Milano (Marisa de Moliner) – Quando il quattrozampe di casa riceve un responso di patologia cardiaca, a rischiare l'infarto (per lo spavento) è quasi sempre il suo umano. I problemi al cuore colpiscono ben una di queste creature su dieci, ma da oggi un aiuto fondamentale contro il grande spauracchio giunge direttamente dall'intelligenza artificiale, con un sistema che, dopo il debutto all'inizio dell'anno negli Stati Uniti, in Germania e nel Regno Unito, approda finalmente anche nelle cliniche veterinarie italiane. A presentare in Italia questa novità è Boehringer Ingelheim, leader globale nella salute animale, che lancia Eko Vet+™ | CANINEBEAT® AI. Si tratta di uno stetoscopio digitale dotato di un cervello tecnologico sviluppato in collaborazione con Eko Health. Il software è stato addestrato e validato nell'ambito della ricerca scientifica sul campo, che ha utilizzato uno dei più ampi set di dati di auscultazione digitale canina finora disponibili, analizzando oltre 4.000 registrazioni raccolte su più di 3.400 cagnolini con il supporto di circa 50 esperti mondiali di cardiologia. Lo strumento è in grado di rilevare, visualizzare e classificare i soffi cardiaci associati ad anomalie strutturali con sensibilità e specificità superiori al 95%. Non solo: amplifica i suoni fino a 40 volte e cancella i rumori di fondo, fornendo un referto finale integrato con la registrazione audio del soffio al cuore e la sua rappresentazione visiva, che possono essere inviate direttamente a chi se ne prende cura. Per il momento, la tecnologia dell'algoritmo è mirata e omologata in esclusiva per la specie canina, escludendo l'applicazione sui gatti. «Abbiamo visto direttamente, nella salute umana, come una rilevazione più precoce e accurata delle patologie cardiache possa cambiare il percorso di cura», ha dichiarato Connor Landgraf, CEO e cofondatore di Eko Health. «La collaborazione con Boehringer Ingelheim ci consente di portare lo stesso approccio nella medicina veterinaria, mettendo a disposizione strumenti avanzati per identificare più precocemente i soffi cardiaci». In conferenza stampa a fare da testimonial d'eccezione c'erano tre ospiti speciali. Il primo è stato Spicy, un Cavalier King Charles Spaniel di 12 anni: per lui, che aveva già un soffio al cuore comparso in età anziana, la dimostrazione in diretta della nuova tecnologia ha confermato il verdetto medico. Esito negativo, invece, per gli altri due testimonial: un vivacissimo Golden Retriever fulvo di soli 2 anni Leone e Franca, una bassottina di 5 anni, scappata subito a casa a fine evento per festeggiare i suoi cuccioli che hanno compiuto 3 anni. Le statistiche certificano che la malattia degenerativa della valvola mitrale (MMVD) fa impennare i dati soprattutto tra gli animali di piccola taglia: a soffrirne maggiormente sono infatti i Cavalier, i bassotti, i chihuahua e gli incroci. Un'arma fondamentale, quella dei sistemi digitali, anche perché molti cagnolini possono essere inizialmente asintomatici. I campanelli d'allarme della malattia mitralica da non sottovalutare sono l'affaticamento e i colpi di tosse, che spesso tra le mura domestiche si scambiano per problemi respiratori ma che hanno in realtà un'origine cardiaca. Tuttavia, il fonendoscopio non è un gadget per cuori ansiosi, ma uno strumento rigorosamente specialistico. «La tecnologia non sostituisce l’esperienza e il giudizio clinico del vet, ma può offrire un supporto concreto nella nostra pratica quotidiana» ha sottolineato Serena Crosara, Medico Veterinario e docente all’Università degli Studi di Parma. Se l'apparecchio non viene posizionato con millimetrica precisione e senza le giuste competenze professionali, si rischia infatti una valutazione totalmente sbagliata. L'obiettivo primario resta lo scambio di informazioni chiare tra lo specialista e la famiglia per arrivare a cure tempestive. Come commentato da Emanuele Ferraro, Head of Boehringer Ingelheim Animal Health Italia: «Questo strumento ha la capacità di rendere condivisibile un'informazione finora affidata soprattutto all'ascolto clinico, supportando conversazioni più limpide e decisioni più consapevoli, un esempio concreto di come la tecnologia possa affiancare le competenze del medico veterinario». (www,agenziaomniapress.com - 17.10.2026)
