lunedì 15 ottobre 2018

AL POLICLINICO GEMELLI: SISTEMA INFORMATIVO SANITARIO UNIFICATO "TRAKCARE" DI INTERSYSTEMS




Roma - InterSystems, leader mondiale del software applicato alla sanità, ha annunciato la collaborazione con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS di Roma; siglata lo scorso agosto, l'iniziativa prevede la trasformazione dell’architettura del proprio sistema informativo in una sinergia ottimizzante che va nella stessa direzione del recente riconoscimento della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli come IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) nonché del conseguimento della certificazione Joint Commission (JACIE).

Il Policlinico Universitario A. Gemelli, polo di riferimento della Sanità nazionale e internazionale, in continua crescita di specializzazione, sarà quindi informatizzato con la soluzione basata su TrakCare di InterSystems, un sistema informativo sanitario unificato, incentrato sul paziente e sulla cartella clinica elettronica, in grado di gestire l’intero ciclo di cura del paziente e valorizzazione delle prestazioni, diffusa in 26 Paesi nel mondo, che dispone delle migliori pratiche globali nella gestione della salute del paziente. Il progetto prevede 4 fasi principali, distribuite in 2 anni e mezzo, a copertura estesa delle attività dei professionisti del Gemelli.

Il risultato: un sistema di cartelle elettroniche unificate a supporto delle decisioni cliniche. Il paziente sarà seguito passo per passo, dall’ingresso in ospedale dai diversi punti di accesso fino all’uscita dallo stesso –che sia da un ricovero, da un ambulatorio o dal Pronto Soccorso. In ogni momento della sua permanenza nellastruttura, tutti i professionisti che l’hanno in cura ne seguiranno il percorso adottando quindi le pratiche più appropriate, ottimizzando la cura e riducendo le latenze.

“TrakCare permette, in qualunque momento, agli operatori sanitari di avere un approccio olistico alle informazioni cliniche, amministrative ed economiche di ciascun paziente, rileva e memorizza gli eventi significativi, orchestra i processi e soprattutto supporta le decisioni del personale clinico al fine di raggiungere gli obiettivi clinici e finanziari prefissati. In altre parole, è un elemento fondamentale per abilitare l’innovazionee il miglioramento continuo dei processi di cura a beneficio dei pazienti – dichiara Cesare Guidorzi, Direttore Generale di InterSystems Italia –. Il nostro impegno è rivolto alle più prestigiose aziende ospedaliere Italiane per aiutarle a essere sempre più eccellenti, per questo siamo estremamente soddisfatti di poter annunciarel’accordo con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, realtà di primissimo livelloNazionale ed Internazionale”.
“In una struttura ospedaliera articolata e complessa qual è il Policlinico A. Gemelli, che coniuga ricerca e cura di alto livello, l’innovazione tecnologia rappresenta un fattore chiave per il raggiungimento dei nostri obiettivi e assicurare ai circa 100mila pazienti che ogni anno si rivolgono a noi i trattamenti migliori – afferma Marco Elefanti, Direttore Generale della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS -. L’accordo con una società leader come InterSystems Italia va in questa direzione, considerando quanto oggi sia strategico in sanità poter disporre di sistemi informatici evoluti. Siamo certi che sia tutto il nostro personale che i pazienti troveranno grandi benefici da questa collaborazione strategica”.

TrakCare sarà in grado di gestire e mettere in connessione un vasto numero di reparti: dal Pronto Soccorso ai processi amministrativi di prenotazione, accettazione, dimissioni e trasferimento dei pazienti, dalla gestionedelle liste d’attesa di ricovero e ambulatoriali al verbale di Pronto Soccorso. Il tutto, garantendo la connessione alle principali banche dati regionali o nazionali.

Fondata nel 1978, dall’attuale CEO Philip Terry Ragon, InterSystems è una società privata con sede centrale a Cambridge, Massachusetts (USA), e sedi dislocate in tutto il mondo; impiega circa 1.600 dipendenti e i suoi prodotti software sono utilizzati quotidianamente da milioni di persone in oltre 80 Paesi, per un fatturato che nel 2016 ha raggiunto i 575 milioni di dollari. 

Per info: www.intersystems.com/it/  (Omniapress-16.10.2018)







martedì 9 ottobre 2018

PENSIONI INPS: OLTRE 750MILA PAGATE DA 37 ANNI. "REDDITO DI CITTADINANZA" ANTE LITTERAM, SECONDO BRAMBILLA (ITINERARI PREVIDENZIALI)


Milano - Itinerari Previdenziali rileva che all’1 gennaio 2018 risultano in pagamento presso l’INPS ben 758.372 le prestazioni pensionistiche - comprese quelle ex INPDAP relative ai pagamenti pubblici - liquidate da oltre 37 annivale a dire erogate a donne e uomini andati in pensione nel 1980, o anche prima. Nel dettaglio, si tratta di 683.392 prestazioni fruite da lavoratori dipendenti e autonomi (artigiani, commercianti e agricoli), di cui 546.726 erogate a donne e 136.666 a uomini; per i pubblici, il conto ammonta invece a 74.980 prestazioni, di cui 49.510 liquidate a pensionate di sesso femminile e 25.470 a pensionati uomini.

Se si considera che prestazioni corrette sotto il profilo attuariale dovrebbero durare in media 25 anni, quelle evidenziate dall’ultimo Osservatorio sulla spesa pubblica del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali sono cifre rilevanti: attraverso l’esame in serie storica delle pensioni che sono ancora in vigore all’1 gennaio 2018, a partire da quelle decorrenti dal 1980 (o anni precedenti), il documento – formulato tenendo conto per le età medie attuali la data del 31 dicembre 2017 si propone infatti di ricavare alcuni indicatori sull’evoluzione della normativa italiana in ambito pensionistico e sugli effetti prodotti dalle diverse leggi in materia sulla spesa pubblica del Paese, con il chiaro intento di evidenziare errori che ancora gravano sul sistema e, quindi, da non ripetere. «Se con la riforma Monti-Fornero si è poi passati a un’eccessiva rigidità, è altrettanto vero che tra il 1965 e il 1990 si è persa la correlazione tra contributi e prestazioni, adottando requisiti di enorme favore», spiega Alberto Brambilla, Presidente del Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali, nel ricordare che ci vorranno diversi anni per ridurre anomalie, che tuttora appesantiscono il bilancio del welfare italiano. 

Basterà pensare, come rileva lo studio, che la durata media delle prestazioni erogate dal 1980 o prima è di circa 38 anni per i dipendenti del settore privato e di 41 anni per i lavoratori e 41,5 per le lavoratrici nel caso del settore pubblico. «Volendo anche tener conto dell’aspettativa di vita, siamo appunto ben oltre il paletto dei 25 anni che dovrebbe rappresentare un buon punto di equilibrio tra periodo di lavoro e tempo di quiescenza: anzi a oggi – spiega il Professore – sono in pagamento addirittura 3.806.297 prestazioni che hanno superano la durata di 25 anni e più, pari al 24% circa del totale dei pensionati (circa 16 milioni nel 2017). Si potrebbe dire una sorta di reddito di cittadinanza ante litteramanche se mascherato da pensione». 

