Per l’occasione sono stati presentati i dati di una ricerca sulle
infezioni che si possono contrarre in ambito sanitario, promossa e realizzata
da AMICI Onlus,
Associazione Nazionale per i
Pazienti con Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali, che ha recentemente
lanciato la Campagna informativa sulle ICA allo scopo di favorire una nuova consapevolezza per
affrontare questi rischi tutti uniti: chi necessita di una cura e chi della
cura ne ha fatto una professione, una missione.
Il Sottosegretario di Stato al
Ministero della Salute Pier Paolo Sileri, intervenuto all’evento, ha
sottolineato come la sensibilizzazione e la prevenzione siano le armi per
combattere le ICA. Corrette pratiche di prevenzione, che passano da rinnovati e
adeguati protocolli, potrebbero infatti
ridurre di circa il 50% l’occorrenza nel percorso assistenziale , migliorando anche l’impatto economico sul
SSN.
Il fenomeno ICA: è arrivato il Covid
Secondo dati di Cittadinanzattiva
ogni anno in Italia circa il 5-8% dei
pazienti che si recano in ospedale o nei centri diagnostici contraggono delle
ICA. Si tratta di 450-700 mila casi:
1 paziente su 15 contrae un’infezione
durante un ricovero ospedaliero, 1 su 100, invece, la contrae nell’assistenza
domiciliare. Sempre nel nostro Paese, i decessi causati da ICA si stimano in circa 10 mila
all’anno. Per la stessa causa, in Europa si contano circa 37 mila decessi
all’anno, mentre sono 110 mila i decessi per cui le ICA sono una concausa di
morte.
Le ICA sono causate tradizionalmente soprattutto da: Candida, Clostridium
difficile, Enterococchi, Escherichia
coli, Klebsiella pneumoniae, Staphylococcus epidermidis. In
netta ascesa la Tubercolosi multiresistente. Ha fatto, ovviamente, il
suo ingresso il Covid, infezione che sta circolando in ogni ambiente sanitario.
Circa l’80% di tutte le infezioni ospedaliere riguarda quattro sedi principali:
il tratto urinario, le ferite chirurgiche, l’apparato respiratorio, le
infezioni sistemiche (sepsi, batteriemie). Le più frequenti sono le infezioni
urinarie, che da sole rappresentano il 35-40% di tutte le infezioni
ospedaliere. Tuttavia, negli ultimi quindici anni si sta assistendo a un calo
di questo tipo di infezioni (insieme a quelle della ferita chirurgica) e a un
aumento delle batteriemie e delle polmoniti. L’aumento delle infezioni
sistemiche è la conseguenza di
La ricerca AMICI Onlus : Pazienti, Operatori e Dirigenti Sanitari
Guendalina Graffigna, Direttrice
EngageMinds HUB, Università Cattolica, ha illustrato la ricerca promossa e
realizzata nei primi mesi del 2021 da AMICI Onlus. L’obiettivo era quello di capire come sia percepito il
problema ICA da tutti coloro che sono coinvolti, ovvero Pazienti, Operatori
Sanitari e Dirigenti della sanità.
Pazienti: considerando l’intero
campione di 1.139 persone, 154 (il 14%) ha riportato di aver contratto un’ICA
nel corso della vita; in esattamente la metà dei casi (73 su 143 rispondenti),
l’ICA ha causato un prolungamento dei tempi di degenza, per la maggior parte
dei casi superiore ai 7 giorni. L’87% del campione ritiene che vi sia
un’attenzione maggiore alle misure
igienico-sanitarie dopo l’emergenza Covid, mentre il 41,2% ritiene di sentirsi
abbastanza o molto esposto al rischio di contagio da Covid durante gli esami di
controllo. L’87,3% ritiene che siano necessarie misure preventive più rigorose
al di là del Covid. Il 74,6% ritiene che i propri medici si sentano esposti al
rischio di contagio da Covid durante il loro lavoro.
Operatori Sanitari (Medici, Infermieri e altre figure professionali):
l’81.5% del campione complessivo di 1048 persone, riconosce che le ICA sono un
aspetto grave o molto grave nell’ambito dell’assistenza; il 69,3% ritiene che
il livello di consapevolezza sia basso (30,1%) o normale (39,2%). Solo il 2,4%
ritiene che vi sia una consapevolezza molto alta. Esclusi i 563 partecipanti
che non sono informati, degli altri 238: 104 (il 44%; 13% sul totale) hanno
indicato che annualmente è previsto uno stanziamento di risorse per il
contrasto delle ICA; in 134 (il 56%; 17% sul totale) hanno indicato che non è
previsto. Per la maggioranza dei rispondenti (75%) il Covid ha aumentato la
portata delle ICA in ospedale e l’emergenza ha
incrementato la consapevolezza del personale sanitario sulle ICA molto
(25,7%) o abbastanza (48%).
