lunedì 26 marzo 2018

DIABETE: EPIDEMIA DEL MILLENNIO. 4,3 MILIONI I DIABETICI ITALIANI (1 MILIONE IGNARO). CONGRESSO DI MOTORE SANITA'


Occhiobello (Rovigo) - Si è svolto presso il Teatro Tosi di Santa Maria Maddalena ad Occhiobello (Rovigo) il congresso: ‘Diabete mellito, l’epidemia del nuovo millennio’, organizzato da Motore Sanità con il patrocinio dei Lions Clubs International Distretto 108 TB Italy. 

I massimi esperti nel campo della cura e della prevenzione della malattia - intervenuti all'incontro - hanno sottolineato che il diabete è un’epidemia in continua espansione, in Italia colpisce 3,3 milioni di persone pari al 5,5% cui va aggiunto un altro milione di cittadini che ignorano di avere già la malattia. La dimensione del problema, ma soprattutto la gravità delle complicanze croniche associate alla malattia, fanno del diabete mellito uno dei problemi sanitari su scala mondiale. L'avvento dei farmaci innovativi per la cura del diabete mellito (DPPIV inibitori, GLP1 analoghi e SGLT2 inibitori) oggi rappresenta una grande rivoluzione per il diabetologo; il loro meccanismo d'azione non espone il paziente al rischio di ipoglicemia e inoltre possono venire utilizzati anche in corso di insufficienza renale. Gli studi clinici internazionali hanno inoltre evidenziato che l'utilizzo di alcuni di questi nuovi farmaci comporta una riduzione di ospedalizzazione per scompenso cardiaco del 35 per cento, di morte cardiovascolare del 38 per cento e della mortalità per tutte le cause del 32 per cento. 
Per il diabetologo questi farmaci rappresentano un ‘valore aggiunto’ grazie alla possibilità di prescriverli in assoluta serenità e con la presunzione di raggiungere i target glicemici previsti per quel tipo di paziente. Unica limitazione, però, sono i costi di questi farmaci e i piani terapeutici che richiedono tempo ed energie che vengono sottratte alla visita diabetologica. 

Scopo del congresso è stato quello di diffondere la conoscenza della patologia, delle complicanze associate, delle nuove opzioni terapeutiche e delle principali misure di prevenzione, in particolare la modifica dello stile di vita, che ad oggi è considerata la terapia più efficace per combattere il diabete e i fattori di rischio comunemente associati come obesità, dislipidemie e ipertensione arteriosa. I Lions da sempre sono impegnati in prima linea, attraverso un service permanente, per sensibilizzare la popolazione su tale malattia, affinché esegua gli accertamenti clinici preventivi, evidenziando così eventuali stati morbosi latenti e mettere in atto gli opportuni accorgimenti, per scongiurare gravi stati patologici. 

Il grande cambiamento è rappresentato dai farmaci innovativi per la cura del diabete, considerati oggi una chiave di volta per la cura dei pazienti e allo stesso tempo nodo cruciale per la sostenibilità del Ssn, essendo particolarmente costosi. «Ricordiamo però che, a fronte di una spesa sanitaria apparentemente più elevata con questi farmaci, ne gioveremo nei prossimi anni quando saranno ridotte le ospedalizzazioni, gli accessi in pronto soccorso per ipoglicemie e la patologia cardiovascolare in generale» ha spiegato la dottoressa Maura Gardinali, responsabile del Servizio di Diabetologia della Casa di Cura Santa Maria Maddalena. «Nell'ultimo decennio, infatti, la mortalità per diabete si è ridotta di oltre il 20% in tutti i pazienti, grazie alla progressiva anticipazione dell'età in cui si è diagnosticata la malattia, all' utilizzo di farmaci innovativi, e per ultimo, ma non per questo meno importante, alla presa in carico dei pazienti nei centri diabetologici. A ‘Panorama Diabete  2017’ è stato presentato un lavoro pubblicato sulla rivista Nutrition, Metabolism e CardiovascolarDisease che evidenzia che i diabetici seguiti presso un centro diabetologico hanno una mortalità ridotta di circa il 29% rispetto alla popolazione generale».

Il diabete mellito sta dilagando in tutto il mondo, per questo la lotta contro questa malattia è una delle emergenze sanitarie identificate dall’Organizzazione delle Nazioni Unite e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Cresce soprattutto il diabete tipo 2, che rappresenta circa il 90% dei casi in Italia, fortemente legato anche a sovrappeso e obesità, a loro volta riferibili a iperalimentazione e a scarsa attività fisica. Cresce anche il diabete tipo 1, seppure meno in termini assoluti, e compare soprattutto nei bambini, talora piccolissimi, adolescenti o giovani adulti. Ogni anno tra i diabetici si contano 50 mila infarti, 50 mila ictus, 2 mila persone che iniziano la dialisi, oltre 10mila con retinopatia e gravi problemi alla vista. Pertanto 130-140 mila sono le persone che ogni anno muoiono a causa del diabete. «La diffusione di questa malattia è quasi raddoppiata in 30 anni – ha detto il dottor Francesco Mollo, responsabile UOSD Malattie Endocrine, Metaboliche e della Nutrizione ULSS 5 Polesana – e nel 1980 coinvolgeva il 2,9% della popolazione. Si stima inoltre che ci sia una percentuale di pazienti che soffra di diabete ma non è ancora stato diagnosticato». Il problema più importante del diabete è costituito dalle complicanze croniche che rappresentano il 90 per cento della spesa, fra ricoveri, visite specialistiche e farmaci: la retinopatia è la prima causa di perdita della vista in età lavorativa e una delle prime cause di cecità in assoluto, la nefropatia è, ad oggi, la prima causa di dialisi e trapianto renale. Inoltre, il diabete aumenta di 2-3 volte il rischio di infarto e ictus e più di 20 volte le probabilità di subire un'amputazione agli arti inferiori nel corso della vita.

L'argomento ‘il piede diabetico’, complicanza molto invalidante che limita la qualità di vita del paziente diabetico, è stato affrontato dalla dottoressa Antonella Senesi, responsabile dell’Ambulatorio Piede Diabetico ULSS 7 Schio. Attualmente, pur consapevoli che la  microangiopatia diabetica sia ancora estremamente importante da prevenire e non sottovalutare, l'attenzione del diabetologo è sempre più focalizzata sulle complicanze cardiovascolari e sullo scompenso cardiaco, come ha spiegato il cardiologo Francesco Piarulli, responsabile ‘Alta Specializzazione in Diagnostica Cardiovascolare’, Diabetologia ULSS 6 Euganee. «Le complicanze cardiovascolari e lo scompenso cardiaco presentano ancora oggi un'incidenza e una prevalenza molto elevata nel paziente diabetico e spesso ne sono la causa di morte».

La diagnosi precoce è determinante per instaurare un corretto piano di controllo del diabete e di prevenzione delle complicanze a lungo termine. Per combattere il diabete occorrono tre punti d’appoggio: dieta, esercizio fisico e terapia. «Va detto e ricordato che dieta e stile di vita rappresentano la prima modalità di trattamento del diabete – ha sottolineato Massimo Orrasch , medico dell’U.O. Medicina Interna, Centro Diabetologico Ospedale Santa Chiara di Trento – e che diagnosi e trattamento precoce del diabete possono portare, come risultato dai dati, a una riduzione fino al 60% del rischio di complicanze e quindi al miglioramento della qualità di vita dei pazienti». 

Per info: www.motoresanita.it (Omniapress-26.03.2018)