Milano (Marisa de Moliner) - Il diabete richiede cure continue e attenti ma non sempre tutti riescono a raggiungere il livello glicemico indispensabile per scongiurare complicanze che possono essere anche di non poco conto. Evenienza tutt’altro che rara: basti pensare che in Italia dei 4,5 milioni di persone con diabete l’80 per cento del 26 per cento che assume insulina, secondo i dati del Rapporto ARNO Diabete, non ottiene il raggiungimento del target glicemico spesso a causa di errori di dosaggio e di dimenticanze di somministrazioni del farmaco.
Sovradosaggi e sottodosaggi entrambi pericolosi per la salute evitabili a quanto pare grazie a due nuovi strumenti antierrore presentati a Milano da Novo Nordisk. Due penne per la somministrazione d’insulina di nuovissima generazione in grado d’interfacciarsi con diverse app come FreeStyle LibreLink di Abbott, Glooko®, mySugr® di Roche e con software gestionali utilizzati dalle strutture sanitarie. Riutilizzabili e ricaricabili, la NovoPen® 6 destinata agli adulti e la NovoPen Echo® per pazienti pediatrici Plus, permettono alle persone con diabete di gestire il controllo glicemico e quindi la malattia. Tramite questi due dispositivi, ogni volta che il paziente effettua un’iniezione, vengono rilevate e memorizzate le informazioni riguardo la dose somministrata, le unità assunte, il tempo trascorso dall’ultima somministrazione, ora e data di tutte le dosi iniettate (fino a 800 dosi, corrispondenti ad almeno tre mesi di terapia) e dati di controllo del flusso. Le informazioni sulla somministrazione del farmaco rilevate possono quindi essere utilizzate in parallelo ai dati di monitoraggio della glicemia, permettendo di evidenziare la relazione tra iniezioni di auto-somministrazione effettuate e i relativi livelli glicemici. Infatti, le penne supportano la comunicazione in prossimità (NFC - Near Field Communication), per cui è possibile trasferire la cronologia delle iniezioni a uno smartphone, un tablet, un PC, per tenere un registro personale. Un tracciamento di cui si possono occupare non solo i pazienti ma nel caso delle persone meno avvezze al digitale i famigliari, i care giver e i medici curanti.
«Una terapia insulinica appropriata e “ragionata” è ancora oggi
imprescindibile- spiega Paolo Di Bartolo, Direttore UO Diabetologia di Ravenna,
Presidente Fondazione AMD- per una parte della popolazione con diabete. Tale
approccio terapeutico è parte fondamentale del percorso di cura messo a
disposizione per questi pazienti il cui scopo è prevenire il rischio di sviluppare
complicanze croniche che potrebbero compromettere la qualità e la “quantità”
della vita dei nostri pazienti. Le smart pen e le app dedicate a guidare il
paziente all’identificazione della giusta dose di insulina, sempre supportati
da una adeguata educazione terapeutica, il monitoraggio continuo del glucosio,
risultano essere una grande opportunità per le persone con diabete
insulino-trattate».
«Il controllo glicemico- sottolinea Paolo
Fiorina, professore ordinario endocrinologia, direttore Paolo Fiorina,
direttore SSD Diabetologia ASST Fatebenefratelli Sacco- richiede una
valutazione continua delle modalità di somministrazione di insulina, per cui i
pazienti devono effettuare rilevazioni frequenti e precise. Questo può
rivelarsi molto oneroso per i pazienti, dato che si tratta di diverse
somministrazioni giornaliere e capita spesso che si dimentichino o, annotando i
dati a mano, lo facciano in modo poco accurato e impreciso, rendendoli così
inutilizzabili per il medico. Dati affidabili su ogni singola somministrazione,
in parallelo ai dati di monitoraggio della glicemia e delle abitudini
alimentari, permettono al diabetologo di personalizzare e adattare la terapia e
prevenire così le complicanze della malattia».
