martedì 10 febbraio 2026

Al Cinema Anteo di Milano: Documentario "Juventus Primo Amore". 1975 - 1985 : i Dieci Anni che Cambiarono il Calcio e l'Italia

 

Milano (Massimiliano Bordignon) - La presentazione milanese di “Juventus. Primo amore” ha riportato alla luce non solo un decennio di trionfi sportivi, ma anche un pezzo di storia italiana. Al cinema Anteo, insieme al regista Angelo Bozzolini, Marco Tardelli e Zbigniew Boniek hanno ridato voce a un’epoca che ha segnato il Paese ben oltre il campo da gioco.

Il documentario, già applaudito al Torino Film Festival, ripercorre gli anni 1975-1985, quando la Juventus conquistò ogni trofeo possibile, diventando un modello di organizzazione e ambizione. Bozzolini intreccia immagini d’archivio e testimonianze di protagonisti come Platini, Zoff, Bartoletti, Cazzullo, Christillin, Linus e Mariella Scirea, restituendo un’Italia attraversata da terrorismo, crisi industriali e trasformazioni sociali. “Mi interessava la vita di questi uomini”, ha spiegato il regista, “perché dietro al gesto sportivo ci sono campioni che vivono una loro quotidianità. È un momento apicale nella storia del nostro Paese”.

Tardelli, tra i volti simbolo di quella Juventus, ha ricordato la durezza e la grandezza di quegli anni: “Sono stati dieci anni meravigliosi della mia vita, impossibili da dimenticare. Certo, non era semplice: avevamo un presidente molto bravo ma anche molto severo. Però ho ricordi bellissimi dei miei compagni”. E non ha risparmiato una stoccata al presente: “Alla Juventus di oggi manca uno che ami la Juventus. Con Andrea Agnelli non avevo un rapporto straordinario, ma almeno era sul campo, sbagliava, ma c’era”.

Boniek, con la sua consueta ironia, ha evocato la forza di un gruppo unico: “Eravamo undici titolari, una squadra di amici, senza rivalità. Ho passato tre anni bellissimi. L’unico rimpianto? La finale di Atene: su dieci partite contro l’Amburgo, sette le avremmo vinte, due pareggiate e una persa. Se avessimo vinto quella, questo film sarebbe molto più lungo”. E sulla sfida immaginaria con la Juve attuale ha scherzato: “Finirebbe 1-0 per noi. Solo 1-0 perché molti non ci sono più e molti hanno 70 anni”.

“Juventus. Primo amore” diventa così un viaggio nella memoria collettiva, un omaggio a una squadra che ha saputo diventare mito e a un’Italia che, attraverso il calcio, imparava a riconoscersi. (www.agenziaomniapress.com - 10.2.2026)