mercoledì 23 ottobre 2019

GIORNATA MONDIALE DELLA PSORIASI: MAXI FOTO E DANZA IN GALLERIA A MILANO. 2 MILIONI I MALATI IN ITALIA


Photo by Giovanni Villa, Mental Chain, 2019

Milano - In occasione della Giornata Mondiale della Psoriasi che si tiene il 29 ottobre 2019, domenica 27 ottobre, dalle 10.00 alle 18.00, saranno visibili negli spazi della Galleria Vittorio Emanuele di Milano maxi installazioni fotografiche e performance di danza. Obiettivo è quello di sensibilizzare la popolazione e incoraggiare i pazienti a non nascondersi, a superare l’impatto che questa malattia cronica della pelle ha su circa 2 milioni di italiani. L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Corazza Onlus Psoriasi&Co e dall’Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza Onlus (APIAFCO) e ha ricevuto, tra gli altri, il patrocinio del Comune di Milano.
12 i fotografi di fama internazionale chiamati a raccontare la psoriasi attraverso Carlotta, affascinante modella per l’occasione e portabandiera della Fondazione, e la sua pelle, mostrata senza remore nonostante le lesioni. Un invito a non temere: grazie agli importanti progressi della ricerca scientifica, oggi è infatti possibile convivere con questa patologia, affrontarla e persino vincerla.
Ad animare l’intera giornata sarà un flashmob con 25 ballerini che danzeranno sulle note di un brano memorabile quale “You Make Me Feel”. Obiettivo della performance è quello di sensibilizzare anche coloro che hanno uno sguardo ancora diffidente nei confronti di chi mostra innocue macchie ed aumentare l’awareness sulla patologia.
Una coreografia che accoglie nella prima parte il conflitto interiore del paziente che sogna di vivere una vita senza macchie, lontana dalla preoccupazione asfissiante di non essere accettato. Ma di maggiore impatto sarà il momento finale, quello della rinascita, un crescendo di emozioni che inscena quella voglia di libertà e di godere appieno della vita, nonostante la psoriasi. Ed è a questo punto che i passanti saranno chiamati ad unirsi al ballo dimostrando la volontà di abbattere ogni barriera. I primi 20 che si uniranno alla coreografia, improvvisandosi ballerini, saranno premiati con la t-shirt dell’evento.

“Un forte messaggio di partecipazione, quello lanciato in occasione della Giornata Mondiale della Psoriasi, per chi ha trovato un’inseparabile compagna di vita in questa patologia - ha dichiarato Valeria Corazza, Presidente Fondazione Corazza Onlus Psoriasi&Co e APIAFCO -. Il nostro obiettivo è quello di ‘scuotere’ gli animi e sensibilizzare su una patologia troppo spesso sottovalutata. Abbiamo scelto la fotografia perché consente di ‘mettere a nudo’ la pelle così com’è con la malattia. Attraverso la danza e una musica coinvolgente, invece, intendiamo ‘far rumore’ ed invitare le persone con psoriasi a mostrare la volontà di partecipare, di uscire allo scoperto, di essere soggetti delle scelte che li riguardano e non essere solo persone al centro delle cure come oggetto. Oggi, infatti, rivolgendosi al dermatologo è possibile individuare il percorso di cura più idoneo alla propria condizione e migliorare la qualità di vita. Uno degli scopi è far capire a chiunque che nessuno è solo e può contare sulle Associazioni; la vita è una e deve essere vissuta con i problemi che ci vengono posti, ma si può vivere pienamente anche con questo scomodo fardello.”

Causata da un processo infiammatorio e di tipo immunologico, la psoriasi può manifestarsi in associazione a varie patologie. La più nota associazione è con l’artrite psoriasica, una particolare forma di artropatia che colpisce una porzione variabile dal 10% al 30% dei soggetti con psoriasi.
Inoltre, disturbi cardiovascolari come coronaropatia, infarto miocardico acuto e ictus cerebrale sembrano avere, nelle persone con psoriasi da moderata a grave, una prevalenza del 20% superiore rispetto alla popolazione generale. Possono essere presenti, infine, malattie infiammatorie croniche intestinali, metaboliche e patologie oculari.

Non meno importante l’impatto della patologia sulla sfera psicologica. Le persone con psoriasi hanno maggiore probabilità di soffrire di depressione rispetto al resto della popolazione. Una conseguenza della psoriasi può essere, inoltre, la cosiddetta ‘pathological worrying’, ovvero una preoccupazione eccessiva per il peggioramento della patologia che, se estrema, può avere un effetto significativo e dannoso sull’outcome terapeutico. Per questo, le persone con psoriasi da moderata a grave dovrebbero ricevere maggiore attenzione clinica e un supporto psicologico fin dal momento della diagnosi.

L’iniziativa ha ricevuto il patrocinio della International Federation of Psoriasis Associations (IFPA), Società Italiana di Dermatologia Medica, Chirurgica, Estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST), Associazione Nazionale Malati Reumatici (ANMAR), Associazione Dermatologi-Venereologi Ospedalieri Italiani (ADOI), Regione Emilia Romagna, Comune di Bologna, Comune di Napoli, Comune di Milano, e il supporto non condizionato, tra gli altri, di Lilly e UCB Pharma.


A Milano verrà distribuito materiale informativo che sarà possibile scaricare pure dal sito www.giornatamondialedellapsoriasi.it  online dal 27 ottobre. Disponibili anche gli scatti d’artista e video delle performance di danza. (Omniapress-23.10.2019)

