lunedì 2 dicembre 2019

CELLULE CAR-T: LE PROSPETTIVE DI UTILIZZO IN ITALIA PER LA LOTTA AI TUMORI


Roma - Il recente arrivo delle nuove terapie CAR-T rende indispensabile l’intervento di tutti gli attori del Sistema Sanitario Nazionale per dare reale accesso all’innovazione in Italia: è stato il principale tema trattato durante l’evento “Road Map CAR-T: prospettive attuali e future dell'uso in Italia", svoltosi presso il Senato: si è trattato dell'ultimo appuntamento di confronto tra esperti di salute nazionali e regionali per fare il punto sul miglior percorso di cura per i pazienti, realizzato da Motore Sanità, con il contributo incondizionato di Novartis. 

“Le car-t rappresentano una rivoluzione nella lotta ai tumori e l’Italia ha deciso di puntare in alto con un progetto unico al mondo che prevede la creazione di centri di eccellenza per la ricerca, la sperimentazione e la produzione di terapie innovative, tra cui le terapie geniche. Considerando la carenza produttiva a livello mondiale in relazione al fabbisogno crescente di queste cure, e soprattutto in prospettiva dell’ampliamento delle indicazioni terapeutiche delle cellule car-t, vogliamo diventare un Paese di riferimento a livello internazionale per lo sviluppo e l’esportazione delle car-t anche per conto delle aziende private”, ha detto Pierpaolo Sileri, Viceministro della Salute
Alcune malattie oggi, come la leucemia linfoblastica acuta e il linfoma diffuso a grandi cellule, nei pazienti refrattari alle terapie oggi disponibili, danno un’aspettativa di vita molto bassa o nulla. Grazie alla ricerca in quest’area, si è arrivati ad un punto di svolta tale per cui, per questi pazienti, si aprono nuovi scenari attraverso le terapie cosiddette CAR-T di prossima introduzione. “La rete nazionale ematologica e dei trapianti si appresta ad accogliere la richiesta di cura dei pazienti con linfoma e leucemia linfoblastica candidati a terapia con CAR-T. Le qualifiche delle aziende produttrici chiudono il cerchio dell’abilitazione dei centri che sono stati selezionati dalle Regioni secondo i criteri definiti da AIFA. L’erogazione dei prodotti è dunque disponibile anche nel nostro Paese. A garanzia dell’accesso alla cura, la rete dei professionisti ematologi e trapiantologi è attiva in canali di comunicazione diretti tra centri di patologia e centri autorizzati al trattamento con CAR-T”, ha spiegato Fabio Ciceri, Direttore Unità Operativa di Ematologia e Trapianto Midollo Osseo (UTMO), Ospedale San Raffaele Milano.

“L’immunoterapia sta progressivamente affermandosi come un formidabile strumento terapeutico a disposizione di ematologi ed oncologi nella cura delle patologie neoplastiche. I risultati già ottenuti nelle leucemie linfoblastiche acute a differenziazione B-cellulare nel bambino e in alcuni isto tipi di linfomi a cellule B dell’adulto hanno già portato all’approvazione da parte delle agenzie regolatorie di due prodotti basati sull’uso delle CAR cells. Studi sicuramente promettenti sono in fase avanzata di realizzazione nel mieloma multiplo e nella leucemia linfatica cronica. Si apre, dunque, una nuova era nella cura della neoplasia dove il prossimo grande orizzonte sfidante è quello di traslare i risultati ottenuti nelle neoplasie ematologiche ai tumori solidi, lavorando anche per garantire piena sostenibilità (anche economica) a trattamenti così sofisticati e complessi”, ha dichiarato Franco Locatelli, Direttore Dipartimento Onco-Ematologia e Terapia Cellulare e Genica, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù Roma.

Le Regioni dovranno implementare l’identificazione nella loro rete di servizi ospedalieri, i centri adatti, individuando il percorso necessario a formare le persone dedicate, con protocolli organizzativi condivisi. Le Aziende Sanitarie Ospedaliere saranno chiamate alla formazione del personale che dovrà gestire le cure in modo da creare un sistema assistenziale di rapido accesso e sicuro per il paziente. “La sfida ora è che l’accesso alle due terapie CAR-T approvate da AIFA sia tempestivo, equo, sicuro ed attento alla fragilità della persona eleggibile. Chi potrà accedervi è già provato dall'esperienza di diverse linee terapeutiche e vive la pressione del tempo, perché sa che la malattia non aspetta. Oggi 16 Regioni/PA hanno deliberato i centri erogatori, ma non tutti sono già nelle condizioni di somministrare le terapie e ancora mancano alcuni step autorizzativi. In questa prima fase ci sarà bisogno di spostarsi di Regione o di Città, rimanere a lungo fuori casa insieme al familiare, confrontarsi con tossicità importanti, per fare alcuni esempi. Per questo è fondamentale che gli aspetti economici per la famiglia non precludano l’accesso alle cure; che si preveda un supporto per viaggi e alloggio anche del familiare, così come il supporto psicologico e attenzione al consenso informato. AIL continuerà ad essere al fianco di pazienti, familiari ed istituzioni per garantire supporto e corretta informazione; ci aspettiamo coinvolgimento nelle scelte e facilitazione nello svolgimento del nostro lavoro già sinergico con i centri ed i professionisti perché non si lasci indietro nessuno”, ha aggiunto Sabrina Nardi, Responsabile AIL Pazienti. 

Per info: www.motoresanita.it (Omniapress-2.12.2019)

venerdì 29 novembre 2019

FARMACI BIOLOGICI E BIOSIMILARI: SOSTENIBILITA' DEL SSN


Milano  – Valutare gli aspetti peculiari dei farmaci biologici, che negli anni hanno consentito a milioni di pazienti di beneficiare di terapie per molte patologie, spesso gravi e di complessa gestione, dall’utilizzo ospedaliero alla prosecuzione del trattamento sul territorio dopo la dimissione. Di questo si è parlato al Convegno ‘Farmaci biologici: continuità terapeutica tra clinica e governance’, organizzato da Motore Sanità, grazie al contributo incondizionato di Sanofi, alla presenza dei vari attori della filiera, quali clinici, farmacologi, medici di medicina generale, farmacisti sia territoriali che ospedalieri, farmaco economisti, rappresentanti delle associazioni pazienti ed istituzioni, per provare a trovare il giusto equilibrio fra esigenze cliniche e sostenibilità del sistema sanitario e la visione del paziente.

