è impegnata non solo a facilitare i processi di integrazione nella presa in carico dei giovani medici da poco inseriti, ma anche ad aumentare fino a 200 il numero delle borse del corso di formazione stanziate dal Ministero della Salute, che, dal prossimo anno, sono solo 165. 

Secondo Fimmg Lombardia nella riforma in atto, alcuni problemi necessitano di una soluzione veloce e condivisa , tra questi gli slot delle agende dedicate da parte degli erogatori, il ruolo del Clinical manager ospedaliero, i rapporti tra gestori, cogestori ed erogatori, l’implementazione informatizzata per ottimizzare gli strumenti della presa in carico, la creazione del centro servizi in house alla medicina generale o l’attuazione degli accordi sulle prenotazioni da contrattualizzare con tutta la filiera degli erogatori sia pubblici che privati. In più emerge la necessità di valorizzare anche la figura del medico di famiglia ‘cogestore’ che inizialmente Fimmg Lombardia non aveva considerato una reale alternativa. La numerosità e la “bio-diversità” dei soggetti gestori previsti dalle delibere regionali pone il medico di fronte a modelli eterogenei che sente spesso estranei alla sua collocazione professionale e difficilmente identificabili in un processo di collaborazione/appartenenza. Appare quindi necessario, è un altro appello di Fimmg Lombardia, facilitare il ruolo dei ‘cogestori’, limitando la possibilità di essere gestore solo  alle Asst ed eventualmente a qualche erogatore privato accreditato a contratto, che recepisca concretamente questa mission e metta a disposizione reali risorse organizzative.

«E’necessario che Regione Lombardia metta in campo tutti i necessari interventi per portare ad una rapida soluzione degli accordi collettivi nazionali in modo da contemplare nell’Acn quegli strumenti che  rendano possibile l’integrazione dei diversi attori coinvolti nella presa in carico. Anche gli accordi integrativi regionali devono mirare ad un adeguato utilizzo delle risorse incentivanti disponibili, ad esempio le indennità di governo clinico, senza disperderle su attività di scarsa efficacia clinico/assistenziale -  ha detto Gabriella Levato, Segretario regionale Fimmg Lombardia -. È inoltre indispensabile mettere in campo nuove risorse, parte delle quali rivolte direttamente al sostegno e all’organizzazione oltre che del gestore, degli studi dei medici di famiglia, che necessitano in modo drammatico del supporto diretto di infermieri e di personale di studio, oltre all’apporto organizzativo che si è implementato all’interno del soggetto gestore. Va riconosciuto come quello di Regione Lombardia sia stato il primo e concreto tentativo di attuazione del Piano nazionale della cronicità. Ci aspettiamo un atto che definisca in modo esplicito ruoli e responsabilità professionali dei diversi soggetti coinvolti nella filiera del processo di presa in carico, onde evitare dubbi e conflitti riconducendo le diverse attività ai ruoli previsti dalla legge Gelli-Bianco sulla responsabilità professionale».

«Sono molto lieto - ha commentato l’assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera - che la Fimmg e le cooperative dei medici stiano percorrendo con Regione Lombardia il nuovo percorso della presa in carico del paziente cronico. Un nuovo modello che condurrà all’appropriatezza ed efficacia delle cure, alla sostenibilità del sistema sanitario (che altrimenti rischia un’implosione) e ad evitare che l’offerta universalistica venga compromessa. Momenti di confronto con gli attori della filiera, protagonisti del cambio culturale in atto, sono strategicamente importanti e testimonianza di un attivismo tipico di una Regione eccellente come la nostra. Soprattutto mi congratulo sia stato compreso l’obiettivo di questa grande riforma, che è la valorizzazione del ruolo del medico di medicina generale. Un ruolo fondamentale, testimoniato dai primi dati sulla presa in carico, che indicano che è laddove il medico di medicina generale abbia scelto di candidarsi al ruolo di gestore o cogestore che si registra il numero maggiore di adesione dei pazienti». 
«Raccolgo - ha proseguito il titolare della Sanità - le richieste avanzate dalla segretaria generale della Fimmg Lombardia, Gabriella Levato, in merito a situazioni da migliorare e modificare, che sarà mia cura analizzare e approfondire, voglio sottolineare però, che alcune di queste sono già al centro di Tavoli di lavoro, anche con i medici di medicina generale: mi riferisco agli slot delle agende dedicate da parte degli erogatori, al ruolo del Clinical manager ospedaliero, ai rapporti tra gestori, cogestori ed erogatori, e all’implementazione informatizzata per ottimizzare gli strumenti della presa in carico». «Siamo consapevoli e preoccupati - ha concluso Gallera - del problema della riduzione, nei prossimi anni, dei medici di medicina generale, a causa dei pensionamenti. Per questo abbiamo portato avanti una battaglia nazionale che ha condotto all’incremento delle borse di studio, finanziate dal Ministero della Salute, dai 90 posti dello scorso anno ai 165 di quest’anno. Un’azione che come Regione Lombardia intendiamo rafforzare, così come richiesto dalla Fimmg, attraverso una delibera di Giunta, che contiamo di presentare entro la fine di luglio, che preveda un ulteriore aumento delle borse in Lombardia fino a 200, finanziate con nostre risorse». 

