lunedì 2 marzo 2026

Mani Prigioniere dell'Eczema Cronico: da Leo Pharma Terapia per Liberarle

Milano (Marisa de Moliner) - Quando un semplice gesto delle mani diventa impossibile o addirittura un tormento. Lo sanno bene coloro che soffrono di Eczema Cronico delle mani, costretti a convivere con secchezza, arrossamento, vescicole, ispessimento e fissurazioni. Una condizione, che oltre a prurito costante, può provocare non solo dolore ma invalidare la vita quotidiana lavorativa e personale. Ora arriva in loro soccorso un nuovo farmaco, il Delgocitinib, che approvato dall’EMA (l'Agenzia Europea per i Medicinali), accessibile da gennaio in Italia, è stato presentato a Milano in un evento dal titolo” ECZhibition Liberare le mani dall'eczema cronico è possibile”. L’innovativo percorso terapeutico può spezzare le catene dolorose alle mani e ai polsi di questa malattia che colpisce spesso persone che per lavoro entrano in contatto con sostanze allergeniche, come per esempio parrucchieri e cuochi, ma anche mamme che non riescono ad accarezzare i loro bambini con queste mani ruvide e doloranti. E proprio dall'impossibilità e dalla frustrazione di non poter donare la carezza più dolce che ci sia arriva la conferma che si tratti di una patologia prevalentemente femminile che, molto diffusa, colpisce 1 adulto su 10 nel corso della vita. Nelle forme moderate gravi  può comportare assenteismo lavorativo, costi sanitari rilevanti, limitazioni sociali e affettive, nonché ansia e depressione.

Quanto incida l'Eczema Cronico delle mani e con quale gravità lo ha illustrato chiaramente,  nel corso della presentazione a Milano indetta da Leo Pharma, cui hanno partecipato specialisti e associazioni di pazienti, Antonio Costanzo, vicepresidente della Società Italiana  di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMAST). “È una malattia  frequente- ha sottolineato- fino al 7 per cento della popolazione può esserne colpita, come dice il nome stesso colpisce le mani ed è caratterizzata da un’infiammazione cronica, vuol dire presente da almeno tre mesi oppure che recidiva più volte l’anno. Ne sono colpite  maggiormente le donne e chi lavora con le mani perché una delle cause  principali scatenanti di questa malattia è il contatto con allergeni. Non è la sola causa, ci sono forme che sono indipendenti anche dal contatto con allergeni, per esempio quelle legate alla dermatite atopica o a particolari forme di psoriasi. È una malattia piuttosto invalidante, che impedisce a volte proprio il lavoro e le attività quotidiane. Noi sappiamo i meccanismi che generano l’ infiammazione, è  difficile  però trovare  nel singolo paziente la causa del suo eczema cronico delle mani, ma noi conosciamo adesso abbastanza bene, ed è per questo che è stato sviluppato il farmaco Delgocitinib, attraverso quali fattori infiammatori c'è la reazione che poi porta alle lesioni delle mani”.

Finora in Italia non erano disponibili trattamenti topici con un'indicazione specifica per l'eczema cronico delle mani da moderato a severo. Diagnosticato questo eczema cronico, i dermatologi generalmente prescrivevano un trattamento non continuativo a base di corticosteroidi topici ma a quanto pare si sentiva il bisogno di un'alternativa terapeutica con un'efficacia a breve termine e un controllo duraturo della malattia. Una malattia che oltre nel 70 per cento dei casi comporta problemi nello svolgimento delle attività abituali a causa di movimenti rallentati e difficoltà a toccare non solo oggetti ma anche altre mani. E quanto sia limitante lo si comprende anche dal fatto che nella stessa percentuale si verifica l'impossibilità a sbrigare le faccende domestiche, e che il 50 per cento dei pazienti ha addirittura difficoltà nella gestione della cura personale. Ma queste non sono le uniche percentuali, ce ne sono altre d'impatto economico. Il 35 per cento dei pazienti affetti da eczema cronico delle mani da moderato a severo ha usufruito di un congedo per malattia nell’ultimo anno, il 25 per cento nello stesso periodo non è stato in grado di lavorare e il 5 per cento ha persino dovuto rinunciare a lavorare. 

Dopo tutte queste percentuali si capisce quante speranze si riversino sul nuovo farmaco di fascia H in distribuzione nei centri ospedalieri. Ma come funziona? Lo ha spiegato dettagliatamente Silvia Mariel Ferrucci, responsabile del Servizio di Dermatologia Allergologica della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano: “Il Delgocitinib, che abbiamo la possibilità  di prescrivere da qualche mese, è una crema veramente innovativa. Il primo e unico inibitore topico pan-jak. Cosa vuol dire JAK? Sono  quegli enzimi che troviamo a livello intracellulare che sono fondamentali per la trasmissione del segnale e l'attivazione di tutte quelle citochine che vanno a determinare e ad amplificare la risposta infiammatoria. Agendo su tutte quelle che sono le possibili cause di patologia mi permette di avere una risposta diciamo indipendentemente dalla causa intervenendo sulla disfunzione della barriera cutanea, sul prurito e contribuendo al miglioramento della pelle. Grazie alla somministrazione topica Delgocitinib offre i benefici di un inibitore del JAK con un profilo  di sicurezza migliore rispetto alla terapia sistemica  e rappresenta un’importante innovazione nella gestione dell’eczema cronico delle mani, perché dai risultati degli studi clinici è risultato efficace e ben tollerato nel breve e nel lungo termine”. E in conclusione una notizia tutt'altro che irrilevante per chi è tormentato dall'eczema cronico delle mani. “I dati clinici- ha dichiarato la dottoressa Ferrucci- hanno riportato un rilevante miglioramento del sintomo già dopo un giorno di terapia per quanto riguarda il prurito e dopo tre giorni per il dolore”. (www.agenziaomniapress.com - 2.3.2026)