“I farmaci biologici hanno rivoluzionato la terapia medica in molte malattie tra cui il cancro, le malattie reumatiche, l’asma e l’ipercolesterolemia. Alla scadenza dei brevetti sono stati sviluppati farmaci molto simili denominati Biosimilari. Alla base dello sviluppo dei biosimilari c’è la stessa idea per cui sono prodotti i farmaci generici: fornire un’alternativa più economica al paziente quando scade il brevetto. Un biosimilare e il suo originatore, essendo ottenuti mediante processi produttivi differenti, non sono uguali, ma solo simili in termini di qualità, efficacia e sicurezza. Tuttavia, le agenzie regolatorie (FDA ed EMA) assicurano che l’approvazione dei farmaci biosimilari garantisce la stessa efficacia e sicurezza degli originatori. Qualche perplessità è sorta con l’approvazione dei biosimilari delle eparine a basso peso molecolare. Considerate in un primo momento come farmaci biologici, per cui i dati di comparabilità dovevano includere gli studi di clinici comparativi, sono state approvate con dati comparativi simili ai farmaci generici, cioè senza studi clinici di comparazione”, ha dichiarato Francesco Scaglione, Direttore scuola di Specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica, Università di Milano Chairmen of BSI-WG, International Society of Antimicrobial Chemotherapy

"I biosimilari di enoxaparina rappresentano, tra questi medicinali biologici, i farmaci che si rivolgono alla platea di pazienti più ampia da quando tale categoria di prodotti biotecnologici ha fatto la sua comparsa in Italia. L’eparina a basso peso molecolare, come enoxaparina, viene impiegata in un ampio spettro di malattie vascolari, arteriose e venose, con una dinamica di impiego che varia profondamente rispetto ai biosimilari finora introdotti in commercio. Infatti, l’eparina a basso peso molecolare viene più spesso impiegata per breve periodo in pazienti la cui necessità del farmaco è in qualche modo urgente ed “estemporanea” e assai meno prevedibile rispetto a quanto avviene per altri pazienti in cui i biosimilari vengono usati (per esempio l’insulina per i diabetici o i pazienti con artrite reumatoide). La normativa nazionale, ispirata prevalentemente da criteri economici, ha stabilito l’intercambiabilità tra biosimilari e originator e tra diversi biosimilari. A livello di alcune Regioni, poi, si è insistito sulla ineludibilità per il medico di famiglia che prescrive questi farmaci di rivolgersi al medicinale meno costoso. Questi concetti si associano ad una probabilità molto elevata (in sostanza alla certezza) che la continuità terapeutica verrà a mancare. Per definizione i farmaci biosimilari non sono identici all’originatore ma simili: ne differiscono in qualche misura e differiscono tra loro. Non è confortante sapere che un paziente da trattare per una patologia vascolare a rischio immediato della vita possa dover cambiare a più riprese il farmaco per la cura (e qualche volta poterne restare sprovvisto)", ha detto Claudio Cimminiello, Direttore Centro Ricerche e Studi, Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare. 

Per info: www.motoresanita.it  (Omniapress-29.11.2019)


mercoledì 27 novembre 2019

VERSPIEREN (BROKER ASSICURATIVO FRANCESE) SI ESPANDE IN ITALIA

  


Il vertice Verspieren Italia

Milano - Verspieren, quarto broker assicurativo francese, tra i primi dieci in Europa, è pronto a investire in Italia: lo ha annunciato il presidente di Verspieren Italia, Pierluigi Mugnani, che con gli amministratori delegati Ernesto Boerci e Carlo Marietti ha presentato le attività internazionali e italiane del gruppo. 

L’obiettivo è sviluppare ulteriormente le attività nel nostro Paese, dove Verspieren opera dal 2011 attraverso il quartier generale di Milano e le sedi di Treviso, Trieste e Napoli. “Per il gruppo - ha affermato Mugnani – il mercato italiano è strategico. Questo non significa però puntare ad acquisizioni con il solo obiettivo dei numeri. Siamo pronti a cogliere le buone opportunità quando si presenteranno, guardando prima di tutto alla qualità del business e al valore delle persone”. 
Verspieren nel 2017 ha acquisito in Italia Area Broker, assorbendo 11 professionisti e portandone il numero complessivo a 50. Con le nuove acquisizioni (due sono in fase di ultimazione, entro fine anno o all’inizio del 2020) “vorremmo aumentare del 20% il numero dei nostri broker, e possibilmente di una percentuale superiore i volumi (attualmente 50 milioni di euro, ndr)” spiega  Mugnani:. l’investimento previsto, almeno entro i prossimi due anni, si aggira tra i 5 e i 7 milioni di euro.

