venerdì 14 settembre 2018

SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE: GOVERNARE IL CAMBIAMENTO. LA SUMMER SCHOOL 2018 DI MOTORE SANITA'


Gallio-Asiago (Vicenza) - Il 20 e 21 settembre 2018 si tiene all'Hotel Gaarten di Gallio (Vicenza) la "Summer School 2018. Governare il cambiamento", organizzata da Motore Sanità. 

Il Servizio Sanitario Nazionale sarà il tema di fondo su cui articolare ragionamenti, analisi e proposte durante le due giornate di lavoro. L’evento sarà rivolto ad un parterre molto selezionato: non ci sarà pubblico, le tavole rotonde che si avvicenderanno, su temi che riguarderanno nuovi modelli tra il finanziamento del sistema e la crescita economica, i problemi e le soluzioni delle liste di attesa nei sistemi europei, la gestione della cronicità, governare il cambiamento, l'autonomia delle Regioni e la scelta dell'innovazione terapeutica, seguiranno le modalità del circolo di benchmarking, i partecipanti saranno rappresentanti delle Istituzioni nazionali e regionali, della Sanità Italiana, i dirigenti responsabili di importanti centri di studio e delle principali società medico-scientifiche, nonché delle associazioni di categoria.

Il Sistema Sanitario Nazionale, si dice nella presentazione dell'iniziativa, attraversa un momento difficile. Seppur siano state fornite alcune risposte alle necessità di cura di patologie importanti quali l’Epatite C o i Tumori intervenendo con fondi specifici assegnati, rimangono inevase le problematiche principali del sistema quali la riduzione delle liste d’attesa, il finanziamento adeguato della sanità italiana e l’omogeneità di offerta nel territorio nazionale.
Difatti di fronte ad un sottofinanziamento che si accentuerà nei prossimi anni, la sanità italiana sta mutando le proprie caratteristiche da sistema a fiscalità diretta a sistema misto ove la presenza del privato è in costante aumento anche grazie ad una maggiore flessibilità di risposta per la quale spesso il pubblico è in difficoltà.
Si aggiungano inoltre il problema dell’innovazione sia nella velocità di accesso che nel discernimento di che cosa sia reale innovazione, e la possibilità reale della medicina territoriale di gestire la cronicità con maggiore liberalità nelle prescrizioni terapeutiche che evitino inutili accessi alla specialistica per comprendere come il SSN stia cambiando ma che questo cambiamento non sia compiutamente governato.
Forse la richiesta di maggiore autonomia regionale potrà fornire alcune risposte, certo è che se il cambiamento non è governato si acuirà la distanza tra chi può permettersi di curarsi e di coloro che invece incominciano a rinunciare parzialmente alle cure.
Per questi motivi il filone conduttore della Summer School di Motore Sanità 2018 sarà Gestire il Cambiamento cercando di dare risposte e soluzioni alle problematiche cocenti che coinvolgono tutti gli attori del sistema.

Il programma prevede: 

GIOVEDI 20 SETTEMBRE
10,00 APERTURA LAVORI
Manuela Lanzarin, Assessore ai Servizi Sociali, Attuazione Programma, Rapporti con il Consiglio Regionale, Regione del Veneto
Emanuele Munari, Sindaco di GallioACCESSIBILITÀ AL SISTEMA E ALL’INNOVAZIONE
Domenico Mantoan, Direttore Generale Sanità e Sociale, Regione del Veneto
TAVOLA ROTONDA
NUOVI MODELLI TRA IL FINANZIAMENTO DEL SISTEMA E LA CRESCITA ECONOMICA
MODERA
Fiorenzo Corti, Vice Segretario Nazionale FIMMG e Responsabile Area Comunicazione
Barbara Cittadini, Presidente Nazionale AIOPAngelo Del Favero, Direttore Generale Istituto
Superiore di Sanità
Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato MSD Italia
Marco Vecchietti, Amministratore Delegato e Direttore Generale RBM Assicurazione Salute
LISTE DI ATTESA NEI SISTEMI EUROPEI PROBLEMI E SOLUZIONI
MODERA
Mario Del Vecchio, Direttore OCPS SDA Bocconi Milano, Professore Università di Firenze
KEY NOTE SPEECH
*Giulia Grillo, Ministro della Salute (da confermare)DAL PUNTO DI VISTA DEI CITTADINI
Tonino AcetiCoordinatore Nazionale Tribunale per i Diritti del Malato, Cittadinanzattiva
DAL PUNTO DI VISTA DEI MMG
Pier Luigi Bartoletti, Vice Segretario Nazionale FIMMG
L’ESPERIENZA DELLA REGIONE DEL VENETODomenico ScibettaDirettore Generale ULSS 6 Euganea
L’ESPERIENZA DELLA REGIONE TOSCANA
Maria Teresa Mechi, Responsabile Settore Qualità dei Servizi e Reti Cliniche, Regione Toscana
L’ESPERIENZA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA
Luca Barbieri, Responsabile Servizio Assistenza Territoriale, Regione Emilia-Romagna
I COSTI REALI DEL SSNFrancesco Saverio MenniniProfessore di Economia Sanitaria, EEHTA CEIS; Università di Roma Tor Vergata, Kingston University, London, UK
LUNCH
NUOVE FRONTIERE DI CURA: LA TERAPIA GENICA CAR-T
Franca Fagioli, Presidente AIEOPLE SINERGIE IN SANITÀ NELL’AREA MEDITERRANEA
Hassan Abouyoub, Ambasciatore di Sua Maestà il Re del Marocco
LA GESTIONE DELLA CRONICITÀ
NUOVE PROSPETTIVE PER I MMG
Fiorenzo Corti, Vice Segretario Nazionale FIMMG e Responsabile Area Comunicazione
Giovanni Gorgoni, Commissario Straordinario AReSS Puglia
Carlo Bramezza, Direttore Generale ULSS 4 Veneto Orientale
IL RUOLO DEL TERRITORIO
Manuela Lanzarin, Assessore ai Servizi Sociali, Attuazione Programma, Rapporti con il Consiglio Regionale, Regione del Veneto
Stefano Campostrini, Professore di Statistica Sociale Università Ca’ Foscari, Venezia
Annarosa Racca, Presidente Federfarma Lombardia
L’APPORTO DELL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA
Giorgio Corbucci, Value-Based Marketing Director Europa, Boston Scienti c
Gabriella LevatoSegretario Generale Regionale FIMMG Lombardia
Roberto Giordano, Director, Responsabile Area Sanità, Business Integration Partners
Fausto Manzana, Presidente e Amministratore Delegato GPI Group
Matteo Moscatelli, Head of Digital Services, Siemens Healthcare
Silvia Salvitti, Point of Care Diagnostics Product Manager, Siemens Healthcare
Roberto Soj, Direttore Generale Lombardia InformaticaErmes Zani, Partner Healthy Reply
* da confermare