martedì 22 ottobre 2019

PULSEE: NUOVO FORNITORE DI ENERGIA (LUCE E GAS) FULL DIGITAL

Salvatore Pinto, Presidente Axpo Italia

Milano - Debutta ufficialmente Pulsee, l’energy company full digital di Axpo Italia, che propone un nuovo modo di fruire l’energia che mette al centro le esigenze quotidiane delle persone, la loro libertà di scegliere, la semplicità di fruizione e il consumo sostenibile.
Pulsee è una piattaforma semplice e intuitiva che offre la possibilità di personalizzare servizi tradizionali che partono dall’energia di casa, ma che sono proiettati nella vita di ogni giorno. Infatti, consente di attivare le forniture di luce e gas che più rispondono al proprio stile di vita, direttamente online e in appena tre minuti.
Siamo estremamente orgogliosi di presentare Pulsee, un nuovo modello di energy company, completamente digitale con un’offerta personalizzabile focalizzata sulle necessità delle persone in continua evoluzione”, ha commentato Simone Demarchi, Amministratore Delegato di Axpo Italia. Pulsee guarda oltre il rapporto tradizionale con l’energia e mette a disposizione una serie di servizi che consentono ai propri clienti di gestire la fornitura in modo autonomo, con la possibilità di attivare opzioni sviluppate per rispondere ai bisogni del singolo, della collettività e del mondo nel suo complesso in un’ottica di sostenibilità e condivisione”.
Pulsee si presenta come una vera e propria evoluzione attraverso un’offerta diversificata ed esclusiva che permette di scegliere ben sei fasce orarie in base alle proprie necessità; è l’unico fornitore sul mercato che prevede questa formula tariffaria. L’attivazione del servizio è molto semplice e non prevede moduli da compilare, né contratti da scannerizzare: sono sufficienti il proprio codice fiscale, una bolletta recente e il codice Iban o una carta di credito per attivare la fornitura direttamente dal proprio computer, tablet o smartphone.
Inoltre, attraverso l’app Pulsee, scaricabile gratuitamente da App store e Google Play, è possibile controllare, ed eventualmente modificare, le proprie offerte anche in mobilità, monitorare i consumi, cambiare il metodo di pagamento, visualizzare e scaricare le bollette, inviare l’autolettura e attivare nuovi servizi.
Pulsee si contraddistingue perché è digitale al 100% anche nei pagamenti: è possibile associare alla propria fornitura un conto corrente o una carta di credito, ma anche Google Pay e Apple Pay, senza più preoccuparsi delle scadenze delle bollette e dei bollettini cartacei.
Per accogliere al meglio il cambio generazionale che mette al centro i principi di condivisione e sostenibilità, Pulsee propone servizi dedicati, da abbinare alla propria fornitura in fase di attivazione o in un momento successivo, che consentono agli utenti di contribuire in maniera trasparente alla sostenibilità ambientale e alla riduzione degli sprechi.  Al costo di un caffè al mese è possibile, infatti, sottoscrivere servizi che certificano l’origine della propria energia garantendone la provenienza da fonti rinnovabili (le opzioni MyGreen Energy - Adotta un impianto e MyGreen Energy – Gas Certification), o che azzerano le emissioni per essere completamente carbon-free (il servizio Zero Carbon Footprint).
Inoltre, in occasione del lancio ufficiale Pulsee, fino al 30 novembre è possibile attivare il servizio MyGreen Energy - Adotta un impianto o MyGreen Energy – Gas Certification per un anno al prezzo simbolico di 1 centesimo al mese (al posto del costo standard di 1 euro mensile). Un’altra opzione aggiuntiva è l’Assistenza VIP che prevede l’accesso al servizio di assistenza clienti dedicata con orario esteso dalle 8 alle 20, dal lunedì al venerdì.
In occasione dell’evento di lancio alla Triennale di Milano, Pulsee porta per la prima volta in Italia la Space Waste Lab Performance, la spettacolare installazione outdoor realizzata in tempo reale dall’artista internazionale Daan Roosegaarde in collaborazione con l’ESA, l’Agenzia Spaziale Europea. Il cielo sopra la Triennale di Milano sarà attraversato dalla luce di una moltitudine di potenti fari, puntati sui singoli detriti che fluttuano nello spazio sopra le nostre teste. È il cosiddetto “space waste”, una vera e propria discarica “invisibile” composta da otto milioni di chilogrammi di detriti spaziali (soprattutto frammenti di satelliti fuori uso e di razzi di propulsione alla deriva). L’installazione realizzata da Roosegaarde, che utilizza la luce LED in forma di potenti raggi luminosi puntati verso l’alto a una distanza compresa tra i 200 e i 20.000 km da Terra ha una duplice valenza: da un lato, incantare i sensi grazie alla potenza di un cielo notturno solcato dalla luce e, dall’altro, sensibilizzare le coscienze su una forma di inquinamento che raramente trova posto sulle prime pagine dei giornali.
Pulsee propone inoltre un nuovo modo di fruire l’energia caratterizzato da uno spirito in continua evoluzione. Sempre in concomitanza con il lancio ufficiale, proprio per testimoniare il suo carattere in costante trasformazione sin dal giorno del suo debutto, Pulsee ha presentato #PulseeHACK, un hackathon in cui 50 tra studenti universitari, startupper e giovani talenti dei settori tech, marketing, business e comunicazione si sono incontrati e sfidati per condividere la visione di Pulsee caratterizzata dall’apertura al cambiamento e per immaginare nuovi approcci tecnologici e digitali.
I partecipanti si sono confrontati alla ricerca di nuovi servizi, cercando soluzioni di gamification con cui incentivare la brand loyalty e la condivisione della user experience, immaginando il prodotto energy per eccellenza e soluzioni di urban environment, mobility e sharing con cui migliorare l’ecosistema smart city di Milano.
Axpo Italia, consociata del Gruppo Axpo, è oggi uno dei principali operatori a livello nazionale. Secondo la Relazione Annuale stilata dall’Arera (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) si posiziona al quarto posto nella classifica dei gruppi di vendita nel mercato libero. Contestualmente alla fornitura, Axpo Italia è attiva nel trading, svolgendo un ruolo primario nelle differenti borse di commodity energetiche e derivati. Axpo Italia propone sul mercato italiano un’ampia gamma di prodotti in grado di soddisfare il fabbisogno energetico del consumatore, fornendo soluzioni personalizzate per il consumo di energia, di gas naturale e di energia da fonte rinnovabile. Inoltre, grazie alla consolidata esperienza nel mercato della produzione Axpo è in grado di fornire un supporto professionale anche per i produttori indipendenti.
Per info: www.pulsee.it  (Omniapress-22.10.2019)



HITACHI VANTARA: LE ATTIVITA’ E I PROGETTI PER LA DIGITALIZZAZIONE DELLE IMPRESE. INTERVISTA AL COUNTRY MANAGER ITALIA, MARCO TESINI



Marco Tesini - Country Manager Hitachi Vantara Italy


Las Vegas, USA (A cura di V. Coviello) - In occasione di Next 2019, conferenza internazionale di Hitachi svoltasi recentemente a Las Vegas, Agenzia Omniapress ha intervistato Marco Tesini, Vice President Southern Europe e Country Manager di Hitachi Vantara Italy.

Oggi tutti usano la tecnologia intensivamente, quasi senza nemmeno saperlo, come semplici utilizzatori, invece c’è un impatto da valutare. Come si fa a spiegare al pubblico quale conseguenza ha sulle nostre vite tutto questo sterminato insieme di numeri e di dati? Tutto ciò già oggi impatta sulla nostra società: qual è il modo migliore per raccontarlo?

Si può partire da un presupposto: la digitalizzazione è una rivoluzione che sta andando ad una velocità mai registrata nei passaggi precedenti della storia dell’ economia e  della società, ed è un fenomeno che può essere solo cavalcato quindi non può essere rifiutato,  non c’è una scelta alternativa alla digitalizzazione.
Il tema principale, che è un po’ anche il tema su cui Hitachi sta lavorando in maniera molto attenta, è in che modo riuscire a catturare tutto quello che si può realizzare da questo patrimonio (per cui dietro la digitalizzazione ci sono i dati e la comunicazione), mentre dall’altra parte vanno utilizzate le telecomunicazioni che consentono di essere connessi a velocità mai viste prima e soprattutto di connettere cose che prima non ci potevamo permettere. Questi due fenomeni sono il cuore della digitalizzazione.
I dati stanno proliferando in maniera eccezionale, mai vista: il 90% di quelli che oggi risiedono nei sistemi sono stati generati negli ultimi due anni, quindi questa è la crescita formidabile.
Noi ci occupiamo da sempre dei dati e allora il tema è: cosa si può fare per rendere facile a tutte le aziende l’accesso a questi dati e a questa rivoluzione in modo che la possano trasformare in un’opportunità nell’estrarre un valore, che può essere economico e sociale.
Questa è l’unicità di Hitachi.
Come possiamo usare questa rivoluzione perché porti beneficio alle persone, che possono essere dei lavoratori, dei cittadini, dei consumatori e così via? Qual è il rischio della digitalizzazione?
Come verranno utilizzati questi dati?

