Milano (Marisa de Moliner) - Forte dei risultati sinora ottenuti grazie alla strategia rivelatasi proficua, Aurora Growth Capital, fondo di private equity e expansion capital italiano, mira ad accrescere le masse gestite da 500 milioni di euro a 650, come annunciato a Milano dalla Founder e Managing Partner Patrizia Micucci e dal Managing Partner Giacinto d’Onofrio.
150 milioni di euro quindi da recuperare nel giro di 18 mesi e da destinare a nuovi investimenti già individuati. Il tutto in perfetta sintonia con il track-record per quanto riguarda i termini di impiego del capitale di Aurora al momento impegnata nell'acquisizione di un’azienda del settore food & beverage. Azienda che andrà ad aggiungersi alle 12 che, con 500 milioni di euro investiti e un fatturato complessivo di 3 miliardi, costituiscono il portafoglio del fondo di expansion capital che investe in piccole e medie aziende italiane ad alto potenziale. Per quanto riguarda la ricerca di nuovo capitale l'operazione è rivolta a investitori istituzionali, quali ad esempio private bank, e casse professionali.
Ma all'acquisizione in dirittura d’arrivo dell'azienda operativa nel settore della ristorazione potrebbero aggiungersi altri quattro potenziali target di investimento attualmente allo studio. E precisamente: un operatore nel settore dei servizi real estate (settore Business Services), un’azienda operante nella gestione dei rifiuti (settore Waste Management), un operatore attivo nello sviluppo di applicazioni (settore Tech) e una società di gestione ed efficientamento di servizi energetici (settore Energy Services). Una situazione, questa, che confermerebbe il forte potenziale di crescita per l’expansion capital in Italia secondo Patrizia Micucci, la founder e managing partner di Aurora: “Non cerchiamo imprenditori che vogliono vendere, ma partner con i quali stabilire un rapporto che dura nel tempo e insieme ai quali sviluppare e far crescere l’azienda sui mercati internazionali. Aurora mette a disposizione risorse finanziarie e manageriali, supporto strategico, competenze e conoscenza dei mercati. Per un’azienda di eccellenza, con un fatturato già consolidato, la partnership con un fondo di growth/expansion capital può essere la chiave per l’accelerazione della crescita senza ricorso al debito, anche in una fase delicata come il passaggio generazionale”.
“Le società che abbiamo in portafoglio– aggiunge il managing partner Giacinto d’Onofrio– stanno crescendo nel 2026, anche attraverso varie acquisizioni in corso. Le previsioni sono buone, nonostante le difficili condizioni macroeconomiche. Per quanto riguarda i nuovi investimenti, i target che stiamo analizzando hanno un tratto comune: forte crescita e alta marginalità. Siamo appunto nella fase finale per acquisire una società attiva nel settore food e, vista la pipeline, sicuramente concluderemo almeno un altro investimento nel 2026”.
Investimento che andrà a unirsi a tutti gli investimenti di Aurora che, in quote di maggioranza o minoranza qualificata, riguardano piccole e medie imprese italiane ad alto potenziale di crescita (con un fatturato compreso tra i 40 e i 200 milioni di euro), leader nelle loro nicchie di mercato e con un significativo orientamento all’export. Gli investimenti, in partnership con imprenditori e manager, sono generalmente compresi tra i 20 e i 50 milioni di euro, un range che può salire a 60-200 milioni di euro per operazioni maggiori realizzate con co-investitori. Investitori che, infine, possono contare sui dividendi, mentre il capitale inizialmente investito viene trattenuto per il funding di ulteriori acquisizioni. (www.agenziaomniapress.com - 24.4.2026)