VENERDI 21 SETTEMBRE21
9,30 APERTURA LAVORILuca Coletto, Assessore alla Sanità e Programmazione
Socio-Sanitaria, Regione del Veneto
TAVOLA ROTONDA
GOVERNARE IL CAMBIAMENTO
MODERA
Francesco Bevere, Direttore Generale AGENAS*Armando Bartolazzi, Sottosegretario di Stato al
Ministero della Salute
Paolo Bordon, Direttore Generale Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, Provincia Autonoma di Trento
Monica Calamai, Direttore Generale Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale, Regione Toscana
Walter Locatelli, Commissario Straordinario, A.Li.Sa, Regione Liguria
Domenico Mantoan, Direttore Generale Sanità e Sociale, Regione del Veneto
Gabriele Pelissero, Presidente Cluster Lombardo Scienze della Vita
Kyriakoula Petropulacos, Direttrice Generale Cura della Persona, Salute e Welfare, Regione Emilia-Romagna
Silvestro ScottiSegretario Nazionale FIMMG
Giuseppe Tonutti, Vice Direttore Centrale Salute, Integrazione Sociosanitaria, Politiche Sociali e Famiglia, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
AUTONOMIA DELLE REGIONI
MODERANO
Federico Mereta, Giornalista Scienti coAndrea Sermonti, Giornalista
KEY NOTE SPEECH
Erika Stefani, Ministro degli Affari RegionaliFabiola Bologna, Componente XII Commissione
(Affari Sociali), Camera dei Deputati
Roberto Ciambetti, Presidente Consiglio Regionale, Regione del Veneto
Luca Coletto, Assessore alla Sanità e Programmazione Socio-Sanitaria, Regione del Veneto
Antonio De Poli, Capo Questore, Senato della Repubblica
Giovanni Endrizzi, Componente 1a Commissione Permanente (Affari Costituzionali), Senato della Repubblica
*Giulio GalleraAssessore al Welfare, Regione Lombardia
Riccardo Riccardi, Vice Presidente e Assessore alla Salute, Politiche Sociali e Disabilità, Delegato alla Protezione Civile, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Sonia Viale, Vice Presidente Regione Liguria, Assessore Sanità Politiche Sociali, Immigrazione, Sicurezza
ed Emigrazione
SCELTA DELL’INNOVAZIONE TERAPEUTICA IL PAZIENTE AL CENTRO
MODERANO
Angelo Del Favero, Direttore Generale Istituto Superiore di Sanità
Federico Mereta, Giornalista Scienti co
Gianni Amunni, Direttore Generale, Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica (ISPRO), Regione Toscana
Laura Berti, Rai - Medicina 33Federico Cabitza, Professore Associato Università
Bicocca, IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi, Milano
Stefano Carugo, Direttore Cardiologia - Unità Coronarica, ASST Santi Paolo e Carlo
Rita Cataldo, Amministratore Delegato Takeda ItaliaFrancesco Cobello, Coordinatore Regionale FIASO e
Direttore Generale AOUI Verona
Valentino ConfaloneVP e General Manager Gilead Italia
Simona Serao Creazzola, Presidente SIFO
Luciano Flor, Vice Presidente Federsanità ANCIRosaria IardinoPresidente Fondazione The Bridge
Giovanna Scroccaro, Direzione Farmaci, Dispositivi e Protesica, Regione del Veneto
Patrizia Simionato, Direttore Generale Istituto Oncologico Veneto, Padova
Ugo Trama, Responsabile della UOD 08 “Politica del Farmaco e Dispositivi” presso la Direzione Generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del SSR, Regione Campania
17,30 CONCLUSIONI SUMMER SCHOOL MOTORE SANITÀ
Domenico Mantoan, Direttore Generale Sanità e Sociale Regione del Veneto

Per informazioni: www.motoresanita.it (Omniapress-14.09.2018)

sabato 8 settembre 2018

ARPA CELTICA A VILLA NEGRI (CASSINETTA DI LUGAGNANO)


Cassinetta di Lugagnano (Milano) - Uno spettacolo stellare,  quello del Maestro Fabius Constable. Nella splendida cornice di Villa Negri, a Cassinetta di Lugagnano, affacciata sul bucolico Naviglio Grande alle porte di Milano.
Sabato 15 settembre 2018 alle 21, in via Alzaia Naviglio Grande 3 a Cassinetta di Lugagnano, nell’antica dimora nobiliare Villa Negri la musica di Fabius Constable&TheCelticHarp Orchestra esploderà nel viaggio onirico e musicale ai confini del mondo tra le miriadi di corde della spettacolare schiera di arpe celtiche e al loro sintonico vibrar d’emozioni visive e sonore.
Gli spettatori vengono trascinati  verso mondi lontani , in una dimensione, voluta  dal genio musicale e creativo di Fabius Constable– arpista comasco di fama internazionale, compositore e polistrumentista, carismatico fondatore e direttore dell’Orchestra - dove l’esperienza musicale oltrepassa i confini delle note e degli strumenti sino a divenire un tuffo emotivo-multisensoriale in cui lo spettatore diviene protagonista del suo stesso sentire.
 Il concerto si libra in un lirico crescendo di emozioni, in una festa di strumenti e di voci. Non sarà  il grado di cultura musicale di chi assisterà a questo originalissimo show, né la sua età, a determinare l’indice di gradimento di ogni spettatore, ma la capacità di ognuno di  lasciarsi avvolgere da un’esperienza musicale di intenso ed esaltante sentire. 
Le arpe, indubbie protagoniste di questo show,  si illuminano ancor più grazie alla sublime potenza della voce soprano di Donatella Bortoneche intonerà classici genialmente rivisitati come la leggendaria “The Elphin Knight”, struggente storia d’amore tra una fanciulla umana e il Re degli Elfi o l’epica “Paolo e Francesca”, sempre sulle onde del cuore, musicalizzazione originale delle note terzine dantesche.
Fabius conduce  la platea attraverso un vero e proprio viaggio da un lato all’altro del mondo, in cui la terra perderà i suoi confini e si confonderà con il cielo, incantandola con l’assolo nella sua, forte e passionale “ Tango Atlantico”e la lirica, quasi flamenca“Noche en Granada”..
 Il mandolino di Francesco Romeo, il violoncello e i flauti che Constablea tratti suona alternandoli con incredibile semplicità alla sua amata arpa e il Koto di Mimi Machyia, completeranno la magia di questo imperdibile spettacolo che accenderà di nuove suggestioni la meravigliosa Villa Negri.
Costruita nel ‘500, Villa Negri fa parte delle famose dimore nobiliari edificate lungo il Naviglio Grande dai proprietari terrieri milanesi. I primi documenti della proprietà risalgono all’inizio de XVI secolo e nella prima metà del 1700 la casa viene completata prendendo la definitiva  forma a U che ora la contraddistingue e che ne fa un piccolo gioiello dell’architettura milanese. La villa è legata a nomi eccellenti della storia, tra cui il generale austriaco Giovanni Dembowski, suo proprietario dal 1821 al 1846, a Gaetano Negri, Senatore del Regno d’Italia e Sindaco di Milano dal 1884 al 1889. Attualmente proprietà della stessa famiglia Negri che con dedizione e amore la mette a disposizione per eventi, in particolare per la celebrazione di matrimoni civili. (Omniapress-14.09.2018)


martedì 4 settembre 2018

INVESTITORI ISTITUZIONALI: PATRIMONIO GESTITO A 237 MILIARDI DI EURO. CASSE PROFESSIONISTI IN PRIMA FILA CON 78 MILIARDI. V REPORT ITINERARI PREVIDENZIALI


Milano -  E' stato presentato in anteprima alla stampa il quinto Report Annuale “Investitori istituzionali italiani: iscritti, risorse e gestori per l’anno 2017”curato dal Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali.  La pubblicazione si pone l’obiettivo di fornire un dettagliato quadro quantitativo sul mondo degli investitori istituzionali che operano nel nostro Paese, con focus particolare su Fondi Pensione e Preesistenti, Forme di assistenza sanitaria integrativa, Casse di Previdenza Professionali, Fondazioni di origine bancaria e - per il secondo anno consecutivo - sulle Compagnie di Assicurazione.

