Venezia - È un terremoto politico e culturale quello che sta scuotendo le fondamenta della Biennale di Venezia: il mondo dell’arte internazionale assiste attonito a quello che appare come un punto di rottura insanabile tra il Governo Meloni e i vertici della Biennale, proprio mentre l'istituzione cerca di onorare il lascito della sua curatrice prematuramente scomparsa.
L’Ultimatum del Ministro: "Russia Fuori". Ue: "Riconsiderare la presenza o toglieremo i finanziamenti"
Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha rotto gli indugi con una nota ufficiale: "Il Ministero segue con estrema attenzione e preoccupazione le scelte della Fondazione. La partecipazione della Federazione Russa è una decisione presa in totale autonomia dalla Biennale, nonostante l'orientamento chiaramente contrario del Governo italiano. L'Italia è impegnata nella tutela del patrimonio ucraino e non può avallare la presenza di chi quel patrimonio lo sta distruggendo."
I Ministri della Cultura e degli Affari Esteri di 22 Paesi Ue e la stessa Ue hanno chiesto di "riconsiderare la presenza della Russia.". La Ue ha minacciato di tagliare i finanziamenti comunitari alla Biennale.
La Replica del Presidente della Biennale Buttafuoco: "L'Arte è Tregua"
Non si è fatta attendere la risposta del Presidente Pietrangelo Buttafuoco, che rivendica l'indipendenza dell'istituzione e la funzione diplomatica della cultura: "La Biennale è, per sua natura, il luogo della tregua. Nessun artista resterà fuori a causa del suo passaporto. In un mondo in fiamme, Venezia deve restare lo spazio dove i popoli in guerra si incontrano, non dove si alzano nuovi muri. Non permetteremo che l'arte diventi un'appendice della propaganda geopolitica."
Vaghe voci interne descrivono un Buttafuoco "all'angolo", pronto a rassegnare le dimissioni qualora il Ministero dovesse tentare di commissariare le scelte artistiche o tagliare i fondi in segno di ritorsione.
Un'Edizione nel Segno del Lutto: Il Caso Koyo Kouoh
A rendere l'atmosfera ancora più plumbea è la tragica assenza di Koyo Kouoh, la curatrice designata per questa 61ª edizione, scomparsa improvvisamente a metà 2025. Nonostante il vuoto immenso lasciato dalla prima donna africana alla guida della mostra, la Biennale ha deciso di proseguire seguendo fedelmente il suo progetto, intitolato "In Minor Keys".
L'Anomalia Giuridica: Una Fondazione in Bilico tra Privato e Pubblico