Dobbiamo avere paura?

Diciamo che la paura è sempre una cosa positiva, perché esprime energia, quando uno ha paura fa qualcosa, senza non si fa nulla e si rischia di farsi male senza accorgersene. E’ chiaro che la tecnologia non può risolvere il problema etico, o il problema dell’utilizzo non corretto di certe informazioni, però può aiutare ad evitare che certe cose accadano. Quindi, quando noi realizziamo delle piattaforme o delle soluzioni che consentono alle aziende di utilizzare bene i dati (ciò significa poterli innanzitutto trovare: pochi sanno che in questo momento l’80% dei dati che le aziende possiedono sono sconosciuti), esse non sanno di averli. Ciò da un lato è una grande opportunità, dall’altro è una cosa pericolosissima perché se pensiamo, ad esempio, alla privacy significa che c’è l’80% di questo lato “oscuro”, non controllato, dei dati sensibili per cui un’azienda può incorrere in sanzioni, oppure si possono verificare degli incidenti abbastanza importanti. Il GDPR cerca di limitare una serie di cose e spingere le aziende a mettere sotto controllo queste informazioni per fare in modo che vengano gestite in maniera appropriata. Per fare questo, aziende come Hitachi possono essere d’aiuto perché devono semplificare delle cose estremamente complesse. E noi questo lo facciamo.
Cosa porterà questo tipo di evoluzione? Tantissimi benefici dal punto di vista della fruizione di ciò che già oggi utilizziamo in modo naturale, ma di cui non abbiamo ancora avuto la possibilità di avere accesso in maniera semplice. Ad esempio, parlando di Mobilità, tutti sanno di poter programmare il proprio spostamento senza dover contattare tipo 64 aziende differenti e calcolare qual è il tragitto più efficiente. A tutti piacerebbe poter accedere ai propri dati, ad esempio quando si parla del pubblico. A tutti piacerebbe non dover produrre continuamente degli attestati, dei certificati che giustificano cose che già sono presenti. Questo dato richiesto ce l’avete già: succede anche a noi da cittadini.
Tutto ciò si può risolvere perché si tratta di dati e si tratta di rompere dei silos, open data, aprire le casseforti di questi dati e metterli a disposizione in modo tale che le varie organizzazioni/aziende possano scambiarseli. Questo introduce un altro concetto importante: quello delle opportunità. Se da un lato questa digitalizzazione creerà problemi, sarà ‘disruptive’, ci saranno aziende che andranno in sofferenza per questa rivoluzione, molte chiuderanno, faranno fatica, si ridurranno come perimetro però, di contro, si apriranno altri scenari come sempre nell’economia: quando si chiude una porta se ne apre un'altra, normalmente più grande.
Adesso si parla anche di decrescita felice, la quale è molto vicina al concetto dell’I.A (intelligenza artificiale). Questa è la porta più grande che si può aprire. Quando tu apri la cassaforte delle informazioni della tua azienda, da un lato stai perdendo una parte dei tuoi asset, perché tutte le informazioni sono tue e se tu le dai a disposizioni degli altri qualcuno può prenderne vantaggio; però, allo stesso momento, altri possono agganciarsi al tuo business e portarti business addizionale. Gli esempi più eclatanti di questo sono ad esempio Air B&B, Uber ecc.
Queste aziende che ho citato, pur non avendo nessun asset, non hanno fatto altro che usare i dati e i servizi degli altri per creare un nuovo servizio, che ha una caratteristica molto democratica (certo, si può discutere sulla quantità della democrazia applicata), ma quantomeno aggiunge valore a tutti quelli che partecipano a questo nuovo gioco. Con Uber guadagna l’utente, l’autista, il passeggero e la qualità, l’esperienza e si crea anche un meccanismo per cui ogni passaggio genera valore.
Per quanto concerne le banche questa cosa adesso dell’avere accesso ai dati genera paura, poiché tutti potrebbero accedervi e ci sarà un futuro in cui Amazon o Facebook inizieranno a vendere queste informazioni. Qual è il valore reale di una banca oggi? Sono sicuramente i dati (informazioni che una persona dà alla banca) e il valore della banca oggi è il trust, la fiducia.
Ci sono tutta una serie di informazioni che rimarranno “nascoste” e che non daremo ad altri poiché ci fidiamo esclusivamente della banca e non di un altro ente, come Facebook a cui non daremmo mai certe informazioni…
L’apertura di questo scrigno però, farà sì che le banche potranno allargare il loro spettro dei servizi a cose che fino a ieri non potevano fare. Nel momento in cui io posso pagare in maniera semplice e facile e accedere a tutta una serie di servizi e questi si possono aggiungere a quelli di pagamento in maniera fruibile anche la banca potrà diventare un veicolo per poter proporre servizi che vanno oltre quelli prettamente finanziari, personalizzandoli e guidano le persone in scelte più intelligenti, non discrezionali.
Stesso discorso anche nel settore dell’automotive. L’automobile è già un dinosauro industriale, tra 20 anni questo settore come lo conosciamo scomparirà. Intervistando l’Innovation manager di qualsiasi casa automobilistica del mondo scoprirete con estremo stupore che non si sta interessando della tecnologia che deve adottare da inserire all’interno delle nuove automobili (nuovo schermo, navigatore ecc.), ma al come rendere l’esperienza del suo utente finale il più interessante possibile, per cui il cliente resterà ad esempio con la Fiat qualunque sia il mezzo di trasporto e il modo con cui lui sceglierà di muoversi. Ci si sta concentrando non a trattenere il cliente in base alle features della macchina, ma in base al servizio di mobilità che sia il più flessibile possibile, il più vicino alle sue esigenze, ecc.
La tecnologia è banale. La macchina elettrica è una macchina banale, non c’è niente di tecnologico.

Tornando a Hitachi. Cosa rappresenta ‘Lumada’? (sappiamo che è un framework all’interno del quale ci sono molteplici soluzioni tecnologiche applicative che servono a supportare i clienti che vogliono fare un percorso di digitalizzazione che viene frequentemente caratterizzato come l’ I.o.T. (Internet of Things, che è un contenitore abbastanza ampio) ma posso chiederle di spiegarlo meglio? E la Politica della Co-creation?

