giovedì 30 agosto 2018

6a EDIZIONE "DI GAVI IN GAVI". I GRANDI VINI PIEMONTESI CON LO CHEF CANNAVACCIUOLO

Lo chef Cannavacciuolo e il presidente Consorzio Tutela Gavi Roberto Ghio

Gavi (Alessandria)   § a cura di Marisa de Moliner – La manifestazione “Di Gavi in Gavi” giunge alla sesta edizione e migliora col tempo proprio come il vino buono. Quel “Bianco Piemontese”  di  Uva Cortese al centro dell’evento  che domenica 26 agosto 2018 ha festeggiato il ventesimo anno di DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita). Un marchio che conquistano solo i vini pregiati dopo essersi aggiudicati da  almeno cinque anni quello di DOC (Denominazione di Origine Controllata). Certificazioni meritatissime, come hanno potuto costatare le migliaia di visitatori che, soprattutto da Piemonte, Liguria  e Lombardia, hanno affollato le varie corti di Gavi, il paese in provincia di Alessandria che ogni fine agosto, per opera del Consorzio di tutela del Gavi, mette in mostra l’eccellenza enologica di questo angolo di paradiso vitivinicolo. 

Turisti, intenditori o semplici appassionati si sono trasformati in sommelier per un giorno e hanno potuto degustare i vari tipi di questo vino già ribattezzato il Barolo dei bianchi piemontesi.  E precisamente cinque: Fermo, Frizzante, Spumante, Riserva e  Riserva Spumante metodo classico. Nel corso del tour tra le varie corti è stato possibile anche assaporare i  prodotti gastronomici tipici della zona , come “i corzetti con il pesto alla genovese” della pro loco di Pasturana, premiati dallo chef Antonino Cannavacciuolo come  i più idonei ad essere serviti con il Gavi. Un verdetto non facile, emesso a colpi di forchetta, perché a sfidarsi sono state anche le pro loco degli altri dieci comuni produttori di questo nettare piemontese:  Bosio, Capriata d'Orba, Carrosio, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Parodi Ligure, San Cristoforo, Serravalle Scrivia e Tassarolo. Il giudizio dello showman dei fornelli è stato apprezzato da tutti.

Il giudice di Masterchef è stato accolto per i borghi dalla folla come un’autentica star, con tanto di applausi e di coretti. Tra i fans anche un’emozionatissima concorrente dell’ultima edizione di Masterchef, Simonetta Piccardo. Ma la gara gastronomica non è stata l’unica: se n’è infatti scatenata anche un’altra, questa  a colpi di selfie. Per Cannavacciuolo un’accoglienza di tutto rispetto, con tanto di conferenza stampa in municipio, dove è stato ricevuto dal sindaco Rita Semino e dal presidente del Consorzio tutela del Gavi Roberto Ghio. Dal celebre chef è partito l’invito a fare squadra. “Dobbiamo cercare di fare gruppo - ha sottolineato - tra ristoratori, viticoltori e amministratori pubblici. È nell’interesse del territorio”. Cannavacciuolo si è  lasciato anche scappare una confidenza, che lo lega in modo particolare al vino.  “Una bottiglia di vino stappata con mio padre quando torno a casa - ha precisato - è un’emozione pura. E l’etichetta di una bottiglia che ha la mia età  mi fa rivivere in cinque minuti tutta la mia vita, nel bene e nel male”. L’invito di Cannavacciuolo a fare gruppo ha trovato terreno fertile a Gavi. 

Domenica tutti i viticoltori si sono dati un gran daffare per la buona riuscita della manifestazione. Nessuno escluso, proprio come “le signore del Gavi: Paola, Francesca e Anna. Le tre sorelle titolari de La Mesma, azienda vinicola di 25 ettari di Uva Cortese a Monterotondo e a Tassarolo.  E i proprietari della tenuta La Lomellina, la cui prima vigna risale al 1816. Riportata in auge negli anni duemila da Emanuela Croce Raggio, produce il Gavi Marchese Raggio: un vino piacevolmente fruttato, minerale, con evidenti sensazioni floreali. 


Sabato 1 settembre, con lo spettacolo di Neri Marcorè all’Area Archeologica di Libarna, si conclude l’edizione Di Gavi in Gavi targata 2018. E tocca al presidente del Consorzio di tutela, Roberto Ghio, tirare le somme. “I vent’anni del DOCG - ha dichiarato - sono stati un appuntamento importante per un ripensamento del Gavi, anche da un punto di vista ambientale”. (Omniapress-29.08.2018)