“L’approccio al mercato - ha tenuto a sottolineare il presidente di Verspieren Italia - è quello di una società indipendente fondata in Francia 139 anni fa, nel 1880, e rimasta sempre nella proprietà della stessa famiglia, giunta alla quinta generazione imprenditoriale. L’attenzione alle persone, siano esse i clienti come i collaboratori o i partner, fa parte della cultura e dello stile di gestione delle imprese familiari”.
Basato a Parigi, oltre che in Italia il gruppo francese ha filiali europee in Spagna, Portogallo e Svizzera e uffici a Londra. Le società sono in tutto 24, i dipendenti 2.200. Nel 2018 il volume dei premi gestiti ha superato 3,8 miliardi di euro, ripartiti per il 70% nell’ambito corporate e per il 30% tra gruppi d’acquisto e singoli privati. Grazie all’alleanza strategica con A.J. Gallagher, broker americano indipendente quarto al mondo, e con Funk Gruppe, terzo broker tedesco, oltre a un proprio network di 105 broker locali in partnership, il Gruppo Verspieren opera in 140 Paesi con Verspieren International, creata nel 2012 per perseguire l’obiettivo di essere a fianco dei propri clienti a livello globale con conoscenza ed esperienza delle culture, delle consuetudini e delle normative dei diversi mercati.
In Italia i dipendenti Verspieren sono 50 con una massa di premi intermediata pari a 50 milioni di euro. Le principali aree di attività sono Rischi industriali, Aviation, Enti Pubblici, Logistica e Trasporti Marittimi, Costruzioni, Medical, Benefit ai dipendenti, Fine Art, Affinity. “Rischi Industriali e Enti Pubblici - ha osservato l’amministratore delegato Ernesto Boerci - restano per Verspieren Italia i settori primari, ma vediamo grandi possibilità di sviluppo per i cosiddetti affinity group, gli insiemi di soggetti accomunati da caratteristiche comuni per attività, interessi, bisogni, appartenenza a organizzazioni o associazioni. Anche in questa chiave va vista la nostra collaborazione con Cassa di assistenza AreaSalus”. “Per lo sviluppo del mercato assicurativo - ha tenuto a sottolineare Boerci - gli affinity group saranno sempre più strategici. E Verspieren in Francia ha messo a punto per queste categorie di clientela servizi innovativi per i quali si avvale anche di piattaforme hi-tech dedicate”.
Con AreaSalus Verspieren Italia è entrata nel settore del welfare di cui le nuove normative hanno favorito lo sviluppo dell’assistenza sanitaria integrativa in ambito aziendale. Tra le forme più significative c’è l’erogazione di prestazioni di carattere assistenziale e sanitario a favore dei dipendenti tramite la stipula di polizze nei Rami Vita, Infortuni, Invalidità Permanente e Rimborso Spese Mediche. “Attraverso la collaborazione con AreaSalus – ha spiegato l’altro amministratore delegato di Verspieren Italia Carlo Marietti - gli imprenditori possono fornire benefit e servizi ai dipendenti ottenendo benefici fiscali. Attraverso la Cassa può essere data attuazione ai trattamenti assistenziali previsti dai contratti collettivi di lavoro e dagli eventuali contratti integrativi aziendali”. 

Per info: www.verspieren.it (Omniapress-27.11.2019)


martedì 26 novembre 2019

MALATTIE CARDIOVASCOLARI: AUMENTA L'UTILIZZO DI TECNOLOGIE PER I PAZIENTI ANZIANI. SURVEY HPS-ABOUTPHARMA

  



Milano - Oltre 3 clinici su 10 prediligono l’impiego di strumenti tecnologici quali wearable devices, App e servizi di telemedicina, e ben il 66% ritiene che l’utilizzo sinergico delle nuove tecnologie con gli strumenti tradizionali rappresenti la soluzione più efficace per affrontare le criticità riscontrate nella gestione del paziente anziano cardiopatico o a rischio cardiovascolare: percentuale che sale al 70% prendendo in esame la classe medica della fascia d’età 56-75 anni.
Questi, in estrema sintesi, alcuni dei risultati di una survey promossa e realizzata da HPS – AboutPharma and Medical Devices e presentati alla conferenza organizzata da Daiichi Sankyo Italia. L’indagine ha coinvolto oltre 450 clinici, tra cardiologi, Medici di Medicina Generale, internisti e geriatri, allo scopo di far emergere quali possono essere gli strumenti patient-friendly da utilizzare al fine di migliorare la gestione dell’anziano cronico e politrattato in area cardiovascolare, favorendo altresì la promozione di corretti stili di vita presso la popolazione anziana.
 
Complice anche l’innalzamento dell’aspettativa di vita – siamo, infatti, il secondo Paese al mondo più longevo dopo il Giappone e il primo nella classifica europea per la percentuale di persone over 65 – in Italia si registra un aumento delle malattie croniche. Tra queste, “le patologie cardiovascolari rappresentano nel nostro Paese la prima causa di morte, essendo responsabili del 35% delle morti totali e comportando costi - diretti ed indiretti - considerevoli per il sistema sanitario nazionale”, esordisce Ciro Indolfi, Presidente Società Italiana di Cardiologia. “Lo scompenso cardiaco rappresenta un serio problema di sanità pubblica. Dal punto di vista terapeutico, la difficile gestione dell’anziano con tale patologia è legata sia all’estrema fragilità dei pazienti, sia al fatto che le attuali Linee Guida si basano su trial condotti su popolazioni di età media inferiore a 65 anni. Un’altra malattia ad altissima prevalenza nella popolazione geriatrica è la fibrillazione atriale, gravata da una significativa morbilità e mortalità, e associata a un incremento di cinque volte dell’incidenza di ictus e di tre volte dell’incidenza di insufficienza cardiaca. Infine, un’ulteriore problematica è l’iperlipidemia e, in particolare, il colesterolo LDL, anche considerando il fatto che i dati circa l’ipercolesterolemia nei pazienti anziani sono rari e non vi sono, attualmente, studi di intervento né raccomandazioni riguardanti la gestione delle iperlipidemie in questa fascia d'età”.
 
