Il logo Gucci
Milano - Gucci, uno dei principali marchi mondiali nel settore del lusso, ha annunciato il lancio di un proprio logo
dedicato esclusivamente alle attività volte alla sostenibilità sociale ed
ambientale.
Patrizio di Marco, Presidente e CEO di Gucci,
ha affermato che : “ad un logo si associa un’identità, un insieme di valori. Abbiamo
pensato che fosse giusto, da oggi in poi, identificare il nostro impegno in
quest’area con un logo dedicato. Si tratta di valori che fanno parte del DNA di
quest’azienda, da sempre, e che con maggior forza portiamo avanti negli ultimi
anni con politiche di sostenibilità sociale e ambientale in senso ampio. Gucci è
da sempre un marchio leader mondiale nel settore del lusso, sinonimo di
esclusività, tradizione e autenticità. Siamo orgogliosi dei nostri prodotti,
della creatività che c’è dietro, della qualità assoluta, del made in Italy e
dell’artigianalità. Ma soprattutto siamo orgogliosi del senso di responsabilità
di tutte le persone che lavorano per questo marchio, che lo rendono realmente
unico.”
L’impegno filantropico dell’azienda fiorentina - si dice in un comunicato dell'azienda - si
estende oltre l’Italia. Tra le numerose attività declinate localmente nei vari
mercati di riferimento, Gucci ha versato oltre 12 milioni di dollari in 7 anni
di collaborazione con Unicef su progetti destinati a sostenere bambini e donne
dell’Africa Sub-Sahariana.
Tali iniziative fanno parte del sistema di valori
dell’azienda, tanto quanto lo è l’attenzione verso l’ambiente. Nel 2010 è stato
infatti avviato un programma di iniziative eco-friendly per la progressiva
riduzione dell’impatto delle attività dell’azienda sull’ambiente. Al centro di
tali iniziative, c’era la creazione di un nuovo packaging pensato per limitare
l’impiego di materiale, realizzato esclusivamente con carta certificata FSC
(Forest Stewardship Council) e riciclabile al 100%. Contemporaneamente, Gucci ha
presentato in tale occasione un ambizioso programma di attività sostenibili, che
riguardano, tra l’altro, la progressiva sostituzione di materiali in carta,
l’ottimizzazione del carico trasportato, al fine di ridurre il trasporto su
strada e le conseguenti emissioni di CO2, l’ottimizzazione del parco macchine e
un programma volto a limitare il consumo di energia nei negozi. Nel 2010 è stata
inoltre ottenuta la certificazione ambientale 14001.
Facendo seguito al programma di iniziative
eco-friendly per la progressiva riduzione dell’impatto delle attività
dell’azienda sull’ambiente, Gucci ha presentato quest’anno il packaging
riciclabile per gli occhiali. Tale packaging ha un ingombro limitato, con
ricadute positive in termini di costi di trasporto ed emissioni di CO2. In
particolare, i clienti ricevono all'atto dell'acquisto le informazioni
necessarie per inviare il packaging a un determinato centro di raccolta dove
verrà riciclato per la realizzazione di nuovi prodotti. Sempre in tema
ambientale, sono stati sviluppati i primi prodotti eco-friendly, tra i quali una
linea di occhiali eco-sostenibili, realizzati con un innovativo materiale
acetato che contiene elementi naturali, un sandalo biodegradabile e un nuovo
modello di occhiali da sole realizzati in "liquid wood".
Gucci intende consolidare il
cammino di responsabilità sociale intrapreso, perseverando con impegno nella
diffusione delle pratiche, ed integrandole con esperienze di partecipazione allo
sviluppo economico, culturale, sociale e ambientale, in una prospettiva di
sostenibilità e promuovendo la ricerca di un “Valore Sostenibile” che sia alla
base e informi le politiche gestionali e i comportamenti aziendali. Questo
percorso implica la valorizzazione di aspetti chiave per Gucci quali il rispetto
dei diritti umani e dei lavoratori, la promozione delle diversità e delle
capacità professionali, il rispetto dell’ambiente e della biodiversità, il
rispetto degli stakeholder e il coinvolgimento dei fornitori.
Gucci, fondata a Firenze nel 1921, realizza oggi vendite pari a 3,1 miliardi di euro, ha circa 8.000 dipendenti diretti nel mondo e 45.000 indiretti nel solo comparto produttivo in Italia, nonché 405 negozi diretti in tutto il mondo a metà 2012. (Omniapress-04.09.2012)
