venerdì 19 maggio 2023

Società Oftalmologica Italiana (SOI): Allarme Cecità. Nel 2030 Rischio Raddoppio delle Persone Non Vedenti. Pochi Oculisti e Troppi Pazienti: è Emergenza Abbattimento Liste d'Attesa

Roma (Marisa de Moliner) - Non c'è tempo da perdere per arginare il drammatico raddoppio delle persone cieche previsto entro i prossimi sette anni dalla SOI - Società Oftalmologica Italiana che ha lanciato l'allarme alla presentazione del suo ventesimo congresso internazionale in programma dal 25 al 27 maggio a Roma. La cura proposta è garantire a tutti le terapie salva-vista e abbattere le liste d'attesa. Un impegno non da poco ma indispensabile e improcrastinabile da quanto ha dichiarato il presidente della Società Oftalmologica Italiana, Matteo Piovella: “Dobbiamo superare le criticità in cui versa da oltre 20 anni l’assistenza oftalmologica pubblica in Italia, così drasticamente ulteriormente penalizzate dalla pandemia Covid 19. Ogni anno i 7000 medici oculisti salvano la vista a 2 milioni di persone ed effettuano 15 milioni di visite medico oculistiche specialistiche motivando il sostegno, l'attenzione e l’apprezzamento da parte di tutti”.  

Il guaio è che le cure salva-vista sono considerate“elettive” e non “salvavita”. Una penalizzazione che farebbe dell'oftalmologia la Cenerentola del Sistema Sanitario Nazionale, con conseguenze quali  la mancanza di risorse economiche con rimborsi DRG sottocosto e la carenza di oculisti nelle strutture pubbliche. Al momento dei settemila oftalmologi italiani i tremila che lavorano nel pubblico sono decisamente insufficienti ad affrontare le esigenze sempre più crescenti. E siccome sono in aumento non solo le esigenze dal punto di vista numerico ma anche da quello tecnologico, il presidente della SOI sostiene la necessità di altri mille chirurghi oculisti  in grado di far fronte  ai 650mila interventi  di chirurgia refrattiva del cristallino opaco (evoluzione dell'obsoleto intervento di cataratta) eseguiti ogni anno in totale sicurezza per l'efficacia delle nuove tecnologie. E a proposito di nuove tecnologie va tenuto presente che dal 1980, quando è stato reso operativo il Servizio Sanitario Nazionale, “la richiesta di assistenza oftalmologica- ha precisato Piovella-  è cresciuta di venti volte  grazie all'evoluzione digitale e tecnologica e alla diagnostica per immagini  che ha incrementato in modo imprevedibile  ma straordinariamente  positivo la capacità  di diagnosi e cura. Ciò nonostante  l'essere considerata assistenza elettiva  impedisce all'oftalmologia di accedere ai fondi del PNRR”.  

Al momento i più penalizzati sembrano essere i pazienti in attesa di un intervento alla cataratta, che possono restare in lista d'attesa anche due anni, e coloro che sono affetti da maculopatia. Un'alterazione circolatoria della retina che colpisce una persona su tre dopo i settant'anni e impedisce persino di poter leggere un estratto conto bancario.“In Italia da troppo tempo- ha sottolineato il presidente della SOI- ha accesso alle cure adeguate solo il 30% di chi ha necessità: perché si effettuano 300.000 iniezioni intravitreali ogni anno rispetto al milione e oltre dell’Inghilterra della Francia e della Germania. Dopo le restrizioni introdotte introdotte da AIFA nel 2014 ad oggi solo 250 dei 7000 medici oculisti sono abilitati a poter erogare le terapie contrariamente a quanto avviene nel resto del Mondo dove ogni medico oculista è in grado di poterlo fare. La proposta della Società Oftalmologica Italiana è dopo 10 anni di sospendere il periodo di valutazione sull’equivalenza per sicurezza ed efficacia dei farmaci ormai totalmente scientificamente acclarata e, come da competenze evidenti, permettere l’effettuazione delle terapie intravitreali a tutti i 7000 medici oculisti italiani”. 

“L’oculistica in 20 anni ha avuto uno sviluppo straordinario- ha aggiunto Piovella- grazie alle tecnologie digitali, a tecniche chirurgiche e terapie farmacologiche innovative. Le difficoltà organizzative e di tipo economico hanno penalizzato il nostro sistema sanitario nazionale con l’adozione in Oftalmologia di una inconcludente adozione di apparecchiature e dispositivi medici di solo il 4% rispetto al normale e necessario 80%: e questo è un problema perché impedisce diagnosi in tempo reale, non fornendo alcuna documentazione utilizzabile per studiare i casi più complessi e migliorare la qualità delle cure erogate. Risultato: dei 650.000 interventi di cataratta effettuati ogni anno in Italia solo lo 0.6% dei pazienti ha usufruito di un cristallino artificiale in grado di eliminare tutti i difetti di vista e la presbiopia. Praticamente chi ha nei propri occhi un cristallino artificiale ad alta tecnologia guida la macchina vede la televisione usa il computer legge un libro o il giornale senza più utilizzare un paio di occhiali”.

L'Oftalmologia italiana avrebbe quindi grandi potenzialità che si scontrano però con problemi burocratici e organizzativi. Criticità da superare legate al nostro Servizio Sanitario Nazionale che sarebbe “fortemente sottofinanziato” come ha dichiarato alla chiusura della presentazione Nino Cartabellotta presidente della Fondazione Gimbe.“La media della spesa pubblica pro capite- ha concluso-  ci colloca di fatto primi davanti soltanto alla Spagna, al Portogallo, alla Grecia e a tutti i Paesi dell'Europa dell'Est. Ed è evidente che questo si riflette nel mancato accesso alle tecnologie che non riescono a entrare nel nostro Ssn pagate dal sistema pubblico e, in particolare, su quello che è il grande nodo del personale. L'insieme di queste due criticità si traduce pertanto in grosse difficoltà nell'erogare le prestazioni allungando le liste di attesa per i cittadini che spesso poi sono costretti ad andare nelle strutture private”.

Per info: www.sedesoi.com  (www.AgenziaOmniapress.com - 19.5.2023)