L’età avanzata, cui si associano incrementi di incidenza e prevalenza di malattie croniche, è un determinante fondamentale di domanda di servizi sanitari. L’evoluzione demografica del nostro Paese prevede un progressivo invecchiamento della popolazione nei prossimi 25 anni”, afferma Lorenzo Mantovani, Direttore Scuola di Igiene e Medicina Preventiva, Direttore Centro Ricerche Salute Pubblica (CESP) e Professore Associato di Igiene Generale e Applicata all’Università Bicocca di Milano. “Un’analisi, condotta dal Centro di Ricerca sulla Sanità Pubblica dell’Università di Milano - Bicocca su oltre 1 milione di soggetti, ha rilevato che gli over 65, che oggi rappresentano il 23%, assorbono oltre il 50% delle risorse sanitarie. In questa fascia d’età vi è una elevatissima prevalenza di persone con due o più malattie croniche (multicronicità), particolarmente di natura cardiometabolica, ed è proprio la gestione di questi soggetti ad essere particolarmente costosa. Si stima che l’effetto congiunto dell’arrivo delle coorti di baby-boomers in questo range d’età e della progressiva denatalità osservata a partire dalla metà degli anni ‘70 porterà questa fascia di popolazione a rappresentare 1/3 della popolazione nel 2045 e ad assorbire oltre i 3/4 delle risorse sanitarie, rendendo problematica la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale, a meno che non vengano implementate forme efficaci ed efficienti di prevenzione delle malattie cardiometaboliche e delle loro complicanze”.
 
La gestione dell’anziano con malattia cardiovascolare è sicuramente complessa, tenendo conto che spesso questo tipo di paziente presenta fragilità, una condizione caratterizzata da una diminuzione delle riserve funzionali e cognitive e da una ridotta resistenza allo stress, determinata sia dall’ambiente circostante che dalla patologia stessa: si stima, infatti, che sia “fragile” 1 persona su 6 con cardiopatia ischemica e 1 su 7 con ipertensione arteriosa.
 
Ma quali problematiche deve affrontare la classe medica nella gestione di questa tipologia di pazienti?
In base ai risultati della survey, la principale criticità riscontrata è il decadimento cognitivo (51.3%), seguito dalla ridotta o mancata aderenza terapeutica (50.4%) e dalla resistenza o indifferenza nell’adottare uno stile di vita sano e attivo (47.8%); per 4 intervistati su 10 anche la scarsa – se non addirittura nessuna – azione di prevenzione primaria e/o secondaria incide in maniera negativa sul percorso terapeutico dei pazienti.
La migliore soluzione “patient friendly” per la longevità è rappresentata per la maggioranza dei clinici intervistati (6 su 10), dalla sinergia tra gli strumenti tecnologici e quelli tradizionali (visite ambulatoriali, campagne di sensibilizzazione, numero verde, ecc), che restano comunque imprescindibili per una corretta gestione del paziente cronico in area cardiovascolare.

Sul fronte delle nuove tecnologie, dalla survey emerge che la quasi totalità degli strumenti presi in esame sono considerati un valido supporto per migliorare l’aderenza terapeutica: oltre l’80% del campione considera utili le applicazioni di messaggistica (88.5%) e i wearable devices (86%), mentre più di 7 intervistati su 10 propendono per la telemedicina per il monitoraggio remoto (76%) e per le App che offrono specifici servizi (75%). Le App di messaggistica, in particolare, riscuotono un ottimo successo (94%) tra i clinici della fascia d’età più giovane, dai 35 ai 55 anni.
 
Un risultato inaspettato è quello relativo alla telemedicina, considerata dal 69% degli intervistati la soluzione più efficace per favorire la socializzazione del paziente e ridurre quindi il suo senso di isolamento. “Nella gestione del paziente anziano il processo di cura deve essere individualizzato sulle caratteristiche e sulle necessità della singola persona, che deve essere considerata parte integrante dell’iter terapeutico”, afferma Graziano Onder del Dipartimento Malattie Cardiovascolari, Endocrino-metaboliche e Invecchiamento dell’Istituto Superiore di Sanità. “In tale contesto, la tecnologia riveste un ruolo importante perché può semplificare alcuni percorsi di cura: si pensi, per esempio, alle televisite o al telemonitoraggio, grazie al quale non è più l’assistito che deve recarsi dal dottore, ma sono i suoi dati a raggiungere direttamente il medico. È fondamentale, però, investire sull’educazione del paziente, non solo all’uso della tecnologia, ma anche alla conoscenza del proprio stato di salute, e definire cosa sia importante per la sua condizione. Inoltre, è importante che la tecnologia sia ‘disegnata’ per le esigenze cliniche dell’anziano, che tenga cioè conto dei suoi deficit visivi, funzionali e cognitivi e che ad essi si adatti, in modo da poter essere utilizzata dalla popolazione over 65”.
 
Andando ad analizzare nel dettaglio le altre aree di intervento prese in esame, si evince come i wearable devices (dispositivi indossabili) siano gli strumenti più utili per implementare strategie di prevenzione primaria e secondaria (80%), sopperire al mancato o limitato supporto del caregiver o familiare (79%), promuovere uno stile di vita salutare dal punto di vista dell’alimentazione e dell’attività fisica (75%) e contrastare il decadimento cognitivo (58%). “Le nuove tecnologie hanno ormai permeato ogni ambito del quotidiano e abbiamo visto, dai risultati della survey presentata oggi, come possano essere funzionali e di aiuto anche per le persone con problemi di salute, soprattutto se pazienti cronici. E l’approccio della nostra Azienda va proprio in questa direzione, con il nostro impegno nell’innovazione farmacologica unita a programmi di ‘patient support’, per essere a fianco dell’anziano con problemi cardiovascolari. -  conclude Massimo Grandi, Amministratore Delegato Daiichi Sankyo Italia - Sappiamo bene quanto sia importante ridurre gli errori in terapia, specie nei soggetti politrattati, per evitare danni al paziente con conseguenti prolungamenti della degenza o ricoveri ripetuti, e proprio in quest’ottica abbiamo anche sponsorizzato la realizzazione di una App, sviluppata dagli Spedali Civili di Brescia per fornire a medici e farmacisti uno strumento sempre aggiornato, di rapida e facile consultazione,  che consenta di gestire al meglio le interazioni farmacologiche e sia di supporto all’appropriatezza terapeutica”. (Omniapress-26.11.2019)


martedì 12 novembre 2019

INSURANCE SUMMIT AL SOLE 24 ORE: IL FUTURO DELLE ASSICURAZIONI

 
Milano - Il 18 e 19 novembre 2019 (dalle ore 14:30) si tiene "Insurance Summit", organizzato da 24ORE Business School, in collaborazione con Il Sole 24 Ore (via Monte Rosa 91, Milano - Sala Sara Bianchi).