Al convegno erano presenti i medici delle Cooperative e ognuna ha portato la propria esperienza manifestando la volontà a essere parte integrante del progetto lombardo«La Cooperativa Medici Milano Centro (Cmmc) - spiega il presidente Davide Lauri – insieme alla direzione dell’Asst Nord Milano e con la collaborazione della Ats Milano Città Metropolitana ha partecipato alla progettazione, e ora alla gestione, dei primi due presidi socio-sanitari territoriali (PreSst) in area metropolitana, come previsto dalla nuova legge 23 di riforma sanitaria della Regione Lombardia: in queste nuove strutture si potrà sperimentare l’integrazione condivisa tra medicina generale e specialisti ospedalieri, e la presa in carico condivisa di pazienti fragili e cronici, con l’integrazione anche dei servizi sociali. In base a questa esperienza maturata, la Cmmc si è proposta come ente gestore per tutte le 65 patologie e i 3 livelli indicati, sia in Ats Milano Città Metropolitana che in Ats Pavia, convinta che solo la medicina generale organizzata possa essere il vero ed appropriato riferimento, clinico e gestionale, per i pazienti cronici».
La Cooperativa Iniziativa medica lombarda (Iml) attualmente conta oltre 700 medici di famiglia soci, che hanno in carico una popolazione assistita di circa 1 milione e 100mila cittadini lombardi, di cui circa 1/3 affetto da patologie croniche. Secondo Anna Pozzi, vicepresidente Iml «in questa riforma rivoluzionaria e ambiziosa è doveroso sottolineare che il protagonista deve rimanere il paziente nella sua totalità dal punto di vista sanitario e sociale. Tra gli obiettivi particolare importanza va data al miglioramento dell’aderenza:  crediamo che uno dei risultati principali che dobbiamo attenderci da questa riforma deve essere proprio un miglioramento del percorso di cura sia in termine farmaceutico che di accertamenti, atti a monitorare l’andamento della patologia. Importante è anche il miglioramento degli stili di vita e la presa di coscienza consapevole dei pazienti della propria patologia. Si ritiene che, per la buona riuscita del progetto, occorrano tempi più lunghi di quelli previsti inizialmente e un congruo investimento di risorse». 

Umberto Motta, presidente di Cosma Lecco ha spiegato: «Cosma Lecco ha creduto da subito nel progetto sperimentale CReG aderendovi dal lontano 2011, non siamo quindi sorpresi dalla recente riforma regionale, anzi vediamo con favore i passaggi in cui essa coinvolge i medici di medicina generale e chiediamo alla dirigenza regionale quelle modifiche, forse coraggiose ma necessarie, che portino la completa gestione della cronicità, con gli adeguati strumenti, alla sola medicina generale; crediamo infatti fermamente che l'ammalato cronico stia al territorio esattamente come l'ammalato acuto e le gravi riacutizzazioni dell'ammalato cronico stanno alle strutture di ricovero. Le cooperative dei medici di medicina generale con la prossimità al paziente da parte dei propri soci, con la sua capacità di fare sistema con il mondo socio-sanitario e sanitario e la sua capacità di promuovere l'innovazione saranno la garanzia di riuscita e completamento della riforma stessa». 

Stefano Ongaro, componente del Consiglio di amministrazione della Cooperativa Gst ha dichiarato «è sulla base del know how sviluppato nel governo dei percorsi di presa in carico della cronicità, che la Coop Gst, in virtù di quanto previsto dalla delibera regionale 6551 del 4 maggio 2017 e precedenti deliberazioni, si è candidata nel ruolo di ‘gestore’ per avere parte attiva nella fase di applicazione del percorso relativo alla gestione del paziente affetto da patologia cronica». Sugli obiettivi e i risultati possibili nell’applicazione della riforma è intervenuto Stefano Bernardelli, presidente dell’Ordine dei Medici di Mantova, che ha spiegato che «la riforma sulla gestione della cronicità della Regione Lombardia può portare al superamento della frammentazione della risposta sanitaria e socio-sanitaria e garantire piani di cura personalizzati. Per fare questo, indispensabili sono la creazione di team multidisciplinari per la presa in carico del paziente e un ampliamento del concetto di salute, dal modello biomedico a quello psico-sociale. Un nuovo orientamento culturale che coinvolge tutti gli operatori che devono gestire il paziente cronico. L’Ordine dei Medici può avere un ruolo importante di coordinatore in tale organizzazione». «Vista nel suo insieme la riforma, pur con tutte le criticità che il sistema evidenzia, ha il merito di affrontare il tema della cronicità in una logica complessiva, come problema centrale della sanità. Credo che si possano individuare almeno due risultati positivi possibili – ha auspicato Alessandro Battistella, professore del Centro Studi Fondazione The Bridge
 -: una ripresa della centralità del medico di medicina generale, laddove scelto come gestore dal paziente, e la possibilità di rinforzare un approccio all’invecchiamento e al contrasto delle patologie croniche basato su un continuum assistenziale, seguito e gestito dal gestore, che partendo dal mantenimento in equilibrio del paziente porti nel tempo da interventi gradualmente sempre più specialistici, clinici e assistenziali».

