Milano - Si chiude oggi, 25 settembre 2012, la 7 giorni di Milano Moda Donna 2012. Presentate 146 collezioni per 71 sfilate di cui 6 doppie e 53 presentazioni.
Milano è ancora
la capitale della moda, ma risulta anche conveniente: è quanto emerge dai dati
frutto di un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sulle ultime
statistiche internazionali di prezzi 2012 relative a marche di vestito
comparabili, su dati Eurostat 2012 e sulla ricerca “Shopping a Milano” in
collaborazione con IULM.
Queste le
comparazioni: tra i dieci grandi centri (tradizionali ed emergenti) della moda
mondiale, per vestire (di marca) in autunno una donna dalla testa ai piedi
occorrono in media a Milano 661 euro. Solo New York risulta più conveniente di
Milano, mentre Parigi rimane sullo stesso livello (572 euro). Decisamente più
costose tutte le altre città: in Europa si passa ai 777 euro di Berlino, agli
824 di Londra, ai 923 euro di Madrid. Per non parlare del resto del mondo: a
Tokyo si superano gli 800 euro, a Mosca si sfiorano i 1.000 euro (+47% rispetto
a Milano) e a Pechino ci vogliono quasi 1.600 euro (+138%). Tra le singole voci,
Milano risulta relativamente più cara per le scarpe (prezzo medio: 185 euro, al
6° posto; prima Pechino con 348 euro).
Più conveniente il prezzo di un abito (prezzo medio: 380 euro, all’8° posto;
prima ancora Pechino con 893 euro), di un cardigan/maglioncino (90 euro, al 9°
posto; prima Pechino con 318 euro) e di un collant (6 euro, al 9° posto; prima
New York con 17 euro).
E la
competitività sui prezzi e sulla qualità di Milano paga: all’anno, il giro di
affari prodotto dal turismo per shopping nel capoluogo lombardo si aggira su 1
miliardo di euro. Ma il settore della moda porta anche imprese e lavoro:
complessivamente la Lombardia è la seconda regione in Europa per numero di
imprese del settore moda-manifatturiero, quasi doppiata l’Île de France e Parigi
(60% delle imprese del settore in più). Su 100 imprese di moda in Europa, 6 sono
localizzate in Lombardia. Nel solo settore dell’abbigliamento, la Lombardia
passa al primo posto, mentre l’Île de France e Parigi si devono accontentare del
terzo posto. La Lombardia è prima anche per numero di imprese nel settore
tessile.
Turisti per shopping. Fare shopping rappresenta un motivo che spinge a restare più a lungo a Milano
per quasi un turista su due (42,8%), soprattutto tra gli stranieri (47%). Un
indotto annuale che vale un miliardo. Punto di riferimento per il turismo da
shopping la zona intorno al Duomo, seguita da corso Vittorio Emanuele,
via Torino
e Buenos Aires.
Il settore: sono quasi 13mila le imprese della moda a Milano e
provincia su un totale nazionale di quasi 244mila. Maggiore il peso di Milano
per gli addetti: oltre 70mila a Milano su un totale nazionale di oltre 800mila,
quasi uno su dieci. Peso ancora maggiore per il fatturato: circa 15 miliardi
quello milanese del settore su circa 100 miliardi a livello nazionale. In
crescita l’export milanese: +12% confrontando i primi sei mesi di quest’anno con
i primi sei mesi dell’anno scorso. Fonte: elaborazione Servizio Studi Camera di
Commercio di Milano su dati Infocamere al 2011, su banca dati AIDA e Istat al
primo trimestre 2012.
