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mercoledì 14 ottobre 2026

"Inverno Demografico": Italia -30% e Popolazione della Cina Dimezzata entro il 2100 a Causa della Denatalità? Lo Stato Attuale: l'IVI Istitute Fertility Barometer. 1,7 Milioni di Italiane Hanno Sperimentato l'Infertilità. Rimedi e Prospettive



Milano (Pietro Cobor) – E' stato presentato Ivi Institute Fertility Barometer, condotto da GfK, società del gruppo NielsenIQ, che indaga desiderio di maternità, tempi e ostacoli che possono allontanare il progetto familiare dalla sua realizzazione. L’indagine è stata condotta su un campione rappresentativo di 24.074 donne tra i 19 e i 49 anni in nove Paesi, di cui 4.000 in Italia. L'indagine è occasione di conferma, fra l'altro, della drammaticità del cosiddetto "inverno demografico", ossia la riduzione significativa e costante della popolazione in vaste aree dell'Occidente e della Cina. L'Europa e la Cina, secondo accreditate proiezioni all'anno 2100, vanno incontro - a meno di forti correttivi politico-economici per favorire la natalità e regolare l'immigrazione - a una forte riduzione della popolazione (Italia - 30% e drastico dimezzamento in Cina) a causa della denatalità, con probabili gravi effetti sulle Economie. Sette anni è , infatti, la distanza media tra l’età desiderata e quella effettiva alla nascita del primo figlio per le donne italiane diventate madri più tardi di quanto avrebbero voluto. Tra le intervistate per cui è disponibile un’età desiderata di riferimento, quasi una su due, il 46%, riferisce una maternità più tardiva del desiderato.



 I relatori IVI Institute Fertility Barometer


“Le madri intervistate desiderano in media 2,4 figli, ma ne hanno avuti 1,7: il progetto familiare è più ampio di quello finora realizzato”, commenta Moira Tesser, GfK, società del gruppo NielsenIQ. “Per comprendere questa distanza occorre guardare anche alle condizioni personali e relazionali. Tra le donne che non hanno ancora avuto figli, sentirsi troppo giovani e non avere il partner giusto sono ragioni più citate dell’insicurezza economica. Il desiderio di maternità e le condizioni per realizzarlo possono maturare in momenti diversi”.

Cosa dicono le donne italiane su fertilità e maternità

  • Il desiderio di maternità rimane forte. Il 74% delle italiane intervistate è già madre o desidera avere figli, rispetto all’82% nella media dei nove Paesi. Per il 65% diventare madre è una priorità, contro il 73% del campione internazionale.

  • La maternità arriva più tardi del desiderato e i figli sono meno di quelli che si vorrebbero. Le madri intervistate desiderano in media 2,4 figli, rispetto agli 1,7 avuti. Quelle diventate madri più tardi del desiderato avrebbero voluto avere il primo figlio a 26 anni, con uno scarto medio di sette anni rispetto all’età effettiva.

  • Le condizioni personali e relazionali hanno un peso rilevante. Tra le donne interpellate sulle ragioni per cui non hanno ancora avuto figli, il 30,1% indica la sensazione di essere ancora troppo giovane e il 29,7% la mancanza di un partner adeguato. Seguono l’insicurezza economica (21%) e quella lavorativa (19,6%). Chi è già madre o è in gravidanza indica invece, tra i fattori che hanno influito sulla scelta del momento, la maturità personale (43%), il partner giusto (41%) e la disponibilità di tempo ed energia (32%).

  • L’infertilità riguarda una donna su sei. Circa il 16% delle italiane tra i 19 e i 49 anni ha sperimentato infertilità nel corso della propria vita e il 4,5% la vive attualmente. Le proiezioni corrispondono a circa 1,7 milioni di donne nel primo caso e a 460.000 nel secondo, secondo i criteri del Barometro.

  • L’impatto emotivo è significativo, mentre il supporto psicologico non è sempre offerto. Tra le donne che hanno sperimentato infertilità, il 69% assegna alle conseguenze negative sulla propria vita un punteggio pari o superiore a 7 su 10. Tra quelle che si sono rivolte a uno specialista e hanno ricevuto un trattamento, il 53% dichiara che la clinica abbia offerto supporto psicologico.

  • Oltre il 77% ha consultato un medico; il 14% ha intrapreso un percorso di fecondazione in vitro. Questi dati riguardano le donne con infertilità pregressa, escluse quelle che la vivono attualmente. Tra quelle che hanno intrapreso un percorso di fecondazione in vitro, il 73% dichiara di aver avuto un bambino dopo uno o più trattamenti.

  • Il costo è la barriera all’accesso più citata, seguito da stress emotivo e incertezza sui risultati. Tra le donne che hanno sperimentato infertilità, il 43% indica il costo, il 37% lo stress emotivo e il 31% l’assenza di garanzie sul risultato. Seguono le liste d’attesa (30%), la mancanza di copertura assicurativa (26%) e la difficoltà di trovare informazioni chiare (21%).

