Milano - Sono stati diffusi oggi i dati relativi all’edizione 2011 del Barometro Mondiale dei Furti nel Retail, indagine indipendente su numero e tipologia di furti commessi all’interno dei punti vendita e della Grande Distribuzione, condotta dal Centre for Retail Research e patrocinata da Checkpoint Systems.
Il taccheggio, le frodi da parte di dipendenti e fornitori, la criminalità organizzata e gli errori amministrativi hanno rappresentato nel 2011 un costo globale per il settore retail pari a 88,8 miliardi di Euro, equivalente all’ 1,45% delle vendite e pari ad un aumento del 6,6% rispetto alla precedente rilevazione.
La ricerca, condotta tra luglio 2010 e giugno 2011 in ben 43 Paesi, ha rilevato che le differenze inventariali sono aumentate in tutte le regioni prese in esame.
La ricerca, condotta tra luglio 2010 e giugno 2011 in ben 43 Paesi, ha rilevato che le differenze inventariali sono aumentate in tutte le regioni prese in esame.
In Italia, le perdite subite dai responsabili dei punti vendita hanno raggiunto un valore di circa 3,5 miliardi di Euro, pari all’1,37% del fatturato del settore. Rispetto al 2010, l’Italia ha aumentato le differenze inventariali del 7%, superando la media globale di incremento che è stata pari al 6,6%
In Europa, la maggior parte dei retailer considerano i clienti disonesti la principale fonte delle perdite, responsabile per 17,299 miliardi di euro, ossia il 47,7% delle differenze inventariali totali.
Il Professor Joshua Bamfield, Direttore del Center for Retail Research e autore dello studio afferma che: “la criminalità nel retail costa in media alle famiglie dei 43 Paesi presi in esame una maggiorazione di 149 euro sul conto della spesa, cifra in aumento rispetto ai 139 euro dello scorso anno. In Europa, tale cifra è di 150 euro, mentre in Italia la “tassa invisibile“ che le famiglie sono costrette a pagare sale addirittura a 175,31 €, circa 12 euro in più rispetto al 2010”.
Lo studio registra un aumento a livello globale delle spese in sicurezza e prevenzione delle perdite del 5,6% rispetto al 2010. Tuttavia, analizzando la quota destinata alle attrezzature antitaccheggio, si nota un leggero calo rispetto all’anno precedente, dato che potrebbe spiegare la diminuzione del numero dei ladri arrestati.
Per ciò che concerne le tipologie di mercati maggiormente colpiti dai furti a livello globale, alcune delle percentuali medie più alte sono state rilevate nel settore moda e accessori (1,87%), seguito dal comparto Health & Beauty (1,79%). Tra i prodotti che hanno subito i maggiori incrementi rispetto al 2010 ci sono gli articoli per la cosmesi come mascara, eyeliner e ombretto, aumentati del 30% a livello globale, e l’abbigliamento da esterno, cresciuto del 15,3%.
La classifica dei prodotti più rubati – in Italia così come nel resto del mondo - vede al primo posto gli accessori di lusso, seguiti da prodotti di Hi-Tech, dai profumi, dall'abbigliamento e dai gioielli. (Omniapress-18.10.2011)