Il futuro delle assicurazioni tra nuovi costi del rischio e scenari digitali è il focus che quest’anno è stato riservato all’annuale appuntamento che coinvolge tutto il mondo assicurativo italiano ogni novembre a Milano che vedrà la partecipazione dei principali rappresentanti del settore, sia sul fronte istituzionale che sul fronte delle compagnie assicurative.
 
Di scenari digitali, rischi e digital transformation si parla subito infatti nella conferenza inaugurale del Summit, che avrà luogo il pomeriggio del 18 novembre dalle ore 14.30 alle ore 18.00, subito dopo l’introduzione sull’Insurance Market Overview 2019 a cura di Davide Corradi, Managing Director and Senior Partner Boston Consulting Group.
La conferenza inaugurale, moderata da Laura Galvagni, giornalista del Sole 24 Ore, sarà l’occasione per approfondire subito il punto di vista delle istituzioni nei confronti di queste nuove sfide che coinvolgono ormai tutto il settore assicurativo: interverranno dunque la Presidente di ANIA Maria Bianca Farina, il Segretario Generale di IVASS Stefano De Polis, in conversazione con Alessandro Plateroti, editorialista del Sole 24 Ore, che introdurrà anche l’intervento successivo di Massimo Claudio Comparini, Amministratore Delegato e-Geos, che sulle nuove tecnologie satellitari e l’intelligenza artificiale a beneficio della previsione del rischio porterà l’esperienza di e-Geos, ioint venture tra il gruppo Telespazio e l'Agenzia Spaziale Italiana. Sul tema verranno intervistati da Laura Galvagni il Presidente di Assicurazioni Generali Gabriele Galateri di Genola e in videoconferenza Carlo Cimbri, Group CEO di Unipol Gruppo.
Il tema della digital transformation nel settore assicurativo è un tema caro anche a RGI Group: ne parlerà il CEO del Gruppo Vito Rocca insieme ad Alessandro Plateroti.
 
Alle 16:45 sarà la volta della tavola rotonda “Nuovi scenari, competitor e modelli di redditività”, che coinvolgerà CEO e amministratori delegati delle principali compagnie assicurative italiane sui temi della Digital Transformation, la Solvency, l’uso dei Big Data e degli advanced Analytics, la Cybersecurity in ambito assicurativo per tutelare il cliente e ridurre il rischio e la centralissima Connected Insurance. Il dibattito sarà moderato dal giornalista del Sole 24 Ore Cheo Condina e vedrà l’introduzione a cura di Giulio Dell’Amico Partner KPMG e la partecipazione di Raffaele Agrusti Amministratore Delegato e Direttore Generale ITAS Mutua, Giacomo Campora Amministratore Delegato e Direttore Generale Allianz S.p.A., Alessandro Castellano CEO Gruppo Zurich Italia, Patrick Cohen CEO Gruppo AXA Italia, Matteo Laterza Direttore Generale UnipolSai Assicurazioni, Alessandro Scarfò Amministratore Delegato e Direttore Generale Intesa Sanpaolo Assicura.
 
La seconda giornata di lavori, martedì 19 novembre, inizierà alle 9:30 con la presentazione dei risultati del World Insurance Report 2019, a cura di Michele Inglese Insurance Director Capgemini Business Unit Italy.
Focus dunque su Customer Centricity e Insurtech, Dopo la presentazione di Ugo Di Iorio Research and Development Vice President RGI Group, verrà fatto il punto assicurativo con Pierre Cordier Amministratore Delegato e Direttore Generale Groupama Assicurazioni, Andreas Moser CEO Munich Re Italia, Valter Trevisani Direttore Generale Cattolica Assicurazioni, Alberto Vacca  Chief Business & Investment Officer Aviva.
Innovazione tecnologica e nuove normative: scenari ed opportunità” saranno al centro dell'intervento di Stefano Micheli Partner BonelliErede, mentre di “Cyber Risk e Cybersecurity nelle assicurazioni” parleranno - moderati in tavola rotonda dal giornalista di Nòva del Sole 24 Ore Pierangelo Soldavini - Giancarlo Calzetta Cyber Security Evangelist, Maria Luisa Cavina Capo del Servizio Tutela del Consumatore IVASS, Giorgio Mosca Coordinatore Steering Committee Cybersecurity Confindustria Digitale.
 
In chiusura il CEO di Helvetia Vita e Chiara Assicurazioni Gruppo Helvetia Fabio Carniol e l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Europ Assistance Italia Fabio Carsenzuola discuteranno di “Innovazione di prodotto e servizio nel mercato assicurativo” con il CEO di YOLO Gianluca De Cobelli e il CEO Neosurance Pietro Menghi.
 
Per info e iscrizioni: www.24orebs.com/eventi/insurance-summit. (Omniapress-12.11.2019)


 

mercoledì 6 novembre 2019

MADONNA LITTA DI LEONARDO DA VINCI. DALL'HERMITAGE AL MUSEO POLDI PEZZOLI


Milano - Dal 7 novembre 2019 al 10 febbraio 2020, all’interno del palinsesto “Milano e Leonardo 500”, il Museo Poldi Pezzoli propone una mostra in cui viene eccezionalmente esposta a Milano, per la prima volta dopo quasi trent’anni, la “Madonna Litta”, il celebre dipinto dell’Ermitage, insieme a un nucleo selezionatissimo di opere eseguite da Leonardo e dai suoi allievi più vicini (da Giovanni Antonio Boltraffio a Marco d’Oggiono, dall’ancora misterioso Maestro della Pala Sforzesca a Francesco Napoletano) negli ultimi due decenni del Quattrocento, quando il maestro viveva ed era attivo a Milano, presso la corte di Ludovico il Moro.