La Digital Evolution passa attraverso un mercato nuovo di competenze, un settore grigio di intersezione tra le conoscenze O.T. (operation technology) e le conoscenze I.T. (information technology). Tipicamente questi due mondi sono sempre stati separati. Ad esempio, I.T. funzionava con i fotoni mentre O.T. con gli elettroni, che sono elementi fisici.
Questi due mondi oggi si uniscono perché possiamo andare a prendere i dati delle informazioni da oggetti che prima non parlavano e oggi parlano, digitali (sensori, social media ecc.) e tutto ciò che oggi è in grado di comunicare informazioni che riusciamo a raccogliere e facciamo due cose.
La prima è replicare in un mondo digitale, la realtà reale e quindi questo ci consente di esercitare un controllo, molto più accurato, di quello che sta succedendo e non riferito alla singola entità. Ad esempio, se so che una saldatrice si rompe ogni 7 giorni, teoricamente mi preparo ad intervenire il 7° giorno, ma in realtà gli aspetti che influiscono sulla rottura di questa dipendono anche da come la uso, quanto la uso e chi la usa, ossia da molti elementi che sono difficili da catturare nel mondo analogico, ma nel mondo digitale si può, poiché sono tutti elementi visibili, come ad esempio i sensori. Vedo dunque le cose come stanno realmente.
Seconda cosa è predire cosa può succedere e così si possono anticipare tante cose. Creo efficienza e risparmio.
La Co-creation è un tema perfetto per parlare di Hitachi.
Il mondo oggi è fatto di industrie e poi c’è il mondo dell’informatica in cui operano tante aziende come Hitachi, che sono grandi esperte di I.T. e che stanno cercando di acculturarsi sul mondo industriale. Per far qualcosa che funziona chiaramente bisogna lavorare e sfruttare al massimo le competenze delle due entità mettendo a fattor comune le cose, perché sicuramente le aziende industriali non sono così acculturate su cosa fa chi gestisce un treno, una macchina, non sa come funzionano i dati ecc. C’è questo mondo di confine in un momento in cui non c’è una competenza effettiva, poiché la velocità di questa evoluzione digitale è talmente rapida che non c’è stato il tempo di formare le persone. Noi stiamo costruendo queste competenze e quando non ci sono si lavora in Co-creation: ognuno mette il suo contributo di competenza sul tavolo e si cerca di costruire insieme qualcosa. Cosa fa Hitachi di differente? La nostra azienda ha un vantaggio: questa competenza ce l’ha già in casa ed è fatta dalle 900 aziende che operano in tutti i settori industriali della finanza che stanno sperimentano queste cose. Quindi noi cosa riceviamo? Riceviamo gli input.
Noi siamo stati definiti dopo il recente annuncio della fusione con Hitachi Consulting, la Digital Power House di Hitachi Ltd.
Su Vantara convergono tutte le competenze di O.T. delle nostre aziende che producono ascensori, componentistica per le macchine ecc. Su queste costruiamo la componente digitale che serve per aiutarli a digitalizzarsi.
Arriviamo con un patrimonio di conoscenze che è superiore a molti altri perché abbiamo realizzato una nuova intellectual property utilizzando le nostre stesse infrastrutture: Hitachi Vantara si occupava dell’I.T. sulle infrastrutture e Hitachi Consulting di consulenza e sviluppi sul mondo I.o.T. Questo merge ci permette di ritrovarci in una posizione privilegiata, unica, abbastanza originale e anche in tempi ragionevoli: la finestra di opportunità che abbiamo è molto interessante.

Rean Cloud e Pentaho?

Si è parlato di Edge Core to Cloud. Dunque, Edge è tutto il mondo che produce dati, ed è un mondo variopinto: prima vi erano solo 4 sistemi, i dati erano strutturati e le applicazioni generavano dei dati ben codificati. Il mondo che stiamo approcciando produce dati che non sono strutturati perché ogni sensore parla la sua lingua, un numero di telefono, ogni cosa ha un suo modo di parlare.
Il primo problema da affrontare è: come facciamo a prendere questi dati? Abbiamo bisogno di motori che siano in grado di ingerire, in inglese si dice ingesting, tutti questi dati così come sono, prenderli come vengono, pulirli; poiché è necessario farlo; e poi riuscire a prendere solo quelli che ci interessano. Vi semplifico, immaginate che io voglia predire quando si romperà una lampadina e questa lampadina mi dice costantemente: “Sono accesa, sono accesa, sono accesa…” e mi dice anche “la mia temperatura è 37 gradi, 37 gradi, 37 gradi…”  ma io non voglio sapere tutto questo. Io voglio sapere solo quando variano queste cose e quando sta accadendo. Io ricevo quindi decine di dati che mi dicono sempre le stesse cose, ma non mi importa, io voglio solo sapere, ad esempio, quando 38 gradi diventa 39 per la mia lampadina. Se consideriamo una macchina e pensiamo a tutti i sensori che ha, a tutti i milioni di dati che emette ogni millisecondo e tu non puoi lavorarci direttamente, ti ci vuole un mainframe dentro una macchina, poiché è necessario prendere solo i dati che ci servono. Pentaho fa questo. Lo fa molto bene, riesce a pulire. Pentaho è dentro Lumada, fa parte di questo Edge to Core e poi con questi dati si comincia a creare il datalake, che sta diventando una cosa molto complicata, perché a primo impatto ci si domanda: “Dove li metto tutti questi dati?” Li metto in un datalake.
Il datalake è un secchio dove si mettono i dati in maniera un po’ più libera. Ce ne sono tanti e bisogna metterli tutti lì, però bisogna anche trovare il modo per andarli a “pescare”. Noi proponiamo un sistema che dice: questi sono i dati che veramente mi interessano, questi altri dati forse mi interessano, ma attenzione qui ci sono dati sensibili che io non voglio vengano mai pubblicati e quindi mai e poi mai devono finire da qualche parte dove possono essere utilizzati da qualcun altro, oppure probabilmente adesso non mi servono, forse mi serviranno in futuro, quindi li archivio da un’altra parte e quando mi serviranno li prenderò. Questo è il datalake.
Poi c’è un terzo passaggio.
Dove li metto questi dati? E qui subentra Rean. Io posso decidere di mettere questi dati in casa (on premise), nel mio sistema, oppure posso metterli su un sistema che è fuori dalla mia azienda, quindi in Cloud, scegliendo uno dei tanti Cloud, oppure scegliendone diversi. Oggi la tendenza è il Multicloud. C’è stata una prima ondata, dove si diceva metto tutto su Google, o su Amazon, adesso si comincia a dire: attenzione, questo tipo di dato lo metto su Amazon perché mi conviene, un domani cambio idea lo riprendo e lo metto da un’altra parte. Questa operazione prima si poteva fare attraverso una scelta abbastanza on/off, bianco/nero. Li metto? Si! Allora metto, prendo, cambio l’applicazione, modifico e metto tutto su Amazon. Adesso si comincia a vedere che per raggiungere maggiore efficienza, agilità, si deve poter spostare i dati e scegliere il Cloud più giusto. Quindi si ha bisogno di avere un sistema che aiuti non solo a trasportare i dati sui Cloud e le varie applicazioni in maniera più efficiente e pratica, ma anche di poter decidere nel tempo dove spostarli, quindi cambiare Cloud o riportarli in casa, per far questo noi ci siamo inventati Rean Cloud.
Fino a ieri, si prendevano un centinaio di persone non so dove, in India, in Italia, e questi cambiavano, scrivevano, poi quando finivano il pacchettino, lo provavano e lo mettevano su Amazon, dopo un po’ di tempo tu utente dicevi di volerli togliere e riportare da un’altra parte, quindi richiamavi altre 100 persone e rifacevi il servizio).
Rean Cloud è un sistema che automatizza questo tipo di attività in gran parte e lo gestisce in maniera dinamica per cui hai uno schermo dove fai drag and drop e dici: adesso questa applicazione la riporto in casa perché è diventata importante, oppure la sposto su Google perché mi ha fatto un prezzo migliore e non devo prendere centinaia di persone per questa operazione, creo quindi un’opportunità per le aziende di essere molto più veloci nel fare questo passaggio e riduco il legacy (che è la paura di tutte le aziende di rimanere bloccati a casa loro) per essere liberi di poter fare quello che desideriamo. Con Rean che chiamiamo Cloud Accelerator e Multicloud orchestrator, ossia un sistema che orchestra i dati e le applicazioni in funzione di dove meglio ti conviene, riuscendo ad ottenere ottimi risultati.