Marco Bosio, direttore generale Ats Città Metropolitana di Milano ha aggiunto: «Il processo di presa in carico del paziente cronico attivato in Regione Lombardia rappresenta una grande opportunità, non solo per le persone assistite ma per il sistema socio sanitario che modifica la sua impostazione, valorizzando la cosiddetta “medicina di iniziativa”. E’ un processo appena avviato, molto complesso, che non comporta solo un diverso approccio organizzativo ma una modificazione culturale dei soggetti coinvolti, professionisti e pazienti. Per il mondo professionale sanitario, composto da medici di medicina generale, specialisti e professioni sanitarie, è l’opportunità di valorizzare le competenze e le sinergie, per il paziente di sviluppare il proprio “engagement”, come soggetto attivo nel proprio percorso clinico assistenziale». 

Paola Pellicciaricoordinatore regionale del Tribunale per i diritti del malato, Cittadinanzattiva ha puntualizzato «ben vengano le forme aggregative e le cooperative, a patto però che si preservi quel rapporto di prossimità e fiducia che i cittadini continuano a chiedere a gran voce anche ai nostri sportelli. Non si dimentichi che la relazione è cura. Da sempre Cittadinanzattiva ritiene centrale la figura del medico di medicina generale, primo punto di riferimento per i cittadini sul territorio, sia per quanto riguarda l’informazione e l’orientamento di pazienti e care givers che per quanto riguarda la prevenzione fino ad un orientamento per quanto riguarda la più recente normativa su consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento». Roberto Soj, direttore generale Lispa, che è intervenuto sugli strumenti per la presa in carico, ha infine detto«La riforma del sistema sociosanitario regionale vede uno dei suoi snodi principali proprio nell’attenzione alla domanda di salute, che è cambiata radicalmente e richiede una rivisitazione della rete d’offerta dei servizi di cura, investimenti sulla medicina diffusa per favorire il legame tra dimensione ospedaliera (già eccellente) e quella territoriale. Il ciclo del dato - dato, informazione e quindi conoscenza - assume un ruolo centrale e determinante». 

Per info: www.motoresanita.it (Omniapress-20.06.2018)



domenica 17 giugno 2018

I NUOVI ANELLI "CHEVALIER" DELLA LINEA BRAZIALIAN SOUL DI THAIS BERNARDES


Milano - Thais Bernardes, designer e titolare dell'omonimo brand di gioielli ha presentato al Brian & Barry building di Milano la nuova linea di  anelli Chevalier della collezione Brazilian Soul. 
Nella collezione Brazilian Soul, l’anima brasiliana esplode in tutta la sua meravigliosa vitalità. Protagoniste della collezione sono piume in argento dorato, richiamo alla cultura degli indios brasiliani, e uccelli tropicali impreziositi da gemme colorate. Fa parte della collezione l’Anello Chevalier in argento 925 placcato oro, al centro del quale si trova un piccolo pappagallo incastonato di pietre, su sfondo colorato smaltato a mano, 100% Made in Italy. Si tratta di gioielli che racchiudono significati profondi quanto la cultura millenaria che li ispira, perché, come afferma Thais, “lo stile non passa solo attraverso la bellezza estetica”.

Nata e cresciuta nello stato brasiliano di Minas Gerais (in portoghese “Miniere Generali”), scrigno unico al mondo per la presenza di diamanti e pietre preziose, Thais Bernardes è un’anima carioca nel cuore di Milano. Trasferitasi in Italia poco più che ventenne per perseguire la carriera di modella, Thais coltiva in parallelo la sua passione per i gioielli, frequentando corsi di Gemmologia e Design e conseguendo nel 2010 una specializzazione in Fashion Brand Management. Nel 2015 fonda la linea di gioielli che porta il suo nome, con una mission precisa: unire l’eccellenza della manodopera italiana alla ricchezza della natura e della cultura brasiliane, per creare gioielli dal design unico e inimitabile.
I gioielli Thais Bernardes sono in vendita sul sito www.thaisgioielli.com, al secondo piano del Brian & Barry Building di Milano e nelle gioiellerie in tutta Italia.  (Omniapress-16.06.2018)