Per l’89% sono necessarie misure preventive più rigorose. Nella maggior
parte dei casi (64%) l’emergenza Covid ha determinato l’adozione di misure
specifiche. Su 505 rispondenti, il 4% si sente molto esposto in quanto non ha
disponibili i DPI (Dispositivi di Protezione Individuale); il 18% abbastanza,
in quanto non ha ricevuto l’adeguata formazione. La maggior parte si sente poco
(68%) o per nulla (10%) esposto. Dirigenti sanitari: la maggior parte del campione di 143 dirigenti (il 93%) ritiene che
il problema sia grave (38%) o molto grave (55%). La percentuale tra gli
operatori sanitari era leggermente più bassa (81,5%). Per la maggior parte dei
rispondenti (54%) il livello di consapevolezza è alto o molto alto. Tra gli
operatori, la percentuale che riportava una consapevolezza alta o molto alta
era solo del 30% circa. Su 113 rispondenti, 66 (58%) hanno indicato che non
sono previste misure e standard di sicurezza per la prevenzione. Secondo la
maggior parte dei rispondenti, 27 su 45, è in crescita il trend nello
stanziamento di risorse finalizzate al contrasto delle ICA negli ultimi 5 anni.
I rimanenti 18 hanno indicato un trend stabile, e nessuno ha indicato un trend
in decrescita.
Il 73% dei dirigenti che hanno risposto alla domanda ritengono che il
Covid abbia aumentato la gravità delle ICA nell’ambito dell’assistenza
ospedaliera molto o abbastanza. Nell’80% dei casi, il Covid ha determinatol’adozione
di misure speci fiche per la prevenzione delle ICA. La maggior parte dei
rispondenti (94%) ritiene che siano necessarie misure preventive più rigorose
abbastanza (56%) o molto (38%). Le percentuali sono molto simili a quelle degli
operatori sanitari.
La Campagna AMICI Onlus: i passi futuri
AMICI Onlus, ha promosso la Campagna #ALLEAMICI per sensibilizzare
l’opinione pubblica, i pazienti e i loro caregiver, gli operatori sanitari e le
istituzioni su questo problema. Il messaggio chiave della Campagna è: “ANCHE LA FIDUCIA E’ CONTAGIOSA”. AMICI Onlus promuove così una nuova
consapevolezza per affrontare questi rischi tutti uniti creando gli #ALLEAMICI con i Pazienti (immunodepressi, fragili
e cronici) e i loro Caregiver; i Professionisti della Salute (Medici,
Infermieri, ecc.); i Direttori Sanitari e i Direttori Generali; i Responsabili
delle Istituzioni politiche e amministrative. Vengono coinvolti tutti
insieme, per combattere le infezioni
attraverso maggiori informazioni e descrizioni di comportamenti virtuosi e di
procedure da seguire per evitare le contaminazioni negli ospedali e nei centri
diagnostici. A breve verranno distribuiti materiali informativi (brochure e
leaflet) negli ospedali e nelle strutture sanitarie per informare sia i
pazienti che tutti gli addetti su come prevenire e ridurre le ICA ed è già
disponibile sul sito una sezione dedicata (Campagna di AMICI Onlus sulle
Infezioni Correlate all’Assistenza -ICA | AmiciOnlus (amiciitalia.eu). .
Numerose Società Scientifiche hanno già concesso il loro patrocinio
all’iniziativa. Si tratta di: ANOTE-ANIGEA, FIASO, FNOPI, HCRM, IG-IBD, INSH,
SIMG. La Campagna viene realizzata con il contributo non condizionante di 3M e
Amgen.
“ Il problema è in gran parte dovuto alla mancanza di informazioni sulla
prevenzione delle ICA. Per questo motivo AMICI Onlus, ha deciso di promuovere
la Campagna informativa sulle ICA”, ha detto la Presidente di AMICI Onlus,
Enrica Previtali. “ La nostra Campagna
si rivolge quindi a tutti i
malati MICI, che sono prevalentemente immunodepressi e quindi a forte rischio
ma, alla luce della pandemia per Covid-19, anche a tutta la popolazione
italiana fragile per età o perché soffre di altre patologie . Questo lavoro vuole essere la base per la
costruzione di nuove regole e procedure di comportamento in grado di prevenire
il fenomeno e arginarlo nel prossimo futuro. Un grande obiettivo sarebbe
l'istituzione di una Giornata Nazionale contro le ICA”.
