Milano - Oggi 22 marzo 2013 è la "Giornata Mondiale dell'Acqua", il "World Water Day" istituito dalle Nazioni Unite per invitare le nazioni a dedicare una giornata alla promozione di attività concrete all'interno dei singoli Paesi per valorizzare il bene più prezioso del mondo: l'acqua.
La mancanza di acqua potabile è una delle maggiori cause di morte nel mondo. Basti pensare che al giorno d’oggi ci sono ancora 894 milioni di persone che non hanno accesso all’acqua potabile e che ogni anno circa un milione e mezzo di persone muore per cause relative alla mancanza d’acqua. “E’ quanto emerge da un’analisi della Un-Water, ripresa dall’Oma, Organizzazione Mondiale degli Agricoltori, in occasione della giornata mondiale dell’acqua. “L’acqua è il pilastro fondamentale per qualsiasi strategia che voglia contrastare la fame nel mondo– afferma l’Oma – ed è basilare per la sicurezza alimentare del mondo. Gli effetti del cambiamento climatico stanno mettendo a dura prova le risorse d’acqua del pianeta e la vita di milioni di agricoltori”.
C’è infatti una strettissima relazione tra la produzione di cibo e le risorse d’acqua. Sempre secondo Un - Waterper produrre cibo giornaliero per una sola persona occorrono dai 2mila ai 4mila litri d’acqua. Non a caso il 70% dell’acqua nel mondo è utilizzata per irrigare i campi e solo l’8% viene destinata all’uso domestico.
Con l’aumento esponenziale della popolazione mondiale la situazione potrebbe precipitare. Si stima che nel 2050 si dovrà produrre circa un miliardo di tonnellate di cereali e almeno 200milioni di carne in più rispetto ad oggi, per soddisfare la richiesta di cibo. Calcolando che per un chilo di carne sono necessari 15mila litri d’acqua la situazione rischia di diventare drammatica. Entro il 2025 circa due terzi della popolazione mondiale potrebbero vivere in una zona con difficile accesso all’acqua. “Gli agricoltori devono essere supportati - conclude l’Oma –per una migliore gestione dell’acqua, ma ci vogliono investimenti e incentivi che mettano al centro di tutto l’agricoltura. Per questo la sicurezza alimentare e il cambiamento climatico saranno al centro dell’Assemblea Generale dell’Oma che si svolgerà a Niigata, Giappone, dal 15 al 18 aprile”.
In Italia l'80,3% consuma l'acqua potabile del rubinetto
In occasione della giornata mondiale, AQUA ITALIA (Associazione delle aziende costruttrici e produttrici di impianti per il trattamento delle acque primarie, federata ad ANIMA - Confindustria), commenta la “propensione al consumo di acqua del rubinetto, trattata e non” in Italia.
AQUA ITALIA ricorda l'evolversi della cultura dell'acqua in Italia che, grazie anche alle numerose campagne di sensibilizzazione fatte negli ultimi anni, ha portato la propensione al consumo di acqua del rubinetto, trattata e non dal'70,4% del 2006 all'80,3% del 2012 [CRA Nielsen 2012 per Aqua Italia].
Nell'ultima indagine CRA emerge il seguente dato: il 49,1% degli intervistati ha dichiarato di bere l'acqua del rubinetto sempre o quasi mentre il 23,8% lo fa occasionalmente e il 7,3% raramente. I principali motivi per cui si preferisce l'acqua a km zero sono: il minor costo (26,1%) seguito dalla comodità (25,9%) e dall'attenzione all'ambiente (19,7%) rispetto alla cugina in bottiglia, evitando il trasporto e lo smaltimento del PET.
In un quarto delle famiglie italiane, inoltre, è presente almeno un dispositivo di trattamento dell'acqua per migliorarne le caratteristiche organolettiche. Il 23,4% degli italiani possiede almeno un apparecchio domestico di affinaggio dell'acqua. In quasi la metà dei casi si tratta di caraffe filtranti (12,6%), i sistemi di filtraggio si attestano al 4%, l'osmosi inversa al 3,9% e i sistemi di refrigerazione o gasatura all'1,8%.
In particolare, tra coloro che bevono sempre o quasi sempre l'acqua del rubinetto, oltre un terzo (36,6%) ha almeno un apparecchio: il 19,7% ha una caraffa filtrante, l'8,3% ha un apparecchio con filtro per il cloro, il 5,7% ha un sistema ad osmosi inversa e il 4,4% ha scelto un apparecchio per la gasatura o refrigerazione. (Omniapress-22.03.2013)