Tra le categorie maggiormente favorite le donne, cui spetta l’80% delle prestazioni in pagamento da 37 anni e più e il 67% di quelle oltre i 25 anni; pensioni di invalidità, superstiti e vecchiaia le tipologie di prestazioni prevalenti. Da rimarcare poi che, al gennaio 2018, nel settore privato, risultano ancora in essere circa 250mila pensioni dovute a prepensionamenti avvenuti anche con 10 anni di anticipo rispetto ai requisiti allora vigenti: numeri che evidenziano l’uso particolarmente intensivo del prepensionamento fatto sino al 2002 e che in Italia, a differenza di quando non accada in altri Paesi Europei, gravano appunto sul bilancio pensionistico anziché essere considerati delle vere e proprie misure di “sostegno al reddito”. Analoga la situazione delle invalidità previdenziali: all’1 gennaio 2018 ne risultano in pagamento oltre 948mila (il 6,8% del totale pensioni), di cui con oltre 37 anni ben 328.000 e con 25 e più anni 490 mila.

Meritevole di particolare attenzione, infine, il caso della pubblica amministrazione che ha potuto beneficiare di norme estremamente favorevoli per andare in pensione anticipatamente negli anni Settanta-Ottanta e fino ai primi anni Novanta, quando la riforma Amato (1992) e la successiva riforma Dini (1996) posero fine al fenomeno delle baby pensioni, maturate cioè a fronte di pochi anni di contributi (dopo 14 anni, 6 mesi e 1 giorno di servizio utile per le donne sposate o con figli, ad esempio). In questo caso, le prestazioni pensionistiche erogate da oltre 37 anni sono quasi 75mila, con prevalenza – per entrambi i generi – della pensione di anzianità su quella di vecchiaia. Fenomeno dovuto, soprattutto per la platea femminile, a carriere più continuative e lunghe, così come alle maggiori tutele (ad esempio in caso di maternità) un tempo attuate dal settore pubblico rispetto al privato. 

«Purtroppo, l’Italia preferisce spostarsi sempre sulle estreme anziché mantenersi in un centro “equilibrato” e tutto questo ne è il risultato. Pensiamo ad esempio al dibattito sulle pensioni – commenta il Prof. Brambilla – che, nelle ultime settimane, si è concentrato sul “ricalcolo” delle pensioni oltre i 4.000/4.500 euro, senza invece considerare tutte quelle prestazioni che, pur magari inferiori come importo, sono in pagamento da tempi lunghissimi e senza essere sostenute da un adeguato versamento di contributi…». 

L’Osservatorio Itinerari Previdenziali fornisce dunque dati utili anche a sfatare alcuni luoghi comuni, come quelli relativi all’età di pensionamento: «Spesso gli italiani si lamentano perché le età per andare in pensione sono (in alcuni casi anche molto nettamente) più elevate che in passato e aumentano ogni due anni. I motivi però sono essenzialmente due: viviamo di più, ed è una bella notizia, e dobbiamo rispettare il patto intergenerazionale mantenendo il sistema in equilibrio. Senza legare l’età pensionabile alla speranza di vita, i rischi sono proprio quelli che emergono analizzando questa vasta schiera di pensioni erogate molti anni fa e ancor oggi in pagamento: lavoratori mandati in quiescenza a età troppo giovani, baby pensioni come quelle del pubblico impiego, casi “limite” di prepensionamento, pensioni di anzianità concesse prima dei 50 anni e requisiti troppo permessivi per ottenere le prestazioni di invalidità e inabilità». 
  
L’Osservatorio sulla spesa pubblica “La durata media delle pensioni. Approfondimento sulla durata media delle pensioni italiane decorrenti dal 1980 al 2018 per numero, tipologia, genere e gestione” è disponibile sul sito Itinerari Previdenziali al seguente link:
Hanno partecipato alla redazione dell’Osservatorio: Chiara Appolloni, Alberto Brambilla, Salvatore Giovannuzzi, Antonio Prauscello e Alessandro Pulcini.
Itinerari Previdenziali è una realtà indipendente che da 10 anni svolge attività di ricerca, formazione e informazione nell’ambito del welfare e dei sistemi di protezione sociale, sia pubblici che privati, con l’obiettivo di sviluppare la cultura della previdenza, dell’assistenza e della sanità integrativa, svolgendo una funzione educativa/informativa destinata al grande pubblico. Al tempo stesso, si rivolge anche agli “addetti ai lavori”, presso i quali alimenta il dibattito scientifico e sviluppa l’approfondimento dei vari ambiti del welfare. (Omniapress-09.10.2018)

GIORNATA MONDIALE DELLA VISTA: GLI OCULISTI ITALIANI OFFRONO VISITE GRATUITE


Roma - L'11 Ottobre 2018 si celebra la "Giornata Mondiale della Vista", il cui scopo è anche quello di informare l'’opinione pubblica sull'’importanza e il valore della vista durante tutta la nostra vita. La SOI - Società Oftalmologica Italiana - organizza insieme alla Fondazione Insieme per la Vista e a IAPB Italia una campagna di informazione per far comprendere il valore della vista e ha organizzato visite gratuite in tutta Italia. 
Ogni Medico Oculista mette a disposizione di chi non si è mai sottoposto a una visita medica oculistica 5 visite gratuite. 7000 oculisti offriranno 30.000 visite.

La vista è un bene prezioso da cui dipende l’83% del nostro modo di percepire il mondo - spiega Matteo Piovella, Presidente della Società Oftalmologica Italiana - e, quando affermiamo che la vista ti salva la vita, abbiamo la necessità di spiegare e condividere questi semplici concetti con tutti i cittadini. Con questa campagna avviciniamo coloro che non si sono mai sottoposti a una visita specialistica oculistica l’unica in grado di diagnosticare e curare i difetti e le malattie degli occhi.
Vi sono malattie, quali glaucoma, cataratta e degenerazione maculare che devono essere curate perfettamente per non portare alla cecità. E’' per noi molto importante - insiste Piovella - diffondere presso i cittadini il concetto che sottoporsi a una visita medica specialistica oculistica “Ti salva la Vita”.
Il glaucoma, è una malattia insidiosa chiamata anche “il ladro silenzioso della vista” perché agisce in modo subdolo - continua Piovella -  causando  danni visivi a molte persone inconsapevoli. 
La maculopatia legata all’età - continua Piovella -  causa una grave riduzione della vista, che interessa principalmente le persone sopra i 70 anni di età, con una maggiore incidenza nelle donne. Il diabete, molto diffuso, è considerato la prima causa di cecità nei paesi industrializzati. Molte persone si stupiscono che al giorno d’oggi si possa ancora perdere la vista, come se la cecità fosse una tragica eventualità del passato, ormai dimenticata: al contrario entro il 2050 il numero delle Persone Cieche triplicherà. Per questo abbiamo bisogno dell’impegno di tutti.
E’ doveroso ricordare che disporre di una buona vista è straordinariamente  importante  per i più piccoli e che è un loro diritto poter usufruire delle cure migliori attuate dai Medici Oculisti con la possibilità di utilizzare le apparecchiature più innovative. Ci stiamo battendo per far comprendere ai genitori quanto sia necessario portare i bambini dal medico oculista fin dalla piccola età per garantire a tutti una vista perfetta.
Sono convinto che questa necessaria campagna permetterà a molte persone di curarsi meglio per poter continuare a vedere bene - conclude Piovella.

Per info: www.soiweb.com (Omniapress-09.10.2018)


venerdì 5 ottobre 2018

OCCHI: MACULOPATIE E RETINOPATIE IN CRESCITA CON LA "PANDEMIA" DI DIABETE.


