Milano - Presentando il Micam Shoevent, esposizione internazionale della calzatura che si tiene dal 4 al 7 marzo 2012 presso Fiera Milano, Cleto Sagripanti, presidente di ANCI (Associazione Nazionale Calzaturifici Italiani) ha detto che "le calzature rimangono il miglior comparto della moda poichè creano lavoro e le esportazioni sono in crescita, anche se i consumi interni rimangono deboli".
Secondo i preconsuntivi 2011 diffusi da ANCI, la produzione dell'industria calzaturiera italiana si è attestata sui 7,08 miliardi di euro contro i 6,75 miliardi del 2010 (+4,8%) con 207,4 milioni di paia di calzature prodotte (+2,4%). Le esportazioni sono aumentate del 12,2% in valore e del 3,4% in quantità, con importazioni in crescita del 10,1% in valore e dell'1,6% in milioni di paia di calzature. Il saldo commerciale è quindi positivo per 3,33 miliardi di euro con incremento del 14,8% rispetto al 2010.
Gli addetti dei calzaturifici rimangono stabili a 80.925 unitò (+1%) mentre le aziende sono calate a 5.606 (-3,4%).
Il 2011 si può quindi ritenere nel complesso un anno positivo per il settore calzaturiero.Per quanto riguarda le esportazioni dei primi 11 mesi i tre nostri principali mercati hanno avuto incrementi di rilievo in termini di valore: Francia +11,6%, Germania +8,8% e Stati Uniti +14%. Ottimo l'andamento delle esportazioni italiane di calzature in Russia +20% in valore, Giappone +20,1%, Cina +85% e Hong Kong +47%. L'aggregato "Cina-Hong Kong", considerato a livello statistico ancora separatamente, è divenuto il nono mercato di sbocco con valore più che raddoppiato negli ultimi 3 anni.
Le uniche note negative vengono dal mercato interno: gli acquisti delle famiglie italiane sono scesi del 2% in volume rispetto al 2010, con un peggioramento nel secondo semestre (-3%). In termini di spesa si registra un incremento marginale (+0,8%) dovuto ad un amento dei prezzi medi pari al 2,8%.
Prudenza per il 2012: secondo l'indagine dell'Ufficio Studi ANCI il 42% degli imprenditori interpellati prevede per quest'anno una contrazione nei volumi produttivi del primo semestre, il 22% un aumento e il 36%un andamento stabile. In sostanza, 3 imprese su 5 indicano di non avere subito al momento alcuna flessione nonostante lo scenario macroeconomico internazionale appaia in peggioramento. (Omniapress-02.03.2012)