Nella presentazione del documento, si dice fra l'altro che anche l’Italia inizia a vantare un mercato di spessore, con un totale di oltre 20 miliardi l’anno di flussi da reinvestire. Nonostante la lunga crisi crescono poi i patrimoni, la cui gestione è peraltro sempre più spesso esternalizzata mediante acquisti di Oicr, Fia, Sicav e Etf e tramite mandati di gestione.  la pubblicazione si pone l’obiettivo di fornireun dettagliato quadro quantitativo sul mondo degli investitori istituzionali che operano nel nostro Paese, con focus particolare su Fondi Pensione e Preesistenti, Forme di assistenza sanitaria integrativa, Casse di Previdenza Professionali, Fondazioni di origine bancaria e - per il secondo anno consecutivo - sulle Compagnie di Assicurazione.

E con un’importante novità che caratterizza l’edizione 2018, vale a dire l’analisi dettagliata degli investimenti nella cosiddetta “economia reale domestica”, di cui il Report evidenzia l’entità ancora troppo modesta, malgrado le numerose discussioni sulla materia. All’interno di questo quadro spiccano in ogni caso le Fondazioni Bancarie che, considerando la quota nella banca conferitaria, in CDP e Fondazione con il Sud, sono i maggiori investitori in economia reale con il 49,5% del totale attivi di bilancio, seguite dalle Casse Privatizzate dei Liberi Professionisti con il 14,6%;modesto invece l’apporto di fondi negoziali e preesistenti, seppure in aumento rispetto al 2016, pari rispettivamente al 3,46% e 3,2% del patrimonio destinato alle prestazioni, che ammonta a 49,46 e 57,38 miliardi. Ancora molto alta, infine, la percentuale di investimenti in forme obbligazionarie effettuati dai fondi pensione che, nel complesso, valgono circa il 70% del patrimonio.
«Impressiona in particolar modo l’esiguità degli investimenti dei fondi di natura contrattuale, in gran parte alimentati dal TFR che è “circolante interno” alle aziende ed è quindi la prima e principale forma di finanziamento dell’economia reale» - ha commentato a riguardo Alberto Brambilla, Presidente del Centro Studi e Ricerche nel corso del Convegno di Presentazione, suggerendo l’urgenza di un ripristino del fondo di garanzia, strumento istituito dal D.Lgs. 252/2005 e abolito dal Governo Prodi, «anche perché la gran parte degli oltre 6 milioni di lavoratori che operano in aziende con meno di 15 dipendenti, come si può vedere dai dati sul TFR, è scoperta da qualsiasi protezione complementare anche a causa delle difficoltà di queste piccole imprese ad approvvigionarsi sul mercato del credito»

Il quadro generale - Gli investitori istituzionali che operano in Italia sono 402, 36 unità in meno rispetto allo scorso anno (35 fondi Negoziali, 88 Fondazioni di origine Bancaria, 20 Casse Professionali Privatizzate, 259 Fondi Preesistenti), e gestiscono un patrimonio di 237,25 miliardi di euro (+106,6 rispetto al 2004), dei quali quasi il 70% è affidato direttamente o indirettamente a gestori professionali con un incremento costante della “fabbrica del risparmio gestito”. Sommando anche le risorse gestite dai fondi pensione aperti e dai PIP (53,77 miliardi) e le riserve delle Compagnie di Assicurazione (539 miliardi) il patrimonio complessivo raggiunge quota 830,42 miliardi di euro, cioè il 48% del Pil.
page2image6048
«Se i numeri del sistema, ma anche il confronto con gli altri Paesi, rendono evidente la necessità di un complessivo efficientamento del sistema, con una forse possibile riduzione del numero di operatori in alcuni ambiti (si pensi ad esempio al caso della sanità integrativa) – ha commentato il Prof. Brambilla - è d’altra parte altrettanto interessante rimarcare come, nonostante la lunga crisi, nell’ultimo decennio e più, il patrimonio di Casse, Fondi e Fondazioni sia costantemente cresciuto e praticamente più che raddoppiato, esattamente come per Assicurazioni e welfare privato. E vanno poi certamente segnalati anche i flussi di nuove entrate tra proventi patrimoniali, contribuzioni (al netto delle prestazioni) e dividendi per Fondi, Casse e Fondazioni, ammontati nel 2017 a 9,58 miliardi, con un incremento del patrimonio rispetto all’anno precedente del 4,20%: se si considerano anche gli asset in scadenza, in termini di totale investibile arriviamo a oltre 11 miliardi l’anno».

Rendimenti e gestione – A eccezione delle Fondazioni che registrano un rendimento positivo pari al 5,3%, le performance degli altri investitori si confermano in calo rispetto al 2014 e alle medie a 3, 5, 10 anni e si mantengono in linea con quelle dello scorso anno. Tuttavia, anche per il 2017 i fondi pensione, salvo per qualche linea d’investimento come quelle con garanzia e le obbligazionarie, hanno ottenuto rendimenti superiori ai parametri obiettivo (inflazione, media quinquennale del Pil e Tfr). Anche nel primo semestre 2018 prosegue la discesa dei rendimenti e, dopo molti anni alcuni fondi, performano meno dei parametri obiettivo.
Complici il permanere di tassi d’interesse molto bassi sul medio-lungo periodo e la volatilità dei mercati finanziari dovuta in gran parte a fattori geopolitici, prosegue la ricerca di nuove asset class sempre meno correlate a questi fenomeni e dalle quali ottenere rendimenti positivi, e si incrementano inoltre – all’interno di un contesto difficile che spinge a guardare quindi verso l’esterno - gli investimenti diretti e indiretti affidati a gestori professionali, raggiungendo nel 2017 quasi il 70% del patrimonio totale. Vistoso ad esempio anche l’aumento fatto registrare in quest’ambito dalle Compagnie di Assicurazione che toccano il 12,3%.
Dal punto di vista dei soggetti gestori dei patrimoni previdenziali e fondazionali con mandato, al primo posto della “classifica” si colloca Generali Italia che, pur riportando un numero molto inferiore di mandati rispetto alla seconda Amundi (78 mandati e 8,9 mld), ha in gestione 9,5 miliardi con “soli” 19 mandati; a seguire si posizionano Unipol, Eurizon Capital e BlackRock. I primi 5 gestori raccolgono oltre il 36% del totale affidato in gestione dagli Investitori istituzionali.
Gli scenari futuri: la flat tax - A margine della presentazione del Quinto Report, spazio anche per qualche riflessione sul futuro del comparto e, in particolare, su temi di strettissima attualità come quello della flat tax che, come evidenziato dal Prof. Brambilla, rischierebbe di indebolire il pilastro della previdenza complementare.
page2image30512page2image30672
«Per come è stata realizzata nei Paesi che l’hanno introdotta e, in Italia per la precisione dovrebbe trattarsi di una dual tax con due aliquote, la flat tax – ha spiegato Brambilla – prevede infatti l’abolizione di tutte le deduzioni e delle detrazioni, e non potrebbe essere diversamente. Viene però allora da domandarsi cosa succederà alla previdenza integrativa e in particolare ci sarà da capire se il dipendente, persi i vantaggi fiscali sui propri contributi, si accontenterà di aderire ai fondi soltanto per l’aliquota di imposta sostitutiva finale, tra il 9 e il 12%.Insomma, il welfare integrato rischia indubbiamente di uscirne indebolito: non certo più agevole sarebbe ad esempio la situazione del welfare aziendale e, di riflesso, alla previdenza e all’assistenza sanitaria integrativa cui è certamente di grande aiuto».