Milano - Nel corso di un incontro stampa è stato rilevato che il diabete è una delle patologie croniche a più ampia diffusione nel mondo, in particolare nei Paesi industrializzati, e costituisce una delle più rilevanti e costose malattie sociali della nostra epoca. Secondo le stime attuali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel mondo vivono 422 milioni di diabetici. In Italia, secondo l’ISTAT, il diabete colpisce il 5,5% della popolazione pari a 3,2 milioni di persone, ma tra gli ultrasettantacinquenni si arriva al 20,3%. Inoltre si stima che circa da un terzo a metà dei casi di diabete di tipo 2 già insorti non siano ancora diagnosticati in quanto asintomatici. Il diabete, soprattutto per il suo carattere di cronicità e per la tendenza a determinare complicanze nel lungo periodo e per il progressivo spostamento dell’insorgenza verso età giovanili rappresenta un problema sanitario globale che ha messo in allarme tutti i servizi sanitari delle varie nazioni.

«Il più rilevante problema di salute pubblica secondo l'OMS è proprio il diabete e le sue complicanze– spiega il professor Francesco Bandello, ordinario di Oftalmologia all’Università Vita e Salute di Milano – Tra queste una delle più invalidanti è la retinopatia diabetica, che rappresenta la principale causa di cecità, soprattutto nei soggetti in età lavorativa cioè quelli tra i 20 e i 65 anni che abitano nei Paesi industrializzati».

I dati epidemiologici sono allarmanti. Secondo una delle più ampie meta analisi (ovvero uno studio scientifico realizzato analizzando centinaia di altre ricerche), prodotta dall'Imperial College School of Public Healthdi Londrae pubblicato su Lancet nell'aprile del 2016, basato su 751 studi realizzati tra il 1980 e il 2014 in 146 Paesi ha evidenziato come in 34 anni il numero di diabetici sia quadruplicato. In particolare gli uomini sono aumentati del 9% e le donne dell’8%. Continuando questo trend nel 2025, cioè fra sette anni si arriverà a 700 milioni di pazienti diabetici. Un’emergenza che rischia di causare il collasso dei sistemi sanitari di tutti i paesi. 
Anche nella nostra penisola la diffusione del diabete è aumentata vertiginosamente: è quasi raddoppiata in trent’anni (coinvolgeva il 3% della popolazione nel 1980), ma se il confronto viene limitato al 2000, nel 2016 le persone con diabete sono aumentate in valore assoluto di oltre 1 milione mentre la prevalenza è passata da 3,8% a 5,3%. Tale aumento è dovuto in parte all’invecchiamento della popolazione e alla diffusione di condizioni a rischio come sovrappeso e obesità, scorretta alimentazione, sedentarietà e disuguaglianze economiche.
Il diabete colpisce senza distinzione di sesso e di razza; è presente in tutti i Paesi, ma la massima prevalenza si ha nelle nazioni più industrializzate: è considerata infatti la “malattia dei ricchi” perché tende ad aumentare in concomitanza con l’avanzare del benessere socioeconomico. Per questo motivo l'OMS lo ha definito una vera e propria “pandemia”, utilizzando un termine che normalmente viene riservato alle malattie infettive. (Omniapress-05.10.2018)

giovedì 27 settembre 2018

FONDAZIONE FIBROSI CISTICA: IL PRESIDENTE MATTEO MARZOTTO ANNUNCIA LA NUOVA CAMPAGNA NAZIONALE PER LA RICERCA


Milano - Presentata a "casa Marzotto" di Milano la 16ma Campagna Nazionale per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica
Il presidente della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica (FFC), Matteo Marzotto, ha detto che “la speranza di guarigione dalla fibrosi cistica è sempre più realistica. Fino a poco tempo fa pensavamo di poter solo contribuire a migliorare la qualità di vita dei pazienti. Oggi, grazie ai risultati ottenuti dalla ricerca e al grande lavoro della rete di oltre 900 ricercatori FFC, possiamo ambire a trovare una cura risolutiva. È stata infatti individuata e brevettata una nuova molecola, ora in fase preclinica: se i risultati saranno quelli auspicati, possiamo pensare di essere  vicini alla sperimentazione sul malato. La vita è un gioco di squadra e questa nostra sfida lo è in particolare. Insieme abbiamo raggiunto risultati straordinari, generando amore ed energia vitale per tutti coloro che ogni giorno convivono con la malattia, ma non sono mai soli”. 

Insieme ai ricercatori e ai malati sono stati presentati i più recenti avanzamenti scientifici, il più importante e promettente dei quali porta il nome di Task Force for Cystic Fibrosis, e le iniziative charity dell’imminente Campagna Nazionale per la Ricerca. 
La fibrosi cistica non è una malattia rara: ogni 25 persone, una è portatrice sana e può trasmettere la malattia ai figli. Un serio investimento di ricerca sta regalando vita ai malati. Nel nostro Paese il malato di fibrosi cistica può accedere a un’assistenza di alta qualità. Ma in una malattia come questa non ci si può accontentare di alleviare i sintomi.

 “Non esiste una buona assistenza senza aggiornamento e ricerca.”ricorda il prof. Gianni Mastella direttore scientifico della Fondazione:“in poco più di un ventennio, FFC ha costruito una rete di Ricerca che comprende il meglio dei ricercatori italiani attivi in numerosi laboratori nazionali, con collaborazioni di centri stranieri. Le aree di ricerca sono molteplici: accanto a quelle molto avanzate nel campo dei nuovi antibiotici e degli antinfiammatori cui si deve in parte l’innalzamento progressivo dell’attesa di vita dei malatisi sono aperte da alcuni anni linee di ricerca mirate a colpire alla radice il difetto di base della malattia, agendo direttamente sul gene mutato o sulla proteina difettosa da esso generata”. 

I malati chiedono di non aver più paura di morire nel pieno della giovinezza, come succede ancora oggi. Un progetto strategico, mirato a correggere la proteina difettosa, sta per arrivare a compimento. Grazie alla collaborazione con due partner di eccellenza – Istituto Italiano Tecnologia e Istituto G. Gaslini di Genova– nel giro di tre anni, è stata individuata e brevettata la molecola ARN23765, che è entrata in fase preclinica per la valutazione farmacologica e di tolleranza. Se i risultati finora ottenuti con il progetto Task Force for Cystic Fibrosissaranno confermati, si potrà passare presto alla fase di sperimentazione clinica nel malato.

Ottobre 2018: vita in più ai malati di fibrosi cistica. Per tutto il mese la Fondazione sarà impegnata con eventi e iniziative promosse dai volontari sul territorio nazionale. Le case delle famiglie italiane saranno raggiunte dallo spot FFC, on air sui principali network radiofonici e televisivi nazionali per diffondere consapevolezza e raccogliere nuove risorse per i progetti avanzati di rilevanza internazionale. Tanti modi e 31 giorni di tempo per dare un contributo personale al lavoro dei ricercatori FFC.
Ogni ciclamino, un po’ di vita in più. Tornano nelle principali piazze italiane i fiori della ricerca FC. Saranno più di 1.500 le piazze italiane che si coloreranno di rosa nel mese di ottobre, con la mobilitazione nazionale dei Gruppi e delle Delegazioni FFC per la distribuzione dei ciclamini, fiori simbolo della ricerca sulla fibrosi cistica. A fronte di una donazione sarà possibile contribuire al sostegno dei progetti scientifici FFC. A questa pagina tutti gli eventi promossi dalle Delegazioni locali FFC e la mappa del ciclamino.