Hitachi Vantara Italia. Cosa fa Hitachi in Italia? Oltre a far parte di questo Gruppo che lavora in tutto il mondo, che interessi specifici ha in Italia?

Tutto quello che ho detto vale anche per l’Italia: noi aiutiamo le aziende in questo percorso di digitalizzazione e lo facciamo attraverso queste soluzioni che proponiamo. Lavoriamo molto con il settore pubblico, dove c’è chiaramente un uso intensivo dei dati. Laddove nel settore pubblico ci sono tanti dati, noi ci siamo. Stiamo crescendo moltissimo nel settore pubblico per questo motivo, ma anche in tutti gli altri settori, come finanza (che vive di dati) e nel mondo della produzione che sia produzione tipica industriale che produzione di energia, anche se per la produzione il tema è diverso. C’è frequentemente il bisogno di ridurre le fail e organizzarle.
L’I.o.T. fa sì che noi possiamo usare tante cose che erano semplici oggetti e che per noi sono diventati dati e stiamo diventando sempre più bravi in quello che si chiama video analytics (soprattutto adesso che c’è stato un passaggio importante: il video è diventato digitale) lo si può trattare come un qualsiasi dato, con tecniche più o meno sofisticate di data analytics e applicandoci machine learning e I.A. si possono fare tantissime cose che prima non si potevano fare.
Ad esempio, per Disney Park cosa facciamo?
Da una parte li aiutiamo a migliorare l’esperienza degli utenti che fanno le code per migliorare questa esperienza, riduciamo i problemi relativi alla sicurezza delle persone o di ordine pubblico e, dall’altra parte, riusciamo a fare una serie di analisi che hanno scopi di marketing o commerciali, ad esempio quando uno deve decidere se un’attrazione non funziona più, si va a vedere non solo quanti ticket sono stati strappati, ma anche cosa accade dopo per poi procedere con delle analisi, in modo da sprecare meno soldi.
Noi cosa facciamo? Questa cosa è applicata ovviamente anche al mondo retail, al fashion, al mondo pubblico, ai comuni, alla gestione dei parcheggi, alla gestione delle stazioni e dei grandi spazi pubblici, ai grandi eventi, dove ci sono sia problemi di ordine pubblico che problemi di fruizione dell’evento, quindi le tecniche che usiamo oggi sono talmente sofisticate che riusciamo a proteggerci dai rischi (cyber-security). Individuiamo una persona all’interno di un aeroporto e possiamo seguirla ovunque. Anni fa questa cosa era impossibile.
Un esempio tipico è il problema delle case popolari occupate abusivamente. Il progetto è in fase di sperimentazione e finanziato a Pisa, in un compound dove gestiamo tutta la parte di gestione energetica, consumi, riscaldamento. Dall’altra parte c’è il problema della sicurezza. Abbiamo creato le liste bianche. Dentro questo compound chiunque se viene riconosciuto può entrare, in caso contrario suona l’allarme che avverte che questo individuo non fa parte del compound e scatta la chiamata diretta: in questo modo preveniamo gli insediamenti abusivi, che è poi il problema principale. (Omniapress-22.10.2019)


lunedì 21 ottobre 2019

INTELLIGENZA ARTIFICIALE: OPPORTUNITA' DI CRESCITA DEL PIL ITALIANO (+13% PARI A+ 228 MILIARDI ENTRO IL 2030)





Milano - McKinsey & Company e il suo istituto di ricerca economica McKinsey Global Institute stimano che, nel prossimo decennio, l’economia italiana potrebbe essere destinata a crescere di ben 228 miliardi di euro, ovvero il 13% del pil, grazie all’innovazione e, in particolar modo, all’intelligenza artificiale.
Ovviamente, non si tratta di una strada segnata, ma di un’opportunità da saper cogliere. Il percorso per una concreta data monetization è appena iniziato.
Il McKinsey Global Institute fa un elenco di alcuni temi cruciali per l’Europa, soprattutto in ottica di riconquista di competitività a livello mondiale di fronte all’ascesa di Stati Uniti e Cina: tra le voci, spiccano lo sviluppo di un settore industriale all’avanguardia, l’attenzione ai talenti in ambito tech, la promozione dell’innovazione nel settore pubblico, il saper creare ecosistemi che favoriscano l’innovazione e il voler incentivare lo sviluppo delle startup in questo settore.

I big data rappresentano un altro importante tema da coltivare con attenzione e con uno sguardo in prospettiva”, sottolinea Massimo Missaglia, Amministratore Delegato di SB Italia. “I dati, e soprattutto la capacità di gestirli, rappresentano per l’intelligenza artificiale una miniera inesauribile di informazioni, che possono rivelarsi decisive per la crescita del giro d’affari e, quindi, per avere successo. SB Italia affronta da tempo progetti innovativi di AI con i propri clienti, arricchendo la già ampia offerta di business intelligence con tecniche di analisi predittiva, prescrittiva, classificazioni automatiche e clustering di dati.  Ci occupiamo di seguire e sviluppare idee con un occhio particolare all’adozione di strategie e metodologie agili, che si adattino alle complessità delle grandi aziende e al mondo della PMI, con un’attenzione costante alle innovazioni e alle migliori tecnologie sul mercato. Le previsioni ci danno molta speranza per l’immediato futuro: l’intelligenza artificiale rappresenta un’opportunità davvero unica per competitività e sviluppo. Per raggiungere questi importanti obiettivi servono investimenti ma, più di ogni altra cosa, occorre sviluppare una cultura manageriale che sappia intuire e cogliere le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale”.

SB Italia progetta, realizza e gestisce soluzioni IT per accom­pagnare le aziende nei progetti di Digital Transformation. Il fatturato di gruppo nel 2018 ha raggiunto i 30 milioni di euro e ha un team di oltre 200 professionisti.
SB Italia è un system integrator a valore, caratteriz­zato dall’avere al suo interno le principali competenze ne­cessarie per il disegno e la delivery dei progetti oltre a un team di sviluppo che lavora su soluzioni applicative diventate un riferimento sul mercato, sia in ambito ECM, Document Ma­nagement e Workflow, che BI & Analytics, ERP e sistemi in­formativi. 