Seguono nel dettaglio le principali evidenze emerse a proposito dai singoli soggetti indagati. I Fondi Pensione Negoziali – A fine 2017 sono 35 con 2.805.751 iscritti (+8% rispetto allo scorso anno, incremento in parte dovuto all’estendersi a nuovi fondi e settori professionali della cosiddetta adesione contrattuale prevista dai CCNL) e un attivo netto destinato alle prestazioni di circa 49,456 miliardi di euro (+7,7% rispetto al 2016). Ai primi posti della classifica per numero di iscritti Prevedi (anche per effetto della citata adesione contrattuale), Cometa, Fonte, Fonchim, Laborfonds; guidano invece la classifica dei fondi per patrimonio Cometa (10,83 mld), Fonchim (6,11 mld), Fonte (3,63 mld), Laborfonds (2,58 mld) e Fondenergia (2,17).
In merito alla composizione del patrimonio dei fondi negoziali, la quota più rilevante continua a essere costituita dai titoli di debito pari al 61,03% seppure in continuo calo rispetto ai due anni precedenti; di questi, i titoli di Stato rappresentano circa il 44% delle risorse gestite (il 18,5% sono italiani) e le obbligazioni corporate il 17,02% (di cui il 15,5% emesse da aziende estere). Rispetto all’anno precedente l’esposizione sui titoli di Stato è diminuita di circa 10 punti percentuale mentre quella sugli altri titoli di debito è aumentata di circa 5 punti. In aumento le quote investite in azioni e OICR, rispettivamente pari al 20,76% e al 8,03%, mentre i depositi si attestano al 6,82% del patrimonio. La gestione dei fondi pensione negoziali è quasi totalmente esternalizzata a gestori patrimoniali professionali; nel 2017 da quattro passano a sei i fondi che hanno acquistato direttamente quote di fondi immobiliari o mobiliari chiusi (Eurofer, Solidarietà Veneto, Labofonds, Priamo, Prevaer e Byblos) per un ammontare complessivo ancora modesto, pari a 117 milioni di euro.
I Fondi Pensione Preesistenti - Sono 259 fondi (35 in meno rispetto allo scorso anno) con 643.341 iscritti (in riduzione di circa 10.000 unità rispetto al 2016) e un patrimonio di 58,996 miliardi (+2,5% rispetto all’anno precedente). Ai primi posti delle classifiche Previndai (79.180 iscritti e 11,03 mld di patrimonio), Gruppo Intesa Sanpaolo (64.897 iscritti e 5,05 mld di patrimonio), Unicredit (55.732 iscritti e 3,52 mld di patrimonio) e Mario Negri (40.073 iscritti e 2,86 mld di patrimonio).
Il patrimonio dei fondi preesistenti autonomi per il 44,77% è costituito da riserve matematiche presso assicurazioni, il 35,74% è affidato a gestori professionali, mentre il rimanente 19,5% è gestito direttamente. Rispetto al 2016 si nota un lieve calo delle riserve presso le compagnie assicuratrici e in gestione diretta, mentre è rilevante l’aumento del ricorso al conferimento in gestione finanziaria (5% in più rispetto all’anno precedente). La composizione degli investimenti, escluse le riserve matematiche presso le Compagnie di Assicurazione, è per il 42,2% in titoli di debito, il16,7% in titoli di capitale, il 20,4% in OICR, il 6,1% in immobili e partecipazioni in società immobiliari, il 4% in polizze assicurative di tipo finanziario ed il 6,9% in liquidità. Rispetto allo scorso anno si rileva una discreta diminuzione dei titoli di debito (in particolare quelli di stato diminuiti del 3%) ed in misura inferiore degli investimenti immobiliari (-1%) a favore dei titoli di capitale e degli OICR; un fenomeno attribuibile al già citato perdurare di tassi bassi.
Le Fondazioni di origine bancaria – Sono 88 e registrano un patrimonio netto contabile di 39,7 miliardi di euro a fronte di un totale degli attivi di bilancio pari a 46,1 miliardi. Occorre tuttavia considerare il rilevante importo delle erogazioni (oltre 23 mld tra il 2000 e il 2017) che, sommate al patrimonio, farebbero superare i 70 miliardi, effettuate tra l’altro, in un periodo in cui le banche conferitarie hanno drasticamente ridotto le quotazioni, quando non azzerato anche i dividendi, imponendo alle Fondazioni stesse uno sforzo di sostegno al sistema. Nel 2017, anche grazie ai buoni risultati dei mercati borsistici e ad alcune operazioni straordinarie tra cui la cessione di quote della conferitaria per restare al di sotto del limite previsto dal protocollo Acri – Mef del 33%, il
page3image34304page3image34464page3image34624page3image34784
rendimento medio del patrimonio è stato del 5,3% (3,4% nel 2016 come nel 2015 e 5,5% nel 2014).
Nel campione di 23 fondazioni analizzate che rappresentano l’82% dell’attivo totale, la modalità di gestione è ripartita come segue: 31,5% impieghi istituzionali (conferitaria, CDP e Fondazione con il Sud), 65,8% investimenti diretti e 2,7% investimenti in gestione. Da sottolineare che il peso della conferitaria sul totale attivo si è ridotto al 27,8%, passando dal 36% del 2014 al 30,3% nel 2016 in seguito a cessioni e adeguamenti ai valori di mercato del prezzo di carico della conferitaria. Per quanto riguarda invece gli investimenti diretti delle Fondazioni in prodotti e servizi gestiti, si rileva un elevato grado di diversificazione con particolare riguardo agli investimenti in economia reale. Gli investimenti diretti delle Fondazioni di origine bancaria (esclusi quelli nella conferitaria, in CDP e Fondazione con il Sud) sono pari a 25 miliardi di euro; in dettaglio, rispetto al totale attivo, gli investimenti immobiliari rappresentano il 3%, gli OICR tradizionali il 15,8% (fondi, sicav, ETF) contro l’11,2% dei titoli di capitale e il 5% dei titoli di debito (i titoli di Stato, per la quasi totalità italiani, rappresentano solo lo 0,58% del totale investito, in continua riduzione rispetto agli anni precedenti); forte incremento per i FIA, il cui peso è andato crescendo nell’ultimo triennio, raggiungendo il 26,8% del totale attivo, e raddoppiando rispetto al 2016.
Le Casse dei Liberi Professionisti – Sono 20 (escludendo Onaosi) e contano 1.625.289 iscrittiper un patrimonio di 78,74 miliardi di euro, di cui 61,25 investiti direttamente e 17,49 affidati in gestione tramite mandato. Le Casse con il maggior numero di iscritti sono Enpam (363.670), Cassa Forense (242.235), Enasarco (233.383) e Inarcassa (168.109), mentre dal punto di vista patrimoniale guidano la classifica per totale attivo Enpam (20,07 mld), Cassa Forense (11,74 mld), Inarcassa (10,22 mld) e la Cassa dei Dottori Commercialisti (8,05 mld).
Gli investimenti diretti riguardano in particolare: investimenti immobiliari per circa il 5,15% del totale delle risorse gestite direttamente (in forte riduzione rispetto all’11% dello scorso anno); investimenti monetari per il 8,78%; obbligazioni (corporate e titoli di Stato) per il 14,6%, in continuo e leggero calo rispetto al 16% del 2016 e al 19% del 2015; titoli azionari per il 5,53%; quote di OICR tradizionali per il 24,57%, che insieme ai FIA (24%) restano lo strumento privilegiato in termini di investimento diretto da parte delle Casse.
Le Compagnie di Assicurazione - Le Compagnie di Assicurazione italiane del comparto Vita, che comprende sia la classe C sia la classe D, alla fine dell’anno 2017 detenevano attivi per un valore complessivo di 734 miliardi (in crescita del 5,3% rispetto alla fine del 2016). La quasi totalità degli attivi è rappresentata da investimenti (oltre 690 miliardi), di cui 154 miliardi ascrivibili alla classe D e i restanti 540 miliardi alla classe C. L’investimento prevalente del settore assicurativo è quelloobbligazionario e dei titoli a reddito fisso: circa 434 miliardi investiti principalmente (al 70%) in titoli di Stato. Rispetto al 2016 l’investimento in quote di fondi comuni (pari a 66 miliardi) è quello che ha mostrato una crescita più evidente (+20%).
Le prime 20 compagnie vita italiane di classe C per totale degli attivi rappresentano l’87,7%dell’intero comparto, che complessivamente vale 580 miliardi. Poste Vita, Intesa Sanpaolo Vita e Generali Italia sono le imprese con una quota sul totale di attivi gestiti superiore al 10% e rappresentano, insieme, oltre il 43% dell’intero settore.
Le Casse di assistenza sanitaria integrativa - Secondo le stime contenute nel Report, nel 2017 le forme di assistenza sanitaria integrativa hanno raggiunto le 340 unità e nel 2016 (ultimo dato disponibile pubblicato dall’Anagrafe dei Fondi Sanitari tenuta presso il Ministero della Salute) il numero totale degli assistiti è stato pari a circa 10,6 milioni (8,4 mln di iscritti e 2,3 mln di familiari), con prestazioni erogate per 2,3 miliardi di euro. Il patrimonio stimato in continua crescita, costituito dalle riserve tecniche e da altri accantonamenti prudenziali, ammonta a circa3,956 miliardi di euro.

