giovedì 4 aprile 2013

PSICO DESIGN PER MIGLIORARE CASE E UFFICI



Torino - La psicoterapeuta, artista e designer, Ernestina Rossotto ha fondato nel 2010 la nuova corrente dello Psico Design, movimento creativo e concettuale che si pone l’obiettivo di creare ambienti abitativi e lavorativi in cui le persone si sentono a proprio agio. Sempre tenendo conto di funzionalità ed estetica.

La nostra casa, gli oggetti con cui arrediamo e occupiamo il nostro spazio domestico ci rappresentano, ci fanno sentire bene e protetti, ci fanno sentire “a casa”, appunto. Non è allora così strano che la psicologia possa spiegare molte delle nostre scelte di arredamento e anche aiutarci in un percorso di consapevolezza di quanto rappresenti per noi il benessere, fisico e mentale, all’interno della nostra casa. Allo stesso modo il posto di lavoro, in quanto luogo dove spesso trascorriamo la maggior parte del nostro tempo, dovrebbe essere, oltre che funzionale e rispondente alle nostre esigenze estetiche, anche uno spazio che ci fa sentire bene, e di conseguenza ci fa lavorare meglio. Molte aziende lo hanno già capito e si sono mosse in questo senso nella concezione degli habitat lavorativi, ottenendo ottimi risultati in termini di miglioramento delle performance.

La nuova corrente dello psico design opera al di là delle tendenza di mercato, pensando ambienti abitativi e lavorativi che rispondano all’esigenza di raggiungere un benessere psico fisico il più completo possibile. Per fare ciò occorre che lo psico designer si avvicini alle persone, attraverso colloqui e incontri mirati, cercando di comprendere ed evidenziare da un lato le esigenze pratiche e dall’altro i desideri e i gusti personali, estetici ed emotivi.

“Non si tratta di andare dallo psicologo per arredare casa – precisa Ernestina Rossotto – ma di confrontarsi con un professionista che sia in grado di tenere conto, nella scelta degli spazi abitativi e dell’arredamento, anche di ciò che ci fa sentire in armonia con noi stessi e con gli altri. In questo senso lo psico design integra il feng shui, (che si concentra sull’anima dell’abitazione), la bio-architettura (che si occupa dei materiali e dell’aspetto energetico della costruzione) e il concetto di arte da vivere, di estetica delle cose intorno a noi. Questi tre elementi si fondono e si modellano sul profilo psicologico del singolo individuo o del gruppo di lavoro che vivrà lo spazio comune dando vita a un risultato ogni volta unico. Dimentichiamoci i modelli e i tipi… lo psico designer lavora sulla persona, non sulle categorie”.

“Colori, accessori, complementi d’arredo, oggetti… tutto è coinvolto nell’analisi dello psico designer – prosegue Ernestina – pensate alla vostra casa o alla vostra scrivania e domandatevi perché quel determinato oggetto, ad esempio, deve sempre e comunque stare in quella posizione e sotto i vostri occhi per farvi stare bene. Consciamente o inconsciamente ognuno di noi arreda e pensa già seguendo la teoria dello psico design”. (Omniapress-03.04.2013)