Milano (Marisa de Moliner) - I nostri reni così importanti ma poco considerati. Spesso le patologie renali rimangono invisibili e silenti nelle prime fasi della malattia. E la situazione si complica ancora di più nel caso delle malattie renali croniche rare. Ed è proprio dal prendersi cura di due di queste, la Glomerulopatia da C3 (C3G) e la Glomerulonefrite membranoproliferativa da immumocomplessi (IC-MPGN) primaria, che “CL3AR: obiettivi chiari per la salute dei tuoi reni”, la campagna di prevenzione promossa da SOBI Italia con il patrocinio dell’Associazione Progetto Ddd Ets, della Fondazione Italiana del Rene Onlus (FIR), della Società Italiana di Nefrologia Pediatrica (SINEPE) e della Società Italiana di Pediatria (SIP), è partita con il suo gazebo da piazza Sant'Eustorgio a Milano. Per proseguire tour in altre cinque città: Bari, Torino, Bologna, Palermo e Roma.
Le due malattie renali croniche motore della campagna di sensibilizzazione, abbreviate come C3G e IC-MPGN primaria, sono rare ma democratiche per quanto riguarda il sesso e l'età. Ne soffrono, infatti, sia maschi, sia femmine, sia bambini sia adulti. Definite ultra rare rappresentano meno del 5% delle malattie renali croniche e costituiscono più del 50% dei casi di Insufficienza Renale nei bambini e del 25% negli adulti. Entrambe condividono una caratteristica alla base: un'eccessiva attività della proteina C3 nel sistema immunitario. Normalmente questa proteina aiuta a proteggere il corpo dalle infezioni, ma quando diventa iperattiva può danneggiare i reni per errore, colpendo i glomeruli, ovvero i piccoli filtri dei reni, responsabili della rimozione dei rifiuti e dei liquidi in eccesso. Saranno malattie ultra rare ma tutt'altro che leggere, tant'è vero che la prognosi è complessivamente sfavorevole. Basti pensare che nel 50% dei pazienti adulti e nel 20% dei pazienti pediatrici porta all'insufficienza renale entro dieci anni dalla diagnosi.. Ma come scoprire patologie, come la C3G e la IC-MPGN primaria, che a quanto pare sarebbero particolarmente complesse da identificare? “Queste malattie renali rare rappresentano una sfida clinica complessa- risponde Domenico Santoro, professore ordinario di Nefrologia, direttore UOC Nefrologia e Dialisi, direttore della Scuola di specializzazione in Nefrologia, AOU G. Martino, dell'Università degli studi di Messina - che inizia con la difficoltà di riconoscerle tempestivamente e prosegue con la gestione di percorsi terapeutici spesso frammentati. La diagnosi precoce è un passaggio cruciale: saper cogliere alcuni segni dall'esame delle urine e del sangue e indirizzare il paziente verso centri di riferimento, per un approfondimento diagnostico, può fare la differenza nel rallentare la progressione della malattia e nel migliorare la qualità di vita”. E a indicare i campanelli d'allarme è ancora il professor Santoro: “ Si tratta di sintomi che coinvolgono la funzione renale e che riguardano prevalentemente la presenza di sangue nelle urine (ematuria), dopo aver escluso altre cause, ad esempio di natura oncologica o infettiva . Spesso l'ematuria è accompagnata dalla perdita di proteine, la proteinuria. Quando troviamo insieme ematuria e proteinuria il sospetto è che il problema possa originare dal glomerulo, la porzione del rene dove avviene la formazione della pre-urina”. Spesso la proteinuria si identifica con un semplice esame delle urine ma per poterle quantificare si procede alla raccolta delle urine nelle 24 ore . Un’altra caratteristica è la familiarità. Queste malattie possono avere una causa di tipo genetico ed è importante esplorare in famiglia se altri individui hanno sofferto di insufficienza renale o sono entrati in dialisi o hanno avuto un trapianto di rene”.
Da quanto emerge si capisce l'importanza d’intervenire prontamente. E a chiarirlo è il direttore dell’ UOC di Nefrologia e Dialisi dell'Università degli studi di Messina: “Alcune malattie renali, in presenza di ematuria e proteinuria , riconoscono un meccanismo di natura immunologica, come nel caso della C3G, caratterizzate da un'alterazione della via alternativa del complemento . Dunque è importante fare uno screening per le malattie autoimmuni e in particolare in questo caso dosare l'attività del complemento. In sostanza, partiamo da un più vasto gruppo di malattie renali e in seguito, grazie agli esami di secondo livello, restringiamo il campo d'azione . Ma sicuramente l'esame cardine per una diagnosi precisa è la biopsia renale. Per questo è decisivo per la diagnosi tempestiva rivolgersi a un centro di Nefrologia che abbia esperienza nella biopsia renale”. “Da tenere presente che - conclude il professor Santoro- queste malattie possono insorgere anche più tardivamente, non solo in età infantile”. (www.agenziaomniapress.com - 11.5.2026)
