mercoledì 20 maggio 2026

Semaglutide: Il Farmaco "Togli Fame" in Menopausa Ridurrebbe il Rischio di Infarto, Ictus ed Emicrania


Milano (Marisa de Moliner) - La notizia è rimbalzata da Istanbul a Milano dov'è stata presentata alla stampa. Il farmaco anti-obesità Semaglutide non ridurrebbe solo il peso ma anche il rischio di infarto, di ictus e di emicrania. È quanto è stato mostrato dello studio STEP UP, all'ECO (European Congress Obesity) 2026 a Istanbul e in diretta streaming al Circolo della Stampa di Milano. I dati sembrano confortanti. Le donne con obesità, incluse nella popolazione in studio e trattate con semaglutide hanno ottenuto una perdita di peso significativa e costante in ogni fase della vita: dagli anni della pre-menopausa, attraverso la transizione menopausale, fino alla post-menopausa. I risultati evidenziano inoltre una notevole riduzione della circonferenza della vita, indicatore fondamentale della salute metabolica. In ognuna delle tre fasce con somministrazione adeguata gli esiti sono stati diversi e soddisfacenti. Le donne in pre-menopausa trattate con il dosaggio più elevato di semaglutide (7,2 mg una volta a settimana) hanno perso mediamente il 22,6 per cento del proprio peso corporeo, con oltre 4 pazienti su 10 che hanno raggiunto una riduzione pari o superiore al 25 per cento rispetto al placebo. Risultati analoghi sono stati osservati nelle donne in peri-menopausa e in post-menopausa, con cali ponderali rispettivamente del 19,7 per cento e del 19,8 per cento. Infine, la riduzione della circonferenza vita- pari al 17,5 per cento in pre-menopausa, al 15,6 per cento in peri-menopausa e al 15,3 per cento in post-menopausa - conferma una significativa riduzione del grasso viscerale.

Risultati che appaiono decisamente buoni e che fanno ben sperare coloro che convivono con l’obesità, una condizione decisamente dannosa per la salute. E dai pericoli che comporta mette in guardia Raffaella Di Pace, Medico chirurgo specialista in Ginecologia e Ostetricia e sessuologa clinica all’ospedale San Giuseppe di Milano presente al Circolo della Stampa in diretta streaming con gli specialisti al congresso di Istanbul. «L’eccesso di peso in menopausa- ha sottolineato- incide negativamente anche sui sintomi vasomotori della stessa, accentuando l'intensità e la frequenza di vampate e sudorazioni notturne. Questi sintomi, quando si presentano frequentemente e in modo prolungato, oltre a compromettere la qualità della vita e del sonno, rappresentano un segnale d'allarme per il rischio cardiometabolico, che per la donna dopo i 50 anni aumenta sensibilmente, tanto che oltre il 50 per cento dei decessi femminili in questa fase della vita è riconducibile proprio a malattie cardiovascolari».

Quindi si comprende che dimagrire è indispensabile per proteggere la salute anche con l'ausilio del semaglutide che gli specialisti sostengono non si tratti di una scorciatoia e che vada sempre associato a uno stile nutrizionale corretto. Ne ha spiegato bene il funzionamento in collegamento da Istanbul il professor Uberto Pagotto, Direttore del Dipartimento Scienze Mediche e Chirurgiche UOC Endocrinologia e Prevenzione e cura del Diabete Policlinico di S. Orsola IRCCS Alma Mater Università di Bologna: «Gli studi clinici dimostrano che, agendo direttamente sui centri ipotalamici che regolano la fame e la gratificazione, i farmaci come semaglutide non si limitano ad aumentare il senso di sazietà ma sono in grado di contrastare efficacemente proprio quella fame emotiva e quella spinta incontrollata verso il cibo che rendono così difficile il controllo del peso in alcune donne. Dallo studio OUTSTEP 1 (condotto su circa 2000 persone) appena presentato al Congresso è emerso, inoltre, che circa l’80 per cento dei partecipanti ha riferito soddisfazione non solo per i risultati relativi all’appetito, ma anche per la netta riduzione di pensieri persistenti riguardo al cibo, percepiti come fonte di distrazione e difficili da sopprimere, con conseguente miglioramento del benessere psicofisico e della qualità della vita». Pertanto il farmaco anti-obesità sembrerebbe essere in grado di liberare dal cosiddetto Food Noise, una vera e propria ossessione per il cibo che arriva addirittura a essere invalidante, perché quel “rumore del cibo”, da cui prende il nome, martella continuamente il cervello anche a stomaco pieno. E per contrastarlo non basta uno sforzo di volontà, poiché si tratta di un'interazione che coinvolge ormoni, cervello, emozioni e metabolismo in persone che hanno il senso di sazietà non funzionante e il cui cervello invia stimoli quando il corpo non ne avrebbe proprio bisogno. La semaglutide, infine, pare riesca a bloccare questo circuito difettoso con il rallentamento dello svuotamento gastrico, spegnendo il Food Noise e spingendo a mangiare quando si ha veramente fame. (www.agenziaomniapress.com - 20.5.2026)