Per info: www.itinerariprevidenziali.it (Omniapress-04.09.2018)

venerdì 31 agosto 2018

4 SETTEMBRE "GIORNATA MONDIALE DEL BENESSERE SESSUALE". STILI DI VITA E LUOGHI PER RAGGIUNGERLO


Milano – Il 4 settembre 2018 si tiene la "Giornata Mondiale del benessere sessuale", promossa dall’OMS ogni anno in quella data.
In una nota si dice che una vita sessuale soddisfacente dipende anche dal percorso compiuto prima di arrivare in camera da letto, cioè dagli stili di vita e dalle scelte quotidiane. Per l'occasione, il Prof. Emmanuele A. Jannini, Ordinario di Endocrinologia e Sessuologia Medica dell’Università Tor Vergata di Roma, racconta il percorso salute ideale per arrivare a una performance di successo in camera da letto.

Per l’88% degli uomini il sesso rimane una componente centrale della vita. Secondo i dati della ricerca GFK condotta dell’ambito della campagna Ticket to Love e promossa da IBSA Farmaceutici Italia, la défaillance sessuale rimane un tasto dolente per l’uomo: il 51% degli intervistati l’ha conosciuta almeno una volta nella vita, mentre per il 13% si tratta di un problema che si presenta in maniera intermittente o cronica (da una volta su quattro a ogni rapporto). Di coloro che hanno il problema, la percentuale dei più giovani (35-44 anni) è comunque rilevante (17%).
 
Il sildenafil, la prima pillola per l’erezione, ha rappresentato giusto 20 anni fa una vera  rivoluzione, arrivando a vivere, oggi, una trasformazione che asseconda maggiormente i bisogni dell’uomo – come quelli legati alla richiesta di maggiore discrezione e comodità d’uso -, facilitandogli la strada per il benessere sessuale. “Insieme alla metamorfosi del maschio abbiamo assistito dunque a quella del sildenafil: lo troviamo oggi anche nella forma di un film orodispersibile che si tiene nel portafoglio. Una medicina travestita da <>” ha concluso il Prof. Jannini.
 
Ticket to Love è la campagna di sensibilizzazione dedicata al benessere sessuale maschile sostenuta da IBSA Farmaceutici Italia. Soggetto ai rapidi cambiamenti della società attuale, il maschio contemporaneo si ritrova, infatti, a volte ancora incerto e disorientato anche di fronte alla necessità di riconnettere desiderio ed erezione. Il Ticket to Love, infatti, è un nuovo strumento terapeutico nato con l’obiettivo di riportare la sfera della sessualità in quella dimensione di naturale semplicità e leggerezza necessaria per vivere al meglio la propria identità e libertà di coppia.

Nello specifico, il Prof. Jannini parla anche dei cinque luoghi che incidono in maniera significativa sul benessere sessuale: 
1.    LA CUCINA - È ormai dimostrato che la dieta ha un ruolo fondamentale nel mantenere un buono stato di salute. La dieta mediterranea, con un’adeguata piramide alimentare a base di cereali integrali, frutta e verdura e con al vertice i grassi animali e gli zuccheri semplici, è quella che meglio contribuisce al benessere, anche sessuale, dell’uomo.
2.    IL SALOTTO - sul divano solo per poche ore: la vita sedentaria è correlata ad una maggiore incidenza di sovrappeso e obesità, oltre che di malattie metaboliche. Al contrario, è dimostrato che condurre una vita attiva e svolgere un’attività sportiva con regolarità migliora anche le performance sessuali.
3.    I LOCALI DELLA MOVIDA - alcol, droghe e fumo di sigaretta hanno un effetto negativo, nel breve e nel lungo termine sull’attività sessuale.  Il fumo, ad esempio, è un fattore di rischio importantissimo nello sviluppo sia dell'aterosclerosi che della disfunzione erettile.
4.    LO STUDIO MEDICO – i check up periodici sono importanti strumenti di prevenzione, soprattutto dopo una certa età. Inoltre, quando si cominciano ad avere problemi in camera da letto, il medico va considerato il primo alleato e la persona di riferimento a cui chiedere aiuto.  
5.    LA FARMACIA - il consiglio del farmacista è un valido aiuto sia nel fornire indicazioni e chiarire dubbi sullo stile di vita più salutare, sia per guidare il paziente nella scelta delle possibili soluzioni indicate dal medico. 

Per info: http://www.ticket2love.com (Omniapress-30.08.2018)

 

giovedì 30 agosto 2018

6a EDIZIONE "DI GAVI IN GAVI". I GRANDI VINI PIEMONTESI CON LO CHEF CANNAVACCIUOLO

Lo chef Cannavacciuolo e il presidente Consorzio Tutela Gavi Roberto Ghio

Gavi (Alessandria)   § a cura di Marisa de Moliner – La manifestazione “Di Gavi in Gavi” giunge alla sesta edizione e migliora col tempo proprio come il vino buono. Quel “Bianco Piemontese”  di  Uva Cortese al centro dell’evento  che domenica 26 agosto 2018 ha festeggiato il ventesimo anno di DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita). Un marchio che conquistano solo i vini pregiati dopo essersi aggiudicati da  almeno cinque anni quello di DOC (Denominazione di Origine Controllata). Certificazioni meritatissime, come hanno potuto costatare le migliaia di visitatori che, soprattutto da Piemonte, Liguria  e Lombardia, hanno affollato le varie corti di Gavi, il paese in provincia di Alessandria che ogni fine agosto, per opera del Consorzio di tutela del Gavi, mette in mostra l’eccellenza enologica di questo angolo di paradiso vitivinicolo. 