VII Charity Bike Tour FFC dal 2 al 6 ottobre in Sicilia. Il Presidente FFC Matteo Marzotto darà avvio il 2 ottobre alla XVI Campagna Nazionale per la Ricerca con il nuovo capitolo del charity Bike Tour FFC, la pedalata solidale a tappe nata nel 2012 per diffondere in tutta Italia la conoscenza della  malattia genetica grave più diffusa. Al suo fianco, quest’anno ci sarà anche il campione del mondo Mario Cipollini e con lui gli amici Iader Fabbri, Max Lelli, Fabrizio Macchi e il testimonial dello spot FFC Edoardo Hensemberger, malato di fibrosi cistica. Quattro giorni attraverso le città di Balestrate, Agrigento, Scoglitti, Vittoria, Catania, Taormina, Milazzo, Palermo, con eventi di raccolta fondi promossi dalle Delegazioni locali FFC. L’iniziativa, giunta quest’anno alla settima edizione, contribuisce al sostegno della fase preclinica del progetto Task Force for Cystic Fibrosische punta a correggere il difetto di base per la mutazione F508del, la più diffusa tra i malati nel mondo. 

Nelle librerie a ottobre: Bike ToURgether, un reportage fotografico lungo l’Italia nel nome di una grande squadra. Bikers, malati, volontari e ricercatori, uniti per vincere la fibrosi cistica. Matteo Marzotto torna nelle librerie italiane con un nuovo reportage fotografico, edito da Cairo Editore e con immagini di Alfonso Catalano. 
  
Ogni sms e ogni chiamata al 45581, un po’ di vita in più: dl 2 al 20 ottobre, per tre settimane, è possibile contribuire al sostegno della fase preclinica del progetto strategico Task Force for Cystic Fibrosis anche con un semplice sms da due euro o con una chiamata da rete fissa da due o cinque euro al 45581. Il numero solidale sarà diffuso dalle maggiori emittenti televisive e radiofoniche nazionali per portare sostegno e speranza alle famiglie e ai malati di fibrosi cistica.

Per info: www.fibrosicisticaricerca.it (Omniapress-27.09.2018)

martedì 25 settembre 2018

RIDURRE LE LISTE D'ATTESA SANITARIE: LE SOLUZIONI ALLA SUMMER SCHOOL 2018 DI MOTORE SANITA'


Asiago-Gallio (Vicenza) - Il tema delle liste d’attesa è uno dei problemi più sentiti dal Sistema Sanitario Nazionale ed è stato uno degli argomenti affrontati nella Summer School di Motore Sanità a Gallio. 
“La Regione Veneto ha messo tra le priorità la lotta alle liste d’attesa attuando una strategia d'intervento mediante azioni dirette cheintervengono sul fronte della domanda e dell'offerta. L’obiettivo che la Regione si è posta è quello di rendere tempestiva l’erogazione delle prestazioni – ha sottolineato Domenico Scibetta, direttore generale dell’Ulss Euganea – attraverso alcuni strumenti. Per quello che riguarda l’offerta si parla di aperture serali prefestivi e festivi, oltre ad una richiesta di maggior impegno ai medici di base facendo ricorso a strumenti contrattuali. Interventi anche sulla domanda, con raggruppamenti di attesa omogenei e appropriatezza prescrittiva. Interventi anche sulla comunicazione al paziente con una reportistica online”.

Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale del Malato ha sottolineato come “in Italia la spesa privata abbia raggiunto quota 23 per cento rispetto alla spesa sanitaria totale, superando il limite del 15 per cento raccomandato dall’Oms. Per sostenere il bisogno di salute senza intaccare i redditi dei cittadini è urgenteridurre la spesa privata rafforzando così la copertura sanitaria pubblica e contrastando le attuali disuguaglianze”. Secondo Aceti servono quindi politiche sanitarie per l’accesso al Servizio sanitario nazionale in grado di agire fortemente sulle liste d’attesa, sulla riduzione del ticket, sull’efficienza e sull’innovazione organizzativa, sull’investimento e sull’innovazione nelle politiche del personale sanitario, nonché sullasemplificazione amministrativa”.

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Vanno quindi messe in atto azioni precise:
Un programma di mandato a livello nazionale ed internazionale, va dato peso all’indicatore di attesa nel ruolo del Sistema sanitario nazionale di garanzia dei Lea.
E’ altresì fondamentale agire sulla domanda attraverso politiche dell’appropriatezza clinico-prescrittiva e attraverso codici di priorità – come ha sottolineato anche il dottor Scibetta .
Importante anche agire sull’offerta aumentando la capacità produttiva, attraverso l’estensione degli orari e giorni, creazione di percorsi di garanzia, presa in carico dei cronici da parte delle strutture senza che il paziente ritorni al Cup. Non ultimo aumentare i canali di prenotazione.
È necessario anche investire sul personale sanitario e di conseguenza innovare le politiche partendo dalla valorizzazione delle competenze.
Per Claudio Zanon, direttore scientifico di Motore Sanità, “Il problema delle liste d’attesa non è dovuto alla mancanza di fondi finanziaria, ma da un fattore di erogazione: più le attese aumentano e più lievitano i costi.Una soluzione potrebbe essere quella adottata dal Portogallo attraverso il rilascio di voucher”.
Per info: www.motoresanita.it (Omniapress-24.09.2018) 


venerdì 14 settembre 2018

SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE: GOVERNARE IL CAMBIAMENTO. LA SUMMER SCHOOL 2018 DI MOTORE SANITA'


Gallio-Asiago (Vicenza) - Il 20 e 21 settembre 2018 si tiene all'Hotel Gaarten di Gallio (Vicenza) la "Summer School 2018. Governare il cambiamento", organizzata da Motore Sanità. 

Il Servizio Sanitario Nazionale sarà il tema di fondo su cui articolare ragionamenti, analisi e proposte durante le due giornate di lavoro. L’evento sarà rivolto ad un parterre molto selezionato: non ci sarà pubblico, le tavole rotonde che si avvicenderanno, su temi che riguarderanno nuovi modelli tra il finanziamento del sistema e la crescita economica, i problemi e le soluzioni delle liste di attesa nei sistemi europei, la gestione della cronicità, governare il cambiamento, l'autonomia delle Regioni e la scelta dell'innovazione terapeutica, seguiranno le modalità del circolo di benchmarking, i partecipanti saranno rappresentanti delle Istituzioni nazionali e regionali, della Sanità Italiana, i dirigenti responsabili di importanti centri di studio e delle principali società medico-scientifiche, nonché delle associazioni di categoria.

Il Sistema Sanitario Nazionale, si dice nella presentazione dell'iniziativa, attraversa un momento difficile. Seppur siano state fornite alcune risposte alle necessità di cura di patologie importanti quali l’Epatite C o i Tumori intervenendo con fondi specifici assegnati, rimangono inevase le problematiche principali del sistema quali la riduzione delle liste d’attesa, il finanziamento adeguato della sanità italiana e l’omogeneità di offerta nel territorio nazionale.
Difatti di fronte ad un sottofinanziamento che si accentuerà nei prossimi anni, la sanità italiana sta mutando le proprie caratteristiche da sistema a fiscalità diretta a sistema misto ove la presenza del privato è in costante aumento anche grazie ad una maggiore flessibilità di risposta per la quale spesso il pubblico è in difficoltà.
Si aggiungano inoltre il problema dell’innovazione sia nella velocità di accesso che nel discernimento di che cosa sia reale innovazione, e la possibilità reale della medicina territoriale di gestire la cronicità con maggiore liberalità nelle prescrizioni terapeutiche che evitino inutili accessi alla specialistica per comprendere come il SSN stia cambiando ma che questo cambiamento non sia compiutamente governato.
Forse la richiesta di maggiore autonomia regionale potrà fornire alcune risposte, certo è che se il cambiamento non è governato si acuirà la distanza tra chi può permettersi di curarsi e di coloro che invece incominciano a rinunciare parzialmente alle cure.
Per questi motivi il filone conduttore della Summer School di Motore Sanità 2018 sarà Gestire il Cambiamento cercando di dare risposte e soluzioni alle problematiche cocenti che coinvolgono tutti gli attori del sistema.