Per info: www.sbitalia.com  (Omniapress-21.10.2019)



venerdì 18 ottobre 2019

HITACHI: CONGRESSO “NEXT 2019”. I DATI SONO IL FUTURO DELL’ECONOMIA. LE NOVITA’ HITACHI VANTARA


Las Vegas,USA (A cura di V. Coviello) - "L’economia del secolo sarà assolutamente imperniata sul valore generato dai dati". Nella conferenza Next 2019 che si è tenuta all’MGM Grand di Las Vegas dall’8 al 10 di ottobre 2019 il Presidente e CEO di Hitachi Ltd., Toshiaki Higashihara, definisce la nuova epocale strategia affermando: “Ora il mondo viene trasformato da strumenti e processi digitali: noi stiamo unificando le nostre società per offrire soluzioni più robuste e nuove soluzioni digitali tutti insieme come Hitachi. La formazione di Hitachi Vantara sottolinea l’impegno del gruppo Hitachi nella creazione di valore attraverso un ecosistema collaborativo con partner e clienti, per essere un vero driver di innovazione per l’era dell’Internet of Things (IoT)”.
Per implementare la strategia, Hitachi Vantara ha incorporato le aziende tecnologiche che rappresentano le tre colonne portanti di Hitachi: Hitachi Data System (per lo storage e l’infrastruttura di data center) Hitachi Insight Group (per le componenti di IoT) e Pentaho per il Big Data Business.
A sottolineare l’importanza dell’evento Next 2019, oltre alla presenza di sponsor importanti come Google Cloud, Intel, Amazon, Dmware, Microsoft, ecc., hanno partecipato anche migliaia di clienti e partner commerciali provenienti da ogni parte del Mondo per aggiornarsi sugli ultimi progressi della tecnologia.


La strategia annunciata dal Presidente di Hitachi per i prossimi anni è articolata nei cinque punti su cui si sono basate tutte le sessioni tecniche e le general session di Next 2019.
Aiutare i leader aziendali responsabili dei dati a trovare e utilizzare informazioni di valore per innovare con intelligenza e ottenere risultati di primo piano per l’azienda e la società. Combinare tecnologia, proprietà intellettuale e conoscenza per realizzare soluzioni di gestione dei dati che aiutino le imprese a migliorare la customer experience, sviluppare nuovi ricavi e ridurre i costi. Fornire ai partner un modo più semplice per esaminare i trend della propria clientela e progettare nuove opportunità di sviluppo. E’ questa, in estrema sintesi, la strategia del colosso giapponese: estrarre il massimo valore dall’analisi dei dati e renderlo disponibile per i propri partner. Ecco come, in cinque punti dettagliati:

1. Nuova piattaforma Storage Hitachi serie 5000
La nuova serie Virtual Storage Platform 5000 supporta qualsiasi carico di lavoro: dai container ai mainframe. Si tratta di una nuova architettura che combina dischi SAS e memoria flash NVMe. Produce fino a 21 milioni di IOPS, con latenze di 70 microsecondi. Oltre all’estrema velocità viene offerta anche una configurazione flessibile e modulare: da due nodi per gestire fino a 23 petabyte fino a sei nodi con 12 per gestire al massimo 69 petabyte. Altro punto di forza del VSP5000 è l'affidabilità: Hitachi Vantara garantisce alla sua architettura ultra ridondata il raggiungimento del 99,999999% di disponibilità. Attraverso il nuovo Hitachi Ops Center, dotato di algoritmi di Intelligenza Artificiale (AI), è possibile gestire il VSP5000 con semplicità avendo la possibilità di automatizzare fino al 70% dell’operatività. Obiettivo: realizzare un data center autonomo in un prossimo futuro.

2. Nuove Soluzioni Lumada: Data Service, Data Lake e Edge Intelligence
Il portafoglio di soluzioni e servizi della piattaforma Lumada, che consente di estrarre il massimo valore disponibile dai dati raccolti e riportarlo all’utente sotto forma di informazioni utili, si evolve con tre nuove offerte: Lumada Data Services, Lumada Data Lake e Lumada Edge Intelligence.  
Le nuove componenti sono basate su strumenti di automazione e ottimizzazione nel governare i flussi di dati, consentendo alle aziende di risparmiare denaro e affrontare i problemi di conformità e crescita aziendale:

-       Lumada Data Services: è un insieme di nuovi servizi software che mirano ad aiutare le aziende a gestire complessi set di dati adottando la nuova metodologia DataOps. La gestione avanzata dei dati è basata su policy e automazione focalizzata nell’aiutare le aziende a trarre valore dalla quantità crescente dei dati raccolti.

-      Lumada Data Lake è un nuovo servizio "intelligente" che ottimizza l’organizzazione e l’archiviazione dei dati in favore di una più immediata ed efficace capacità di analisi.

-       Lumada Edge Intelligence: un mix di software e dispositivi hardware edge progettati per  semplificare la raccolta, la gestione e l'analisi dei dati provenienti dai sensori, prima di essere consolidati all’interno del Data Lake.

3. Evoluzione dei Cloud Services di Hitachi Vantara
Hitachi Vantara ha ampliato il proprio portafoglio di servizi cloud, offrendo a partner e clienti nuove funzionalità per la migrazione, l'ammodernamento delle applicazioni e la gestione del cloud. Le novità di Cloud Migration e Application Modernization Services hanno la capacità di far evolvere gli impianti applicativi esistenti verso ambienti cloud ibridi multivendor, offrendo anche un servizio di analisi dei dati in tempo reale per ottenere informazioni aggregate in ambienti ibridi. In aggiunta, la componente Cloud Accelerator consente un'automazione avanzata per la migrazione dei servizi applicativi verso cloud Microsoft Azure e Hitachi Enterprise Cloud.


4. Nuovo portale Hitachi Vantara Digital Partner
Hitachi Vantara prevede di migliorare l'accessibilità per le risorse dei partner con un nuovo portale che verrà lanciato nell'aprile 2020. Sarà possibile accedere da un unico punto a comunicazioni di marketing, informazioni su clienti e potenziali clienti, alla formazione e alle certificazioni. Il nuovo portale fornirà informazioni personalizzate in base al ruolo e al tipo di partner. Fornirà inoltre ai partner un modo più semplice di esaminare la loro base di clienti, quali prodotti usano e quali opportunità di sviluppo ci sono.


 5. Hitachi e la Partnership con Walt Disney Park
Il primo importante traguardo di questa nuova strategia, ovvero essere i leader nella creazione di valore attraverso l’analisi dei dati per migliorare la vita di tutti, riguarda la partnership con Walt Disney Park.
L’accordo nasce con l’obiettivo di incrementare la qualità delle esperienze che gli ospiti vivono all’interno dei parchi. Attraverso la piattaforma Lumada e le tecnologie IoT verranno rilevate enormi quantità di dati che saranno analizzati in tempo reale per comprendere come offrire esperienze sempre più immersive e coinvolgenti al pubblico e, contemporaneamente, migliorare l’efficienza operativa dell’intera organizzazione Walt Disney Park.
La filosofia non è solo quella di fare business con il potere della conoscenza dei dati, ma di migliorare la Società nel suo complesso e generare cambiamenti sociali che portino benefici concreti per migliorare la vita di tutti i giorni delle persone. Il presidente Toshiaki Higashihara ha concluso così: “La filosofia della casa madre Hitachi e del nuovo Gruppo che abbiamo costituito non cambia: fornire innovazioni all’avanguardia”. 


Hitachi, Ltd., con sede a Tokyo, in Giappone, è una società con interessi in molteplici settori tra cui elettronica, elettrotecnica, macchine movimento terra, costruzioni ferroviarie e, assieme a General Electric Power, reattori nucleari. Si sta ora concentrando sul Social Innovation Business che combina la propria tecnologia operativa con quella informatica e con i prodotti.
I ricavi consolidati della società per l'anno fiscale 2018 (chiuso al 31 marzo 2019) sono pari a 9.480,6 miliardi di yen (85,4 miliardi di dollari) e la società ha circa 296.000 dipendenti in tutto il mondo. Hitachi offre soluzioni digitali che utilizzano Lumada in cinque settori tra cui Mobilità, Smart Life, Industria, Energia e IT, per aumentare il valore sociale, ambientale ed economico dei propri clienti. Sito Web: https://www.hitachi.com.


