Come previsto dalla Missione 6 del PNRR, le priorità di intervento per i prossimi anni si concentreranno sul potenziamento delle Reti e presidi territoriali, lo sviluppo del Fascicolo Sanitario Elettronico, l’ammodernamento delle infrastrutture e la telemedicina. La direzione intrapresa a livello governativo mostra come un sistema sanitario sostenibile e resiliente non possa prescindere dalla necessità di ripensare i servizi e i processi integrandoli con il digitale, rendendoli efficaci ed efficienti. In particolare, la Missione 6 prevede per la Componente 2 un investimento di oltre 4 miliardi destinati all’ammodernamento del parco tecnologico ospedaliero che conta ben 3.133 apparecchiature da sostituire perché basate su tecnologie obsolete o perché fuori uso, il potenziamento del livello di digitalizzazione di 280 strutture sanitarie sede di Dipartimenti di emergenza e accettazione (DEA) di I e II livello, il rafforzamento strutturale degli ospedali del SSN.
Per Siemens Healthineers, la rivoluzione digitale in sanità va sostenuta sin d’ora con investimenti adeguati nella direzione della creazione di piattaforme tecnologiche e competenze che rendano l’accesso alle terapie più veloce ed equo e consentano di estendere la cura e il monitoraggio al di fuori delle strutture sanitarie. Un percorso che va attivato con urgenza, attraverso un utilizzo oculato delle risorse messe a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
“Ormai abbiamo compreso che per costruire una sanità sostenibile è necessario definire nuovi modelli di assistenza e di erogazione dei servizi che pongano il paziente al centro e con un ruolo attivo nella gestione della propria salute - afferma Roberta Busticchi Presidente e CEO Siemens Healthineers. L’altra variabile dell’equazione sono gli investimenti nelle tecnologie del futuro e nella digitalizzazione che possano permettere una gestione olistica, efficiente e sostenibile del paziente”.
A questa posizione rispondono le istituzioni ed in particolare il Governo che ritiene che la Telemedicina rappresenti una delle leve fondamentali per ridisegnare la sanità territoriale. I servizi di telemedicina, nella visione del PNRR, rappresentano un formidabile mezzo per contribuire a ridurre gli attuali divari geografici, migliorare l’esperienza di cura per i pazienti, efficientare i sistemi sanitari regionali.
“Grazie al PNRR è necessario riorganizzare la medicina territoriale con percorsi innovativi nelle Case della Comunità e l’utilizzo della telemedicina all’interno dei percorsi diagnostico terapeutici assistenziali (PDTA) per facilitare l’accesso e la continuità dei servizi e contribuire alla decentralizzazione della medicina - sottolinea l’On. Fabiola Bologna, Segretario Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera dei Deputati. In questo contesto va rivalutata l’importanza del Fascicolo Sanitario Elettronico, digitalizzando i dati perché siano interoperabili e possano creare database la cui struttura sia omogenea ed accessibile in tutto il Paese da parte degli assistiti e degli operatori sanitari”.
I risvolti pratici della tecnologia in sanità sono stati affrontati nel Future Summit da Umberto Nocco, Presidente dell’Associazione Italiana Ingenieri clinici. “La tecnologia è diventata ormai un elemento irrinunciabile nel processo di cura, nelle modalità organizzative e di interazione dei reparti, nella professione dei clinici – sostiene Umberto Nocco. - Per questo, mi piace parlare della necessità di puntare ad una “cultura tecnologica” che va decisamente oltre la competenza tecnologica, che è quella che – forse - ci ha caratterizzato fino ad oggi”.
Nel Summit si è molto discusso di sanità digitale e di quali siano gli ingredienti perchè si affermi. Secondo Marco Del Seta, Head of Digital Services Siemens Healthineers “occorrono in prima istanza sistemi di gestione dei dati che creino integrazione dove oggi c’è disgregazione, facilitando l’accesso a questi dati per i pazienti e per il personale che lavora con loro dovunque essi si trovino e li metta a disposizione di sistemi che generino nuove informazioni. E‘ necessario, inoltre, fare affidamento su una infrastruttura che supporti l‘intero patient journey , dalla visita, al percorso ospedaliero, ai nuovi servizi che abbiamo in remoto. Serve, infine, ovunque la centralità dei clinici. La sanità digitale e la telemedicina non sono un percorso informatico, ma medico. E questo percorso lo dovranno disegnare e gestire le persone con ruoli clinici, dentro così come fuori dalle strutture cliniche e ospedaliere“.
In conclusione per Siemens Healthineers, la digitalizzazione della sanità italiana non può prescindere dalla costruzione di ecosistemi di partner che includano istituzioni, provider sanitari, strutture ospedaliere, società scientifiche, associazioni pazienti, che contribuiscano a rimuovere gli ostacoli burocratici, organizzativi e assistenziali alla richiesta di cure, dando un accesso sicuro e virtuale ai servizi e riducendone i costi.
Siemens Healthineers AG (quotata alla Borsa di Francoforte, Germania: SHL) è l’azienda pioniera nell’innovazione della sanità. Per chiunque. E ovunque. In veste di leader nell’ambito della tecnologia medica, Siemens Healthineers, dalla sua sede centrale di Erlangen (Germania) e dalle sue filiali locali, è costantemente impegnata nello sviluppo di prodotti e servizi con l’ausilio delle applicazioni digitali o basate su intelligenza artificiale (AI) che plasmeranno la tecnologia medicale di prossima generazione. Queste nuove applicazioni rafforzeranno le fondamenta dell’Azienda in ambito quali diagnostica in vitro, terapie guidate per immagini, diagnostica in vivo e terapie oncologiche innovative. Nell’esercizio fiscale 2021, conclusosi il 30 settembre 2021, Siemens Healthineers, che nel mondo conta approssimativamente 66,000 dipendenti, ha generato un fatturato pari a 18 miliardi di Euro e un utile rettificato di 3,1 miliardi. In Italia l’Azienda è presente con la ragione sociale Siemens Healthcare s.r.l.
Per info: www.siemens-healthineers.com (www.AgenziaOmniapress.com -16.5.2022)
