Milano (Marisa de Moliner) - Non è come il trapianto di fegato da donatore vivente, che prevede il prelievo chirurgico di una parte dell’organo da un donatore sano per trapiantarla in un ricevente malato con conseguente rigenerazione di entrambe le porzioni. Ma anche quello di rene da donatore vivente è altrettanto efficace. “E con un solo rene possono vivere bene entrambi”, ha assicurato il professor Luca De Nicola, presidente della SIN (Società Italiana di Nefrologia) presentando il 66° Congresso a Riccione, che si tiene dal 20 al 24 ottobre 2025 e dove viene reso noto il Documento di Indirizzo che verrà inoltrato poi al Centro Nazionale Trapianti e all'Istituto Superiore di Sanità per implementare l'ottimizzazione del trapianto di rene in Italia che conta 6mila pazienti dializzati in attesa di trapianto.
E uno dei punti cardine del congresso, dal titolo esplicativo su quanto si possa già fare, La salute dei reni è ora, punterà come ha spiegato De Nicola, che è anche professore ordinario di Nefrologia all'Università della Campania Luigi Vanvitelli: “Sulla prevenzione delle malattie renali e sulle cure di prossimità. Perché diagnosticare precocemente le malattie renali significa intervenire in modo efficace per mirare alla remissione della Malattia Renale Cronica ed assicurare trattamenti domiciliari, ossia dialisi peritoneale, e trapianto da vivente nelle fasi avanzate della malattia. Alla quale si associa un rischio di mortalità sin dalle fasi iniziali, e che richiede una terapia sostitutiva. La dialisi purtroppo a tutt’oggi è quella più utilizzata a causa della scarsità di donazioni di rene”. E pensare che a quanto pare comporta non solo minor sopravvivenza ma anche una qualità di vita fortemente penalizzata. La dialisi si rivela inoltre svantaggiosa non solo dal punto di vista clinico, ma anche da quello economico. Al Sistema Sanitario Nazionale ciascun paziente dializzato viene a costare quasi 50mila euro all’anno raggiungendo ogni dodici mesi ben 2,5 miliardi di euro. “Starei attento a risparmiare- ha aggiunto il professor Luca De Nicola- è vero che il trapianto di rene costa di più, ma solo nel primo anno. Del trapianto di rene, nonostante tutti questi vantaggi, attualmente può beneficiarne solo il 30 per cento dei pazienti in lista d'attesa e solo il 15 per cento riceve un rene da vivente. L'Italia si attesta così a metà della media europea”.
E a proposito di risparmi, il presidente della SIN, confrontando anche dialisi peritoneale ed emodialisi, ha rivelato: “ Dai risultati del nuovo rapporto HTA Altems, emerge un divario in termini di costo-efficacia a favore della peritoneale. L’ultima valutazione HTA dei percorsi clinico assistenziali di Altems conferma sostanzialmente la dialisi peritoneale quale intervento di prima linea, in termini di efficacia e costi, rispetto all’emodialisi ospedaliera nei pazienti con Malattia Renale Cronica in stadio avanzato (stadi 4-5). Il report Altems ha inoltre mostrato come la dialisi peritoneale abbia un costo annuale per paziente inferiore rispetto all’emodialisi: rispettivamente pari a € 24.142,71 e € 42.231,55. Un risparmio che possiamo stimare intorno al 43% per paziente all’anno”.
Al congresso di Riccione verranno presentate altre novità in linea con il titolo di questa 66ª edizione La salute dei reni è ora. Come le nuove molecole in fase di sperimentazione che potrebbero modificare radicalmente la gestione della malattia nei pazienti obesi; i farmaci SGLT2-inibitori allo studio per la salute dei più piccoli. E non mancherà nemmeno, infine, una sezione dedicata a gravidanza e salute renale. Perché complicanze come pre-eclampsia, ipertensione e diabete gestazionale aumentano fino a 4 volte il rischio di sviluppare una Malattia Renale Cronica anche decenni dopo il parto. (www.agenziaomniapress.com 21.10.2025)