Il programma prevede: 

GIOVEDI 20 SETTEMBRE
10,00 APERTURA LAVORI
Manuela Lanzarin, Assessore ai Servizi Sociali, Attuazione Programma, Rapporti con il Consiglio Regionale, Regione del Veneto
Emanuele Munari, Sindaco di GallioACCESSIBILITÀ AL SISTEMA E ALL’INNOVAZIONE
Domenico Mantoan, Direttore Generale Sanità e Sociale, Regione del Veneto
TAVOLA ROTONDA
NUOVI MODELLI TRA IL FINANZIAMENTO DEL SISTEMA E LA CRESCITA ECONOMICA
MODERA
Fiorenzo Corti, Vice Segretario Nazionale FIMMG e Responsabile Area Comunicazione
Barbara Cittadini, Presidente Nazionale AIOPAngelo Del Favero, Direttore Generale Istituto
Superiore di Sanità
Nicoletta Luppi, Presidente e Amministratore Delegato MSD Italia
Marco Vecchietti, Amministratore Delegato e Direttore Generale RBM Assicurazione Salute
LISTE DI ATTESA NEI SISTEMI EUROPEI PROBLEMI E SOLUZIONI
MODERA
Mario Del Vecchio, Direttore OCPS SDA Bocconi Milano, Professore Università di Firenze
KEY NOTE SPEECH
*Giulia Grillo, Ministro della Salute (da confermare)DAL PUNTO DI VISTA DEI CITTADINI
Tonino AcetiCoordinatore Nazionale Tribunale per i Diritti del Malato, Cittadinanzattiva
DAL PUNTO DI VISTA DEI MMG
Pier Luigi Bartoletti, Vice Segretario Nazionale FIMMG
L’ESPERIENZA DELLA REGIONE DEL VENETODomenico ScibettaDirettore Generale ULSS 6 Euganea
L’ESPERIENZA DELLA REGIONE TOSCANA
Maria Teresa Mechi, Responsabile Settore Qualità dei Servizi e Reti Cliniche, Regione Toscana
L’ESPERIENZA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA
Luca Barbieri, Responsabile Servizio Assistenza Territoriale, Regione Emilia-Romagna
I COSTI REALI DEL SSNFrancesco Saverio MenniniProfessore di Economia Sanitaria, EEHTA CEIS; Università di Roma Tor Vergata, Kingston University, London, UK
LUNCH
NUOVE FRONTIERE DI CURA: LA TERAPIA GENICA CAR-T
Franca Fagioli, Presidente AIEOPLE SINERGIE IN SANITÀ NELL’AREA MEDITERRANEA
Hassan Abouyoub, Ambasciatore di Sua Maestà il Re del Marocco
LA GESTIONE DELLA CRONICITÀ
NUOVE PROSPETTIVE PER I MMG
Fiorenzo Corti, Vice Segretario Nazionale FIMMG e Responsabile Area Comunicazione
Giovanni Gorgoni, Commissario Straordinario AReSS Puglia
Carlo Bramezza, Direttore Generale ULSS 4 Veneto Orientale
IL RUOLO DEL TERRITORIO
Manuela Lanzarin, Assessore ai Servizi Sociali, Attuazione Programma, Rapporti con il Consiglio Regionale, Regione del Veneto
Stefano Campostrini, Professore di Statistica Sociale Università Ca’ Foscari, Venezia
Annarosa Racca, Presidente Federfarma Lombardia
L’APPORTO DELL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA
Giorgio Corbucci, Value-Based Marketing Director Europa, Boston Scienti c
Gabriella LevatoSegretario Generale Regionale FIMMG Lombardia
Roberto Giordano, Director, Responsabile Area Sanità, Business Integration Partners
Fausto Manzana, Presidente e Amministratore Delegato GPI Group
Matteo Moscatelli, Head of Digital Services, Siemens Healthcare
Silvia Salvitti, Point of Care Diagnostics Product Manager, Siemens Healthcare
Roberto Soj, Direttore Generale Lombardia InformaticaErmes Zani, Partner Healthy Reply
* da confermare

VENERDI 21 SETTEMBRE21
9,30 APERTURA LAVORILuca Coletto, Assessore alla Sanità e Programmazione
Socio-Sanitaria, Regione del Veneto
TAVOLA ROTONDA
GOVERNARE IL CAMBIAMENTO
MODERA
Francesco Bevere, Direttore Generale AGENAS*Armando Bartolazzi, Sottosegretario di Stato al
Ministero della Salute
Paolo Bordon, Direttore Generale Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari, Provincia Autonoma di Trento
Monica Calamai, Direttore Generale Diritti di Cittadinanza e Coesione Sociale, Regione Toscana
Walter Locatelli, Commissario Straordinario, A.Li.Sa, Regione Liguria
Domenico Mantoan, Direttore Generale Sanità e Sociale, Regione del Veneto
Gabriele Pelissero, Presidente Cluster Lombardo Scienze della Vita
Kyriakoula Petropulacos, Direttrice Generale Cura della Persona, Salute e Welfare, Regione Emilia-Romagna
Silvestro ScottiSegretario Nazionale FIMMG
Giuseppe Tonutti, Vice Direttore Centrale Salute, Integrazione Sociosanitaria, Politiche Sociali e Famiglia, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
AUTONOMIA DELLE REGIONI
MODERANO
Federico Mereta, Giornalista Scienti coAndrea Sermonti, Giornalista
KEY NOTE SPEECH
Erika Stefani, Ministro degli Affari RegionaliFabiola Bologna, Componente XII Commissione
(Affari Sociali), Camera dei Deputati
Roberto Ciambetti, Presidente Consiglio Regionale, Regione del Veneto
Luca Coletto, Assessore alla Sanità e Programmazione Socio-Sanitaria, Regione del Veneto
Antonio De Poli, Capo Questore, Senato della Repubblica
Giovanni Endrizzi, Componente 1a Commissione Permanente (Affari Costituzionali), Senato della Repubblica
*Giulio GalleraAssessore al Welfare, Regione Lombardia
Riccardo Riccardi, Vice Presidente e Assessore alla Salute, Politiche Sociali e Disabilità, Delegato alla Protezione Civile, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
Sonia Viale, Vice Presidente Regione Liguria, Assessore Sanità Politiche Sociali, Immigrazione, Sicurezza
ed Emigrazione
SCELTA DELL’INNOVAZIONE TERAPEUTICA IL PAZIENTE AL CENTRO
MODERANO
Angelo Del Favero, Direttore Generale Istituto Superiore di Sanità
Federico Mereta, Giornalista Scienti co
Gianni Amunni, Direttore Generale, Istituto per lo Studio, la Prevenzione e la Rete Oncologica (ISPRO), Regione Toscana
Laura Berti, Rai - Medicina 33Federico Cabitza, Professore Associato Università
Bicocca, IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi, Milano
Stefano Carugo, Direttore Cardiologia - Unità Coronarica, ASST Santi Paolo e Carlo
Rita Cataldo, Amministratore Delegato Takeda ItaliaFrancesco Cobello, Coordinatore Regionale FIASO e
Direttore Generale AOUI Verona
Valentino ConfaloneVP e General Manager Gilead Italia
Simona Serao Creazzola, Presidente SIFO
Luciano Flor, Vice Presidente Federsanità ANCIRosaria IardinoPresidente Fondazione The Bridge
Giovanna Scroccaro, Direzione Farmaci, Dispositivi e Protesica, Regione del Veneto
Patrizia Simionato, Direttore Generale Istituto Oncologico Veneto, Padova
Ugo Trama, Responsabile della UOD 08 “Politica del Farmaco e Dispositivi” presso la Direzione Generale per la Tutela della Salute e il Coordinamento del SSR, Regione Campania
17,30 CONCLUSIONI SUMMER SCHOOL MOTORE SANITÀ
Domenico Mantoan, Direttore Generale Sanità e Sociale Regione del Veneto