“Una cassaforte per gli ovociti, una fabbrica per gli spermatozoi: due immagini per capire perché il tempo incide diversamente sulla fertilità femminile e maschile”, spiega la prof.ssa Laura Rienzi, embriologa clinica, Professoressa Associata presso il Dipartimento di Scienze Biomolecolari dell’Università di Urbino e direttrice scientifica di IVI Institute in Italia. “Le ovaie custodiscono una dote di ovociti presente dalla nascita: questa riserva non si rinnova e, con l’età, diminuiscono sia il numero sia la competenza degli ovociti. I testicoli, invece, dalla pubertà producono continuamente nuovi spermatozoi, mantenendo la capacità riproduttiva dell’uomo praticamente per tutta la vita”. 

Anche questa “fabbrica” risente dell’invecchiamento, che può compromettere la qualità delle cellule prodotte. Secondo i dati ISS, nel 2023 le donne sottoposte a cicli a fresco di PMA con gameti della coppia avevano in media 36,7 anni. “La conoscenza scientifica è patrimonio dell’umanità. Renderla accessibile alle nuove generazioni è una nostra responsabilità: la fiducia nella medicina e la libertà di scegliere cominciano da informazioni affidabili”, conclude la professoressa Rienzi.

Tre nuove grandi cliniche e sei centri satelliti nei prossimi anni: è il piano di espansione di IVI Institute in Italia. Negli ultimi due anni, il Gruppo ha già investito in tre nuove cliniche, a Roma, Napoli e Cagliari, e nell’attivazione di quattro centri satelliti. Alla crescita della rete si affiancano nuove iniziative di welfare e collaborazioni con le imprese.

“Attraverso il welfare aziendale vogliamo ampliare l’accesso ai percorsi di genitorialità”, dichiara Blasco de Felice, Amministratore Delegato di IVI Institute in Italia. “Abbiamo esteso il welfare dei nostri dipendenti ai trattamenti di PMA e lavoriamo a nuove convenzioni con le imprese e all’inclusione della fecondazione assistita nelle coperture assicurative”.

In questa direzione si inseriscono l’accordo siglato con Edenred e il progetto con OTB – Only The Brave, dedicato alla preservazione della fertilità. Due iniziative che accompagnano il lavoro per coinvolgere altre aziende nel sostegno ai progetti di genitorialità delle proprie persone.

La presentazione del Barometro accompagna il passaggio da IVI RMA Global a IVI Institute, una nuova identità che riunisce competenze cliniche, ricerca e innovazione. Con oltre 200 sedi in 15 Paesi e più di 30 anni di esperienza, il Gruppo mette in rete medici, embriologi, ricercatori e laboratori per trasferire i progressi della medicina della riproduzione nella cura dei pazienti.

“IVI Institute rappresenta l’evoluzione di ciò che abbiamo costruito in oltre trent’anni”, dichiara Antonio Pellicer, Executive Chairman, fondatore di IVI e ordinario di Ostetricia e Ginecologia all'Università di Valencia. “Mettiamo in comune le nostre migliori competenze per accelerare l’innovazione, favorire la condivisione delle conoscenze e offrire ai pazienti maggiore continuità, precisione e supporto”.

In Italia, IVI assume il nome IVI Fertility, mentre Genera mantiene la propria identità: entrambi fanno parte di IVI Institute e condividono il patrimonio di conoscenze e innovazione della rete internazionale.

“Questa organizzazione ci permette di rispondere a una domanda crescente, ampliando l’accesso e rafforzando il coordinamento delle cure personalizzate”, afferma Javier Sánchez-Prieto, Global CEO di IVI Institute.

Forte di quasi quarant’anni di leadership scientifica ed eccellenza clinica, IVI Fertility riunisce medici, embriologi ed esperti della fertilità di primo piano, impegnati a offrire cure personalizzate e a far progredire la medicina della riproduzione in Spagna, Portogallo, Italia e Regno Unito. Insieme, contribuiamo alla nascita di oltre 100 bambini ogni giorno, continuando a promuovere il progresso della scienza, delle tecnologie e degli standard che guidano le cure riproduttive nel mondo. Come parte di IVI Institute, IVI Fertility contribuisce a una comunità globale che lavora per ampliare le possibilità della medicina della riproduzione e trasferirne i progressi nella cura dei pazienti. Per saperne di più: ivitalia.it.

IVI Institute è il leader globale nella medicina della riproduzione e riunisce cliniche di fertilità ed esperti di livello mondiale per far progredire il futuro della cura della fertilità in tutto il mondo. Con oltre 100 nascite al giorno in più di 200 sedi in 15 Paesi, Italia compresa, tra cui le cliniche IVI Fertility, Everleap Fertility, LIVIO, Create Fertility e TRIO, oltre ad altri marchi, IVI Institute accelera l’innovazione, amplia la conoscenza e migliora i risultati per i pazienti di tutto il mondo grazie a una ricerca all’avanguardia, alla collaborazione e a rigorosi standard clinici. www.iviinstitute.com. (www.agenziaomniapress.com - 14.10.2026)