Photo by Paola di Bello
Milano - Si tiene dal 9 settembre al 2 novembre 2014 presso la Pinacoteca di Brera (via Brera 28 a Milano) la mostra "Sette Fotografi a Brera", a cura di Sandrina Bandera, Cecilia Ghibaudi e Giorgio Zanchetti
Proseguendo nella politica di aprire la Pinacoteca di Brera
alle forme artistiche contemporanee
di cui la fotografia è parte, la
Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici di Milano,
accogliendo un’idea di Luca Carrà, ha proposto a sette fotografi, di
orientamento e generazioni diverse, di ritrarne gli spazi museali. Il progetto si
pone all’interno dello storico rapporto fra la Pinacoteca e la fotografia.
La prima campagna
fotografica sulle sale del museo, appena riallestito dall’allora soprintendente
Corrado Ricci, fu realizzata nel 1903. L’ultima, condotta
nel 1950 dagli studi Publifoto, Aragozzini e Marchisio, celebrava una nuova
straordinaria inaugurazione, quella della Pinacoteca riedificata dopo la
guerra. Ma l’attenzione
alla fotografia non venne mai meno anche nei decenni successivi, rinnovata con
convegni e mostre storiche dai soprintendenti Franco Russoli e Carlo Bertelli,
già direttore del Gabinetto Fotografico Nazionale e, in ultimo, con esposizioni
e ricerche condotte da Matteo Ceriana.
Photo by Mario Cresci
La mostra nasce anche nella prospettiva di un nuovo
cambiamento della Pinacoteca all’interno del progetto della “Grande Brera”:
l’auspicata apertura di Palazzo Citterio dove saranno trasferite alcune sue raccolte
e, di conseguenza, un diverso allestimento del percorso museale.
Sulla base di
queste premesse Luca Carrà, Mario
Cresci, Paola Di Bello, Mario Dondero, Carlo Orsi, Giovanni Ricci, Annalisa
Sonzogni, hanno percorso nei mesi scorsi le sale di Brera. Giovanni Ricci
e Annalisa Sonzogni hanno osservato
gli spazi museali come un luogo architettonico, autonomo e concluso e non
semplice contenitore di opere d’arte, in cui si dipana la memoria
dell’istituzione e delle sue collezioni.
Le grandi statue
del cortile d’onore sono divenute per Luca
Carrà oggetto di una ricerca di percezione visiva attraverso il contrasto
fra il nero della fotografia e il bianco dello sfondo. Mario Cresci ha proposto una personale interpretazione dei
ritratti, svelandone suggestioni e bellezza.
La ricerca di Carlo Orsi, durante i sette giorni in
cui si è posto davanti ai capolavori, ha avuto lo scopo di cogliere e
comprendere le personali emozioni suscitate nei visitatori da queste tavole e
da queste tele.
La ben conosciuta
curiosità di Mario Dondero verso
tutte le forme dell’attività umana lo ha spinto a guardare i luoghi del lavoro,
quello dei restauratori impegnati sul Ritratto
del conte Porcia di Tiziano e il bronzo canoviano Napoleone come Marte pacificatore raffigurante l’imperatore dei francesi
a cui si deve la nascita del museo.
Photo by Mario Dondero
E poi ci sono
loro: i visitatori, i lavoratori della Pinacoteca, osservati da Paola Di Bello. Con occhio divertito,
ironico e partecipe ha realizzato un video che sarà proiettato nella sala dello
Sposalizio della Vergine di
Raffaello.
A ogni autore è stata riservata una sala, nell’allestimento
curato dall’architetto Alessandra Quarto, in un percorso che si snoda lungo
tutta la Pinacoteca.
La mostra e il
catalogo, edito da Skira, sono a
cura della soprintendente Sandrina
Bandera, Cecilia Ghibaudi storica dell’arte responsabile dell’archivio
fotografico della Soprintendenza di Milano e Giorgio Zanchetti, docente di Storia dell’arte contemporanea presso
l’ Università degli Studi di Milano, con i contributi di Carlo Bertelli e Tiziana
Serena, docente di Storia della fotografia presso l’ Università degli Studi
di Firenze.
Il catalogo di Skira ha 158 pagine e un prezzo di 29 euro.
Per ulteriori informazioni: www.pinacotecabrera.net (Omniapress-08.09.2014)