Per informazioni: www.motoresanita.it (Omniapress-14.09.2018)

sabato 8 settembre 2018

ARPA CELTICA A VILLA NEGRI (CASSINETTA DI LUGAGNANO)


Cassinetta di Lugagnano (Milano) - Uno spettacolo stellare,  quello del Maestro Fabius Constable. Nella splendida cornice di Villa Negri, a Cassinetta di Lugagnano, affacciata sul bucolico Naviglio Grande alle porte di Milano.
Sabato 15 settembre 2018 alle 21, in via Alzaia Naviglio Grande 3 a Cassinetta di Lugagnano, nell’antica dimora nobiliare Villa Negri la musica di Fabius Constable&TheCelticHarp Orchestra esploderà nel viaggio onirico e musicale ai confini del mondo tra le miriadi di corde della spettacolare schiera di arpe celtiche e al loro sintonico vibrar d’emozioni visive e sonore.
Gli spettatori vengono trascinati  verso mondi lontani , in una dimensione, voluta  dal genio musicale e creativo di Fabius Constable– arpista comasco di fama internazionale, compositore e polistrumentista, carismatico fondatore e direttore dell’Orchestra - dove l’esperienza musicale oltrepassa i confini delle note e degli strumenti sino a divenire un tuffo emotivo-multisensoriale in cui lo spettatore diviene protagonista del suo stesso sentire.
 Il concerto si libra in un lirico crescendo di emozioni, in una festa di strumenti e di voci. Non sarà  il grado di cultura musicale di chi assisterà a questo originalissimo show, né la sua età, a determinare l’indice di gradimento di ogni spettatore, ma la capacità di ognuno di  lasciarsi avvolgere da un’esperienza musicale di intenso ed esaltante sentire. 
Le arpe, indubbie protagoniste di questo show,  si illuminano ancor più grazie alla sublime potenza della voce soprano di Donatella Bortoneche intonerà classici genialmente rivisitati come la leggendaria “The Elphin Knight”, struggente storia d’amore tra una fanciulla umana e il Re degli Elfi o l’epica “Paolo e Francesca”, sempre sulle onde del cuore, musicalizzazione originale delle note terzine dantesche.
Fabius conduce  la platea attraverso un vero e proprio viaggio da un lato all’altro del mondo, in cui la terra perderà i suoi confini e si confonderà con il cielo, incantandola con l’assolo nella sua, forte e passionale “ Tango Atlantico”e la lirica, quasi flamenca“Noche en Granada”..
 Il mandolino di Francesco Romeo, il violoncello e i flauti che Constablea tratti suona alternandoli con incredibile semplicità alla sua amata arpa e il Koto di Mimi Machyia, completeranno la magia di questo imperdibile spettacolo che accenderà di nuove suggestioni la meravigliosa Villa Negri.
Costruita nel ‘500, Villa Negri fa parte delle famose dimore nobiliari edificate lungo il Naviglio Grande dai proprietari terrieri milanesi. I primi documenti della proprietà risalgono all’inizio de XVI secolo e nella prima metà del 1700 la casa viene completata prendendo la definitiva  forma a U che ora la contraddistingue e che ne fa un piccolo gioiello dell’architettura milanese. La villa è legata a nomi eccellenti della storia, tra cui il generale austriaco Giovanni Dembowski, suo proprietario dal 1821 al 1846, a Gaetano Negri, Senatore del Regno d’Italia e Sindaco di Milano dal 1884 al 1889. Attualmente proprietà della stessa famiglia Negri che con dedizione e amore la mette a disposizione per eventi, in particolare per la celebrazione di matrimoni civili. (Omniapress-14.09.2018)


martedì 4 settembre 2018

INVESTITORI ISTITUZIONALI: PATRIMONIO GESTITO A 237 MILIARDI DI EURO. CASSE PROFESSIONISTI IN PRIMA FILA CON 78 MILIARDI. V REPORT ITINERARI PREVIDENZIALI


Milano -  E' stato presentato in anteprima alla stampa il quinto Report Annuale “Investitori istituzionali italiani: iscritti, risorse e gestori per l’anno 2017”curato dal Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali.  La pubblicazione si pone l’obiettivo di fornire un dettagliato quadro quantitativo sul mondo degli investitori istituzionali che operano nel nostro Paese, con focus particolare su Fondi Pensione e Preesistenti, Forme di assistenza sanitaria integrativa, Casse di Previdenza Professionali, Fondazioni di origine bancaria e - per il secondo anno consecutivo - sulle Compagnie di Assicurazione.

Nella presentazione del documento, si dice fra l'altro che anche l’Italia inizia a vantare un mercato di spessore, con un totale di oltre 20 miliardi l’anno di flussi da reinvestire. Nonostante la lunga crisi crescono poi i patrimoni, la cui gestione è peraltro sempre più spesso esternalizzata mediante acquisti di Oicr, Fia, Sicav e Etf e tramite mandati di gestione.  la pubblicazione si pone l’obiettivo di fornireun dettagliato quadro quantitativo sul mondo degli investitori istituzionali che operano nel nostro Paese, con focus particolare su Fondi Pensione e Preesistenti, Forme di assistenza sanitaria integrativa, Casse di Previdenza Professionali, Fondazioni di origine bancaria e - per il secondo anno consecutivo - sulle Compagnie di Assicurazione.

E con un’importante novità che caratterizza l’edizione 2018, vale a dire l’analisi dettagliata degli investimenti nella cosiddetta “economia reale domestica”, di cui il Report evidenzia l’entità ancora troppo modesta, malgrado le numerose discussioni sulla materia. All’interno di questo quadro spiccano in ogni caso le Fondazioni Bancarie che, considerando la quota nella banca conferitaria, in CDP e Fondazione con il Sud, sono i maggiori investitori in economia reale con il 49,5% del totale attivi di bilancio, seguite dalle Casse Privatizzate dei Liberi Professionisti con il 14,6%;modesto invece l’apporto di fondi negoziali e preesistenti, seppure in aumento rispetto al 2016, pari rispettivamente al 3,46% e 3,2% del patrimonio destinato alle prestazioni, che ammonta a 49,46 e 57,38 miliardi. Ancora molto alta, infine, la percentuale di investimenti in forme obbligazionarie effettuati dai fondi pensione che, nel complesso, valgono circa il 70% del patrimonio.
«Impressiona in particolar modo l’esiguità degli investimenti dei fondi di natura contrattuale, in gran parte alimentati dal TFR che è “circolante interno” alle aziende ed è quindi la prima e principale forma di finanziamento dell’economia reale» - ha commentato a riguardo Alberto Brambilla, Presidente del Centro Studi e Ricerche nel corso del Convegno di Presentazione, suggerendo l’urgenza di un ripristino del fondo di garanzia, strumento istituito dal D.Lgs. 252/2005 e abolito dal Governo Prodi, «anche perché la gran parte degli oltre 6 milioni di lavoratori che operano in aziende con meno di 15 dipendenti, come si può vedere dai dati sul TFR, è scoperta da qualsiasi protezione complementare anche a causa delle difficoltà di queste piccole imprese ad approvvigionarsi sul mercato del credito»

