Milano (Pietro Cobor ) - Il mal di pancia rappresenta oggi uno dei disturbi più diffusi tra la popolazione italiana, ma paradossalmente rimane uno dei meno compresi. Secondo una survey condotta dalla Società Italiana di Farmacia Clinica (SIFAC), oltre nove italiani su dieci hanno sofferto di questo malessere nell'ultimo anno, eppure più della metà dei cittadini dichiara di non sentirsi affatto sicura nel gestirlo in autonomia.
È proprio da questo scenario di incertezza che nasce "Capire la pancia", un progetto sviluppato da SIFAC con il contributo non condizionante di Opella, finalizzato a migliorare la gestione dei disturbi gastrointestinali e a consolidare la farmacia come punto di riferimento essenziale nel percorso di cura.
L'indagine, che ha coinvolto oltre quattrocento adulti su tutto il territorio nazionale, restituisce l'immagine di un disturbo estremamente frequente e spesso invalidante. Oltre il 93% degli intervistati ha avuto almeno un episodio recente, mentre circa il 40% soffre di manifestazioni ricorrenti che impattano significativamente sulla qualità della vita quotidiana. Nonostante l'elevata incidenza, emerge un forte bisogno di orientamento: ogni mese si registrano in Italia circa 55.000 ricerche su Google relative a questo tema, segno che i cittadini cercano risposte che spesso non trovano nei canali tradizionali. Sebbene quasi la metà degli interessati intervenga rapidamente con una terapia, lo fa frequentemente senza avere gli strumenti necessari per interpretare correttamente i sintomi.
Il termine "mal di pancia" funge infatti da contenitore generico per esperienze cliniche molto diverse tra loro, che spaziano dal dolore crampiforme al gonfiore, fino alla diarrea o al bruciore gastrico. Come spiegato da Corrado Giua, presidente SIFAC, dietro una definizione apparentemente semplice possono celarsi condizioni molto differenti che richiedono una lettura attenta. In questo contesto, il farmacista emerge come figura chiave per aiutare il paziente a decodificare il sintomo e orientarlo verso l'approccio terapeutico più idoneo o, quando la situazione lo richiede, verso il consulto medico.
La complessità del problema è accentuata dalle cause percepite, dove l'alimentazione e lo stress risultano spesso intrecciati. La farmacista clinica e ricercatrice Carolina Carosio osserva come la velocità della risposta terapeutica prevalga spesso sulla correttezza della scelta, rendendo fondamentale un intervento professionale che spieghi come prevenire il disturbo e quando preoccuparsi seriamente. Il progetto "Capire la pancia" si traduce quindi in un programma concreto che, a partire dal mese di giugno, coinvolgerà circa ventimila farmacisti in tutta Italia attraverso attività formative mirate, protocolli scientificamente validati e algoritmi decisionali per migliorare il dialogo con l'utenza.
Il sostegno all'iniziativa da parte di Opella si inserisce in una più ampia strategia di alfabetizzazione sanitaria. Maria Chiara Uboldi, Scientific Affairs Head di Opella Healthcare Italy, sottolinea come il self-care moderno non possa prescindere dalla consapevolezza individuale. L'obiettivo finale resta quello di offrire strumenti validati che permettano ai cittadini di gestire i propri sintomi in modo sicuro e informato, valorizzando la farmacia di comunità come presidio strategico di prossimità in grado di intercettare i bisogni di salute prima che questi si trasformino in emergenze o in gestioni errate del farmaco.
Opella (precedentemente Sanofi), con headquarter in Francia, è la terza azienda mondiale nel settore del self-care medicinali OTC (senza obbligo di prescrizione) con 100 brand, 11mila collaboratori, 13 siti produttivi e 4 centri di ricerca. I suoi prodotti terapeutici più noti sono Bisolvon, Maalox, Dulcolax, Enterogermina. Per info: www.opella.com. (www.agenziaomniapress.com - 6.5.2026)
