martedì 5 febbraio 2013

DEGENERAZIONE MACULARE: LIBRO BIANCO SOI (OFTALMOLOGI). CURA DIFFICILE IN ITALIA: 200MILA A RISCHIO CECITA'


 
Milano - In Italia 200 mila persone sono a rischio di cecità e, se andrà bene solo la metà potrà ancora vedere: l’allarme viene dalla SOI -  Società Oftalmologica Italiana - in occasione della presentazione del libro bianco di denuncia sul trattamento della degenerazione maculare senile, una malattia che colpisce 1 persona su 3 dopo i 75 anni. Chi ne è affetto si trova a subire una tale riduzione della capacità visiva da non riuscire più a leggere un banale estratto conto bancario.
Fino a sei anni fa non esistevano cure per questa malattia gravemente invalidante ma, improvvisamente e casualmente, si scoprì che un farmaco utilizzato per la cura del cancro del colon - l’Avastin - aveva effetti positivi sull’evoluzione della maculopatia nei pazienti che oltre alla presenza del tumore del colon soffrivano anche della impegnativa malattia oculare. Da quel momento Avastin venne utilizzato in tutto il mondo. Ed ancora oggi viene utilizzato su milioni di pazienti. Oggi, però, ci sono circa 200.000 pazienti che non hanno più diritto di accesso a questa cura primaria: questo in seguito a delle difficoltà di impiego di Avastin che si sono sorprendentemente venute a creare solo nel nostro Paese.
La rilevanza scientifica dell’Avastin  ha indotto la FDA americana a ridurre il percorso temporale di osservazione normalmente adottato prima di poter utilizzare un farmaco, in modo da garantire alla popolazione l’accesso a questa cura in quanto unica ed insostituibile per efficacia terapeutica. Una recente survey di Retina la rivista scientifica più importante al mondo nel campo delle malattie oculari della retina conferma che 9 oculisti su 10 in tutto il mondo utilizzano normalmente Avastin.

“Vogliamo fare chiarezza una volta per tutte - afferma Matteo Piovella Presidente della Società Oftalmologica Italiana - Ed è per questo che abbiamo redatto un documento di denuncia e di indicazioni che abbiamo sottoposto alle principali Associazioni di consumatori italiani quali Adiconsum e  Altroconsumo.
Dopo tre anni dalla scoperta dei vantaggi connessi all’uso di Avastin, l’azienda titolare Genentech produce un così detto “farmaco clone o gemello” di Avastin , chiamato “Lucentis” e ne concede la commercializzazione extra USA all’Azienda Novartis la quale immediatamente provvede a far approvare per il Lucentis (clone di Avastin) l’indicazione per la cura della maculopatia. Da allora la situazione è la seguente: Lucentis diventa l’unico farmaco con indicazione “espressa” per la cura della maculopatia ed Avastin, invece, resta farmaco off-label  nonostante l’equivalenza dei due farmaci sia per efficacia che per sicurezza (numero di complicazioni dovute al loro utilizzo) - spiega Matteo Piovella, Presidente della SOI.

Negli Stati Uniti, Avastin viene utilizzato nel 60% dei pazienti. In Inghilterra e Germania nel 40% in Spagna ed in Italia (fino ad oggi) nel 90% dei casi.
In Italia, però la situazione è destinata a cambiare radicalmente e nel 2013, a causa di una complessità di sistema che governa il settore sanitario, si dovranno reperire oltre 400 milioni di euro per far fronte all’esigenza sanitaria della popolazione affetta da maculopatia legata all’età e passare dall’utilizzo di Avastin a quello del Lucentis.
Numeri che sono destinati ad accrescere ulteriormente, con l’approvazione di Lucentis per la cura dell’edema maculare diabetico. I diabetici clinici o pre-clinici sono 5 milioni in Italia e quindi di conseguenza triplicherà l’uso di Lucentis.
L’unica differenza tra i due farmaci - spiega la SOI -  è che il Lucentis presenta un prezzo al pubblico 60 volte maggiore rispetto ad Avastin: a parità di quantità Avastin costa 20 euro mentre Lucentis ne costa 1200 euro. Per questo, il SSN dovrà reperire oltre 1 miliardo di euro solo per il 2013 o, in alternativa, decidere di impedire a tutti i pazienti l’accesso alle cure di cui necessitano.
Appoggiamo l’iniziativa della SOI  a tutela dei pazienti affetti dalla maculopatia –  ha dichiarato Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – Chiediamo all’AIFA di attivarsi e di fare chiarezza al più presto, perché in gioco c’è la salute di 200.000 pazienti.

 Copia del libro bianco redatto da SOI al seguente lnk: http://www.sedesoi.com/pdf/doc_uff_posizione_soi.pdf
(Omniapress-05.02.2013)