
Riva del Garda (Trento) - L’edilizia va reinventata e la risposta è green”: lo ha detto Gianluca Salvatori, ideatore e gestore di Progetto Manifattura oltre che co-ideatore di REbuild in apertura alla terza edizione di REbuild 2014, che si tiene al Palazzo Congressi di Riva del Garda dal 25 al 26 settembre 2014. "Grazie all’ecobonus – continua Salvatori - nel 2013 sono stati spesi, al netto dell'Iva, 23 miliardi di euro per interventi edilizi green, il 45% in più rispetto al 2012 e nel 2014 potremmo arrivare a 40 miliardi di euro.” “In Italia abbiamo due miliardi di mq da riqualificare. Una sfida importante che oggi sta accelerando e che dobbiamo affrontare anche perché le nostre imprese operano anche nel mercato mondiale e si confrontano con gli obiettivi di efficentamento che molti Paesi si sono imposti. La strada, remunerativa e competitiva, che va percorsa è quella di reinventare l'edilizia, di inventare un nuovo modo di fare edilizia. In Italia qualcosa è cambiato, sono stati investiti 109 miliardi di euro in progetti di riqualificazione, ma non è ancora sufficiente. Il retrofit potrebbe attivare oltre 200mila posti di lavoro entro il 2017 – ha annunciato Thomas Miorin, direttore Habitec e co-ideatore di Rebuild. Il comparto green building già ne conta 400.000, con 236.000 creati da fine 2013 ad oggi, secondo il Cresme.” Questi sono solo alcuni dei numeri che sono stati presentati e che verranno discussi fino a domani grazie a 50 relatori e 350 partecipanti, tra cui costruttori, finanziatori, operatori del Real Estate e professionisti. Inserita nel programma della World Green Building Week, la settimana mondiale dell’edilizia green (22-29 novembre 2014), REbuild si è aperta on uno dei guru della riqualificazione sostenibile,Victor Olgyay (Principal Buildings Departments, Rocky Mountain Institute), che ha presentato il colossale intervento all’Empire State Building di New York, introducendo in Italia il concetto di deep retrofit. Si tratta del progetto di riqualificazione energetica più famoso al mondo che dal 2017 farà risparmiare 4,4 milioni di euro l’anno di gestione con un taglio delle spese pari al 38%. “L’Empire State Building è un progetto nato da un'opportunità colta al volo. - ha spiegato Olgyay - La proprietà era intenzionata a riqualificare il grattacielo e noi siamo entrati al momento giusto con una proposta radicale finalizzata a tagliare drasticamente i consumi energetici, senza incidere eccessivamente sui costi, e considerando che dovevamo intervenire su un’edificio storico che doveva mantenere una propria personalità. Un risultato che però abbiamo saputo ottenere solo guardando all'edificio con una prospettiva integrata. Solo così abbiamo potuto ottenere risultati da record”. Il secondo filone tematico di REbuild 2014, “Scaling Up: la riqualificazione su larga scala”, ha spostato il focus sulle condizioni di replicabilità a larga scala e sulle condizioni di crescita del mercato della riqualificazione e gestione sostenibile dei patrimoni immobiliari. Il tema é stato introdotto e sviluppato da Suzie Elkerton, Project Manager di “Plan A” a Marks & Spencer, che per la prima volta in Italia ha parlato dell’ambizioso “Plan A 2020”. La Elkerton ha presentato i risultati già raggiunti e gli obiettivi appena dichiarati del colosso del retail londinese da 60.000 dipendenti e 13 miliardi di euro di fatturato. Plan A, il piano strategico di sostenibilità lanciato nel 2007, ha già permesso a Marks&Spencer di ridurre i consumi energetici dei loro store del 34%, con un risparmio sui consumi idrici del 27% ed una quota di riciclo rifiuti prossima al 100%. Quella di Rebuild è stata l'occassione per introdurre i 100 commitment per i quali saranno chiamati a dare il loro contributo non solo i dipendenti, ma anche clienti e fornitori sui cinque continenti e che sono alla base del nuovo piano di sostenibilità, ancora più ambizioso, lanciato dalla multinazionale inglese. Roberto Busso, Amministratore Delegato del Gruppo Gabetti, nella sessione dedicata al finanziare la riqualificazione ha parlato di come l'industria del real estate debba ripartire nel suo complesso: “tutto è real estate, le strade che percorriamo, la sala dove siamo, la casa o l'hotel dove questa notte dormiremo e questo ci deve far pensare alla nostra responsabilità come operatori del settore. Al crollo delle compravendite si contrappone un dato inversamente proporzionale relativo all'investimento in manutenzione e riqualificazione degli immobili. E le risposte ai nostri clienti, ai cittadini, le dobbiamo dare e trovare proprio qui, perché le banche per queste operazioni ci sono e rispondono presente”.
Per ulteriori informazioni: www.rebuilditalia.it (Omniapress-25.09.2014)
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