L’innovazione
di questo studio è rappresentata dall’utilizzo di una nuova terapia
cellulare avanzata a base di cellule staminali neurali mai utilizzate
prima in pazienti con sclerosi multipla. Tali cellule, a differenza
delle staminali ematopoietiche (utilizzate nelle
forme recidivanti remittenti di malattia ma inefficaci nelle forme
progressive) e delle cellule staminali mesenchimali (che non hanno
mostrato benefici in pazienti con sclerosi multipla progressiva), hanno
mostrato negli studi preclinici condotti in laboratorio
di poter avere un elevato potenziale pro-rigenerativo una volta
trapiantate.
Le cellule staminali neurali rappresentano una
strategia terapeutica promettente per una malattia complessa ed
eterogenea come la sclerosi multipla, in cui sono molteplici i
meccanismi che contribuiscono alla progressione della disabilità –
dall’infiammazione alla neurodegenerazione – e su cui bisogna
intervenire per sviluppare un trattamento efficace.
È stato grazie al sostegno in primis dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (AISM) e della sua Fondazione (FISM) se questa terapia, frutto di 20 anni di ricerca, è arrivata alla sperimentazione clinica.
“É
un traguardo importante quello raggiunto, anche se rappresenta solo
la prima tappa del percorso clinico-sperimentale che porta ad una vera e
propria terapia. Il mio primo pensiero va, soprattutto, alle persone
malate e alle loro famiglie
che hanno sostenuto la nostra ricerca in tutti questi
anni, certo drammatici dal punto di vista della sanità pubblica, con
pazienza, speranza, dedizione e sacrificio. Non saremmo arrivati fin qui
senza il loro contributo. La strada intrapresa
è però ancora lunga”, spiega Gianvito Martino, direttore scientifico del San Raffaele.
“I
dati pubblicati non sono ancora sufficienti per considerare questa
opportunità, appunto, come una vera e propria terapia. Il passo
successivo
sarà quello di procedere con un nuovo studio clinico sperimentale che
coinvolga un gruppo più ampio di pazienti, con l’obiettivo di
dimostrare, da un lato l’efficacia delle cellule staminali neurali nel
bloccare la progressione di malattia, dall’altro lato
la loro capacità di favorire la rigenerazione delle aree del sistema
nervoso danneggiate. Il fine ultimo, che è la grande sfida che abbiamo
deciso di affrontare 20 anni fa, è quello di sviluppare una terapia
innovativa ed efficace per le persone con forme
progressive di SM che hanno, ad oggi, opzioni terapeutiche limitate”, conclude il professor Martino.
“Da
oltre vent’anni abbiamo promosso e sostenuto la ricerca sulle cellule
staminali, investendo nella ricerca di base e nella sperimentazione
sull’uomo. I tempi della ricerca scientifica sono apparentemente
lunghi, ma è così che possiamo arrivare a risultati che siano
concretamente in grado di cambiare la vita delle persone. Questa è la
ricerca che vogliamo e che finanziamo. In questi ultimi venticinque
anni tanto è cambiato nella sclerosi multipla, molto si sta facendo
anche per le forme progressive. Le persone più gravi hanno risposte
innovative per affrontare i sintomi e guadagnare qualità di vita, anche
attraverso la riabilitazione. Continueremo a sviluppare
queste ricerche con le cellule staminali e gli altri progetti
innovativi per andare verso un mondo libero dalla sclerosi multipla” dichiara Mario Alberto Battaglia, presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM).
Le basi scientifiche di questo trial sono state gettate in una serie di lavori del gruppo di Gianvito Martino che, tra il 2003 e il 2009, hanno dimostrato l’efficacia del trapianto di cellule staminali neurali in più modelli sperimentali preclinici di sclerosi multipla.
La terapia sperimentale su cui si basa lo studio STEMS consiste in un’infusione di cellule staminali neurali attraverso una puntura lombare che le immette direttamente nel liquido cerebrospinale, attraverso il quale possono raggiungere il cervello e il midollo spinale che sono le sedi colpite dalla sclerosi multipla e in cui le cellule potrebbero svolgere la propria azione.
Le cellule staminali neurali sono cellule progenitrici in grado di specializzarsi in tutti i tipi di cellule nervose.
Nei
modelli animali è stato dimostrato che queste cellule, una volta
trapiantate, sono in grado di raggiungere le lesioni cerebrali e
midollari proprio perché attirate dal danno. Una volta raggiunte tali
lesioni, le cellule non si specializzano, ma promuovono meccanismi di neuroprotezione e riparazione rilasciando
sostanze immunomodulanti e pro-rigenerative.
Lo
studio ha coinvolto 12 persone con SM progressiva ed elevata disabilità
che avessero già sperimentato
le terapie ad oggi disponibili con scarso o nessun successo. I pazienti
sono stati suddivisi in 4 gruppi, di 3 pazienti l'uno, che hanno
ricevuto, con un'unica puntura lombare, un numero di cellule crescente,
da circa 50 milioni di cellule per il primo gruppo
fino ad arrivare a 500 milioni per l'ultimo. Le
cellule utilizzate per il trapianto sono di origine fetale e sono state
preparate grazie alla collaborazione con il Laboratorio
di Terapia Cellulare Stefano Verri, sostenuto della Fondazione Matilde
Tettamanti e Menotti De Marchi Onlus e con la
Fondazione IRCCS Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico.
“Nel
lavoro pubblicato, oltre a dimostrare la sicurezza e la tollerabilità
del trattamento, descriviamo una significativa riduzione della perdita
di tessuto cerebrale, valutata tramite un monitoraggio di risonanza
magnetica nei due anni successivi il trapianto, nei pazienti che hanno
ricevuto il maggior numero di cellule staminali neurali. A supporto di
tali dati, l’analisi del
liquido cerebrospinale ha evidenziato
un cambiamento della sua composizione dopo il trapianto, dimostrando un
arricchimento in termini di fattori di crescita e di sostanze
neuroprotettive”, spiega
Angela Genchi ricercatrice del laboratorio di Neuroimmunologia e primo nome del lavoro scientifico.
Questo lavoro è stato possibile grazie al contributo della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM) e di: Fondazione Cariplo (Progetto 2010-1835 a GM), Associazione Amici Centro Sclerosi Multipla (ACeSM), BMW Italia, Fondazione Tettamanti Menotti De Marchi Onlus, Comitato Stefano Verri Onlus, Comitato Maria Letizia Verga Onlus.
L'articolo è al seguente link: https://www.nature.com/articles/s41591-022-02097-3
(www.AgenziaOmniapress.com - 9.1.2023)