Turisti, intenditori o semplici appassionati si sono trasformati in sommelier per un giorno e hanno potuto degustare i vari tipi di questo vino già ribattezzato il Barolo dei bianchi piemontesi.  E precisamente cinque: Fermo, Frizzante, Spumante, Riserva e  Riserva Spumante metodo classico. Nel corso del tour tra le varie corti è stato possibile anche assaporare i  prodotti gastronomici tipici della zona , come “i corzetti con il pesto alla genovese” della pro loco di Pasturana, premiati dallo chef Antonino Cannavacciuolo come  i più idonei ad essere serviti con il Gavi. Un verdetto non facile, emesso a colpi di forchetta, perché a sfidarsi sono state anche le pro loco degli altri dieci comuni produttori di questo nettare piemontese:  Bosio, Capriata d'Orba, Carrosio, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Parodi Ligure, San Cristoforo, Serravalle Scrivia e Tassarolo. Il giudizio dello showman dei fornelli è stato apprezzato da tutti.

Il giudice di Masterchef è stato accolto per i borghi dalla folla come un’autentica star, con tanto di applausi e di coretti. Tra i fans anche un’emozionatissima concorrente dell’ultima edizione di Masterchef, Simonetta Piccardo. Ma la gara gastronomica non è stata l’unica: se n’è infatti scatenata anche un’altra, questa  a colpi di selfie. Per Cannavacciuolo un’accoglienza di tutto rispetto, con tanto di conferenza stampa in municipio, dove è stato ricevuto dal sindaco Rita Semino e dal presidente del Consorzio tutela del Gavi Roberto Ghio. Dal celebre chef è partito l’invito a fare squadra. “Dobbiamo cercare di fare gruppo - ha sottolineato - tra ristoratori, viticoltori e amministratori pubblici. È nell’interesse del territorio”. Cannavacciuolo si è  lasciato anche scappare una confidenza, che lo lega in modo particolare al vino.  “Una bottiglia di vino stappata con mio padre quando torno a casa - ha precisato - è un’emozione pura. E l’etichetta di una bottiglia che ha la mia età  mi fa rivivere in cinque minuti tutta la mia vita, nel bene e nel male”. L’invito di Cannavacciuolo a fare gruppo ha trovato terreno fertile a Gavi. 

Domenica tutti i viticoltori si sono dati un gran daffare per la buona riuscita della manifestazione. Nessuno escluso, proprio come “le signore del Gavi: Paola, Francesca e Anna. Le tre sorelle titolari de La Mesma, azienda vinicola di 25 ettari di Uva Cortese a Monterotondo e a Tassarolo.  E i proprietari della tenuta La Lomellina, la cui prima vigna risale al 1816. Riportata in auge negli anni duemila da Emanuela Croce Raggio, produce il Gavi Marchese Raggio: un vino piacevolmente fruttato, minerale, con evidenti sensazioni floreali. 


Sabato 1 settembre, con lo spettacolo di Neri Marcorè all’Area Archeologica di Libarna, si conclude l’edizione Di Gavi in Gavi targata 2018. E tocca al presidente del Consorzio di tutela, Roberto Ghio, tirare le somme. “I vent’anni del DOCG - ha dichiarato - sono stati un appuntamento importante per un ripensamento del Gavi, anche da un punto di vista ambientale”. (Omniapress-29.08.2018)

martedì 7 agosto 2018

GUIDA CONTROMANO: IL "WRONG WAY ALERT" DI FORD


Colonia (Germania) - Pochi errori hanno conseguenze tanto terrificanti quanto l’ingresso in un’autostrada nella direzione sbagliata. Per aiutare a prevenire il questo grave inconveniente, Ford ha introdotto la tecnologia Wrong Way Alert a bordo della Nuova Focus. Infatti, gli incidenti che avvengono tra vetture in contromano sono quelli che, con più probabilità, possono produrre lesioni gravi e decessi rispetto ad altre collisioni.

Questi incidenti possono essere devastanti. I conducenti più stanchi, confusi dalla segnaletica stradale non chiara, o che guidano in condizioni di maltempo, possono più facilmente imboccare la strada sbagliata, per accorgersi solo dopo di aver messo in pericolo se stessi e la vita di altre persone”, ha commentato Jan Guesten, Development Engineer, Driver Assistance Technologies, Ford of Europe.

Il sistema di avviso di marcia in contromano Wrong Way Alert utilizza una telecamera installata sul parabrezza e sfrutta le informazioni ottenute dal sistema di navigazione della vettura indicando al conducente di fermarsi o invertire il senso di marcia mediante avvisi acustici e visivi, proiettati sia sul computer di bordo sia sull’Head-up Display, nel caso in cui si oltrepassino due segnali di ‘senso vietato’ su una rampa di accesso per strade a scorrimento veloce o autostradale. Il sistema si basa sulla già esistente tecnologia Traffic Sign Recognition, che attraverso una telecamera posizionata sul parabrezza in grado di scansionare l’ambiente circostante, rileva la segnaletica stradale e informa il conducente.

Ford ha testato la tecnologia, che inizialmente sarà disponibile per i clienti di Austria, Germania e Svizzera, presso il Centro Prove Ford di Lommel, in Belgio, utilizzando sulla pista segnali di ‘senso vietato’. Per testare una più ampia varietà di situazioni possibili, la telecamera del sistema è stata montata davanti a un monitor collegato a un ambiente di guida virtuale creato ad hoc utilizzando dati GPS reali.

Il sistema Wrong Way Alert rientra tra le tecnologie che l’Ovale Blu ha introdotto a bordo della nuova Focus, rendendola la più tecnologica rispetto a qualsiasi altra Ford. Il Pre-Collision Assist con Pedestrian e Cyclist Detection, ad esempio, è in grado di rilevare pedoni e ciclisti presenti sulla strada, mentre l’Evasive Steering Assistaiuta a evitare le collisioni derivanti da eventuali veicoli che procedono a rilento o inaspettatamente fermi.  La Rear Wide-View Camera, garantisce una visibilità di quasi 180 gradi nella parte posteriore della vettura, per una migliore padronanza e sicurezza durante le manovre di retromarcia in uscita da parcheggi. 




giovedì 26 luglio 2018

RECORDATI: UTILE NETTO +11,7% NEL 1° SEMESTRE 2018. RICAVI +6,9% A 696 MLN

  • Milano - Il Consiglio di Amministrazione della Recordati S.p.A. ha approvato la relazione finanziaria semestrale al 30 giugno 2018. 