Hitachi Vantara, è un'affiliata interamente controllata da Hitachi, Ltd., che collabora con aziende in tutto il mondo per trasformare i dati in risultati. Per ulteriori informazioni www.HitachiVantara.com  (Omniapress18.10.2019)


venerdì 11 ottobre 2019

A BOLOGNA IL 50mo CONGRESSO NAZIONALE SOCIETA' ITALIANA DI NEUROLOGIA



Milano - L’impatto dei disordini del ritmo sonno-veglia sulle patologie neurologiche come campanello d’allarme, le differenze epidemiologiche e terapeutiche tra uomo e donna in neurologia, la memoria come principale elemento per la diagnosi neuropsicologica delle fasi prodromiche della demenza, le terapie geniche nelle malattie neuro degenerative sono tra i principali temi del Congresso Nazionale della Società Italiana di Neurologia che si terrà a Bologna dal 12 al 15 ottobre 2019 e vedrà riuniti più di 2.500 specialisti provenienti da tutta Italia.

“Un’importante novità che presenteremo al Congresso Nazionale – ha affermato il Prof. Gianluigi Mancardi, Presidente Società Italiana di Neurologica e Clinica Neurologica Università di Genova – è la realizzazione di un bando di ricerca finanziato per la prima volta direttamente dalla Società Italiana di Neurologia: 120.000 euro a sostegno di 3 progetti di giovani ricercatori under 40 che operino nei 3 diversi territori italiani - nord, sud e centro – e che dovranno avere come obiettivo la realizzazione di studi clinici, epidemiologici, ricerche applicate o ricerche di base sulla “Neurologia di genere”.

Differenze importanti quelle tra uomo e donna, sia in termini di diverso funzionamento del cervello – maggiori capacità in abilità motorie e nell’orientamento spaziale per il sesso maschile, maggiore empatia e memoria soprattutto verbale nel sesso femminile -  sia in termini di diffusione delle patologie neurologiche a causa degli ormoni femminili, sia come risposta alle terapie farmacologiche con maggiori effetti collaterali a svantaggio delle donne. Sta prendendo piede, come accadde 150 anni fa per la medicina pediatrica, una nuova strada della medicina che tiene conto delle profonde differenze uomo/donna e si indirizza quindi sempre di più verso una personalizzazione di genere, dalla diagnosi alla terapia.

“La SIN è da sempre impegnata nel promuovere gli studi neurologici attraverso iniziative che sostengano la ricerca scientifica - prosegue il Prof Mancardi - ma da quest’anno ha deciso di scendere in campo contribuendo direttamente a finanziare e anche indirizzare la ricerca neurologica in Italia con particolare riguardo nei confronti dei giovani più promettenti e delle diverse aree geografiche del nostro Paese. Si tratta di un impegno che vogliamo mantenere anche nei prossimi anni, cambiando di volta in volta il tema su cui focalizzare la ricerca.”

Le patologie neurologiche in Italia, come in Europa e nel resto del mondo, fanno registrare numeri molto alti, destinati ad aumentare a causa del progressivo aumento dell’invecchiamento della popolazione: sono 1.000.000 le persone affette da demenza, di cui 600.000 quelle colpite da Alzheimer, mentre circa 800.000 sono i pazienti con conseguenze invalidanti dell’Ictus, patologia che ogni anno fa registrare 150.000 nuovi casi. Sempre nel nostro Paese, il Morbo di Parkinson colpisce circa 300.000 persone, mentre all’Epilessia sono attribuiti 500.000 casi, dei quali almeno un quarto con situazioni particolarmente impegnative. In minoranza, ma con un trend in costante aumento, i 120.000 pazienti, spesso giovanissimi, colpiti da Sclerosi Multipla e quelli con malattie dei nervi o dei muscoli.
   
“Attraverso le numerose sessioni – ha affermato il Prof. Pietro Cortelli, Presidente del Congresso e Ordinario di Neurologia presso l’Università di Bologna - il Congresso sarà l’occasione per condividere con i partecipanti l’aggiornamento sulle più recenti acquisizioni nel campo delle malattie neurologiche così come un valido strumento di approfondimento per i ricercatori. Ampio spazio verrà dedicato, come sempre, ai giovani che avranno l’opportunità di presentare le proprie attività di ricerca. Alla luce dell’alto livello scientifico dell’evento, possiamo sicuramente ribadire che la Neurologia Italiana ha raggiunto ormai una posizione di prestigio e di riconoscimento a livello internazionale, grazie soprattutto alla produzione scientifica dei nostri neurologi, ma che c’è ancora da lavorare per migliorare l’attività assistenziale ai pazienti, che risente della sfavorevole congiuntura economica che il nostro Paese si trova ad affrontare”.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione del Congresso Nazionale SIN, gli esperti si sono soffermati sui principali temi della quattro giorni di lavori:

1.  DISORDINI DEI RITMI CIRCADIANI IN NEUROLOGIA
Prof. Giuseppe Plazzi, Centro per lo Studio e la Cura dei Disturbi del Sonno dell'Università di Bologna.
Il sonno è un comportamento altamente conservativo, universalmente presente e che occupa una parte sostanziale della vita di un animale. L’invecchiamento è associato a cambiamenti e alterazioni del ciclo sonno/veglia; in individui affetti da patologie neurodegenerative (malattia di Alzheimer, demenze correlate e morbo di Parkinson) tali alterazioni, tuttavia, raggiungono un livello di compromissione maggiore e solitamente precedono di alcuni anni l'inizio del declino cognitivo e la comparsa di sintomi motori.
Al tempo stesso, si è visto come l’accumulo di beta amiloide e, quindi, la progressione della malattia provoca disturbi del sonno. Sonno e malattia di Alzheimer sono, quindi, legati da una relazione bidirezionale su cui si sta iniziando ad indagare.
Al centro del Congresso di Bologna le più recenti novità della ricerca scientifica, come la pubblicazione su Science del 2019 di uno studio da cui emerge come la privazione di sonno, sia acuta che cronica, causata da un’alterazione del ritmo sonno-veglia incrementi i livelli della proteina β-amiloide nel cervello e nel liquido cerebrospinale favorendo così la patogenesi della malattia di Alzheimer.
Di conseguenza, la possibilità di identificare esami strumentali in grado di riconoscere precocemente queste alterazioni per trattarle opportunamente ripristinando un ritmo sonno/veglia regolare, potrebbe permettere di prevenire o arrestare la progressione della neuro degenerazione e mitigarne i sintomi correlati

