lunedì 31 luglio 2023

Cardioprotezione: l'Italia si Adegua al Modello Europeo sui Defibrillatori. 60Mila i Morti all'Anno per Arresto Cardiaco


Milano - Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (Anno 164° - Numero 171) dei Decreti Attuativi sulle disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici (DAE), la legge 116/2021 (Legge Mulè) non è più un’arma spuntata. Si tratta di un’importante mossa concreta per favorire la progressiva diffusione e l’utilizzazione dei DAE e arginare quell’epidemia silenziosa che, solo in Italia, causa 60.000 morti per arresto cardiaco ogni anno. Solo un intervento tempestivo con una rianimazione cardiopolmonare immediata tramite DAE, svolta nei primi 3-5 minuti dall’arresto, potrebbe, infatti, salvare il 50-70% delle persone colpite, ovvero da 30.000 a 42.000 vite umane.

Distribuzione capillare e strategica sulla base densità della popolazione(2 DAE/km2), tale da costituire una rete di dispositivi in grado di favorire, prima dell’intervento dei mezzi di soccorso sanitari, un primo soccorso tempestivo; definizione dei luoghi ad alta frequentazione (uffici pubblici, centri sportivi, stazioni e aeroporti, centri commerciali, ipermercati, alberghi, ristoranti, stabilimenti balneari e stazioni sciistiche, chiese e luoghi di culto, scuole e università, farmacia) in cui posizionare i DAE sono tra i punti salienti dei Decreti.

“Si tratta di una legge rivoluzionaria che cambia l’approccio alla cardioprotezione e che, finalmente, può vedere la sua attuazione - commenta Marco Squicciarini , Medico Coordinatore attività di formazione di rianimazione cardiopolmonare con defibrillatore (BLSD) del Ministero della Salute – Queste raccomandazioni, se messe, in pratica, sono infatti in grado di assicurare un primo intervento entro 4- 5 minuti e non oltre dall’arresto cardiaco, un lasso di tempo cruciale per evitare danni cerebrali irreversibili e il decesso”.

La costruzione di questa rete di soccorso, da un lato garantisce che chiunque, adulto o bambino, possa avere le opportunità di essere salvato in egual modo; dall’altro che mette la popolazione nelle condizioni di poter effettuare precocemente il massaggio cardiaco e salvare una vita senza assumersi responsabilità. La deresponsabilizzazione del cittadino, in caso di insuccesso del soccorso o di eventuali danni fisici al paziente, è un altro punto chiave stabilito dalla normativa.

Il defibrillatore automatico o semiautomatico è uno strumento salvavita che per poter essere efficacie deve essere efficiente. È quindi fondamentale poter contare su dispositivi che sfruttano le tecnologie più avanzate in grado di monitorare costantemente le loro prestazioni ed essere in collegamento costante con la sede del 118 più vicina – dichiara Simone Madiai CEO Emd112® - Fortunatamente le Istituzioni hanno compreso la rilevanza di questo punto e stabilito che i DAE debbano essere oggetto di costante manutenzione o tramite  la nomina del responsabile o essere dotati sistema di connessione in grado inviare alert in caso di malfunzionamento, oltre che essere collegati al sistema di monitoraggio remoto della centrale operativa del sistema di emergenza sanitaria e permettere un intervento professionale”. (www.agenziaomniapress.com - 31.7.2023)