  • Principali risultati consolidati
    •   ricavi consolidati, pari a € 696,1 milioni, sono in crescita del 6,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I ricavi internazionali crescono dell’8,2%.
    •   L’EBITDA  è pari a € 260,0 milioni, in crescita del 16,1% rispetto al primo semestre del 2017, con un’incidenza sui ricavi del 37,4%.
    •   L’utile operativo è pari a € 231,9 milioni, in crescita del 14,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con un’incidenza sui ricavi del 33,3%.
    •   L’utile netto, pari a € 164,2 milioni, è in crescita dell’11,7% rispetto al primo semestre del 2017, con un’incidenza sui ricavi del 23,6%.
    •   La posizione finanziaria netta al 30 giugno 2018 evidenzia un debito netto di € 556,4 milioni che si confronta con un debito netto di € 381,8 milioni al 31 dicembre 2017. Nel periodo sono state acquisite azioni proprie per un esborso complessivo di € 169,8 milioni e sono stati distribuiti dividendi per € 87,1 milioni. Inoltre, è stata acquisita la società Natural Point S.r.l. per un valore di € 75 milioni. Il patrimonio netto è pari a € 927,2 milioni.
Nella relazione si indica anche : 

Iniziative per lo sviluppo
Nel mese di aprile è stato concluso un accordo con Mylan per l’acquisizione dei diritti per Cystagon® (cisteamina bitartrato), farmaco indicato per il trattamento della cistinosi nefropatica manifesta nei bambini e negli adulti, in vari territori, compresa l’Europa. Il prodotto era già commercializzato da Orphan Europe (una società del gruppo Recordati) in licenza da Mylan. L’acquisizione definitiva dei diritti permette di assicurare la continuità di questa attività e di garantire l’accesso dei pazienti a questo trattamento salvavita.
Nel mese di giugno è stato acquisito il 100% del capitale sociale di Natural Point S.r.l., società italiana, con sede a Milano, presente nel mercato degli integratori alimentari. La società ha realizzato un fatturato nel 2017 di € 15 milioni con un’ottima redditività. La firma e il closing dell’operazione sono avvenuti contestualmente. Natural Point nasce nel 1993 con lo scopo di promuovere una sana cultura dell'uso degli integratori alimentari. Ha un ampio portafoglio di integratori in formulazioni altamente biodisponibili ed efficaci, prodotti con materie prime sicure, che possono migliorare il benessere e la salute delle persone. Il principale prodotto dell’azienda è una particolare formulazione di magnesio carbonato e acido citrico che ha la caratteristica di esserfacilmente assimilabile dal nostro organismo, oltre ad avere un gradevole sapore.

Commenti del Vice Presidente e Amministratore Delegato
“I risultati ottenuti nel primo semestre dell’anno evidenziano la continua crescita del Gruppo, con un incremento sia dei ricavi sia della redditività”, ha dichiarato Andrea Recordati, Vice Presidente e Amministratore Delegato. “Inoltre, sono state concluse importanti iniziative per lo sviluppo futuro. L’acquisizione definitiva dei diritti per Cystagon® da Mylan permette di assicurare la continuità di questa attività e di garantire l’accesso dei pazienti a questo trattamento salvavita. L’acquisizione di Natural Point rappresenta una interessante opportunità per sviluppare la nostra presenza nell’area degli integratori alimentari e i marchi Natural Point rappresentano un valido complemento al nostro portafoglio in Italia”, ha continuato Andrea Recordati. “La crescita delle attività del Gruppo è proseguita nel mese di luglio e per l’intero anno 2018 confermiamo le previsioni di realizzare ricavi compresi tra € 1.350 milioni e € 1.370 milioni, un EBITDA compreso tra € 490 e € 500 milioni, un utile operativo compreso tra € 430 e € 440 milioni e un utile netto compreso tra € 310 e € 315 milioni.”

Recordati (Reuters RECI.MI, Bloomberg REC IM), fondata nel 1926, è un gruppo farmaceutico internazionale, quotato alla Borsa Italiana (ISIN IT 0003828271), con più di 4.100 dipendenti, che si dedica alla ricerca, allo sviluppo, alla produzione e alla commercializzazione di prodotti farmaceutici. Ha sede a Milano, e attività operative nei principali paesi europei, in Russia e negli altri paesi del Centro ed Est Europa, in Turchia, Nord Africa, Stati Uniti d’America, Canada, Messico e in alcuni paesi del Sud America. Un’efficiente rete di informatori scientifici del farmaco promuove un’ampia gamma di farmaci innovativi, sia originali sia su licenza, appartenenti a diverse aree terapeutiche compresa un’attività specializzata nelle malattie rare. Recordati si propone come partner di riferimento per l’acquisizione di nuove licenze per i suoi mercati. Recordati è impegnata nella ricerca e sviluppo di farmaci innovativi e in particolare di terapie per malattie rare. I ricavi consolidati nel 2017 sono stati pari a € 1.288,1 milioni, l’utile operativo è stato pari a € 406,5 milioni e l’utile netto è stato pari a € 288,8 milioni.

Per ulteriori informazioni: www.recordati.it (Omniapress-26.07.2018)

IN EDICOLA LA NUOVA RIVISTA "SONO IN SALUTE" DIRETTA DA LAURA AVALLE. LO SPOT TV


Milano - A partire dal 12 luglio 2018 è in edicola il nuovo mensile "SONO in SALUTE", diretto da Laura Avalle.
La particolarità del magazine, edito da Dico, è quella di essere suddiviso in otto "Pianeti" informativi dedicati ciascuno ad un argomento di grande interesse per i lettori. Si tratta dei seguenti Pianeti: Donna; Uomo; Famiglia; Argento; Scienza ; Psiche; Alimentazione; Benessere. 
Un vero e proprio sistema solare che pone al centro l’essere, senza distinzioni di genere e di età.

«Non un giornale di salute e benessere qualunque, ma uno stile di vita. Questo è SONO in SALUTE», spiega Laura Avalle che, nello spot Tv, presenta la sua nuova “creatura”.
Il video è visibile al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=fJqS4o6H3PY (Omniapress-26.07.2018)

mercoledì 25 luglio 2018

GIORNATA MONDIALE DEL TUMORE AL POLMONE (1 AGOSTO 2018): DOVE CURARE IL "BIG KILLER" IN ITALIA


Milano - L'1 agosto 2018 si tiene la Giornata Mondiale del Tumore al Polmone (World Lung Cancer Day).
Per l'occasione, www.doveecomemicuro.it ,  portale di public reporting delle strutture sanitarie italiane, ha realizzato un approfondimento su questo cancro, detto il “ Big Killer”. 1° per incidenza nel sesso maschile e 2° in quello femminile, nell’ultimo ventennio ha visto un costante aumento di casi. L’incremento, però, in anni recenti, ha riguardato più le donne degli uomini. Come diagnosticarlo precocemente e in che modo curarlo? La chirurgia è sempre il trattamento di prima scelta, quando possibile. Allora, come scegliere l'ospedale in cui operarsi?

E' stata stilata una classifica delle 5 strutture al top in Italia per volume di interventi e la lista di strutture che, pur rispettando la soglia di minimo 100 interventi l'anno fissata dalle autorità ministeriali, vantano le più basse percentuali di mortalità a 30 giorni dal ricovero ( fonte dati: PNE 2017). Un dato va sottolineato:  solamente 1 ospedale italiano su 4 rispetta lo standard minimo per volume (che nell'edizione 2017 del PNE è stato ritoccato al ribasso passando da 150 a 100 interventi).

Al 1° posto in Italia per volume di interventi per tumore al polmone si riconferma l' Istituto Europeo di Oncologia di Milano (IEO) mentre l' Azienda Ospedaliera Sant'Andrea di Roma avanza di due posizioni (rispetto all’ultima edizione) e si colloca seconda. Seguono l' Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, l' Ospedale di Padova e l'Istituto Clinico Humanitas di Rozzano.

