lunedì 5 giugno 2023

20° Congresso Internazionale della SOI - Società Oftalmologica Italiana: Oculistica Italiana al Top. Esperti da Tutto il Mondo

Roma (Marisa de Moliner) - L'Italia non ha niente da invidiare agli altri Paesi nella cura degli occhi al punto addirittura d'insegnare le proprie tecniche all'avanguardia. Peccato che i livelli di altissima qualità raggiunti dai nostri oculisti dal punto vista clinico si scontrino però con ostacoli di natura burocratica che impediscono a tutti i pazienti di poterne usufruire. 

La conferma dell'elevato valore delle prestazioni italiane arriva dall'operazione di chirurgia della cataratta trasmessa in diretta, al 20° Congresso internazionale della SOI - Società Oftalmologica Italiana al Cavalieri Hilton, dalle sale operatorie dell’ospedale romano San Camillo Forlanini. Un intervento avanzato che ha mostrato, a esperti provenienti da tutto il mondo, l'abilità degli oculisti del nostro Paese e il loro utilizzo delle tecnologie più innovative in grado di trasformare la rimozione della cataratta, alla quale siamo ormai abituati, in un'operazione che consente di eliminare contemporaneamente tutti i difetti visivi e la presbiopia. Tutto merito come dichiara Matteo Piovella presidente della Società Oftalmologica Italiana: "di un cristallino artificiale ad alta tecnologia, che permette al paziente di compiere tutte le azioni di vita quotidiana, come guidare la macchina, vedere la televisione, usare il computer, leggere un libro o il giornale senza più utilizzare gli occhiali".

Un progresso senz'altro notevole come salta all'occhio, peccato che non sia disponibile per tutti. Perché c'è un ma che non dipende dagli oculisti.  "Purtroppo- spiega Piovella-  nonostante sia un intervento capace di migliorare radicalmente la qualità di vita delle persone è ancora troppo poco diffuso. E pensare che in Italia la cataratta colpisce circa l’8% della popolazione tra i 70 e i 74 anni, il 12% tra i 75 e gli 80 anni e il 17% degli over 80. In un anno, in Italia,  sono sottoposti a un intervento di cataratta 650mila pazienti, dei quali però  solo lo 0.6% ha usufruito di un cristallino artificiale per la presbiopia".

Uno svantaggio evidente dal punto di vista visivo che si traduce però per i pazienti anche in uno svantaggio economico. Perchè con l'impianto del cristallino artificiale erogato dal Servizio Sanitario  Nazionale, che non restituisce una vista senza difetti, i pazienti sono costretti a mettere mano al portafogli per acquistare degli occhiali in modo da rimediare alla miopia, all'astigmatismo, all'ipermetropia o alla presbiopia.

"E non è assolutamente accettabile - punta l'indice il presidente della SOI- che oggi il nostro SSN non sia grado di fornire un’assistenza di qualità, a discapito dei cittadini e della loro qualità di vita. C’è bisogno di un cambiamento organizzativo capillare e radicale e anche di informare meglio tutti i cittadini, così da renderli pazienti consapevoli. Tuttavia, ancora oggi, fin dall’istituzione del SSN, l’oculistica è considerata una specialità di tipo elettivo, ovvero  la Cenerentola della Sanità pubblica. L’oftalmologia italiana pubblica può, infatti, contare solo su un 4% di apparecchiature e dispositivi medici all’avanguardia, a fronte di una necessità stimata dell’80%".

Ma i problemi per quanto riguarda gli interventi di oftalmologia non finiscono qui. A Piovella sta a cuore  la qualità delle loro prestazioni in sala operatoria che soffrirebbero puntualizza: "dell'attenzione piuttosto scarsa delle istituzioni per questa specialità medica e che anche quando qualcosa si muove, i risultati finali sono piuttosto deludenti. Mi riferisco alle recenti linee guida approvate che teorizzano l’assurda possibilità di eseguire un intervento di oculistica senza la presenza dell’anestesista. Ancora una volta, con conseguenze negative a discapito dei nostri pazienti. Il medico anestesista deve assistere direttamente il paziente per fronteggiare le eventuali difficoltà possibili e rendere l’intervento eseguibile in modo sicuro ed efficace. La chirurgia della cataratta è un intervento chirurgico che può presentare possibili complicazioni intraoperatorie come la rottura della capsula posteriore, una membrana spessa solo 6 millesimi di millimetro e quindi estremamente fragile. Il nostro obiettivo a sostegno dei pazienti è portare la percentuale di complicazioni a meno dell’1%".

Non solo chirurgia della cataratta e pazienti della terza età, al Ventesimo Congresso Internazionale della SOI, infine, uno spazio è stato riservato, con tanto di corsi d'aggiornamento, anche alla cura degli occhi dei più piccoli e all'ortottica che fa parte del bagaglio formativo di ogni medico oculista che, pur avvalendosi della stretta collaborazione dell'ortottista assistente in oftalmologia, resta detentore della responsabilità medico-diagnostica. "In particolare- conclude Matteo Piovella- grazie agli esami ortottici è possibile identificare delle anomalie della visione  binoculare come strabismo, ambliopia o paralisi dei muscoli oculari. Accertamenti che devono essere rivolti principalmente nei confronti dei pazienti in età pediatrica ma non solo".

Per info: www.sedesoi.com

(www.agenziaomniapress.com - 5.6.2023)