Il quadro generale - Gli investitori istituzionali che operano in Italia sono 402, 36 unità in meno rispetto allo scorso anno (35 fondi Negoziali, 88 Fondazioni di origine Bancaria, 20 Casse Professionali Privatizzate, 259 Fondi Preesistenti), e gestiscono un patrimonio di 237,25 miliardi di euro (+106,6 rispetto al 2004), dei quali quasi il 70% è affidato direttamente o indirettamente a gestori professionali con un incremento costante della “fabbrica del risparmio gestito”. Sommando anche le risorse gestite dai fondi pensione aperti e dai PIP (53,77 miliardi) e le riserve delle Compagnie di Assicurazione (539 miliardi) il patrimonio complessivo raggiunge quota 830,42 miliardi di euro, cioè il 48% del Pil.
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«Se i numeri del sistema, ma anche il confronto con gli altri Paesi, rendono evidente la necessità di un complessivo efficientamento del sistema, con una forse possibile riduzione del numero di operatori in alcuni ambiti (si pensi ad esempio al caso della sanità integrativa) – ha commentato il Prof. Brambilla - è d’altra parte altrettanto interessante rimarcare come, nonostante la lunga crisi, nell’ultimo decennio e più, il patrimonio di Casse, Fondi e Fondazioni sia costantemente cresciuto e praticamente più che raddoppiato, esattamente come per Assicurazioni e welfare privato. E vanno poi certamente segnalati anche i flussi di nuove entrate tra proventi patrimoniali, contribuzioni (al netto delle prestazioni) e dividendi per Fondi, Casse e Fondazioni, ammontati nel 2017 a 9,58 miliardi, con un incremento del patrimonio rispetto all’anno precedente del 4,20%: se si considerano anche gli asset in scadenza, in termini di totale investibile arriviamo a oltre 11 miliardi l’anno».

Rendimenti e gestione – A eccezione delle Fondazioni che registrano un rendimento positivo pari al 5,3%, le performance degli altri investitori si confermano in calo rispetto al 2014 e alle medie a 3, 5, 10 anni e si mantengono in linea con quelle dello scorso anno. Tuttavia, anche per il 2017 i fondi pensione, salvo per qualche linea d’investimento come quelle con garanzia e le obbligazionarie, hanno ottenuto rendimenti superiori ai parametri obiettivo (inflazione, media quinquennale del Pil e Tfr). Anche nel primo semestre 2018 prosegue la discesa dei rendimenti e, dopo molti anni alcuni fondi, performano meno dei parametri obiettivo.
Complici il permanere di tassi d’interesse molto bassi sul medio-lungo periodo e la volatilità dei mercati finanziari dovuta in gran parte a fattori geopolitici, prosegue la ricerca di nuove asset class sempre meno correlate a questi fenomeni e dalle quali ottenere rendimenti positivi, e si incrementano inoltre – all’interno di un contesto difficile che spinge a guardare quindi verso l’esterno - gli investimenti diretti e indiretti affidati a gestori professionali, raggiungendo nel 2017 quasi il 70% del patrimonio totale. Vistoso ad esempio anche l’aumento fatto registrare in quest’ambito dalle Compagnie di Assicurazione che toccano il 12,3%.
Dal punto di vista dei soggetti gestori dei patrimoni previdenziali e fondazionali con mandato, al primo posto della “classifica” si colloca Generali Italia che, pur riportando un numero molto inferiore di mandati rispetto alla seconda Amundi (78 mandati e 8,9 mld), ha in gestione 9,5 miliardi con “soli” 19 mandati; a seguire si posizionano Unipol, Eurizon Capital e BlackRock. I primi 5 gestori raccolgono oltre il 36% del totale affidato in gestione dagli Investitori istituzionali.
Gli scenari futuri: la flat tax - A margine della presentazione del Quinto Report, spazio anche per qualche riflessione sul futuro del comparto e, in particolare, su temi di strettissima attualità come quello della flat tax che, come evidenziato dal Prof. Brambilla, rischierebbe di indebolire il pilastro della previdenza complementare.
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«Per come è stata realizzata nei Paesi che l’hanno introdotta e, in Italia per la precisione dovrebbe trattarsi di una dual tax con due aliquote, la flat tax – ha spiegato Brambilla – prevede infatti l’abolizione di tutte le deduzioni e delle detrazioni, e non potrebbe essere diversamente. Viene però allora da domandarsi cosa succederà alla previdenza integrativa e in particolare ci sarà da capire se il dipendente, persi i vantaggi fiscali sui propri contributi, si accontenterà di aderire ai fondi soltanto per l’aliquota di imposta sostitutiva finale, tra il 9 e il 12%.Insomma, il welfare integrato rischia indubbiamente di uscirne indebolito: non certo più agevole sarebbe ad esempio la situazione del welfare aziendale e, di riflesso, alla previdenza e all’assistenza sanitaria integrativa cui è certamente di grande aiuto».

