Milano - Oltre 1700 manager provenienti da tutto il mondo partecipano al nono World Business Forum che si svolge il 6 e 7 Novembre 2012 a Fiera Milano City. L'evento di formazione manageriale organizzato da WOBI, azienda leader nell'executive education del gruppo HSM, dedica due giornate a comprendere le dinamiche e i cambiamenti della nostra epoca e dell'economia globale, nonché ad approfondire le competenze e le capacità necessarie per agire e avere successo oggi.
Romano Prodi e Nouriel Roubini, economista di fama mondiale, sono i due personaggi di spicco del panorama economico politico che si confrontano sul futuro dell’Europa con attenzione alle elezioni presidenziali americane 2012 di cui viene annunciato il risultato nel corso del Forum.
Per la prima volta in Italia, anche lo studioso di geopolitica e specialista di tendenze globali, Parag Khanna.
Rosabeth Moss Kanter, esperta di strategia e Docente alla Harward Business School, e Claudio Fernandez Araoz, uno dei massimi esperti di headhunting, sono i protagonisti che presentano le strategie per aiutare i manager ad eccellere in un mercato sempre più globalizzato e turbolento. Philip Kotler, massima autorità del marketing, racconta l’evoluzione del mercato che ha vissuto in questi anni, soffermandosi in particolare sull’evoluzione della costruzione del marchio.
Manuel Estiarte, personal coach sportivo e motivatore, che ha collaborato con Pep Guardiola al Barcelona, e Andy Cohen, fondatore dell’agenzia pubblicitaria Exposed brick, scrittore e mago, presentano le loro strategie non convenzionali per affrontare e vincere sfide innovative, grazie alla capacità di lavorare in gruppo e anticipare i desideri dei clienti.
I “business case” di questa edizione sono illycaffe e Candy Group, presentati da Trish Gorman, Preside del Jack Welch Management Institute Hublot, che analizza le strategie che funzionano anche nel momenti di crisi.
3000 manager italiani dicono come uscire dalla crisi
In un sondaggio condotto da WOBI su un campione di circa 3000 manager di aziende italiane, si dice che "Le aziende e i manager italiani sentono la crisi ma puntano su una sempre maggiore professionalità come ricetta per una crisi che si fa sentire ormai in tutti i settori". Per fronteggiare questa situazione, l’85% ritiene infatti indispensabile migliorare le proprie competenze e acquisirne di nuove, insieme a una maggiore flessibilità e alla capacità di reinventarsi in nuovi ruoli,
La quasi totalità dei manager intervistati ( 95%) afferma infatti che il mondo del lavoro è cambiato con le difficoltà economiche che hanno caratterizzato gli ultimi anni, e il 43% si trova nella situazione di riconoscere che la propria posizione lavorativa non è più considerata stabile.
L'indagine mette in luce un manager concreto che eccelle nella gestione del team (60%) e nella risoluzione dei problemi (78%), che desidera conquistare sempre più professionalità attraverso il miglioramento delle proprie competenze (84%), che aspira a maggiori responsabilità manageriali (43%), e che messo di fronte alla possibilità di un cambiamento è capace di scoprirsi imprenditore, 84%.
La continua volontà di migliorare le proprie capacità diventa poi fondamentale se letta in un’ottica di avanzamento di carriera. Il 34% degli intervistati identifica il miglioramento delle proprie competenze come strumento per aspirare a una posizione migliore, accompagnata dalla job rotation (35%), e dal trasferimento all’estero(30%). Meno di un terzo degli intervistati ritiene che la strada giusta per un avanzamento di carriera sia la decisione di cambiare lavoro, 28%. E tra chi desidera una nuova posizione, solo il 23% sceglierebbe in base a condizioni economiche più vantaggiose, preferendo più stabilità, 27%, e soprattutto maggiore responsabilità, 43%, così da mettere a frutto le competenze acquisite negli anni. Per coloro che cercano un nuovo lavoro, la rete di conoscenze rimane il principale canale da seguire (79%), seguito dal ruolo sempre più fondamentale degli headhunter (55%)
Nell’immaginarsi tra 10 anni, quando la crisi sarà ormai alle spalle, i manager concreti, attenti a migliorare le proprie competenze e in cerca di maggiori responsabilità, confermano quanto delineato in precedenza: si vedono nella stessa azienda, ma con mansione diversa (44%), in un’altra azienda (20%), e il 31% metterà in atto la propria capacità di reinventarsi nel ruolo di imprenditore. (Omniapress-6.11.2012)
