mercoledì 16 luglio 2014

IL ROBOT JOURNALISM NEL FUTURO DELLE REDAZIONI ONLINE?


(a cura di Pietro Cobor) Barcellona - Qualche mese fa l'edizione online del Los Angeles Times ha pubblicato la notizia di un terremoto che aveva colpito la California: esattamente tre minuti dopo che l'evento si era verificato.  La news, piuttosto breve e pubblicata con la mappa dell'epicentro sismico, non sembrava avere alcun particolare interesse, salvo la scioccante frase finale: "questo articolo è stato creato da un algoritmo scritto dall'autore". In sostanza, l'articolo è stato scritto da un software "giornalistico" nell'ambito di quello che viene chiamato "robot journalism". 
Si tratta di un'attività che viene sviluppata in tutto il Mondo da una decina di start-up e che trova applicazione pratica nelle redazioni di alcune testate internazionali. In pratica, il software elabora tramite algoritmi sia dati che notizie e le pubblica automaticamente, soprattutto nel caso in cui vi siano cifre e risultati come nelle news sportive o finanziarie. In questo caso, i lettori difficilmente riescono a capire se l'articolo sia stato scritto da un giornalista o dal computer. 
Tuttavia, il robot journalism non ha ancora sostituito la mente umana: anzi, i giornali online e i redattori lo utilizzano per velocizzare le ricerche e la stesura degli articoli, riservandosi la parte - per ora insostituibile - di commentare e criticare gli avvenimenti. Inoltre, ad esempio proprio per scrivere l'articolo sul terremoto il giornalista del Los Angels Times aveva in precedenza impostato il codice che aveva scritto e pubblicato da solo l'articolo utilizzando informazioni del servizio geologico americano. 
Di "robot journalism" si è parlato a Barcellona (Spagna) durante l'incontro "GEN Summit 2014" (11-14 giugno 2014), congresso organizzato dal Global Editors Network, nel corso del quale si è tenuta una serie di seminari sull'argomento. 
Per ulteriori informazioni: http://www.globaleditorsnetwork.org/gen-summit/ (Omniapress-16.07.2014)
NOTA DEL DIRETTORE:  Questo articolo è stato scritto da un giornalista "umano" ;-)