sabato 16 giugno 2018

VOLKSWAGEN GROUP GROWS IN JANUARY-MAY 2018: +7.7% WORLDWIDE. 4.5 MILLION VEHICLES DELIVERED



Wolfsburg – The Volkswagen Group’s aupward trend continues: at 953,400 units, Group deliveries in May were 6.1 percent higher than the same month last year. More than 4.5 million vehicles have been handed over to customers worldwide since the beginning of the year – an increase of 7.7 percent. "May was a particularly strong month for the Group and enabled our Company to remain on its growth path in the second quarter. The Group and its brands have seen positive developments in the core regions since the beginning of the year – partly thanks to the comprehensive product offensive,” Fred Kappler, Head of Group Sales at Volkswagen Aktiengesellschaft, said.


A total of 416,400 new vehicles were handed over to customers in the European market in May – an increase of 5.8 percent. In Western Europe, 345,800 customers chose a vehicle from the Group 

(+5.5 percent). Developments in the home market of Germany in May were also positive, with 123,200 vehicles delivered there, a rise of 2.0 percent. Deliveries in the markets of Central and Eastern Europe grew 7.3 percent in May to 70,600 units, of which 18,500 new vehicles were handed over in Russia (+20.0 percent). The Group has delivered over 1.9 million vehicles to customers in Europe since the beginning of the year (+5.5 percent). 
Volkswagen continued its stable growth in the North America region: 383,900 vehicles (+1.7 percent) were handed over to customers there in the first five months, of which 258,300 new vehicles were delivered in the USA – an increase of 6.8 percent. 83,000 units were delivered in North America in May – a slight decrease of 1.5 percent. The US market continued to develop well, with 55,800 new vehicles handed over to customers there (+2.7 percent). Delivery growth in the South American market in May was very encouraging: in total, 51,700 vehicles (+19.0 percent) were handed over to customers there, of which 32,900 were delivered in Brazil (+28.1 percent). In South America, the Volkswagen Group has delivered more than 232,200 vehicles in total since the beginning of the year (+13.5 percent). 
The sustained upward trend in deliveries by the Volkswagen Group in the Asia-Pacific region continued. 370,400 Group models were handed over to customers there in May – an increase of 7.5 percent. Deliveries in the Chinese market in May rose to 340,700 new vehicles (+6.6 percent). Over 1.8 million vehicles (+11.1 percent) were delivered in the Asia-Pacific region from January to May, of which just under 1.7 million were handed over to customers in the Chinese market – representing an increase of 11.6 percent. 
More info: www.volkswagen.com (Omniapress-06.15.2018)


Deliveries to customers by markets
May
2018
May
2017
Change (%)
Jan- May
2018
Jan- May
2017
Change (%)
Europe
416,400
393,600
+5.8
1,962,400
1,859,900
+5.5
Western Europe
345,800
327,800
+5.5
1,634,200
1,560,900
+4.7
          Germany
123,200
120,800
+2.0
579,100
554,100
+4.5
Central and Eastern Europe
70,600
65,800
+7.3
328,200
299,000
+9.8
          Russia
18,500
15,400
+20.0
83,500
69,100
+20.8
North America
83,000
84,300
-1.5
383,900
377,500
+1.7
          USA
55,800
54,300
+2.7
258,300
241,800
+6.8
South America
51,700
43,400
+19.0
232,200
204,600
+13.5
          Brazil
32,900
25,700
+28.1
141,100
116,600
+21.0
Asia-Pacific
370,400
344,700
+7.5
1,820,600
1,639,100
+11.1
          China
340,700
319,500
+6.7
1,686,000
1,510,700
+11.6


,




Worldwide
953,400
898,700
+6.1
4,560,400
4,234,700
+7.7

Deliveries to customers by brands
May
2018
May
2017
Change (%)
Jan- May 
2018
Jan- May
2017
Change (%)
Volkswagen Passenger Cars
539,700
513,500
+5.1
2,584,700
2,422,500
+6.7
Audi
160,600
159,600
+0.7
785,300
738,100
+6.4
ŠKODA
112,400
99,100
+13.4
536,200
479,800
+11.7
SEAT
49,200
42,600
+15.5
238,600
201,300
+18.5
Porsche
23,200
22,300
+4.3
109,300
104,000
+5.1
Volkswagen Commercial Vehicles
48,600
43,100
+12.7
209,600
204,800
+2.3
MAN
10,800
9,600
+13.1
53,200
43,000
+23.9
Scania
7,900
7,700
+2.7
38,000
35,400
+7.6







Volkswagen Group (total)
953,400
898,700
+6.1
4,560,400
4,234,700
+7.7