Milano (a cura di Pietro Cobor) – Nel Mondo, in un anno, sono stati 978 milioni i consumatori che hanno subito un furto di identità digitale, con danni per circa 172 miliardi di dollari. In Italia, nello stesso periodo, sono stati rilevati 1,8 milioni di alert nel dark Web con aumento del 44% dei dati personali rubati: partendo da queste informazioni (fonti: Olivery Wyman Analysis 2022 e Osservatorio Crif 2022) Wallife, innovativa start-up italiana che opera nel settore Insurtech per proteggere gli individui dai rischi derivanti dall’utilizzo improprio delle nuove tecnologie digitali, ha lanciato l’App Wallife, che protegge l’identità digitale delle persone, mitigando il rischio di furto dei dati personali dallo smartphone.
La nuova App Willife è stata presentata alla stampa da: Maria Enrica Angelone, Chief
Executive Officer Wallife; Fabio De Feo, Chief Information Security
Officer e Edwin M. Colella, Chief Sales & Marketing Officer.
I dati sui furti di identità digitale sono stati poi confermati e rafforzati dai risultati emersi da una ricerca Ipsos commissionata da Wallife, in base ai quali oltre un terzo degli italiani dichiara di essere stato vittima di un crimine digitale. Violazioni degli account social, clonazione delle carte e diffusione non autorizzata di immagini e video personali sono tra i reati che riguardano l’identità digitale più diffusi.
In un contesto complesso e vulnerabile, garantire la sicurezza dei dati personali diventa una necessità: Wallife si occupa di investigare i rischi del futuro e sviluppa soluzioni tecnologiche per proteggere e tutelare gli individui, con una particolare attenzione alla privacy e alla salvaguardia dell’identità digitale.
Grazie a una tecnologia proprietaria che sfrutta algoritmi di Machine Learning, la nuova App Wallife è in grado di rilevare più di 60 minacce legate a potenziali rischi per la sicurezza del dispositivo, della rete e delle app installate, garantendo così un elevato livello di protezione dell’identità digitale degli individui e di mitigazione del rischio.
Inoltre, grazie a un sistema di rilevazione anti-phishing, l’App Wallife consente di verificare l’affidabilità di link, SMS, e documenti che potrebbero nascondere possibili tentativi di phishing, tecnica sempre più sofisticata e complessa da identificare, prevenendo così importanti rischi che possono comportare frodi e danni economici e reputazionali.
“Sempre più persone, di tutte le fasce di età, ogni giorno sono esposte a una serie di rischi che riguardano l’utilizzo delle nuove tecnologie e di dispositivi digitali. Se vogliamo godere appieno dei vantaggi che questi ci offrono, dobbiamo anche essere preparati ad affrontare, e soprattutto prevenire, nuove tipologie di minacce. La nuova App di Wallife, disponibile gratuitamente per 90 giorni per tutti gli utenti e acquistabile unitamente alla copertura assicurativa al termine del periodo di prova, rappresenta un importante strumento di protezione per la nostra identità digitale. Continueremo a lavorare per garantire ai nostri utenti strumenti di protezione sempre più completi integrando nuove funzionalità per proteggere gli utenti dai rischi emergenti e dotarli di strumenti utili a contrastarli attivamente”, ha dichiarato Maria Enrica Angelone, CEO di Wallife.
Wallife® Biometrics ID: uno strumento di tutela contro i rischi del digitale
Attraverso l’App Wallife, inoltre, gli utenti possono gestire la propria polizza Wallife® Biometrics ID autonomamente e accedere a strumenti di protezione.
Lanciata a settembre 2022, Wallife® Biometrics ID è la polizza che assicura l’identità digitale proteggendo l’accesso ai propri conti correnti bancari, metodi di pagamento online e social media.
Wallife, fondata nel 2020 da Fabio Sbianchi e guidata dalla CEO Maria Enrica Angelone, è una start-up che opera nel settore dell’Insurtech che investiga i nuovi rischi derivanti dalle applicazioni della tecnologia in ogni fase della vita degli individui. L’obiettivo di Wallife è sviluppare prodotti assicurativi potenziati da una componente tecnologica utile a prevenire e mitigare i rischi. Wallife agisce principalmente su tre macro-aree: Biometrics, con l’approfondimento e lo studio dell’uso improprio dei dati biometrici e come questo possa compromettere l’identità digitale di ogni individuo; Genetics, ambito che comprende la ricerca dei potenziali rischi derivanti dalle manipolazioni del materiale biologico e genetico; e infine il Biohacking, un’area in cui Wallife investiga sulle vulnerabilità prodotte dall’utilizzo della medicina e tecnologia applicate all’uomo, come i dispositivi medici impiantati.
Complessivamente, Wallife ha raccolto l’interesse di oltre 40 investitori, tra cui i fondi di venture capital United Ventures e Gellify, e altri investitori, tra cui Antonio Assereto, Proximity Capital, Andrea Dini, di Aptafin. (www.AgenziaOmniapess.com - 21.4.2022)