“Leonardo e la Madonna Litta” – questo il titolo dell’esposizione – è organizzata grazie al sostegno di Fondazione Bracco, Main Partner, cui si affiancano Regione Lombardia e Comune di Milano. La mostra, a cura di Pietro C. Marani e Andrea Di Lorenzo, con progetto allestitivo e grafica espositiva di Migliore + Servetto Architects e progetto grafico di Salvatore Gregorietti, è stata inoltre inclusa fra le celebrazioni nazionali dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci promosse e sostenute dal MiBACT - Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, in quelle promosse dal comitato territoriale di Milano e della Lombardia e nel palinsesto Milano Leonardo 500, promosso dal Comune di Milano|Cultura.

La “Madonna Litta” è strettamente legata alla città di Milano: eseguita nel capoluogo lombardo nel 1490 circa, mostra notevoli affinità stilistiche con la seconda versione della “Vergine delle rocce” conservata alla National Gallery di Londra. Nel Ducato milanese il dipinto oggi all’Ermitage conobbe una notevole fortuna, come dimostra il grande numero di copie e derivazioni eseguite da artisti lombardi che ci sono pervenute. Nell’Ottocento, inoltre, era l’opera più rinomata di una delle più importanti collezioni di opere d’arte milanesi, quella dei duchi Litta (da cui deriva il soprannome con cui è conosciuta in tutto il mondo) ed era conservata nel grande palazzo di Corso Magenta; l’Ermitage l’acquistò nel 1865 dal duca Antonio Litta Visconti Arese (1819-1866).

In mostra la “Madonna Litta” è affiancata a un altro capolavoro nato da una raffinata composizione di Leonardo, la “Madonna con il Bambino” del Museo Poldi Pezzoli: il dipinto, eseguito verso il 1485-1487 da Giovanni Antonio Boltraffio – il migliore fra gli allievi di Leonardo a Milano – con ogni probabilità sulla base di studi preparatori messi a punto dal Maestro, è accostabile, dal punto di vista stilistico, alla prima versione della “Vergine delle rocce” del Louvre. Nella prima metà dell’Ottocento anche la “Madonna con il Bambino” apparteneva alla collezione dei duchi Litta (fu acquistata da Gian Giacomo Poldi Pezzoli nel 1864): sarà quindi un’importante occasione poter riunire nuovamente a Milano, dopo oltre un secolo e mezzo, questi due straordinari e affascinanti dipinti leonardeschi raffiguranti la “Madonna con il Bambino”.

Nella mostra è presentato inoltre un altro quadro del Poldi Pezzoli che raffigura la “Madonna allattante”: riferito a un anonimo artista lombardo attivo nel primo decennio del Cinquecento, rappresenta una delle derivazioni dalla Madonna Litta più interessanti e di migliore qualità che ci siano pervenute. Saranno inoltre presenti altri dipinti raffiguranti la “Madonna con il Bambino” di Marco d’Oggiono, di Francesco Napoletano e del Maestro della Pala Sforzesca, che permetteranno di illustrare come Leonardo e i suoi più stretti seguaci (che spesso lavoravano sulla base di progetti e composizioni del Maestro) abbiano affrontato dal punto di vista compositivo, in maniera sempre nuova e originale, questo diffusissimo soggetto.

Fra i disegni in mostra un bellissimo studio riferibile con sicurezza alla mano di Leonardo, eseguito a punta metallica: custodito alla Biblioteca Ambrosiana, raffigura un profilo femminile e un occhio dalla palpebra nettamente delineata, che si confronta molto bene con gli occhi della Vergine nel dipinto dell’Ermitage. Inoltre alcuni studi di Boltraffio che si legano alla testa del Bambino e ai panneggi della “Madonna Litta” e della “Madonna con il Bambino” del Poldi Pezzoli (conservati rispettivamente a Parigi, Fondation Custodia, Collection Frits Lugt; a Berlino, Staatliche Museen, Kupferstichkabinett; a Oxford, Christ Church College).

Le indagini scientifiche
Grazie al sostegno di Fondazione Bracco, da sempre impegnata nella valorizzazione del rapporto tra scienza e arte, è stata anche eseguita un’articolata campagna di analisi diagnostiche su alcune opere presenti in mostra, coordinata dall’Istituto di Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del CNR in collaborazione con l’Università di Milano e l’Università di Milano-Bicocca. Le analisi (radiografie, riflettografie ai raggi infrarossi, UV, infrarosso in falso colore…), eseguite secondo un protocollo comune, hanno dato vita a interessanti e costruttivi confronti; hanno infatti permesso di evidenziare i diversi modi di realizzare i disegni preparatori e i dipinti da parte degli artisti che operavano nella bottega di Leonardo, a stretto contatto fra loro, in un arco cronologico ristretto: dal 1482 al 1499, gli anni della presenza di Leonardo a Milano.

L’app MADONNA LITTA_MILANO, realizzata da SENSE – immaterial Reality, arricchisce la mostra e la conoscenza delle opere esposte. Il visitatore è in grado di ricevere informazioni e scoprire particolari tramite l’innovativo linguaggio della Realtà Immateriale di Sense. Un nuovo concetto di interazione tra il visitatore e l’opera: in alcuni casi sarà possibile confrontare, in altri “toccare” i dipinti, godendo di punti di vista e dettagli finora impossibili da apprezzare ad occhio nudo.

È stato inoltre realizzato l’album “Diventa un allievo di Leonardo”, su concept di Invisible Studio, con la collaborazione di Abbonamento Musei Lombardia/Valle d’Aosta e il sostegno del Gruppo Giovani del Museo Poldi Pezzoli, che accompagnerà bambini e ragazzi (7 – 11 anni) in un percorso che, partendo dalla mostra, li guiderà alla scoperta del disegno, della pittura, della natura e della scienza di Leonardo e all’osservazione delle opere presenti nei musei di Milano e della Lombardia.