Seguono nel dettaglio le principali evidenze emerse a proposito dai singoli soggetti indagati. I Fondi Pensione Negoziali – A fine 2017 sono 35 con 2.805.751 iscritti (+8% rispetto allo scorso anno, incremento in parte dovuto all’estendersi a nuovi fondi e settori professionali della cosiddetta adesione contrattuale prevista dai CCNL) e un attivo netto destinato alle prestazioni di circa 49,456 miliardi di euro (+7,7% rispetto al 2016). Ai primi posti della classifica per numero di iscritti Prevedi (anche per effetto della citata adesione contrattuale), Cometa, Fonte, Fonchim, Laborfonds; guidano invece la classifica dei fondi per patrimonio Cometa (10,83 mld), Fonchim (6,11 mld), Fonte (3,63 mld), Laborfonds (2,58 mld) e Fondenergia (2,17).
In merito alla composizione del patrimonio dei fondi negoziali, la quota più rilevante continua a essere costituita dai titoli di debito pari al 61,03% seppure in continuo calo rispetto ai due anni precedenti; di questi, i titoli di Stato rappresentano circa il 44% delle risorse gestite (il 18,5% sono italiani) e le obbligazioni corporate il 17,02% (di cui il 15,5% emesse da aziende estere). Rispetto all’anno precedente l’esposizione sui titoli di Stato è diminuita di circa 10 punti percentuale mentre quella sugli altri titoli di debito è aumentata di circa 5 punti. In aumento le quote investite in azioni e OICR, rispettivamente pari al 20,76% e al 8,03%, mentre i depositi si attestano al 6,82% del patrimonio. La gestione dei fondi pensione negoziali è quasi totalmente esternalizzata a gestori patrimoniali professionali; nel 2017 da quattro passano a sei i fondi che hanno acquistato direttamente quote di fondi immobiliari o mobiliari chiusi (Eurofer, Solidarietà Veneto, Labofonds, Priamo, Prevaer e Byblos) per un ammontare complessivo ancora modesto, pari a 117 milioni di euro.
I Fondi Pensione Preesistenti - Sono 259 fondi (35 in meno rispetto allo scorso anno) con 643.341 iscritti (in riduzione di circa 10.000 unità rispetto al 2016) e un patrimonio di 58,996 miliardi (+2,5% rispetto all’anno precedente). Ai primi posti delle classifiche Previndai (79.180 iscritti e 11,03 mld di patrimonio), Gruppo Intesa Sanpaolo (64.897 iscritti e 5,05 mld di patrimonio), Unicredit (55.732 iscritti e 3,52 mld di patrimonio) e Mario Negri (40.073 iscritti e 2,86 mld di patrimonio).
Il patrimonio dei fondi preesistenti autonomi per il 44,77% è costituito da riserve matematiche presso assicurazioni, il 35,74% è affidato a gestori professionali, mentre il rimanente 19,5% è gestito direttamente. Rispetto al 2016 si nota un lieve calo delle riserve presso le compagnie assicuratrici e in gestione diretta, mentre è rilevante l’aumento del ricorso al conferimento in gestione finanziaria (5% in più rispetto all’anno precedente). La composizione degli investimenti, escluse le riserve matematiche presso le Compagnie di Assicurazione, è per il 42,2% in titoli di debito, il16,7% in titoli di capitale, il 20,4% in OICR, il 6,1% in immobili e partecipazioni in società immobiliari, il 4% in polizze assicurative di tipo finanziario ed il 6,9% in liquidità. Rispetto allo scorso anno si rileva una discreta diminuzione dei titoli di debito (in particolare quelli di stato diminuiti del 3%) ed in misura inferiore degli investimenti immobiliari (-1%) a favore dei titoli di capitale e degli OICR; un fenomeno attribuibile al già citato perdurare di tassi bassi.
Le Fondazioni di origine bancaria – Sono 88 e registrano un patrimonio netto contabile di 39,7 miliardi di euro a fronte di un totale degli attivi di bilancio pari a 46,1 miliardi. Occorre tuttavia considerare il rilevante importo delle erogazioni (oltre 23 mld tra il 2000 e il 2017) che, sommate al patrimonio, farebbero superare i 70 miliardi, effettuate tra l’altro, in un periodo in cui le banche conferitarie hanno drasticamente ridotto le quotazioni, quando non azzerato anche i dividendi, imponendo alle Fondazioni stesse uno sforzo di sostegno al sistema. Nel 2017, anche grazie ai buoni risultati dei mercati borsistici e ad alcune operazioni straordinarie tra cui la cessione di quote della conferitaria per restare al di sotto del limite previsto dal protocollo Acri – Mef del 33%, il
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rendimento medio del patrimonio è stato del 5,3% (3,4% nel 2016 come nel 2015 e 5,5% nel 2014).
Nel campione di 23 fondazioni analizzate che rappresentano l’82% dell’attivo totale, la modalità di gestione è ripartita come segue: 31,5% impieghi istituzionali (conferitaria, CDP e Fondazione con il Sud), 65,8% investimenti diretti e 2,7% investimenti in gestione. Da sottolineare che il peso della conferitaria sul totale attivo si è ridotto al 27,8%, passando dal 36% del 2014 al 30,3% nel 2016 in seguito a cessioni e adeguamenti ai valori di mercato del prezzo di carico della conferitaria. Per quanto riguarda invece gli investimenti diretti delle Fondazioni in prodotti e servizi gestiti, si rileva un elevato grado di diversificazione con particolare riguardo agli investimenti in economia reale. Gli investimenti diretti delle Fondazioni di origine bancaria (esclusi quelli nella conferitaria, in CDP e Fondazione con il Sud) sono pari a 25 miliardi di euro; in dettaglio, rispetto al totale attivo, gli investimenti immobiliari rappresentano il 3%, gli OICR tradizionali il 15,8% (fondi, sicav, ETF) contro l’11,2% dei titoli di capitale e il 5% dei titoli di debito (i titoli di Stato, per la quasi totalità italiani, rappresentano solo lo 0,58% del totale investito, in continua riduzione rispetto agli anni precedenti); forte incremento per i FIA, il cui peso è andato crescendo nell’ultimo triennio, raggiungendo il 26,8% del totale attivo, e raddoppiando rispetto al 2016.
Le Casse dei Liberi Professionisti – Sono 20 (escludendo Onaosi) e contano 1.625.289 iscrittiper un patrimonio di 78,74 miliardi di euro, di cui 61,25 investiti direttamente e 17,49 affidati in gestione tramite mandato. Le Casse con il maggior numero di iscritti sono Enpam (363.670), Cassa Forense (242.235), Enasarco (233.383) e Inarcassa (168.109), mentre dal punto di vista patrimoniale guidano la classifica per totale attivo Enpam (20,07 mld), Cassa Forense (11,74 mld), Inarcassa (10,22 mld) e la Cassa dei Dottori Commercialisti (8,05 mld).
Gli investimenti diretti riguardano in particolare: investimenti immobiliari per circa il 5,15% del totale delle risorse gestite direttamente (in forte riduzione rispetto all’11% dello scorso anno); investimenti monetari per il 8,78%; obbligazioni (corporate e titoli di Stato) per il 14,6%, in continuo e leggero calo rispetto al 16% del 2016 e al 19% del 2015; titoli azionari per il 5,53%; quote di OICR tradizionali per il 24,57%, che insieme ai FIA (24%) restano lo strumento privilegiato in termini di investimento diretto da parte delle Casse.
Le Compagnie di Assicurazione - Le Compagnie di Assicurazione italiane del comparto Vita, che comprende sia la classe C sia la classe D, alla fine dell’anno 2017 detenevano attivi per un valore complessivo di 734 miliardi (in crescita del 5,3% rispetto alla fine del 2016). La quasi totalità degli attivi è rappresentata da investimenti (oltre 690 miliardi), di cui 154 miliardi ascrivibili alla classe D e i restanti 540 miliardi alla classe C. L’investimento prevalente del settore assicurativo è quelloobbligazionario e dei titoli a reddito fisso: circa 434 miliardi investiti principalmente (al 70%) in titoli di Stato. Rispetto al 2016 l’investimento in quote di fondi comuni (pari a 66 miliardi) è quello che ha mostrato una crescita più evidente (+20%).
Le prime 20 compagnie vita italiane di classe C per totale degli attivi rappresentano l’87,7%dell’intero comparto, che complessivamente vale 580 miliardi. Poste Vita, Intesa Sanpaolo Vita e Generali Italia sono le imprese con una quota sul totale di attivi gestiti superiore al 10% e rappresentano, insieme, oltre il 43% dell’intero settore.
Le Casse di assistenza sanitaria integrativa - Secondo le stime contenute nel Report, nel 2017 le forme di assistenza sanitaria integrativa hanno raggiunto le 340 unità e nel 2016 (ultimo dato disponibile pubblicato dall’Anagrafe dei Fondi Sanitari tenuta presso il Ministero della Salute) il numero totale degli assistiti è stato pari a circa 10,6 milioni (8,4 mln di iscritti e 2,3 mln di familiari), con prestazioni erogate per 2,3 miliardi di euro. Il patrimonio stimato in continua crescita, costituito dalle riserve tecniche e da altri accantonamenti prudenziali, ammonta a circa3,956 miliardi di euro.

Per info: www.itinerariprevidenziali.it (Omniapress-04.09.2018)