2.  LA NEUROLOGIA DI GENERE: COS’È E QUALI SONO LE PROSPETTIVE
Prof.ssa Gennarina Arabia, Coordinatrice Gruppo di studio SIN “Neurologia di Genere” e Centro per lo studio dei disordini del movimento dell’Università Magna Graecia di Catanzaro
La nuova sfida della medicina moderna è di realizzare sempre più una “medicina di precisione o personalizzata”. La medicina di genere, tenendo conto delle sostanziali differenze tra uomo e donna, mira a realizzare proprie delle strategie per la prevenzione, diagnosi e cura delle patologie ottimali per ogni singolo individuo.
Negli ultimi decenni, diversi studi hanno indagato le differenze strutturali e funzionali del cervello tra uomini e donne, con risultati contrastanti.
È ormai noto comunque che uomini e donne presentano differenze nell’incidenza, sintomatologia e gravità di molte malattie, così come una diversa risposta alle terapie e un diverso rischio di sviluppare reazioni avverse ai farmaci. Le terapie agiscono in modo diverso sugli uomini e sulle donne e quest’ultime, che in genere hanno un peso corporeo inferiore e quindi un dosaggio per kilogrammo più elevato, più spesso presentano effetti maggiori, inclusi quelli indesiderati.
In particolare, gli studi epidemiologici hanno dimostrato che alcune patologie neurologiche colpiscono in modo differente i due sessi. Tra le più diffuse, patologie come l’emicrania, la demenza di Alzheimer e la sclerosi multipla risultano più frequenti tra le donne, mentre malattie neurodegenerative come la malattia di Parkinson colpiscono prevalentemente gli uomini. La più eclatante è l’emicrania che colpisce le donne 3 volte più frequentemente degli uomini: su 6 milioni di pazienti in Italia, 4 milioni sono donne. Diverso è anche l’impatto della malattia: le donne riportano una qualità di vita peggiore rispetto agli uomini e perdono un numero maggiore di giornate lavorative e di attività sociali rispetto agli uomini. Nonostante ciò, le donne tendono comunque a recarsi maggiormente al lavoro con dolore o malessere rispetto agli uomini.
Al contrario, per quanto riguarda la malattia di Parkinson, gli uomini sono colpiti 1,5 volte più frequentemente delle donne ma sono queste ultime a sviluppare molto più spesso - 300% in più – gli effetti indesiderati della terapia farmacologica, soprattutto movimenti involontari invalidanti.
  
3.  LA DIAGNOSI NEUROPSICOLOGICA DELLE FASI PRODROMICHE DELLA DEMENZA
Prof. Stefano Cappa, Ordinario di Neurologia presso la Scuola Universitaria Superiore di Pavia
Individuare precocemente i soggetti a rischio per declino cognitivo costituisce una priorità di salute pubblica. In particolare, un’attenzione crescente si rivolge verso gli interventi di tipo preventivo, che appaiono avere un ruolo centrale per la riduzione del rischio di progressione da deficit cognitivi lievi alle diverse forme di demenza, in particolare la malattia di Alzheimer e la demenza vascolare.
Gli strumenti tradizionali per la diagnosi dei disturbi cognitivi sono i test neuropsicologici, che devono essere sensibili e specifici: nel caso della memoria, ad esempio, è importante essere in grado di individuare deficit molto lievi, e di distinguerli dalle modificazioni che si osservano nell’invecchiamento fisiologico. Infatti alcuni aspetti della memoria, come la memoria di lavoro e la memoria episodica, diminuiscono fisiologicamente a partire dai 50-55 anni; sono lievi e hanno un carattere lentamente progressivo, riguardano compiti come il ricordare precisamente dove e quando abbiamo ricevuto un’informazione, o la capacità di tenere a mente più cose necessarie ad eseguire un compito. Chi invecchia si rende conto di queste difficoltà, e impara a compensarle, ad esempio prendendo più appunti o organizzandosi in modo preciso la giornata. I deficit di memoria che assumono una dimensione patologica riguardano circa il 10% della popolazione sopra i 60 anni. Si calcola che in Europa la dimensione di questa popolazione a rischio possa essere di 7 milioni di persone.
  
4.  LA TERAPIA GENICA NELLE MALATTIE NEUROLOGICHE DEGENERATIVE
Prof. Adriano Chiò, Ordinario di Neurologia, Responsabile del Centro SLA, Università degli Studi di Torino

Le malattie neurodegenerative sono patologie progressive e non curabili, anche se in alcuni casi trattabili, che provocano la degenerazione progressiva e/o la morte delle cellule nervose. Nel complesso, causano disturbi nel movimento o del funzionamento cognitivo. Le più frequenti sono la malattia Alzheimer, la malattia di Parkinson, le malattie del motoneurone come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e l’atrofia muscolare spinale (SMA)
Negli ultimi anni si sono sviluppate tecnologie che promettono di intervenire sulle alterazioni geniche, correggendole o bloccandone l’effetto. Fra le molecole più interessanti gli oligonucleotidi antisenso (ASO), già approvati per il trattamento della SMA, una grave malattia infantile dovuta a delezioni del gene SMN, e che hanno determinato un vero cambiamento della storia clinica dei bambini colpiti.
Sono in corso sperimentazioni farmacologiche con ASO per il trattamento di pazienti portatori di due geni causali della SLA, SOD1 e C9orf72, e per il gene della malattia di Huntington. Nel prossimo futuro si attendono studi con ASO anche su alcune fra le più comune forme di atassia spinocerebellare.
Sono in fase di sperimentazione clinica anche terapie geniche basate su vettori virali, che permetteranno di intervenire a livello genico con la sostituzione, l’attivazione o il blocco della trascrizione del gene alterato o il trasporto di geni che si pensa possano alleviare o arrestare specifiche patologie neurodegenerative. Queste metodologie sfruttano la capacità dei virus di entrare nel nucleo cellulare e di integrare il loro DNA in quello umano. Questo approccio terapeutico è già in fase di avanzata sperimentazione nella SMA, è in fase II nella malattia di Alzheimer ed è in fase I nella malattia di Parkinson e nella SLA.
  
5.  NOVITÀ SULLA MALATTIA DI PARKINSON
Prof. Roberto Eleopra, Vicepresidente SIN e UOC Neurologia 1 – Parkinson e Disordini del Movimento, Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano
Le più recenti novità sulla malattia di Parkinson riguaredano in primis la identificazione e caratterizzazione della sinucleina, che è stata ora identificata non solo come deposito patologico nei tessuti e/o nel liquor cerebrospinale (biomarcatore), ma anche perché possiede una diversa modalità di aggregazione proteica (misfolding), diversa tra Parkinson e altre malattie degenerative Parkinsoniane. Queste nuove conoscenze scientifiche hanno determinato in questi ultimi anni l’avvio di sperimentazioni cliniche anche nell’uomo, in particolare con terapie a base di anticorpi monoclonali diretti selettivamente proprio verso queste proteine anomale, al fine di rallentare o bloccare il processo degenerativo.
Anche la identificazione di forme di Parkinson dovute a mutazioni del gene GBA ha portato i ricercatori alla scoperta di nuove molecole terapeutiche, come per esempio quella di un “attivatore allosterico specifico del gene mutato GBA”, che è già stato utilizzato in fase sperimentale in una piccola popolazione di soggetti con Parkinson da mutazione genetica.
Queste nuove terapie nell’uomo avrebbero l’obiettivo di identificare una possibile cura della malattia degenerativa, non prescindendo dalle numerose e valide terapie farmacologiche attualmente presenti, con la speranza futura di modificare il decorso progressivo del Parkinson.
Sicuramente saranno necessari diversi anni per una possibile applicazione clinica, ma la ricerca traslazionale tra scienza sperimentale di base e clinica è ora una certezza. 

Per info: http://www.neuro.it/ (Omniapress-9.10.2019)