Nasce l’Associazione Parlamentare per la Tutela
delle persone con Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino, Malattia di Crohn e
Colite Ulcerosa
"A livello istituzionale – ha detto in chiusura la Senatrice Maria Alessandra Gallone -
vogliamo essere vicini ai pazienti affetti da
Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino (MICI), che in Italia sono circa
250 mila. Sul piano delle Infezioni Correlate all’Assistenza sappiamo che
il 13% costretto al ricovero o a effettuare esami diagnostici
contrae ICA e che a causa di queste infezioni, quasi la metà dei pazienti
ricoverati subisce un prolungamento della degenza ospedaliera. Ma non sono solo
le ICA il rischio per questi malati. Per interessarci ai loro problemi e
trovare delle soluzioni abbiamo dato vita all’Associazione Parlamentare per la Tutela delle persone con Malattie
Infiammatorie Croniche dell’Intestino, Malattia di Crohn e Colite Ulcerosa,
alla quale hanno aderito già tanti parlamentari.
Il Sottosegretario Pier Paolo Sileri ha aggiunto: “La nascita di un
gruppo interparlamentare così ampio sulle MICI faciliterà i percorsi
legislativi e tutta l’opera di sensibilizzazione per ciò che ancora manca per
quanto riguarda le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali nel cui ambito,
in base agli studi fatti, si dimostra che 4 pazienti su 10 ritengono l’offerta
socio-assistenziale, l’aiuto psicologico e quelli che sono i percorsi
terapeutici non rappresentativi del gold
standard ed è quindi necessario sicuramente fare qualcosa di più. Oltre alla
ricerca scientifica, servono anche la formazione e un'opera di prevenzione.
Poi, chiaramente, bisogna investire per rimborsare, al di là dei farmaci
routinari, gli integratori e altre terapie a tutti gli effetti, per le quali
attualmente non esiste il rimborso. Quindi, sarà necessario creare un fondo
cospicuo, da poter rimpinguare ogni anno, e credo che sarà fondamentale per
questo gruppo interparlamentare agire con la prossima finanziaria, presentando
emendamenti, ma anche forzando il governo a compiere un atto per favorire
quello che è il percorso di diagnosi, cura, assistenza e formazione che ruota
intorno a questi pazienti”.
All’evento di sensibilizzazione sulle ICA sono intervenuti: Enrica Previtali, Presidente AMICI Onlus; Pier
Paolo Sileri,
sottosegretario di Stato al Ministero della Salute; Guendalina Graffigna, Direttrice EngageMinds
HUB, Università Cattolica; Marco Daperno, Segretario della Società Scientifica
IG-IBD (Italia Group for the study of the Inflammatory Bowel D i sease); Giuseppe Quintavalle , Direttore Generale PTV Fondazione Policlinico Tor Vergata e Vice coordinatore
FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere) Lazio; Senatrice
Paola Binetti, Psichiatra; Onorevole Rosanna Boldi, Medico; Onorevole Elena
Carnevali, Membro Commissione Affari Sociali Camera;Senatrice Maria Alessandra Gallone; Senatrice Annamaria Parente , Presidente
Commissione Sanità Senato; Senatrice Maria Rizzotti, Medico;
Senatore Francesco Zaffini;
Salvatore Leone,
Direttore Generale AMICI Onlus.
AMICI Onlus, Associazione Nazionale per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino, riunisce le persone affette da Colite Ulcerosa e da Malattia di Crohn, i loro familiari e tutti coloro che condividono il valore della salute e il vincolo di solidarietà sociale.AMICI aderisce a EFCCA, la Federazione Europea delle associazioni nazionali che si occupano di Crohn e Colite Ulcerosa che rappresenta 41 organizzazioni di pazienti nel mondo, con circa 100.000 iscritti e 3 milioni di persone rappresentate (www.efcca.org ). L’associazione AMICI Onlus si propone di affrontare i problemi socio-sanitari posti dalle malattie infiammatorie croniche intestinali e si avvale della consulenza e della collaborazione di un comitato formato da professionisti per le iniziative di carattere medico-scientifico. L’associazione intende garantire un più sereno inserimento nell’ambito familiare e sociale ai malati di MICI e una migliore qualità di vita. L’Associazione AMICI Onlus, attraverso un metodo di lavoro innovativo che promuove attività di confronto con i principali attori dello scenario sanitario, istituzionale, partendo dall’esperienza dei pazienti, si fa portavoce dei reali bisogni del cittadino affetto da Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali. Le ricerche di buona qualità sono il presupposto fondamentale per interventi efficaci di Sanità Pubblica.
Per info: https://amiciitalia.eu/ (Omniapress-31.3.2021)