Le attività organizzate per la mostra faranno parte della rete milanese dedicata al genio di Leonardo predisposta dal Comune di Milano per suggerire ai visitatori itinerari e collegamenti con tutte le istituzioni milanesi coinvolte nelle celebrazioni leonardesche. (Omniapress-6.11.2019)

PRIMO CONCORSO FOTOGRAFICO SU TEMI ESG (ENVIRONMENTAL, SOCIAL, GOVERNANCE)


Milano – Parallelozero, agenzia fotogiornalistica internazionale specializzata nella produzione di contenuti visuali per il mondo dell'editoria e del corporate, ha presentato l’Italian Sustainability Photo Award (ISPA), realizzato in collaborazione con PIMCO, tra le principali società di gestione di investimenti obbligazionari al mondo, che sarà main sponsor del concorso.

Gratuito e aperto a fotografi sia nazionali che internazionali, il concorso è il primo in Italia dedicato ai temi ESG (Environmental, Social and Governance) ed è stato ideato con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla Sostenibilità Ambientale, la Sostenibilità Sociale e sulla Governance Sostenibile. Nate nell’ambito economico/finanziario, queste tre dimensioni della sostenibilità sono in generale sinonimo di impegno e consapevolezza.
Il premio ISPA nasce per raccontare storie italiane, scelte consapevoli, idee innovative, soluzioni coraggiose. I valori ai quali si ispira il premio diventano sempre più patrimonio comune a cui tendere ed è per questo che i fotografi di tutto il mondo sono invitati a produrre immagini potenti e visionarie che parlino di speranza e di progresso verso un futuro più sostenibile.
Una prestigiosa giuria, composta da fotografi, photo editor e giornalisti internazionali premierà la migliore foto e il migliore reportage e sceglierà un progetto fotografico da sostenere concretamente, finanziandolo con un grant di 10 mila euro. I vincitori saranno annunciati il 30 marzo 2020 mentre i partecipanti avranno tempo fino al 28 febbraio 2020 per caricare foto e storie sul portale www.ispaward.com.
Presieduta da Tiziana Ferrario, giornalista e conduttrice televisiva, la giuria sarà composta da Davide Monteleone, fotografo e tre volte vincitore del World Press Photo; Ami Vitale, Nikon Ambassador e fotografa del National Geographic Magazine; Manila Camarini, Chief Photo Editor per D La Repubblica ed Emma Bowkett, Director of Photography al Financial Times FT Weekend Magazine.

Davide Scagliola, CEO di Parallelozero, sottolinea: “La sostenibilità è un tema che negli ultimi anni ha attirato l'interesse di numerosi fotogiornalisti: con il loro lavoro hanno cercato di sensibilizzare l'opinione pubblica, mostrando al mondo che un futuro migliore è possibile. Noi di Parallelozero da tempo avevamo intenzione di realizzare un contest fotografico dedicato per la prima volta a tre dimensioni della sostenibilita’- Sostenibilità Ambientale, la Sostenibilità Sociale e sulla Governance Sostenibile -, focalizzandolo sul territorio italiano. Grazie al supporto di PIMCO, siamo riusciti a concretizzare questo progetto".
Alessandro Gandolfi, Managing Director e responsabile per l'Italia di PIMCO, dichiara: “Siamo onorati di essere sponsor del primo premio fotografico italiano dedicato ai temi ESG. La sostenibilità svolgerà un ruolo sempre maggiore in tutti gli aspetti della nostra vita e il settore finanziario ha la responsabilità e la capacità di sostenere e promuovere un cambiamento positivo. Con oltre 100 trilioni di dollari, i mercati obbligazionari globali sono fondamentali per la creazione di un futuro sostenibile. Noi di PIMCO, in qualità di una delle società leader del settore, ci sentiamo ben posizionati per affrontare questo cambiamento. Riteniamo che l'Italian Sustainability Photo Award possa contribuire a sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi ESG e sulle possibilità che tutti noi abbiamo nelle nostre decisioni di investimento”.
Tiziana Ferrario, Presidente della giuria, aggiunge: “Mi auguro che i fotografi, da ogni angolo del mondo, inviino le loro foto e che ci aiutino a riflettere sulle molte storie positive del nostro Paese, spesso messe in secondo piano dai fatti di cronaca. L’Italia è un Paese molto amato anche dagli stranieri, sarà interessante valutare la loro prospettiva. Questo concorso trasmette positività, ed è per questo che ho deciso di assumere questo impegno”.

Parallelozero è un’agenzia che racconta storie da oltre dieci anni. Grazie a un team di professionisti - fotografi, giornalisti, videomaker, registi, grafici, art director, strategist – ogni giorno trasforma idee e intuizioni creative in contenuti visuali e prodotti di narrativa multimediale. Per il mondo dell’editoria tradizionale e per quello della comunicazione corporate. 


PIMCO è una delle principali società di gestione di investimenti obbligazionari al mondo. Fondata nel 1971 a Newport Beach, in California, PIMCO mette la sua competenza al servizio dei clienti per trovare soluzioni di investimento innovative e ottimali. È presente in tutto il mondo con oltre 2800 professionisti, uniti da un solo obiettivo: creare opportunità per gli investitori in ogni contesto di mercato. Nell’ambito ESG (Environmental, Social and Governance), PIMCO integra i fattori ambientali, sociali e di governance nel suo processo d'investimento con l’obiettivo di offrire soluzioni in grado di generare sia rendimenti finanziari interessanti che un impatto positivo. PIMCO è una controllata di Allianz S.E., un fornitore di servizi finanziari diversificati, leader a livello globale.

