venerdì 14 settembre 2012

CALZATURE: ESPORTAZIONI ANCORA IN CRESCITA MA SEGNALI NEGATIVI PER IL FUTURO. IL MICAM DI MILANO GUARDA ALLA CINA

 
Milano - Dal 16 al 19 settembre si svolge in Fiera Milano il Micam Shoevent, salone internazionale della calzatura al quale partecipano 1.573 espositori con le collezioni primavera-estate 2013. La manifestazione è stata presentata da Cleto Sagripanti, presidente di Micam e di Anci (Associazione nazionale dei calzaturieri).
Eravamo appena usciti da un tunnel – spiega Sagripanti - e rischiamo di entrare in un altro di cui non sappiamo la lunghezza. Ma le imprese calzaturiere hanno già fatto molti sforzi e molte innovazioni; da sole non possono essere in grado di farsi carico di tutto. Occorre davvero riprendere in mano i temi della crescita, occorre uscire dalla strategia di solo contenimento della spesa: è l’ora di capitani coraggiosi anche nelle Istituzioni, capaci di traghettare il Paese in una nuova fase e capaci di costruire le condizioni perché le imprese calzaturiere possano esprimere appieno le loro potenzialità”.
Il settore calzaturiero, secondo i dati diffusi da Anci, anche in questo periodo difficilissimo ha mantenuto una crescita nelle esportazioni che in valore sono aumentate, nei primi cinque mesi del 2012, del 4%, on prezzi medi che segnano una crescita attorno al 16%. Nello stesso periodo si è rafforzato il saldo commerciale che si è attestato a 1,45 miliardi di euro, in aumento del 12,2%. Non è quindi in discussione la competitività del prodotto: è semmai la situazione del mercato e soprattutto il contesto nel quale operano le aziende italiane ad essere fortemente penalizzanti rispetto alla concorrenza internazionale.
I dati però mostrano chiaramente che si è di fronte anche ad un rallentamento della produzione: come emerge dalla nota elaborata dall’Ufficio Studi di ANCI, per i primi 6 mesi si può stimare un calo della produzione del “solo” 0,7% in valore, ma ben superiore se misurato in quantità (-3,6%).
Un quadro che sembra peggiorare in prospettiva perché la raccolta ordini del secondo trimestre mostra un calo complessivo del 2,8%, con una pesante diminuzione dell’8% per gli ordinativi Italia. Le aspettative degli imprenditori sono in linea con questi dati: il 60% degli intervistati non prevede, sui mercati esteri, grossi mutamenti rispetto alla situazione attuale, mentre ben il 74% si attende invece un peggioramento ulteriore della domanda interna nel secondo semestre dell’anno.
Gli ultimi dati dell’Istat disponibili ci dicono che dei primi 20 mercati di destinazione, la metà sono membri della UE27 e tutti, con poche eccezioni, mostrano flessioni in quantità e in valore. Per contro, cresce l’export nei paesi extra-europei trainato dai flussi verso il Far East, che segna globalmente un incremento del 32,8% in valore con aumenti a due cifre di tutti e tre i paesi principali: Giappone (+16,3%), Hong Kong (+35,4%) e Cina (+76%).
Non meno significativo è l’incremento fatto registrare dall’area del Medio Oriente (+15,4% in valore) in cui il paese di punta, gli Emirati, fa registrare un aumento del 9,2%.
La Russia (+13,5% in valore) dopo la frenata di aprile ha ripreso slancio, mentre si consolidano in positivo mercati come l’Ucraina (+4,2% valore) e il Kazakistan (+22%). Cambia invece la situazione a occidente: dopo il forte recupero dei primissimi mesi 2012, le vendite verso gli USA hanno rallentato vistosamente, pur presentando ancora una crescita (+9,3% in valore e +0,7% in quantità).
Abbiamo capito che, come Associazione, orientare alla crescita significava non subire passivamente il progressivo ridimensionamento di alcuni mercati - afferma il presidente di ANCI - ma era necessario attuare una politica aggressiva. Per questa ragione abbiamo deciso di esportare il nostro marchio MICAM ShoEvent in Cina. Sarà la più importante vetrina del made-in-Italy in Estremo Oriente, rappresentandone l’eccellenza anche dal punto di vista dell’immagine. Si svolgerà dal 9 all'11 aprile 2013, in concomitanza con la Settimana della Moda di Shanghai, l’evento dedicato al fashion più importante in Asia, insieme a quello di Tokyo, con il supporto di due partner strategici come Fiera Milano e il suo desk a Shanghai, Hannover Milano Fairs Shanghai.”
La proposta della fiera della calzatura in Cina - continua Sagripanti - è quindi l’ultimo passo di una intensissima attività promozionale internazionale che ANCI fa ormai da moltissimi anni e che rappresenta un modello anche per iniziative in altri paesi".
Un tema altrettanto cruciale per ANCI è il tema del lavoro: il calzaturiero rimane uno dei pochi settori del made-in-Italy che è stato capace di “ricostruire” i posti di lavoro persi nel 2009, ma oggi deve fare i conti con un rallentamento che desta preoccupazioni.
Il numero di addetti nei calzaturifici è passato infatti in 6 mesi da 80.925 (dicembre 2011) a 80.136 (-789 unità, pari al -1,0%), tornando praticamente ai livelli del 2010. Una nota positiva viene dalla Cassa Integrazione Guadagni le cui richieste si sono ridotte negli ultimi sei mesi (-24% complessivamente), sebbene rispetto a 4 anni fa (ovvero sui primi 6 mesi 2008) le ore attuali di CIG risultano ancora superiori del 114,4%.
Il lavoro è oggi un problema centrale per le imprese e il nostro settore - spiega Cleto Sagripanti - rimane ancora tra i pochi che ha mantenuto livelli accettabili di occupazione. Per questo abbiamo più volte espresso soddisfazione per l’introduzione del testo sull’apprendistato, ma è necessario incidere strutturalmente anche sulla ripartizione del carico fiscale: più leggero sul lavoro e su chi produce realmente benessere per i nostri territori e per le aziende che assumono giovani. Occorre diminuire il cuneo fiscale per quei settori che, come le calzature, usano in maniera intensiva manodopera specializzata e che necessita di un lungo periodo di formazione in azienda”.
Questa attenzione al cuneo fiscale è a maggior ragione importante se si guarda al risultato dei consumi interni: i consumi di calzature hanno subìto nel primo semestre una flessione media del 4,1%, sia in volume che in termini di spesa, con deterioramenti della domanda ancor più marcati per i segmenti “donna” (-5,3% in spesa) e “bambini/ragazzi” (-7,1%). (Omniapress-14.09.2012)