Roma - Martedì 29 maggio 2012 all'auditorium dell'Ara Pacis di via Ripetta 190 a Roma si discute del tema: "Fine dell'euro?". All'evento, organizzato da "Roma InConTra" e condotto dal giornalista Enrico Cisnetto, intervengono Emma Bonino, vicepresidente del Senato, Marta Dassù, sottosegretario Ministero Affari Esteri, Giorgio La Malfa, deputato, Gianni De Michelis, presidente Ipalmo.
Da un lato il
disastro, finanziario ma ora anche politico, della Grecia. Dall’altro, il
braccio di ferro che si profila in Europa tra la linea del rigore, finora
imposta da Berlino a tutti, e quella della crescita, magari con uso di deficit
spending, incarnata dal nuovo presidente francese Hollande. Ne uscirà viva la
moneta unica? Proprio mentre la tipografia britannica De La Rue – che stampa le
monete di 150 nazioni – ha elaborato un piano di emergenza nel caso Atene
dovesse uscire dall’euro e tornare alla dracma, cresce in tutti i paesi più a
rischio il partito “no euro”, che predica l’opportunità di tornare alle monete
nazionali. Ma siamo sicuri che sarebbe davvero conveniente? O le svalutazioni
che inevitabilmente ci sarebbero, finirebbero per pesare sui portafogli dei
cittadini? E l’uscita dalla moneta europea della Grecia e magari di qualche
altro paese rafforzerebbe l’euro o ne segnerebbe la fine? E senza moneta,
l’Unione Europea – che non è mai riuscita a diventare unione
politico-istituzionale – potrebbe resistere a un simile fallimento? Mentre
attendiamo le elezioni “suppletive” in Grecia, sperando che non accentuino il
rigurgito anti-europeista che già si profila minaccioso in tutti i paesi, la
speranza è che tra il rigorismo cieco della Merkel e la generica richiesta di
spesa pubblica per tornare a crescere, si capisca che l’unica ricetta è la
creazione di un governo federale cui gli stati nazionali devolvano
progressivamente quote delle loro sovranità. Ma saremo capaci di creare l’Europa
immaginata dai padri fondatori? (Omniapress-25.05.2012)