E quanto sia complesso rispettare la terapia lo sanno bene i pazienti, soprattutto quelli di lunga data che ricordano come fosse impegnativo tenerne il diario. Uno strumento desueto che non si usa più sostituito dalle nuove penne smart presentate ieri in grado di interagire con le app già in uso da parte di molti pazienti. «È indubbio che l'ultimo decennio abbia visto una vera rivoluzione nella terapia e cura del diabete- dichiara Daniela D’Onofrio, Fondatrice e Direttrice Portale Diabete- dalle nuove insuline, ai sensori, ai microinfusori, tutto ha contribuito a rendere più semplice (o meno difficile, se vogliamo) la gestione della malattia e di conseguenza la vita delle persone con diabete. Questi nuovi device si aggiungono, si affiancano a quelli già citati e vanno a "coprire" una fascia vasta di pazienti. Per le persone in multiniettiva non è infrequente, per la mia esperienza quotidiana, il dubbio se ci si sia somministrata la dose di insulina o quanta insulina per quel determinato pasto. E questo tutti i giorni, 3/4 volte al giorno, generando spesso ansia. Poi ci sono le visite o comunque i contatti con il proprio curante e sappiamo tutti quanto poco sia il tempo di visita. Poter scaricare con un click dati, informazioni, consentirà al curante di avere un quadro certo ed affidabile degli ultimi mesi. Queste nuove penne, quindi, aiuteranno le persone con il diabete a meglio gestire la terapia, in modo più chiaro e consapevole e al tempo stesso faciliteranno i rapporti con il proprio diabetologo».
Il miglioramento dei rapporti tra medico e paziente si
deve anche al cambiamento come precisa Luigi Laviola, Professore Ordinario di
Endocrinologia, Dipartimento di Medicina di Precisione e Rigenerativa e Area
Jonica Università degli studi di Bari: «allo slancio negli ultimi due
decenni è l'aumento del numero di persone con accesso a computer e Internet che
si sentono a proprio agio nello scambio di dati con mezzi elettronici. Ciò ha
facilitato il maggiore utilizzo dell'assistenza con telemedicina anche nel
diabete, con una gestione personalizzata e adattata in tempo reale. Oggi
parlare di digitalizzazione del diabete significa immaginare una strategia in
cui il singolo dispositivo, il singolo software, la singola soluzione digitale
sia iscritta all’interno di un percorso che vuole rendere la vita più semplice.
Le smart pen ricordano al paziente quando ha somministrato la terapia e quante
unità, rendendo più semplice la gestione della malattia per la persona con
diabete e fornendo dati più precisi al diabetologo».
«I recenti progressi- aggiunge Concetta Irace, Professore Ordinario
dell’Università degli Studi Magna Græcia di Catanzaro- nelle tecnologie di
erogazione dell'assistenza sanitaria come applicazioni per smartphone,
telemedicina, m-health, connettività dei dispositivi, tecnologia di
apprendimento automatico e l'intelligenza artificiale hanno portato a un
sostanziale miglioramento del controllo glicemico. È
fondamentale aumentare il coinvolgimento e la cooperazione dei pazienti
nell'autogestione del diabete e favorire la condivisione elettronica dei
dati tra operatori sanitari e pazienti per raggiungere una personalizzazione
costante nella terapia grazie a una visione completa della glicemia e
dell’insulina. Dobbiamo sfruttare al meglio le tecnologie che abbiamo oggi a
disposizione per poter aiutare i pazienti a raggiungere i propri obiettivi e
una qualità di vita sempre migliore, riducendo l’invasività della malattia
nella vita quotidiana».
Le due smart pen, che hanno una durata di cinque anni, già presenti in altri Paesi quali, per citarne alcuni, Germania, Spagna, Regno Unito, Svezia, Francia, arrivate nelle farmacie italiane sono al momento acquistabili al costo di 70 euro. «Ma dall’ultima settimana di aprile forniremo una campionatura gratuita- conclude Pietro De Sanctis, biologo brand manager di Novo Nordisk- in un quantitativo significativo a diabetologi e pediatri da destinare a loro discrezione ad alcuni pazienti e nel giro di due o tre anni potrebbe essere proposta alle Regioni la rimborsabilità». (www.AgenziaOmniapress.com - 6.4.2023)
