Roma (Marisa de Moliner)
- L'Italia non ha niente da invidiare agli altri Paesi nella cura degli occhi
al punto addirittura d'insegnare le proprie tecniche all'avanguardia. Peccato
che i livelli di altissima qualità raggiunti dai nostri oculisti dal punto vista
clinico si scontrino però con ostacoli di natura burocratica che impediscono a
tutti i pazienti di poterne usufruire.
La conferma dell'elevato valore delle prestazioni italiane arriva
dall'operazione di chirurgia della cataratta trasmessa in diretta, al 20°
Congresso internazionale della SOI - Società Oftalmologica Italiana al Cavalieri Hilton, dalle sale operatorie
dell’ospedale romano San Camillo Forlanini. Un intervento avanzato che ha
mostrato, a esperti provenienti da tutto il mondo, l'abilità degli oculisti del
nostro Paese e il loro utilizzo delle tecnologie più innovative in grado di
trasformare la rimozione della cataratta, alla quale siamo ormai abituati, in
un'operazione che consente di eliminare contemporaneamente tutti i difetti
visivi e la presbiopia. Tutto merito come dichiara Matteo Piovella presidente
della Società Oftalmologica Italiana: "di un cristallino artificiale ad
alta tecnologia, che permette al paziente di compiere tutte le azioni di vita
quotidiana, come guidare la macchina, vedere la televisione, usare il computer,
leggere un libro o il giornale senza più utilizzare gli occhiali".
Un progresso senz'altro
notevole come salta all'occhio, peccato che non sia disponibile per tutti.
Perché c'è un ma che non dipende dagli oculisti. "Purtroppo- spiega Piovella- nonostante sia un intervento capace di
migliorare radicalmente la qualità di vita delle persone è ancora troppo poco
diffuso. E pensare che in Italia la cataratta colpisce circa l’8% della
popolazione tra i 70 e i 74 anni, il 12% tra i 75 e gli 80 anni e il 17% degli
over 80. In un anno, in Italia, sono
sottoposti a un intervento di cataratta 650mila pazienti, dei quali però solo lo 0.6% ha usufruito di un cristallino
artificiale per la presbiopia".
Uno svantaggio evidente
dal punto di vista visivo che si traduce però per i pazienti anche in uno
svantaggio economico. Perchè con l'impianto del cristallino artificiale erogato
dal Servizio Sanitario Nazionale, che
non restituisce una vista senza difetti, i pazienti sono costretti a mettere
mano al portafogli per acquistare degli occhiali in modo da rimediare alla
miopia, all'astigmatismo, all'ipermetropia o alla presbiopia.
"E non è
assolutamente accettabile - punta l'indice il presidente della SOI- che oggi il
nostro SSN non sia grado di fornire un’assistenza di qualità, a discapito dei
cittadini e della loro qualità di vita. C’è bisogno di un cambiamento
organizzativo capillare e radicale e anche di informare meglio tutti i
cittadini, così da renderli pazienti consapevoli. Tuttavia, ancora oggi, fin
dall’istituzione del SSN, l’oculistica è considerata una specialità di tipo
elettivo, ovvero la Cenerentola della
Sanità pubblica. L’oftalmologia italiana pubblica può, infatti, contare solo su
un 4% di apparecchiature e dispositivi medici all’avanguardia, a fronte di una
necessità stimata dell’80%".
Ma i problemi per quanto
riguarda gli interventi di oftalmologia non finiscono qui. A Piovella sta a
cuore la qualità delle loro prestazioni
in sala operatoria che soffrirebbero puntualizza: "dell'attenzione piuttosto
scarsa delle istituzioni per questa specialità medica e che anche quando
qualcosa si muove, i risultati finali sono piuttosto deludenti. Mi riferisco
alle recenti linee guida approvate che teorizzano l’assurda possibilità di
eseguire un intervento di oculistica senza la presenza dell’anestesista. Ancora
una volta, con conseguenze negative a discapito dei nostri pazienti. Il medico
anestesista deve assistere direttamente il paziente per fronteggiare le
eventuali difficoltà possibili e rendere l’intervento eseguibile in modo sicuro
ed efficace. La chirurgia della cataratta è un intervento chirurgico che può
presentare possibili complicazioni intraoperatorie come la rottura della
capsula posteriore, una membrana spessa solo 6 millesimi di millimetro e quindi
estremamente fragile. Il nostro obiettivo a sostegno dei pazienti è portare la
percentuale di complicazioni a meno dell’1%".
Non solo chirurgia della
cataratta e pazienti della terza età, al Ventesimo Congresso Internazionale
della SOI, infine, uno spazio è stato riservato, con tanto di corsi
d'aggiornamento, anche alla cura degli occhi dei più piccoli e all'ortottica
che fa parte del bagaglio formativo di ogni medico oculista che, pur
avvalendosi della stretta collaborazione dell'ortottista assistente in
oftalmologia, resta detentore della responsabilità medico-diagnostica. "In
particolare- conclude Matteo Piovella- grazie agli esami ortottici è possibile
identificare delle anomalie della visione
binoculare come strabismo, ambliopia o paralisi dei muscoli oculari. Accertamenti che devono essere rivolti principalmente nei confronti dei pazienti in età
pediatrica ma non solo".
Per info: www.sedesoi.com
(www.agenziaomniapress.com - 5.6.2023)
