lunedì 11 novembre 2013

"MADE IN ITALY SENZA ITALY?": IN VENDITA I BRAND ITALIANI DEL LUSSO. IL CONVEGNO PAMBIANCO


Milano - Si è svolto presso Palazzo Affari di Milano il convegno intitolato: "Made in Italy senza Italy? I nuovi scenari della Moda e del Lusso", organizzato da Pambianco Strategie di Impresa – società di consulenza specializzata nei settori Moda&Lusso.
Alla giornata di studio hanno partecipato oltre 500 fra i più importanti rappresentanti del fashion system italiano: in particolare, è stato trattato il tema del passaggio di mano di aziende italiane a gruppi stranieri, ma anche quello di marchi internazionali acquisiti da gruppi italiani nell'arco degli ultimi 10 anni.  
Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo, ha tratteggiato un quadro macroeconomico in miglioramento con un ruolo trainante in primo luogo dei Paesi avanzati, Usa e Giappone. In questo contesto le imprese italiane del Sistema Moda potranno tornare a sperimentare una crescita del fatturato a partire dal prossimo anno, superando le difficoltà di crescita e redditività che hanno caratterizzato il biennio 2012-13. Cruciale in questo senso sarà il rafforzamento delle competenze e delle capacità delle filiere produttive italiane del settore, grazie alle quali l’Italia gode di un saldo commerciale settoriale positivo e elevato (stimato sfiorare i 20 miliardi di euro quest’anno), a differenza di quanto registrano Francia e Spagna.  

Un ulteriore approfondimento e spunto di riflessione è scaturito dai dati emersi dalla ricerca presentata da David Pambianco, Vice Presidente di Pambianco Strategie di Impresa
Negli ultimi dieci anni i brand del made in Italy passati in mano straniera sono numerosi: in particolare, la francese Lvmh ha acquisito Fendi, Bulgari, Emilio Pucci, Acqua di Parma, Rossimoda e, dalla scorsa primavera, anche Loro Piana e Cova. Il rivale Kering conta su Gucci, Brioni, Bottega Veneta, Sergio Rossi e, da pochi mesi anche su Richard Ginori e Pomellato. Richemont a sua volta ha conquistato Officine Panerai e Montegrappa. La coreana E.Land invece ha acquisito nel corso degli anni Concinelle, Mandarina Duck, Lario e, pare stia acquisendo Bruno Magli. Labelux infine possiede Belstaff e Zagliani. Secondo le stime riportate da David Pambianco il valore economico di tutti questi brand (in tutto le operazioni considerate sono 27) rappresenta un fatturato complessivo di  9,2 miliardi con un margine operativo lordo di 2,1 miliardi (22,8% l'ebitda margin sul fatturato). 
A loro volta i brand italiani hanno acquisito marchi stranieri. Le operazioni principali hanno riguardato: Luxottica (Sunglass Hut, Lenscrafters, Oakley, Ray Ban, Arnette, Alain Mikli); Otb (Martin Margiela e Vicktor & Rolf); Tod's (Roger Vivier) e Prada (Church). 
Secondo Pambianco, non tutto è negativo nel fenomeno delle acquisizioni di aziende italiane da parte di gruppi esteri perché le aziende acquisite, quando entrano in gruppi che hanno un forte network internazionale e risorse importanti da investire, possono essere più facilmente rilanciate e sviluppate e creare occupazione. L'aspetto negativo è che la gestione dei marchi acquisiti passa in mani straniere e non sempre gli interessi sono coincidenti. 
L’Italia - afferma David Pambianco - sta quindi diventando la “Cina” del lusso. Si deve però considerare che la produzione a façon lascia generalmente margini molto bassi alle aziende façoniste anche se può dare un contributo interessante allo sviluppo dei loro fatturati.  
È certo comunque che il futuro delle aziende italiane deve fondarsi su forti politiche di marca e su precisi progetti di sviluppo. La sfida che i brand italiani devono affrontare è globale. Richiede pertanto ingenti risorse ed una massa critica rilevante per poter risultare vincenti.  

Al convegno sono intervenuti fra gli altri, con il coordinamento a cura di Enrico Mentana, direttore del TG di La 7, anche Brunello Cucinelli – Presidente di Brunello Cucinelli, Raffaele Jerusalmi – AD di Borsa Italiana, Claudio Sposito – Presidente ed AD di Clessidra, Eraldo Poletto - AD di Furla,  Andrea Guerra – AD di Luxottica Group, Valentina Visconti – Country Manager Privalia Italia, e Lapo Elkann – Presidente Italia Independent Group. (Omniapress 11.11.2013)