Regolamento, tempistiche e modalità del concorso: www.ispaward.com (Omniapress-6.11.2019)

martedì 5 novembre 2019

"MILANO ANNI 60" STORIA DI UN DECENNIO IRRIPETIBILE: MOSTRA A PALAZZO MORANDO

I Beatles sul tetto del Duomo - Archivi Farabola

Milano (a cura di V. Coviello) - Dal 6 novembre 2019 al 9 febbraio 2020, Palazzo Morando | Costume Moda Immagine di Milano (via Sant’Andrea 6) ospita la mostra Milano Anni 60 che ripercorre la storia di un decennio irripetibile che ha consacrato il capoluogo lombardo come una delle capitali mondiali della creatività in grado di assumere il ruolo di guida morale ed economica del Paese.
Spinta dal boom economico, Milano si trovò improvvisamente a vivere un irrefrenabile fermento culturale, caratterizzato da una forza progettuale senza precedenti e dalla voglia di lasciarsi alle spalle in maniera definitiva gli orrori della guerra.
La grande stagione della musica a Milano si inaugura con il concerto di Billie Holiday del 1958 allo Smeraldo e proseguirà felicemente con tutti i grandi del Jazz da Duke Ellington a Thelonius Monk fino a Chet Baker e Gerry Mulligan che a Milano erano di casa. Anche la musica leggera conosce un periodo d’oro con il concerto dei Beatles al Vigorelli del 1965 e dei Rolling Stones al Palalido del 1967, che suggellano il ruolo di Milano come città moderna e pronta ad accogliere i più grandi protagonisti della musica pop e rock d’oltremanica e d’oltreoceano.
Sono anni di grande fervore artistico con l’opera di Lucio Fontana e Piero Manzoni, di pietre miliari del design italiano quali Marco Zanuso, Bruno Munari, Vico Magistretti, Achille Castiglioni, Bob Noorda e di grandi esponenti della fotografia quali Roberto Polillo, Carlo Orsi, Uliano Lucas, Gianni Greguoli, Fedele Toscani, Fabrizio Garghetti, Giorgio Lotti, Emilio Frisia, Cesare Colombo, Ernesto Fantozzi, Paolo Monti, Silvestre Loconsolo, Piero Raffaelli, di intensa vita notturna dei locali del jazz con Giorgio Gaber ed Enzo Jannacci. Questi sono solo alcuni dei protagonisti della scena milanese che contribuirono all’incanto di quel decennio.
Un sogno da cui la città si svegliò bruscamente, il 12 dicembre 1969, con l’attentato alla Banca Nazionale dell'Agricoltura di piazza Fontana.
Curata da Stefano Galli, realizzata in collaborazione con il Comune di Milano | Cultura, Direzione Musei Storici e con la Questura di Milano, organizzata da MilanoinMostra con il patrocinio della Polizia di Stato e della Regione Lombardia, la rassegna presenta fotografie, manifesti, riviste, arredi, oggetti di design e molto altro ancora, che faranno rivivere l’atmosfera di quell’epoca. Radio Monte Carlo è radio ufficiale della mostra.

Il percorso espositivo, diviso in sezioni, si apre con le immagini della nuova Milano, il cui volto si modifica grazie alle nuove costruzioni, come il Pirellone, la Torre Velasca, la Torre dei servizi tecnici comunali, il Centro direzionale, la Torre Galfa ma anche la nascita dei quartieri periferici, tra i quali spiccano Quarto Oggiaro, Olmi, Gallaratese, Gratosoglio, Comasina, quest’ultimo iniziato nel 1953 e ultimato nel 1960, il più importante intervento edilizio in quegli anni in Italia con i suoi 11.000 vani e 83 palazzi.
Fotografie e riviste dell’epoca documentano il boom economico, con la realizzazione delle tangenziali milanesi, del tratto Milano-Piacenza dell’autostrada A1, infrastrutture che portarono una più rapida circolazione delle merci con una maggiore crescita delle aziende; celebri nomi della grafica pubblicitaria furono chiamati a ripensare i brand delle nuove e rinnovate realtà aziendali, a partire dal fondamentale progetto di Franco Albini e Bob Noorda per la Metropolitana Milanese.
Numerosi sono gli oggetti che aiutano a rievocare la grande stagione del design, con maestri del calibro di Bruno Munari, Marco Zanuso, Vico Magistretti, Enzo Mari, Achille Castiglioni, Sambonet, Joe Colombo, Gio Ponti. Si racconta la storia delle aziende milanesi coinvolte in questa clamorosa stagione. Tra tutte Brionvega, Cassina, Zanotta, Kartell, Tecno, Fontana Arte, Artemide, Flos, Arflex e Danese.
Anche il mondo della cultura, delle gallerie d’arte e del cabaret visse un periodo di grande spolvero. E naturalmente la musica, in particolare il jazz, che trovò casa in numerosi club sparsi per la città, come la Taverna Mexico, dove si esibirono i migliori esponenti di questo genere.
Già alla fine degli anni Cinquanta, Milano divenne anche un luogo apprezzato dove organizzare concerti memorabili, come quelli di Billie Holiday allo Smeraldo, dei Beatles al Vigorelli, dei Rolling Stones al Palalido, di Jimi Hendrix al Piper, ma fu anche il palcoscenico che vide affermarsi artisti quali Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Adriano Celentano, Patty Pravo.
La fine degli anni 60 segnò poi la nascita della contestazione, dalle rivolte studentesche negli atenei, sfociate nelle occupazioni della Statale e della Cattolica, ai picchetti nelle fabbriche e agli scioperi.
Chiude la mostra la sezione dedicata a piazza Fontana e alla fine del sogno, con le fotografie della strage e dei funerali, accompagnate da documenti e alcuni oggetti legati a questo tragico avvenimento alla cui ricerca e selezione, presso gli archivi della Polizia di Stato e non solo, ha collaborato la Questura di Milano.
“MILANO ANNI 60” a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine è il nuovo appuntamento espositivo di un percorso iniziato con Milano tra le due guerre. Alla scoperta della città dei Navigli attraverso le fotografie di Arnaldo Chierichetti (2013) e proseguito con Milano, città d’acqua (2015) e Milano, storia di una rinascita. 1943-1953 dai bombardamenti alla ricostruzione (2016), Milano e la mala (2017) e Milano e il Cinema (2018). Un viaggio a tappe nella storia di una città, attraverso le sue specificità, le vicende sociali, le tante iniziative culturali e imprenditoriali che ne hanno cambiato radicalmente il volto. Catalogo edizioni MilanoinMostra. Con il patrocinio di Regione Lombardia 

 Per info: www.civicheraccoltestoriche.mi.it (Omniapress-5.11.2019)