Ancora troppi ospedali fanno volumi eccessivamente bassi di attività per quanto riguarda il tumore al polmone.  Solo il 27%  raggiunge i 100 interventi annui fissati come standard minimo di riferimento nazionale: soglia peraltro ritoccata nell'edizione 2017 del PNE (Programma Nazionale Esiti di Agenas) e portata da 150 operazioni a 100.  “Il volume d’interventi è un parametro misurabile che può avere un importante impatto sugli esiti delle cure , spiega  Elena Azzolini , medico specialista in Sanità Pubblica e membro del comitato scientifico di  https://www.doveecomemicuro.it/“Agenas - l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali - lo monitora per conto del Ministero della Salute, insieme ad altri indicatori come la mortalità a 30 giorni dall'operazione: i dati confermano che esiste un'associazione tra alto numero di interventi e risultati favorevoli”“L'esperienza accumulata è importante specialmente in caso di operazioni chirurgiche complesse”, precisa   Erino Angelo Rendina ,   Ordinario di Chirurgia Toracica presso la Sapienza Università di Roma e Direttore Chirurgia Toracica Azienda Ospedaliero Universitaria Sant’Andrea di Roma, che chiosa: “Gli ospedali che fanno volumi eccessivamente bassi andrebbero disincentivati”. Ma quante sono e come sono distribuite le strutture che trattano questo carcinoma nel nostro Paese?
 
Fotografia della realtà italiana 
Le strutture italiane pubbliche o private accreditate che eseguono l'intervento per tumore al polmone sono  147 : il  54% si trova al nord, il  19%  al centro e il  27%  al sud. Della totalità degli interventi, il  56%  è stato effettuato al nord, il 27%  al centro e il  18%  al sud.
 Pochissimi rispettano gli standard
Il valore di riferimento ministeriale minimo di 100 interventi l’anno è raggiunto dal  27% dei centri: il  59% si trova al nord, il  33% al centro e l’ 8% al sud.  Quanto alla  mortalità a 30 giorni dall’intervento , la soglia massima stabilita è  0,5% . Le strutture che rispettano entrambi i valori di riferimento sono 7, pari al  5% .
 I dati sulla diffusione
Nel sesso maschile, il tumore al polmone è il carcinoma più diffuso a livello planetario. In quello femminile, invece, è 2° per incidenza dopo il cancro al seno. In base ai dati Aiom-Airtum ogni anno nel nostro Paese muoiono circa  33 mila persone per questa neoplasia e vengono fatte 110 nuove diagnosi in media al giorno.  “Le statistiche mostrano, nell'ultimo ventennio, un costante aumento di incidenza. Ma l'incremento, in anni recenti, ha riguardato più le donne che gli uomini.  Non vi è dubbio che alla base di questa impennata vi sia l’abitudine al fumo, in crescita nella popolazione femminile. La sua responsabilità è ormai nota da molti anni, così come l’impatto dell’inquinamento atmosferico nelle città occidentali industrializzate. Più difficile è dimostrare scientificamente il rapporto di causa-effetto tra il fumo passivo e l'insorgenza del carcinoma, per la discontinuità dell'esposizione”, dice Erino Rendina.
 Prevenzione possibile: chi deve sottoporsi a un controllo e quando?
“Detto il ‘Big killer’, il carcinoma al polmone deve la sua cattiva fama al fatto che, essendo asintomatico nelle fasi iniziali, viene generalmente scoperto tardi”, spiega Rendina. Il  60% delle diagnosi arriva quando la malattia è in uno stadio avanzato e la via della chirurgia radicale non è più un'opzione. Ad oggi, in Italia, non ci sono esami di screening coperti dal Sistema Sanitario Nazionale che contrastino questo tumore. Lo strumento più efficace è la  TC toracica a basso dosaggio , un esame che negli Stati Uniti viene offerto gratuitamente a tutti i grandi fumatori ed ex fumatori.
La raccomandazione per i più a rischio di sviluppare la neoplasia - cioè i fumatori con più di 40 anni - è di eseguire controlli TC con scadenza semestrale o annuale. Questo test, anche ripetuto, non comporta rischi per la salute e permette di identificare i carcinomi quando sono ancora operabili e guaribili”, dice l’esperto.
 Come si arriva alla diagnosi
“Il percorso inizia, in genere, con una prima visita dal medico di medicina generale per poi proseguire con un consulto dello specialista (pneumologo, oncologo o radiologo).  Per arrivare alla diagnosi e capire a quale stadio si trova la malattia, si può ricorrere a diversi esami: oltre alla TC, la broncoscopia, la biopsia associata all'esame istologico, la radiografia del torace, la Pet, la scintigrafia polmonare e la Risonanza Magnetica”, spiega  Erino Rendina.
Quali i trattamenti indicati
“La chirurgia, in assenza di metastasi o di un rischio operatorio eccessivo per il paziente, è sempre il trattamento di prima scelta. Chemioterapia, radioterapia, terapia biologica e target therapy possono, invece, essere utilizzate prima dell’intervento - come terapia neoadiuvante - per ridurre la massa tumorale e rendere il carcinoma operabile, o successivamente - come terapia adiuvante - per prevenire il rischio di recidiva” , spiega l’esperto.
L’immunoterapia rappresenta la nuova frontiera per il trattamento del tumore al polmone non operabile.  “Vi si ricorre in presenza di una molecola chiamata PDL1. In alcuni studi clinici giunti all’ultima fase di sperimentazione è adoperata anche come terapia neoadiuvante o adiuvante, prima o dopo l’intervento chirurgico”.
 Come scegliere l’ospedale?
Per operare un confronto tra le strutture è sufficiente inserire nel “cerca” la parola chiave prescelta, ad esempio ”polmone” o “tumore maligno al polmone” e selezionare la voce che interessa tra quelle suggerite. In cima alla pagina dei risultati compariranno i centri ordinati per numero di interventi, per vicinanza o in base ad altri criteri selezionabili.
Il semaforo verde indica il rispetto della soglia ministeriale mentre una barra di scorrimento mostra il posizionamento delle singole strutture nel panorama nazionale. La valutazione viene fatta considerando indicatori istituzionali di qualità come i volumi di attività (dati validati e diffusi dal PNE). È possibile anche inserire nel “cerca” una specifica visita o esame ( TC tomografia computerizzata del torace, scintigrafia polmonare, ecc…) o un determinato intervento (resezione segmentale del polmone, cioè l'asportazione di un segmento di polmone,  lobectomia del polmone, cioè l'asportazione di un intero lobo di polmone,  ecc...), quindi restringere il campo alla regione o alla città di appartenenza. Per filtrare ulteriormente i risultati, basta spuntare le caselle della colonnina in basso a sinistra relative, ad esempio, alle certificazioni.

Ecco i dati e la classifica: 
Interventi chirurgici per tumore al polmone: le 5 strutture che in Italia effettuano un maggior numero di interventi sono:
  1. IEO - Istituto Europeo di Oncologia di Milano (n° interventi: 449)
  2. Azienda Ospedaliera Sant'Andrea di Roma (n° interventi: 428)
  3. Istituto Nazionale dei Tumori di Milano (n° interventi: 398)
  4. Ospedale di Padova (n° interventi: 327)
  5. Istituto Clinico Humanitas di Rozzano (MI) (n° interventi: 306)
In Italia le 5 strutture con le percentuali più basse di mortalità a 30 giorni dall’intervento chirurgico (che deve mantenersi inferiore allo 0,5%) e con volumi annuali di interventi sopra il valore di riferimento sono: l’Ospedale Borgo Trento di Verona (n° interventi: 144, mortalità: 0%), l’Azienda Ospedaliera Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona “Umberto I” (n° interventi: 116, mortalità: 0%), l’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma (n° interventi: 236, mortalità: 0,24%), il Policlinico Umberto I di Roma (n° interventi: 163, mortalità: 0,35%) e l’Ospedale San Raffaele - Gruppo Ospedaliero San Donato di Milano (n° interventi: 181, mortalità: 0,48%).

Per info:  www.doveecomemicuro.it  (Omniapress-25.07.2018)